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Accessibilità, ecco le linee guida per i privati: bello, ma c’è stress da norme

AGID ha pubblicato per le imprese le “Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici”. Una bella notizia, nella speranza che le imprese si adeguino presto e che i cittadini trovino la forza di combattere per ottenere i propri diritti

09 Mag 2022
Flavia Marzano

Digital Transformation Consultant

AGID ha pubblicato  le “Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici” per le imprese. Un’ottima notizia, se non fosse per la solita fatica cui, sia l’impresa obbligata a garantire l’accessibilità, sia la persona che vuole fruire del diritto di accessibilità, se non è un/a giurista esperto/a, deve sottoporsi per capire fino in fondo quali sono i propri diritti e doveri. Proverò a spiegarmi meglio.

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L’accessibilità per la pubblica amministrazione

La pubblica amministrazione italiana (sia centrale che locale) è obbligata fin dal 2004 con la Legge n. 4 (detta anche Legge Stanca, dal nome del Ministro che l’ha promossa) a “favorire e semplificare l’accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici” anche se, purtroppo, ancora molti sono i siti e i servizi pubblici che non garantiscono completa accessibilità, ma di questo parleremo un’altra volta.

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Con il Decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” è stata avviata un’importante riforma della citata Legge Stanca inserendo anche per grandi realtà aziendali del settore privato l’obbligo di garantire l’accessibilità a persone con disabilità i servizi che offrono attraverso siti e applicazioni mobili, prevedendo sanzioni fino al 5% del fatturato.

Accessibilità, che fatica capire diritti e doveri

Partiamo da lontano: l’articolo 3 della Costituzione (1 gennaio 1948) dichiara che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” e per assolvere a tali diritti compito della Repubblica è “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

La Legge 4 del 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” prevede che la Repubblica riconosca e tuteli “il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici” e richiede che sia “tutelato e garantito, in particolare, il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione, nonché alle strutture ed ai servizi aperti o forniti al pubblico attraverso i nuovi sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione in rete al principio di uguaglianza ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione”.

L’Articolo 13 del Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo n.82/2005) recita: “Le pubbliche amministrazioni, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili, attuano politiche di reclutamento e formazione del personale finalizzate alla conoscenza e all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché dei temi relativi all’accessibilità e alle tecnologie assistive, ai sensi dell’articolo 8 della legge 9 gennaio 2004, n. 4.”

L’Articolo 17 del Codice dell’Amministrazione Digitale, prevede che al Responsabile per la Transizione Digitale (RTD) e difensore civico digitale siano attribuiti compiti relativi all’accesso dei soggetti disabili “agli strumenti informatici e promozione dell’accessibilità anche in attuazione di quanto previsto dalla legge 9 gennaio 2004, n. 4.”

Il Decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. (20G00096)”, all’Articolo 26, comma 15, lettera a) recita: “sono definiti l’infrastruttura tecnologica della piattaforma e il piano dei test per la verifica del corretto funzionamento. La piattaforma è sviluppata applicando i criteri di accessibilità di cui alla legge 9 gennaio 2004, n. 4 nel rispetto dei principi di usabilità, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità e interoperabilità;”.

Le linee guida

Come segnalato l’Agenzia per l’Italia Digitale ha adottato, il 26 aprile 2022, con la Determinazione n.117/2022, le “Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici per i soggetti che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attività, superiore a cinquecento milioni di euro.” Tali linee guida sono per i soggetti erogatori “di cui all’art. 3 comma 1-bis della Legge n. 4/2004”.

Il 2 Maggio 2022 Agid pubblica il Regolamento recante le modalità di accertamento e di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell’art.9 comma 1-bis della legge 4/2004 e successive modifiche “Vigilanza sull’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili da parte di soggetti erogatori art. 3 comma 1-bis (legge n.4 / 2004 e successive modifiche)” in cui si specifica che le verifiche sull’accessibilità svolte ai sensi del Regolamento medesimo tengono in considerazione le norme di legge applicabili e le fonti sotto indicate e successive modifiche o integrazioni:

  • Linee guida per i soggetti erogatori di cui all’art. 3 comma 1-bis, Legge 9 gennaio 2004 n. 4
  • Norma tecnica europea armonizzata: EN 301 549 vigente

Il Regolamento è adottato per l’attuazione dell’art. 9 bis della Legge 4/2004 e “disciplina i procedimenti di verifica e sanzionatori relativi ai servizi offerti al pubblico dai Soggetti erogatori privati attraverso siti web o applicazioni mobili.” ed entrerà in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Conclusioni

A conferma delle difficoltà che abbiamo segnalato all’inizio dell’articolo riassumiamo di seguito tutti i riferimenti normativi che privati che offrono servizi digitali e persone che ne possono fruire devono capire e applicare tenendo anche conto dei riferimenti incrociati presenti nelle diverse normative:

  • Articolo 3 della Costituzione
  • Legge 4/2004
  • Decreto Legislativo 82/2005
  • Decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76
  • Determinazione AGID n.117/2022
  • Regolamento AGID recante le modalità di accertamento e di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell’art.9 comma 1-bis della legge 4/2004 e successive modifiche
  • Linee guida agid linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici – per i soggetti erogatori di cui all’art 3 comma 1-bis della legge n. 4/2004

Resta la bella notizia e speriamo che le imprese si adeguino presto e che i cittadini trovino la forza di combattere per ottenere i propri diritti!

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