servizi pubblici digitali

Il cassetto digitale della PA: come sarà l’ecosistema delle notifiche e dei rimborsi

L’infrastrutturazione digitale porterà a un effetto di crescente razionalizzazione e ottimizzazione degli interventi da parte delle PA locali e centrali. Ma perché i vantaggi siano sentiti anche dei cittadini serve un ecosistema pubblico strutturato, con le piattaforme Dati e Notifiche pienamente funzionanti

14 Feb 2022
Antonio Guzzo

Funzionario Informatico INAPP, in comando presso Agenzia delle Entrate Regione Basilicata

Achille Pierre Paliotta

Ricercatore INAPP

servizi pubblici digitali

Avere a disposizione un cassetto digitale pienamente operativo, di pari passo all’implementazione della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) e della Piattaforma Notifiche Digitali degli atti pubblici (PND) – potrebbe permettere di adempiere in maniera più veloce al pagamento di oneri, rimborsi, pagamenti, tasse, diritti di segreteria, ecc. nei confronti della PA e consentire anche l’archiviazione di atti e documenti, anche di valore legale. Nello stesso tempo, con la stessa logica, permetterà anche ai cittadini di avere i rimborsi o i bonus spettanti in maniera molto più celere, come il bonus vacanze e il cashback hanno sin qui mostrato.

Ma perché questo accada serve un ecosistema pubblico strutturato e il PNRR è un’occasione da non perdere per mettere a sistema la svolta occorsa nel 2021.

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PA digitale, il 2021 anno di svolta

Il 2021 è stato, infatti, l’anno di svolta per la Pubblica Amministrazione digitale ma anche per i cittadini.

PagoPa

Uno dei servizi digitali che ha fatto registrare dei numeri significativi, nel corso dell’anno appena passato, è PagoPA, la piattaforma realizzata dalla società omonima pubblica che gestisce la “App IO” usata, tra l’altro, per il cashback e il green pass. PagoPA è interamente partecipata dallo Stato ed è operativa dal luglio 2019 (DPCM 19 giugno 2019). La sua mission è quella di portare a una maggiore efficienza e semplificazione nella gestione dei pagamenti dei servizi pubblici, sia per i cittadini sia per le amministrazioni, favorendo una costante diminuzione dell’uso del contante.

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Nel corso del 2022 le funzionalità legate a tale piattaforma verranno ancor di più sviluppate in modo tale da creare un vero e proprio ecosistema digitale pubblico.

L’app Io

Tale ecosistema non può che basarsi, tuttavia, sul fondamento che tali servizi digitali siano sempre più utilizzati dai cittadini e dalle imprese, così da poter raggiungere tutta una serie di esternalità positive. E risultati significativi si sono già ottenuti, nel corso del 2021, ad esempio, con l’App IO. I dati aggiornati al 2 gennaio 2022 mostrano che essa è stata installata 24.879.559 volte, il 70% su dispositivi Android e il 30% su quelli Apple. Le amministrazioni pubbliche attive su IO sono 6.851 per un totale di 76.161 servizi disponibili e, tra queste, vi sono l’ACI, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS, l’INAIL, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero della Salute, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Istruzione, l’ISTAT, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), solo per citarne alcune.

PagoPA ha registrato, invece, nel corso del 2021, più di 182 milioni di operazioni di pagamento, per un valore economico di quasi 34 miliardi di euro. La società prevede che, entro la fine del 2022, le transazioni effettuate saranno 654.688.375 per un controvalore economico di 120.680.382.818 euro e un tasso di crescita del +108% rispetto al 2021. Tra i principali Enti creditori vi sono l’ACI, l’Agenzia delle Entrate, il Servizio Elettrico Nazionale (SEN), l’INPS, l’Enel, la regione Veneto, il comune di Milano, Roma Capitale, Regione Piemonte e Ministero di Giustizia.

Dal punto di vista tecnico, l’interoperabilità della piattaforma PagoPA, con le molteplici entità organizzative, sarà agevolata da un sistema di application programming interface (API) le quali consentiranno a un fornitore (Payment Service Provider, PSP) di poter effettuare un avviso di pagamento nelle modalità previste dal Codice di Amministrazione Digitale (CAD), così come mostrato nella figura seguente.

https://io.italia.it/assets/img/home-sistema-api.png

L’evoluzione di PagoPA e le Piattaforme nazionali Dati e Notifiche

Nel corso del 2022, pagoPA non potrà che migliorare questi numeri ed è per questa ragione che verranno ulteriormente implementate la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) e la Piattaforma Notifiche Digitali degli atti pubblici (PND). Con la PDND si cercherà di agevolare l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle banche dati dei gestori di servizi pubblici la quale, nel prossimo futuro, potrebbe consentire l’implementazione di politiche data-driven grazie alla sofisticata elaborazione dei big data, prodotti dalle interazioni tra PA e cittadini.

Quello che si vuole maggiormente evidenziare, tuttavia, sono le potenzialità della PND la quale è stata ideata per consentire l’implementazione di una sorta di “cassetto digitale degli atti e delle notifiche” che farà da interfaccia tra i cittadini e la PA. In questo modo, tutte le lettere, atti e comunicazioni potranno essere notificate tramite questo “cassetto digitale” il quale terrà traccia dei relativi pagamenti effettuati dai cittadini e dalle imprese verso le amministrazioni pubbliche, locali e centrali.

Il PNRR e il cassetto digitale

Le funzionalità suddette verranno implementate anche grazie all’attuazione di alcuni dei progetti previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La crisi pandemica ha accelerato e amplificato il processo di digitalizzazione nazionale che si può considerare, a tutt’oggi, avente caratteristiche oramai strutturali. Il 27% delle risorse totali del PNRR sono dedicate, difatti, alla transizione digitale, di cui 6,71 miliardi di euro in reti ultraveloci e 6,74 miliardi di euro nella digitalizzazione della PA. Ed è proprio con una quota parte dei fondi dedicati alla digitalizzazione della PA che verrà implementato il “cassetto digitale”.

Tuttavia, solo con la nascita di un ecosistema pubblico strutturato può divenire realistico e pienamente operativo tale “cassetto digitale” tanto da poter facilmente prevedere che l’impatto sulla vita quotidiana di cittadini e imprese si preannuncia vasto, ineludibile e capillare. Fin da subito, infatti, si possono immaginare davvero un’infinità di casi d’uso, da quelli più minuti a quelli più rilevanti, i quali potranno essere realizzati in tale modalità, da qui in avanti.

Solo a titolo esemplificativo, si possono citare, alla rinfusa, una serie di servizi, quali: le multe e i verbali di contravvenzione effettuate dalla Polizia locale; i diritti di riscossione per le tasse dei concorsi; la copia di atti e documenti vari; i diritti di segreteria per il rilascio di documenti quali l’emissione della carta d’identità elettronica (CIE); il servizio di celebrazione dei matrimoni civili; i proventi e le concessioni di spazi ed aree pubbliche; i passi carrabili; gli oneri di urbanizzazione; gli oneri di condono edilizio; le concessioni demaniali; i rimborsi per le spese di gara e di pubblicazione di bandi pubblici; i diritti dovuti per le pratiche SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive ed Edilizia); i depositi di garanzia provvisoria per la partecipazione a gare d’appalto; le sanzioni ambientali; il ritiro dei rifiuti ingombranti; l’acquisto di bollini blu per impianti termici e caldaie; le rette, le mense e il trasporto scolastico; le commissioni per geli spettacoli pubblici; i proventi derivanti dalla locazione e dall’utilizzo degli impianti sportivi; ecc..

Le opportunità della PND

La lista sarebbe veramente lunga ma, a questo punto, facilmente ipotizzabile. Come si può agevolmente constatare, in questo modo, si potrà contare sulla certezza del processo di notifica degli atti amministrativi, con valore legale, verso cittadini e imprese, con un risparmio di tempo e costi (stampa cartacea e spedizione degli atti), anche in caso di inadempimento da parte del cittadino. La certezza delle notifiche, inoltre, consentirà di ridurre una cospicua parte del contenzioso e i relativi costi di gestione. A solo titolo esemplificativo, secondo i calcoli effettuati dall’Agenzia delle Entrate, l’adozione della PND potrebbe portare a un risparmio annuo di almeno 50 milioni di euro relativi alle spese vive di notifica e di circa 55 milioni di euro derivanti dall’abbattimento dell’eventuale contenzioso.

In conclusione, tutto ciò non farà che accentuare le capacità statuali di interfacciarsi con i cittadini e le imprese, cosicché tale infrastrutturazione digitale porterà inevitabilmente a un effetto di crescente razionalizzazione, ottimizzazione e granularità degli interventi da parte delle amministrazioni pubbliche, locali e centrali.

* L’opinione degli autori non rappresenta necessariamente quella dell’Ente di appartenenza.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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