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PA senza carta dal 12 agosto, ecco come cambierà la vita delle amministrazioni pubbliche

Gli enti pubblici ed i Comuni dal 12 agosto useranno esclusivamente e nativamente documentazione digitale. Vediamo quali sono le norme che hanno introdotto questo obbligo che rivoluzionerà il loro modo di lavorare. In pratica tutte le Pubbliche Amministrazioni dovranno adeguare i sistemi di gestione informatica per produrre in formato digitale tutti gli originali dei documenti amministrativi che gestiranno

Pubblicato il 27 Lug 2016

Daniele Tumietto

Dottore commercialista

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PA senza carta dal 12 agosto, ecco come cambierà la vita delle amministrazioni pubbliche

Manca pochissimo alla data del 12 agosto, giorno dal quale decorre l’obbligo di digitalizzazione di tutti documenti amministrativi degli enti pubblici ed i Comuni (a questo link è possibile vedere il countdown della scadenza PA senza carta!), a partire della predetta data dovranno formare tutta la loro documentazione esclusivamente e nativamente in digitale, quindi senza più utilizzare carta.

L’anzidetto obbligo è stato introdotto dall’art.17 co.2 del DPCM 13 novembre 2014 che impone alle Pubbliche Amministrazioni italiane di completare il processo di digitalizzazione dei documenti e, contestualmente, la revisione dei processi amministrativi. Quest’ultimo aspetto è importantissimo perché va collegato al riferimento alla vigente normativa in materia di documenti informatici, protocollo informatico, conservazione dei documenti in linea con quanto stabilito dal Codice dell’Amministrazione Digitale, e sul punto si suggerisce la lettura delle Linee guida emanate da AgID.

In pratica tutte le Pubbliche Amministrazioni dovranno adeguare i sistemi di gestione informatica per produrre in formato digitale tutti gli originali dei documenti amministrativi che gestiranno.

L’attuale formulazione del CAD prevede all’art.22, co.1, che gli atti formati dalle Pubbliche Amministrazioni con strumenti informatici nonché i dati e i documenti informatici detenuti dalle stesse, costituiscono informazione primaria ed originale. Quindi esse possono procedere ad acquisire i documenti anche mediante sistemi OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) o con digitazione del loro contenuto (trascrizione manuale su supporto elettronico).

A tale previsione segue quella contenuta nell’art.22, co.3, che dispone “le copie su supporto informatico di documenti formati dalla pubblica amministrazione in origine su supporto analogico ovvero da essa detenuti, hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, degli originali da cui sono tratte, se la loro conformità all’originale è assicurata dal funzionario a ciò delegato nell’ambito dell’ordinamento proprio dell’amministrazione di appartenenza, mediante l’utilizzo della firma digitale o di altra firma elettronica qualificata e nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71”.

Quindi per dare validità alle copie sarà necessario avere, oltre alla delega specifica al funzionario, una firma digitale o altra firma elettronica qualificata apposta al documento.

Appare chiaro che le nuove disposizioni in esame portano a dover rispettare le caratteristiche di autenticità, immodificabilità e leggibilità che sono proprie dei documenti elettronici.

Riprendendo la definizione contenuta nell’art.1, co.1, lett p) del CAD il documento è una rappresentazione informatica di atti, fatti, dati giuridicamente rilevanti ed ha validità giuridica se è formato, gestito e conservato a norma.

Indirettamente è quindi necessario fare riferimento alle disposizioni contenute nel Regolamento europeo 910/2014 “eIDAS” in cui è indicato che per documento elettronico s’intende “qualsiasi contenuto conservato in forma elettronica, in particolare testo o registrazione sonora, visiva o audiovisiva”.

Non a caso l’art.3 del DPCM 13 novembre 2014 indica che il documento informatico ha caratteristiche di immodificabilità solo se è formato assicurando che forma e contenuto siano inalterabili nelle fasi di tenuta e accesso. Inoltre deve essere garantita la staticità nella fase di conservazione e il documento deve essere identificato in modo univoco e persistente mediante la memorizzazione (conservazione) su un sistema di gestione informatica dei documenti la cui tenuta può anche essere delegata a terzi, a determinate condizioni.

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angela
angela
10 anni fa

la pec è digitale e vale

carlo
carlo
10 anni fa

E’ normale che possa circolare cartaceo generato dalla P.a. di nessun valore legale,, senza che nessuno venga sanzionato ?

IL cartaceo della P.a. , non di “provenienza internet/cloud” e “senza dicitura di Stato” non ha nessun valore legale ( soldi falsi e non veri) Le sanzioni sono relative a danni all’ immagine dell’ente truffa allo Stato ed al cittadino e forti danni erariali.

La validita’ legale al cartaceo della P.a. oltre che dalla provenienza internet/cloud , e’ data dalla dicitura di Stato:

Dicitura di Stato

I certificati rilasciati prima del 1° gennaio 2012 non possono più essere usati perché,non riportando “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”, non sono più validi.

Secondo la Legge di stabilità 2012, infatti dal 1° gennaio di quest’anno, i certificati rilasciati dalla pubblica amministrazione relativi a stati, qualità personali e fatti sono validi ed utilizzabili solo nei rapporti tra privati.

il rilascio dei certificati che ne siano privi costituisce violazione dei doveri d’ufficio a carico del responsabile, per espressa previsione della lett. c-bis comma 2 dell’art. 74, del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, introdotta dal citato articolo 15 della legge n. 183 del 2011.

In pratica la dicitura e‘ la firma,bollo e timbro su “carta” della Pubblica Amministrazione…Un atto contrario ai doveri di ufficio,è punito con la reclusione da due a cinque anni.

giancarlo
giancarlo
10 anni fa

Desidero conoscere se la posta certificata vale ancora oppure no.
In quanto leggevo lo scorso anno (2015) che la posta certificata non veniva presa in considerazione o tanto meno valutata.Mi date una risposta non accademica ma tale che un privato cittadino possa intendere e non interpretare?

Cettina
Cettina
10 anni fa

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