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Piattaforma Digitale Nazionale Dati: come l’Istat realizzerà il National Data Catalog

In virtù delle competenze acquisite nello svolgimento dei propri compiti istituzionali in merito allo sfruttamento e al trattamento delle informazioni amministrative, l’Istat è stato individuato quale soggetto attuatore del progetto National Data Catalog. Obiettivi, aspetti principali e governance del progetto

Pubblicato il 25 Gen 2023

Giovanna Bellitti

Direttore Centrale affari giuridici e legali, Istat

Cecilia Colasanti

Responsabile del Servizio “Protezione dei dati personali, monitoraggio dei sistemi di sicurezza e rapporti con gli interessati” e Data Protection Officer presso Istituto Nazionale di Statistica, Istat

Massimo Fedeli

Direttore Centrale per le tecnologie informatiche, Istat

conservazione dati traffico - data retention

L’attività di trattamento dei dati e della loro governance rappresenta da quasi cento anni una prerogativa dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat). È dunque naturale il ruolo dell’Istituto quale soggetto attuatore del progetto National Data Catalog, in stretta collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri, quale soggetto titolare delle azioni complessive.

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Gli obiettivi del progetto nell’ambito della nuova PA disegnata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La “nuova” PA delineata nel PNRR

Nell’ambito degli investimenti inclusi nel PNRR, la Missione 1 (M1) denominata “digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” viene declinata in tre obiettivi, di cui, quello che interessa questa trattazione è il M1C1 “digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA”.

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Tra i principali motivi che sottendono questo obiettivo c’è quello del miglioramento del rapporto tra cittadini, imprese e PA. Infatti, oggi, in molti casi, i primi percepiscono le diverse amministrazioni come silos verticali, non interconnessi tra loro.

Dati della PA: un catalogo nazionale dai per l’interoperabilità semantica

La trasformazione digitale della PA ambisce a un rinnovato senso dell’amministrazione, inteso come un corpo unico a servizio di cittadini, enti pubblici e privati, imprese che richiedono servizi, in modo che l’accesso sia trasversalmente e universalmente basato sul principio “once only”. Per ottenere questo risultato non solo è necessario digitalizzare i processi, ma innovarli aggiornando l’architettura e le modalità di interconnessione tra le basi dati delle amministrazioni affinché le informazioni siano disponibili in modo immediato, semplice ed efficace, alleggerendo tempi e costi di erogazione dei servizi, spesso frammentati tra molteplici enti. Investire sulla piena interoperabilità dei dataset della PA significa, più in concreto, introdurre un esteso utilizzo del domicilio digitale (scelto liberamente dai cittadini) e garantire un’esposizione automatica dei dati/attributi di cittadini/residenti e imprese da parte dei database sorgente (dati/attributi costantemente aggiornati nel tempo) a beneficio di ogni processo/servizio “richiedente”.

Pertanto, nell’ambito degli investimenti inclusi nel PNRR è stata individuata una linea di investimento relativa alla transizione digitale specifica per la componente dati e interoperabilità tra le Pubbliche Amministrazioni, denominata Piattaforma Digitale Nazionale Dati (di seguito PDND), che offrirà alle amministrazioni un catalogo centrale di c.d. connettori automatici consultabili e accessibili tramite un servizio dedicato, evitando così al cittadino di dover fornire più volte la stessa informazione a diverse amministrazioni. Spostandoci dal contesto nazionale a quello europeo, la realizzazione della PDND sarà accompagnata da un progetto finalizzato a garantire la piena partecipazione dell’Italia all’iniziativa del Single Digital Gateway, che consentirà l’armonizzazione tra tutti gli Stati Membro e la completa digitalizzazione di un insieme di procedure/servizi di particolare rilevanza (a titolo esemplificativo, la richiesta di certificati, di autorizzazioni, e simili).

Entrando ancora nel dettaglio, il PDND prevede la realizzazione di un Catalogo Nazionale Dati (National Data Catalog o NDC) per l’interoperabilità semantica, la cui finalità è quella di fornire un modello standard comune che favorisca lo scambio, l’armonizzazione e la comprensione delle informazioni tra le amministrazioni e, in un contesto strategico più generale, che prevede di rendere i dati e le informazioni gestiti nella PA aperti, strutturati e interoperabili, per abilitare e semplificare la condivisione dei dati sia tra amministrazioni sia tra cittadini e imprese.

Il ruolo dell’Istat

Le opportunità offerte dalla tecnologia e i recenti aggiornamenti normativi hanno reso l’Istat uno dei principali promotori di un metodo scientifico di trattamento, che tiene conto del processo di trasformazione digitale del Paese, facendosi portatore dell’esperienza maturata nell’organizzazione e nella gestione di sistemi informativi per il trattamento di dati, con specifico riferimento alla data governance nazionale.

Per tali ragioni, in virtù delle competenze tecniche e metodologiche acquisite nello svolgimento dei propri compiti istituzionali in merito allo sfruttamento e al trattamento delle informazioni amministrative, l’Istat è stato individuato quale soggetto attuatore del progetto National Data Catalog, in stretta collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quale soggetto titolare delle azioni complessive.

Al NDC avranno accesso le PA sia in qualità di proprietari sia di fruitori di dati e metadati.

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Tecnicamente, saranno rese disponibili le Application Program Interface (API), semanticamente e tecnicamente interoperabili, oltre che l’indicizzazione e la ricerca di metadati in diversi formati associandoli alle varie ontologie di dominio. Inoltre, il NDC metterà a disposizione degli enti vocabolari controllati e classificazioni.

Per la realizzazione del progetto è prevista la mappatura delle banche dati e dei flussi informativi, la documentazione di schemi di dati, la progettazione e lo sviluppo di ontologie, al fine di pianificare, progettare, sviluppare e, dunque, rendere disponibile il NDC incluse le funzionalità di validazione semantica delle API.

Oltre alla realizzazione del NDC, l’Istat metterà, altresì, a disposizione servizi di supporto alla distribuzione del NDC per l’utilizzo da parte delle Pubbliche Amministrazioni nel percorso di transizione digitale (semantic stewardship).

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Gli aspetti principali della realizzazione del catalogo nazionale dati

La realizzazione del NDC coinvolge almeno tre diversi aspetti:

tecnici e funzionali: il disegno e la progettazione dell’architettura informatica e la predisposizione degli ambienti infrastrutturali e applicativi di esercizio, adeguando l’infrastruttura IT e i servizi applicativi per l’interoperabilità dei sistemi informativi;

procedurali, metodologici e regolamentari: la definizione e la diffusione delle linee guida per la creazione e gestione degli aspetti semantici che dovranno essere applicate dalla PA, comprese le fasi di supporto e accompagnamento delle Pubbliche Amministrazioni strettamente connesse alla realizzazione di diffusione, utilizzo ed evoluzione del NDC;

gestionali e giuridici: definizione e realizzazione degli aspetti normativi, gestionali, di governance, di sicurezza e di definizione di ruoli e responsabilità, nonché costituzione di un sistema informativo giuridicamente pertinente e sostenibile.

Il modello di governance

Per garantire il corretto governo del progetto l’Istat ha definito un modello di governance che si articola su tre livelli:

  • indirizzo strategico, che rappresenta l’interfaccia verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, garantisce il monitoraggio costante delle attività e degli obiettivi previsti nell’ambito del PNRR e definisce l’indirizzo strategico dell’iniziativa;
  • governo, che garantisce il coordinamento e l’allineamento tra le diverse fasi progettuali, la creazione e valorizzazione delle sinergie tra i gruppi di lavoro coinvolti, il controllo degli avanzamenti, la gestione delle integrazioni con altri interventi del PNRR, la gestione di eventuali criticità, la consuntivazione delle attività (analisi degli avanzamenti in termini di tempi, costi e deliverable raggiunti) verso i principali stakeholder;
  • esecuzione operativa, che permette l’esecuzione delle diverse attività progettuali, il coordinamento dei team coinvolti ed il monitoraggio delle singole attività, la formazione e l’accompagnamento alle singole amministrazioni nel percorso di utilizzo e sfruttamento del NDC.

Quanto proposto ha l’ambizione di:

    • gestire la complessità di quest’iniziativa pluriennale in una modalità snella ma efficace;
    • garantire il raggiungimento degli obiettivi previsti all’interno del PNRR per guidare il piano di trasformazione digitale e innovare i processi della Pubblica Amministrazione, attraverso il ruolo svolto dal Comitato di attuazione;
    • garantire la valorizzazione del patrimonio informativo attraverso l’utilizzo di professionalità altamente qualificate e con elevata esperienza nella gestione della semantica dei dati e nella definizione e gestione delle ontologie;
    • garantire il rispetto dei requisiti per la protezione dei dati personali e della sicurezza delle informazioni, aderenti ai requisiti della ISO 27001 grazie al coinvolgimento di un team dedicato;
    • assicurare la giusta flessibilità e agilità per garantire il raggiungimento degli obiettivi del progetto e una gestione incrementale dei deliverable da realizzare;
    • massimizzare la sinergia e l’interrelazione con gli altri interventi del PNRR grazie ad un team di supporto dedicato al coordinamento con le altre iniziative del PNRR.

Conclusioni

Da quanto delineato emerge quindi il ruolo dell’Istat, quale attore centrale di questo progetto che vede la forte sinergia tra diversi approcci ordinamentali: giuridico, metodologico, tecnologico, tecnico-statistico, di classificazione e digitalizzazione, di comunicazione e diffusione.

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