Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Direttore responsabile Alessandro Longo

SPID

La geografia del Sistema Pubblico di Identità Digitale

di Luca Bonuccelli, Regione Toscana

12 Set 2016

12 settembre 2016

L’analisi del comportamento degli utenti potrebbe permettere di misurare il successo del progetto e di intraprendere le necessarie azioni correttive. Vediamo un esempio

Oggi grazie Spid è possibile provare a combattere l’annoso problema dello scarso utilizzo dei servizi. Come? Monitorando quali sono i servizi che sono utilizzati realmente e quali e soprattutto individuare quale porzione di popolazione non utilizza i servizi on line e concentrare gli sforzi di divulgazione competenze e di fornitura di infrastrutture abilitanti (come la banda larga ma non solo!) proprio dove c’è bisogno.

Questo è possibile perché nelle Convenzioni con le pubbliche amministrazioni è stato introdotto l’obbligo in capo alle amministrazioni che erogano servizi “ad inviare ad AgID,  in  forma  aggregata, i  dati da  questa richiesti che possono esser utilizzati esclusivamente a fini statistici, che possono essere resi pubblici in forma aggregata. AgID, prima della pubblicazione, verifica che i dati resi pubblici siano effettivamente anonimi nel loro complesso, individuando la presenza di eventuali outlier statistici generati durante le fasi di analisi”.

La  previsione di un’analisi dei dati pare utile a misurare l’effettivo utilizzo dei servizi da parte dei cittadini e delle imprese e quindi ottenere un indicatore efficace e reale del raggiungimento dell’obiettivo di una maggiore diffusione dell’utilizzo dei servizi on line.

All’interno del sito della Regione Toscana è stato pubblicato il nuovo catalogo di servizi dal quale è possibile individuare quali amministrazioni stiano offrendo servizi accessibili con il Sistema Pubblico Identità Digitale.
Grazie alla possibilità di riutilizzare le informazioni è possibile effettuare un mash-up dei dei ed ottenere una  rappresentazione grafica della “Concentrazione territoriale dell’offerta di servizi tramite SPID” almeno per le amministrazioni pubbliche locali.

Come si nota la diffusione non è (ancora) omogenea, sono presenti tre zone di picchi di concentrazione: i territori toscano, veneto ed emiliano dove presumibilmente l’interessamento delle regioni ha portato ad un più rapida diffusione.


Per poter misurare le effettive ricadute occorre queste informazioni non sono sufficienti, occorre infatti confrontare la disponibilità di servizi con l’effettivo utilizzo.

Principali
Limitandosi ai dati collegati al solo utilizzo dei servizi erogati da Regione Toscana si nota che circa un terzo degli utenti dei servizi toscani ha utilizzato SPID al di fuori del territorio toscano.
Mappa amministrazioni aderenti spid
Il fatto che un utente su tre usufruito di servizi di ambito territoriale mentre si trovava fuori in zone d’Italia diverse dalla Toscana è elemento utile per l’analisi dei bisogni

Lo studio della correlazione tra disponibilità di un servizio ed effettivo uso, anche su base geografica, porterebbe ad avere indicatori aggiuntivi utili ad individuare quali sono i territori ove è necessaria una maggiore attenzione.
Ad esempio, limitandosi al solo territorio toscano è evidente come la disponibilità di servizi  abbia distribuzione geografica ben diversa dall’utilizzo.

Riassumendo: un’attenta analisi statistica e la georeferenzazione dei dati sono utili per osservare cosa sta accadendo, e adeguare e correggere l’azione in essere.

Differenti  distribuzioni geografiche dei servizi e degli utilizzatori in toscana
Questi strumenti permettono di mettere in atto una politica velocemente adattiva sulla diffusione di SPID.
SPID è uno strumento per accedere ai servizi online, i quali a loro volta sono un elemento strettamente collegato al tessuto sociale ed imprenditoriale, lo studio dell’utilizzo di SPID può portare a indicatori importanti anche in altri campi.
Ad esempio, l’osservazione di picchi di utenti che utilizzano più servizi porta ad individuare quali sono i servizi (soprattutto se appartenenti ad ambiti territoriali diversi) che dovrebbero essere uniformati nel linguaggio e nella presentazione fino a suggerire l’opportunità di un intervento normativo.


Le cartografie e gli studi statistici possono essere una base di partenza per la realizzazione di una vera e propria “geografia di SPID” come studio, la descrizione e della distribuzione dei fenomeni che interessano la diffusione, l’uso e soprattutto le interazioni tra i protagonisti del sistema per poter adattare la propria azione.
Una volta dotati degli strumenti per essere adattivi sarà anche possibile aggiungere all’adattabilità anche la proattività, agire in anticipo per una situazione futura, oltre che reagire prontamente.

 

  • Giuseppe

    Si fa apparire che il ritardo di SPID dipenda esclusivamente dai cittadini che non si convertono al nuovo sistema di identità digitale. E’ un po’ come le isole ecologiche che stanno aperte ( quando sono aperte, quelle poche esistenti) solo in orari e con modalità impossibili, e poi si addossa la colpa dei rifiuti lasciati nelle strade ai cittadini. SPID è un codice univoco ( diciamo la verità una vera barzelletta dal punto di vista dell’innovazione)a cui dovrebbero conformarsi tutte le amministrazioni dello Stato per l’erogazione dei servizi ai cittadini. Una cosa così banale la fanno passare per un fatto rivoluzionario, quando non si ha nemmeno la capacità di erogarlo (attribuirlo) ai cittadini. Tutto viene complicato e addossato al cittadino. Ma è possibile che uno deve perdere mezza giornata per presentarsi davanti ad un operatore che dovrebbe poi attribuirgli un codice estremamente pericoloso, visto è considerato i soggetti che lo amministrano ?

  • Luca Bonuccelli

    Non comprendo a quale parte dell’articolo faccia riferimento il commento “E sempre colpa dei cittadini”.
    Nessuna indicazione di resposabilità in testa ai cittati, anzi!
    La proposta è quella di analizzare i comportamenti degli utenti proprio per individuare criticità.

Articoli correlati