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Team Digitale

L’app IO della cittadinanza digitale: ecco che devono sapere cittadini e amministrazioni

Partirà dall’estate la sperimentazione del servizio di Cittadinanza Digitale (io.italia.it), per avvicinare i cittadini ai servizi pubblici digitali e semplificare gli adempimenti: un “cruscotto” dove le amministrazioni potranno inviare avvisi e comunicazioni. Ecco come funziona l’app e i vantaggi per i cittadini e le PA

04 Giu 2018

Patrizia Saggini

avvocato, componente del gruppo di Comuni sperimentatori di ANPR


È di pochi giorni fa la presentazione al ForumPA 2018 del nuovo servizio di Cittadinanza Digitale, destinato a rappresentare la dashboard di ogni cittadino, il “luogo non luogo” nel quale ciascuno di noi potrà dotarsi dei propri strumenti di cittadinanza digitalel’identità, il domicilio, le firme digitali – trovando avvisi e comunicazioni a lui diretti da parte della Pubblica Amministrazione, su scadenze o adempimenti e, in prospettiva, anche sull’accesso a tutti gli atti, documenti e procedimenti che lo riguardano.

Prende forma l’idea di Italia Login

Il servizio di Cittadinanza Digitale darà, per la prima volta, forma all’idea di Italia Login, la “casa online del cittadino”, concepita nel corso del precedente Governo come servizio digitale simbolo della volontà di mettere, finalmente, il cittadino al centro, consentendogli un dialogo con l’Amministrazione più semplice, immediato e accessibile.

La fonte normativa del progetto è l’art. 64 bis del nuovo CAD in vigore dal 27 gennaio 2018, che prevede un unico punto di accesso telematico per utilizzare i servizi in rete, e rappresenta un cambio di passo importante nei rapporti tra cittadino e PA, soprattutto per la grande semplificazione che comporta e le modalità tecnologiche utilizzate.

Gestire i rapporti con la PA dallo smartphone

Il prototipo del servizio è disponibile al sito web io.italia; l’obiettivo è quello di sviluppare un’applicazione sperimentale che permetterà ai cittadini di gestire direttamente dal proprio smartphone i rapporti con la Pubblica Amministrazione e l’accesso ai servizi pubblici: ogni utente potrà chiedere e conservare documenti e certificati, accettare ed effettuare pagamenti, ricevere comunicazioni, messaggi e promemoria.
Come spiegato da Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, l’app permetterà di ridurre drasticamente i tempi degli adempimenti del cittadino verso la Pubblica Amministrazione. Grazie a un sistema di notifiche, pagamenti e scadenze, in pochi minuti si potranno svolgere operazioni che prima richiedevano molto più tempo.

Il cittadino al centro

Fino a questo momento l’organizzazione dei servizi in rete è stata per lo più autoreferenziale, una replica dell’organizzazione interna dell’Amministrazione; è necessario invece focalizzarsi sul bisogno e semplificare il linguaggio, avvicinare i cittadini e rendere facili le operazioni.

Per questo si è lavorato su una mappatura strutturata dei “life events”, in base all’occorrenza di quante volte viene utilizzato il servizio, in modo da integrare nel servizio gli eventi più frequenti.

I servizi veicolati dall’app

L’architettura dell’app potrà quindi essere un veicolo per la comunicazione dei servizi erogati da diversi attori: Agenzia delle Entrate per le scadenze tributarie, l’ACI per il pagamento del bollo, l’INPS per i documenti e le informazioni sui servizi erogati, la Regione per il Fascicolo Sanitario Elettronico e i Comuni, per tutto ciò che riguarda i servizi locali (refezione scolastica, nido, multe, ecc.).

Le funzionalità della piattaforma

Le funzionalità sono di vario tipo e riguardano:

  • Messaggi;
  • Pagamenti;
  • Documenti

Oltre alla possibilità di gestire le proprie preferenze e i dati del proprio profilo.

Il servizio di messaggistica è stato pensato in modo che l’Amministrazione non si debba preoccupare di raccogliere e tenere aggiornati i contatti degli utenti, perché sarà l’applicazione che rende disponibili le comunicazioni alle persone che hanno aderito al sistema, scaricando l’applicazione ed utilizzando la propria identità digitale.

Oltre alla possibilità di effettuare pagamenti verso Pubbliche Amministrazioni (e in prospettiva, anche tra privati)

Con la stessa modalità si potranno visualizzare anche i documenti, compresa la consultazione dei propri dati e la richiesta dei propri certificati anagrafici, questi ultimi resi possibili da ANPR:

L’accesso rapido tramite impronta digitale – in fase di sviluppo – permetterà anche di velocizzare l’utilizzo delle credenziali SPID e il completamento delle procedure di pagamento; l’impronta viene gestita solo dallo smartphone, e quindi in conformità a quanto previsto dal GDPR (Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali).

La gestione delle preferenze permetterà al cittadino di gestire in modo centralizzato tutte le informazioni associate al suo profilo di cittadino digitale. Queste informazioni rendono possibile creare servizi digitali personalizzati (canali di comunicazione, preferenza di lingua, impostazioni di privacy, ecc…).

Un unico canale per inviare le comunicazioni ai cittadini

Le API di comunicazione forniscono un unico canale che la Pubblica Amministrazione può usare per inviare comunicazioni, avvisi e scadenze al cittadino. Questo sistema di comunicazione è a sua volta integrato con l’API di gestione delle preferenze, per permettere ai servizi di comunicare con i cittadini sulla base delle informazioni di preferenza.
Le API sono sviluppate come open source, sia il backlog delle attività che il codice sono accessibili liberamente.

Il domicilio digitale

Molto interessante, tra l’altro, la possibilità di indicare il proprio domicilio digitale direttamente dalla app, che sarà ovviamente integrata con il Registro di nuova istituzione previsto dal nuovo CAD.

Quindi, su uno stesso device la persona potrà ricevere messaggi, avvisi di scadenze e documenti – sotto forma di “avvisi di cortesia”, equivalenti a quelli che oggi vengono inviati con SMS, messaggi con diversi canali o e-mail – e vere e proprie notifiche attraverso la PEC.

Presto al via la fase di “closed beta”

L’applicazione non è attualmente presente negli app store e inizierà presto la fase di “closed beta”: infatti, a partire dall’estate 2018, alcuni servizi locali e nazionali verranno erogati anche attraverso l’app. In alcuni territori, quelli in cui il numero e l’importanza dei servizi saranno più alti, inviteremo i cittadini a partecipare al test dell’applicazione che entrerà così a far parte della loro vita quotidiana. Con l’aumento di funzioni e servizi sarà ampliato progressivamente il bacino di utenti della versione beta.

Come funzionerà l’app

L’app si baserà sull’integrazione di altri sistemi già in funzione che convergeranno facilitando l’esperienza del cittadino e il lavoro delle pubbliche amministrazioni, le quali potranno usare le funzionalità della piattaforma IO per erogare tutti i propri servizi.

Come evidenziato ancora da Piacentini, il Team per la Trasformazione Digitale sta lavorando alle piattaforme abilitanti, quei componenti necessari, ma non sufficienti, per rendere l’app completamente operativa:

  • l’anagrafe unica ANPR permetterà di sincronizzare tutti i dati dei cittadini che a oggi sono sparsi in circa 8000 anagrafi diverse,
  • SPID ne garantirà un accesso sicuro e unico,
  • il nodo dei pagamenti PagoPA diventerà il motore del borsellino digitale dell’app

In questo modo, l’applicazione IO permette di massimizzare i benefici delle grandi infrastrutture nazionali: identità, pagamenti e anagrafe.

I vantaggi per i cittadini

Tramite l’app, i cittadini potranno:

  • accedere all’archivio delle comunicazioni con la PA;
  • gestire i contatti di recapito da un punto di accesso centrale;
  • gestire avvisi in modalità «integrata» (es. effettuare pagamenti o segnare delle scadenze nel proprio calendario).

I vantaggi per le Pubbliche Amministrazioni

IO parte dall’analisi dalle necessità dei cittadini, ma costituisce un vantaggio anche per tutti i soggetti pubblici che erogano servizi digitali. Il progetto mette a disposizione, anche grazie all’integrazione di PagoPA, ANPR e SPID, la maggior parte delle funzioni che sono comuni a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione:

  • inviare comunicazioni elettroniche utilizzando solo il codice fiscale (senza dover chiedere l’indirizzo di contatto ai cittadini);
  • non doversi occupare della gestione e dell’aggiornamento dei contatti;
  • dare maggiore autorevolezza alle proprie comunicazioni;
  • comunicare scadenze e facilitare i pagamenti di tributi;
  • recuperare lo stato di inoltro e di lettura della comunicazione.

Come ha evidenziato Matteo De Santi, responsabile UX/UI & Product Design del Team per la Trasformazione Digitale, IO è un progetto aperto: qualunque ente pubblico può partecipare alla sperimentazione, anzi, è invitato a farlo. IO è pensato con una logica open source, cioè tutto il processo di realizzazione sia della app che dell’infrastruttura è completamente pubblica, e chiunque può vedere come la stiamo portando avanti e darci una mano. Il Team per la Trasformazione Digitale, inoltre, sta utilizzando tecnologie e metodologie che potranno costituire delle best practices per tutti i servizi digitali del nostro Paese.

La fase di sperimentazione con le Amministrazioni

Parte ora la fase di sperimentazione con le Amministrazioni, centrali e locali, che dovranno farsi avanti, mettendo a disposizione le proprie infrastrutture per integrarsi con l’app, in modo da permettere ai propri cittadini di poter utilizzare i servizi online e le nuove modalità di comunicazione.

Anche le Regioni che hanno attivato il Fascicolo Sanitario Elettronico potranno aderire al sistema, così l’app si arricchirà anche dei servizi sanitari.

Le modalità di comunicazione ai cittadini

Una volta partita la sperimentazione, sarà fondamentale per le Amministrazioni che partecipano al progetto saper comunicare ai propri cittadini le nuove modalità di utilizzo e le potenzialità dell’app; per facilitare questi passaggi, Agid e il Team Digitale hanno messo a disposizione da poco tempo un kit che riguarda proprio le modalità di comunicazione.

Le modalità di comunicazione tra PA e cittadini hanno la necessità di evolvere di pari passo con le nuove tecnologie a disposizione sul mercato, e questa è davvero un’ottima occasione.

Come partecipare alla sperimentazione

Le PA interessate possono presentare domanda in base alle indicazioni contenute in questo post sul forum Developers descrivendo la tipologia di servizio che si intende integrare, e per ciascun servizio i seguenti elementi:

Messaggi (notifiche di cortesia): X migliaia di notifiche / mese
Avvisi di pagamento (o pagamenti spontanei): X migliaia di pagamenti / mese
Invio di documenti (o richiesta da parte di cittadini): X migliaia di documenti / mese
interrogazione preferenze: X migliaia di richieste / mese

Piattaforme abilitanti con cui il servizio è integrato

SPID (si/no)
PagoPA (si/no)
ANPR (si/no)

Obiettivo finale: restituire il buonumore

Nel post di Diego Piacentini si descrive la situazione ideale di Anna, ambientata nel 2022 (quindi al previsto completamento del progetto), che – mamma di un bimbo che frequenta il nido d’infanzia e in attesa di un altro figlio – può fare pagamenti, iscrizioni e ricevere la notifica del pagamento del contributo erogato dall’INPS per la maternità sul proprio smartphone.

L’obiettivo finale è avvicinare il cittadino all’amministrazione e restituire il buonumore, rendere facili le cose che molte volte appaiono difficili, facendo risparmiare tempo a tutti, amministrazioni e persone.

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