servizi digitali

Fioriscono case e fascicoli del cittadino: ma sarà vera gloria?

Prima che alle “case digitali” bisognerebbe pensare ai “mattoncini” che le formano – ossia a quei servizi della PA (ma non solo) che i cittadini andranno effettivamente ad usare – e condividere vision e regole tecniche. Solo cosi’ si potranno offrire soluzioni ottimizzate per le singole realtà e non “prefabbricati”

Pubblicato il 25 Mag 2017

Andrea Nicolini

Project Manager per TrentinoSalute4.0

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In questa primavera stanno nascendo, come fiori nei prati, le case ed i fascicoli del cittadino, ma godranno di vera gloria e soprattutto sono la risposta giusta all’applicazione del fondamentale diritto di cittadinanza digitale previsto dall’articolo 1, comma 1 della Riforma della PA?

Prima di tutto affermiamo con chiarezza che sono eventi positivi che preludono finalmente ad una nuova cultura dei servizi digitali che mettono effettivamente il cittadino al centro delle visioni della Pubblica Amministrazione, ci sono voluti anni, ma finalmente qualcuno ha spostato lo sguardo e l’attenzione dalla PA al cittadino.

Lo sforzo fatto ad esempio dal Comune di Milano, sicuramente l’azione in questa direzione che ha maggiormente colpito l’immaginario collettivo essendo stata oggetto di attenta azione comunicativa, è importante, i servizi esposti sono tanti e chi vive a Milano può finalmente comprendere la portata di questa rivoluzione digitale.

I comuni che hanno intrapreso questa strada sono tanti altri e quindi a breve ci saranno tanti altri cittadini che potranno fruire di servizi analoghi.

Non sarà facile replicare questo sforzo in tutti i comuni e più in generale in tutte le PA, ma soprattutto non sarà necessario o almeno non lo si dovrà replicare completamente, perché le prime amministrazioni stanno lavorando moltissimo sia sul back office (normalizzazione banche dati, bonifica, strutturazione servizi, ecc.) che sul front office (portali, app, ecc.).

Ma ha senso che i servizi della PA vengano fruiti all’interno di un portale che assomiglia al menù di un grande ristorante o ad un catalogo di un grande supermercato?

Ci sono moltissimi servizi della PA che un cittadino non utilizzerà mai nella sua vita, perché semplicemente non gli serviranno mai, noi addetti ai lavori parliamo sempre in generale di PA nel senso più ampio del termine e sottintendiamo tutta l’offerta di servizi ai vari livelli istituzionali, mentre il cittadino quando parla di PA pensa solo ed esclusivamente a quell’insieme di servizi di cui si è servito erogati da soggetti pubblici.

I servizi della PA andrebbero quindi visti come mattoncini (api) che vengono resi disponibili ai cittadini o a soggetti privati che possono così assemblarli assieme e costruire case personalizzate per singoli cittadini, nelle quali magari qualche mattoncino non è nemmeno della PA nel senso stretto (le utenze delle forniture energetiche ad esempio o di telecomunicazioni, non sono PA, ma sono di interesse comune).

Certo i mattoncini devono essere standard e quindi devono potersi facilmente incastrare fra loro, per questo bisogna rapidamente condividere le regole tecniche, semplici e basate sui principali standard disponibili, per pubblicare e rendere disponibili le api dei servizi della PA, così che tutte le Pubbliche Amministrazioni che stanno realizzando i loro fascicoli possano esporre i servizi in queste modalità, essendo certi dell’investimento fatto.

A quel punto basterebbe una sola app (non un portale, non decine di app) capace di raccogliere i servizi di interesse del singolo cittadino per aver risolto il problema annoso e complesso dell’accesso dei cittadini alla PA digitale.

Gli operatori di mercato potrebbero assemblare i servizi per integrarli con servizi privati, sviluppando soluzioni ottimizzate per le singole realtà e soprattutto garantendo un costante aggiornamento delle modalità di fruizione dei servizi.

La PA a questo punto sgravata dei compiti di front office digitale con i cittadini, potrebbe concentrarsi sui servizi a supporto e sull’ottimizzazione delle proprie capacità di erogare tempestivamente quei servizi.

Tutto questo è già realizzabile dallo scorso anno, più amministrazioni si attiveranno e realizzeranno servizi ed api come Milano e maggiore sarà il numero di cittadini che ne potrà fruire.

Tecnologicamente è praticamente tutto pronto, esistono standard e implementazioni degli stessi, ci sono infrastrutture abilitanti ormai in esercizio, Spid, PagoPA, Anpr e Fse, si tratta di condividere la visione ed un minimo di regole tecniche ed applicarsi.

Niente più case dei cittadini di singole amministrazioni, ma un mare di mattoncini colorati per permettere a tutti di costruire la propria casa.

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