Identità digitale

Carta d’identità elettronica, come usarla su computer e smartphone per i servizi digitali pubblici

Sono sempre più numerosi gli enti che consentono l’accesso in rete con la CIE, che ben si presta all’accesso anche in mobilità a servizi che richiedono meccanismi di autenticazione forte. Vediamo come usarle e quali tecnologie ne garantiscono la sicurezza

29 Mag 2020
Andrea De Maria

responsabile Ricerca e Sviluppo – Tecnologie Informatiche, Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano

social society digital

La Carta di Identità Elettronica (CIE), che circa 15 milioni di italiani già possiedono, estende il tradizionale concetto di identità fisica, configurandosi come il più evoluto e sicuro strumento di identità digitale di cui i cittadini possono disporre e, elemento non secondario, l’unico rilasciato dallo Stato.

Con la CIE è infatti possibile accedere ai servizi online della pubblica amministrazione (e non solo) in condizioni di massima sicurezza, in modo facile ora sia da smartphone (Android e iPhone) sia da computer, in quanto conforme al “livello di garanzia elevato”, il più alto previsto dal Regolamento eIDAS (Reg. UE 910/2014) che definisce le norme in materia di strumenti di identificazione digitale rilasciati dagli Stati dell’UE.

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Gli enti che permettono l’accesso con la CIE

Il numero di enti che permettono l’accesso ai propri servizi in rete con la CIE è in costante crescita. Oggi è possibile utilizzarla per autenticarsi ai portali dell’INPS, delle Regioni Toscana, Puglia, Piemonte, Marche, Emilia Romagna (rete FedERa), dei Comuni di Roma, Genova, Torino, Trento e Arcore, del Ministero della Salute e di soggetti privati, come il QTSP Namirial. Con la CIE si può inoltre accedere all’app “IO” recentemente rilasciata dal Ministero dell’Innovazione con l’ambizione di aggregare in unico punto i numerosi servizi delle pubbliche amministrazioni.

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L’accesso ai servizi online mediante la CIE, che può essere eseguito da un computer o uno smartphone, richiede pochi semplici passaggi in entrambi i casi. Non è più necessario usare una smart card, infatti, per l’accesso via pc.

Cliccando sul pulsante “Entra con CIE”, disponibile all’interno dei portali dei service provider abilitati, l’utente viene guidato attraverso una procedura di autenticazione che richiede la lettura della CIE e l’inserimento del PIN ad essa associato. Il PIN è un codice a 8 cifre rilasciato al cittadino in due parti: la prima stampata sulla ricevuta cartacea consegnata all’atto della richiesta presso l’ufficio emittente, la seconda recapitata insieme alla carta all’interno della busta che la contiene.

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  • Per gli accessi da dispositivi mobile è sufficiente disporre di uno smartphone dotato di interfaccia NFC e installare l’app CieID, già disponibile gratuitamente per Android da qualche giorno anche per iPhone.
  • La lettura della CIE da computer può invece avvenire attraverso un comune lettore di smart card contactless ad esso collegato o, più semplicemente per chi non lo possiede, utilizzando il proprio smartphone come strumento di lettura della carta. In quest’ultimo caso la richiesta del servizio viene eseguita dal browser del computer, con l’app CieID si effettua la lettura della CIE e generato un codice OTP che, una volta digitato all’interno dell’apposita finestra del browser, permette l’accesso in sicurezza al servizio richiesto.

All’interno del portale dedicato alla CIE è possibile trovare dei tutorial che illustrano passo per passo le diverse modalità di accesso ai servizi online.

La CIE e la digitalizzazione del Paese

Le caratteristiche di sicurezza e versatilità che la contraddistinguono fanno dunque della CIE uno strumento di identità digitale che ben si presta all’accesso anche in mobilità a servizi che richiedono meccanismi di autenticazione forte (strong authentication), come ad esempio la richiesta da remoto di documenti o certificati, il pagamento di imposte, la fruizione di servizi online erogati da università, istituti bancari e finanziari, nonché le procedure di on-boarding e adeguato riconoscimento della clientela da parte di enti pubblici o privati.

A questo punto è facile comprendere come rispetto al suo predecessore – la carta di identità cartacea – la CIE sia uno strumento che dal punto di vista tecnologico e funzionale rappresenti una profonda discontinuità che, se compresa appieno, potrà incidere in modo significativo nel processo di digitalizzazione del nostro Paese.

Ma la CIE rappresenta anche un raro esempio di come lo Stato possa essere in grado di realizzare iniziative complesse in modo efficiente, rispettando le scadenze inizialmente fissate. Anche se in Italia si parla di carta di identità elettronica da oltre venti anni, infatti, soltanto nel 2016 è stata avviato il vero cambiamento che ha permesso, in circa due anni, di diffonderne l’emissione su tutti i Comuni, raggiungendo nel 2019 anche i primi uffici consolari italiani all’estero. Grazie alla collaborazione di diversi enti coordinati dal Ministero dell’Interno, responsabile del progetto, coadiuvato dal Poligrafico nella guida tecnica, oggi vengono emessi quasi sette milioni di documenti all’anno. Presto pertanto la CIE sarà nelle tasche di tutti gli italiani, rendendo il nostro Paese tra i primi in Europa ad attuare le disposizioni del Regolamento UE 1157/2019 che obbliga tutti gli Stati membri a sostituire entro il 2026 le carte di identità cartacee con quelle elettroniche.

Tecnologie usate e sicurezza

Gli innovativi standard tecnologici utilizzati all’interno del microchip integrato nel documento e la modalità di stampa centralizzata presso gli stabilimenti del Poligrafico in condizioni di massima sicurezza, fanno della CIE uno degli strumenti più evoluti e all’avanguardia nel panorama europeo nell’ambito dei documenti di riconoscimento e di viaggio. In merito a quest’ultimo aspetto va sottolineato che la CIE, come il passaporto elettronico e il permesso di soggiorno elettronico, memorizza i dati anagrafici e biometrici – la foto e le impronte digitali – del titolare, in conformità alle raccomandazioni ICAO 9303 che disciplinano a livello internazionale le caratteristiche dei documenti elettronici di viaggio. Per questo motivo i cittadini in possesso della CIE potranno a breve utilizzare la propria carta per transitare attraverso i varchi automatici di porti e aeroporti, semplificando e rendendo più efficaci le procedure di controllo alle frontiere.

La conformità con gli standard dei passaporti permette inoltre di verificare con certezza l’autenticità del documento e l’identità del titolare, anche attraverso semplici strumenti come comuni smartphone, rafforzando così a tutti i livelli l’azione di contrasto ai fenomeni di contraffazione e furto di identità. In questo ambito il Poligrafico ha realizzato l’app IDEA (Identity Easy Access), scaricabile gratuitamente su terminali Android e presto disponibile anche per iOS, che consente di leggere e visualizzare a video i dati contenuti nella CIE, compresa la foto del titolare, e verificarne l’autenticità.

Significativi sono, dunque, i vantaggi per i cittadini in termini di garanzie di sicurezza della propria identità e di semplificazione nell’accesso ai servizi, così come rilevanti appaiono le opportunità per chi i servizi li eroga.

L’impiego della CIE può consentire in particolare alle pubbliche amministrazioni di farsi parte attiva nel processo di modernizzazione del Paese, semplificando l’erogazione dei servizi che oggi sono accessibili solo da “sportello”, rendendoli disponibili online con i più elevati standard di sicurezza.

È auspicabile che in questo ambito possano essere soprattutto i Comuni, parte dell’amministrazione più vicina alle esigenze dei cittadini e la cui azione quotidiana ha già favorito la rapida crescita nella diffusione della CIE, i primi a coglierne i benefici, integrandola nei propri servizi e realizzandone dei nuovi basati sulle funzionalità che essa offre.

La nuova versione dell’App per Android è stata appena pubblicata. È ora possibile autenticarsi con la CIE senza digitare ogni volta il PIN ma usando l’impronta digitale. La versione iOS è pronta ed è in attesa di pubblicazione da parte di Apple.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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