accessibilità e riuso dati

La politica di coesione Ue raccontata con gli open data: sfide e opportunità

I dati aperti pongono sfide per la società, le pubbliche amministrazioni e i cittadini, ma offrono anche importanti opportunità in termini di innovazione e rapporto con le istituzioni. La Commissione ue spiega ad agendadigitale.eu il senso e il valore della piattaforma open data per i Fondi Sie per le politiche di coesione

12 Mar 2019
John Walsh

Direzione generale per la politica regionale e urbana, Commissione europea

open-data

L’accessibilità e il riuso dei dati pubblici sono da molto tempo un mantra della Commissione europea negli ultimi 10 anni, nei quali gli effetti della tecnologia sono divenuti sempre più importanti per ogni aspetto della vita: dopo il successo del web e dei telefoni cellulari, le reti sociali e le app sono divenute piattaforme di massa, seguite dal 5G e l’internet delle cose.

Questo è vero anche per le politiche dell’Unione e per la gestione delle risorse del suo bilancio. Analizziamo quindi da vicino il caso della politica di coesione e di come gli open data si sono trasformati in uno strumento vitale per la sua formazione e per il dibattito intorno.

Accessibilità e riuso dei dati pubblici

Nel bel mezzo della crisi economica del 2008-2010, le nuove tendenze di politiche pubbliche a forte trazione IT e open data hanno cominciato a coinvolgere sempre più istituzioni in Europa e negli Usa. Questa tendenza ha confluito nella forte spinta della Commissione europea per una più ampia accessibilità e riuso dei dati pubblici. In questo contesto, gli esperti della Direzione generale per la Politica regionale e urbana (DG REGIO) della Commissione hanno colto il vantaggio di disporre di uno strumento di open data per accompagnare la politica di coesione, nonché per comunicarla meglio, vista la sua complessità. L’esperienza di altre iniziative avviate in questo campo, quale per esempio il portale Open Coesione in Italia, è stata presa in considerazione nella fase di concepimento del progetto.

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In quel momento, importanti novità nell’architettura della politica di coesione per il periodo 2014-2020 erano in preparazione. Una tra tutte l’inserimento dell’obbligo per gli Stati membri e le regioni di fornire in modo strutturato e attraverso un’apposita interfaccia web le informazioni sui flussi finanziari e sui risultati ottenuti con l’utilizzo dei fondi UE.

La piattaforma open data per i Fondi Sie

Mentre i programmi per il periodo 2014-2020, ivi compresi quelli per l’Italia, venivano adottati, è nata dunque l’idea di costruire uno strumento che nell’attuale ciclo di bilancio tracciasse gli investimenti pianificati e quelli effettuati. Così, nel dicembre 2015 fu lanciata la piattaforma open data per i Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE).

Il beneficio di questo faticoso lavoro può essere immediatamente colto, visitando il portale ESI Funds Open Data. La piattaforma permette di analizzare i dati di più di 530 programmi di investimento, sostenuti finanziariamente dall’UE. Il tutto presentato in maniera user-friendly. Ma questo non è tutto: ci sono insieme di dati, compatibili con le API, fornendo aggiornamenti regolari sulle risorse destinate dal bilancio UE e il progresso nel raggiungimento degli obiettivi.

La Commissione ha progressivamente esteso il volume e lo scopo di dati disponibili sulla piattaforma, garantendo al tempo stesso un livello standardizzato di informazione su tutti e cinque i fondi SIE: il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il Fondo euopeo per gli affari marittimi e la pesca. Dal suo lancio nel 2015, due importanti e sostanziali aggiornamenti sono stati effettuati per fornire un quadro ancora più completo:

  • Luglio 2016: pagine specifiche dove è possibile seguire il progresso di attuazione sono state create per ciascuno dei 533 programmi;
  • Dicembre 2016: le prime informazioni sull’esecuzione finanziaria e il progresso verso gli obiettivi programmati sono state integrate. Questi dati sono regolarmente aggiornati.

Negli ultimi mesi, nuovi set di data sono stati introdotti: gli investimenti e i risultati del periodo 2007-2013; dati storici sul supporto del bilancio UE negli Stati e regioni UE; dati su importanti progetti infrastrutturali, strumenti finanziari; il tracciamento del contributo della politica agli obiettivi UE legati ai cambiamenti climatici e l’ambiente.

È stato migliorato il design e sono stati introdotti nuovi elementi: una serie di 230 video su altrettanti progetti, una grafica animata sui dati finanziari che mostra l’andamento nel tempo. Qui sotto, potete vedere un esempio di chart interattiva che mostra una selezione di programmi co-finanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale in Italia, con il rispettivo ammontare, il volume di risorse già assegnate a progetti selezionati e l’investimento già effettuato. I filtri possono essere utilizzati per tracciare il progresso negli anni come anche ricercare tra i programmi per parole chiave.


View the data

Sfide e opportunità dei dati aperti

I dati aperti pongono sfide per la società, per le pubbliche amministrazioni e per i cittadini: la necessità di garantire la qualità dei dati e delle fonti, di decidere sulla politica degli open data, di rispettare le regole di protezione dei dati personali e di considerare questioni inerenti le licenze. Ma essi offrono importanti opportunità: avvicinano le istituzioni ai cittadini, possono informare meglio riguardo alle politiche pubbliche sia a livello nazionale che a quello locale e possono stimolare l’innovazione.

In futuro, il nostro approccio dovrà tenere conto dei nuovi elementi della politica di coesione per il periodo 2021-2027: modernizzazione, semplificazione, flessibilità e sempre più enfasi sulla performance. Al tempo stesso, vorremmo anche sfruttare le opportunità offerte dagli sviluppi tecnologici per rendere i dati aperti ancora più accessibili ai cittadini, insieme agli esperti, ai ricercatori, ai decisori politici e ai giornalisti.

Una cosa è chiara: i principi guida rimarranno gli stessi:

  • Offrire una visualizzazione standardizzata su tutti i fondi SIE;
  • Limitare la complessità al massimo e assicurare l’accesso e la comprensione da parte dei non-esperti;
  • Estendere progressivamente le visualizzazioni, offrendo aggiornamenti quasi in tempo reale.

Per la DG REGIO della Commissione gli open data fanno ormai stabilmente parte dello strumentario della politica di coesione. Essi incoraggiano la ricerca e l’uso di dati sugli investimenti UE come il modo migliore per aumentare la loro trasparenza ed efficacia. Questo approccio continuerà e s’intensificherà in futuro!

Come usare al meglio gli ESI Funds open data

La piattaforma è concepita per la consultazione online – https://cohesiondata.ec.europa.eu/

Ecco alcuni consigli pratici:

  • Le visualizzazioni sullo schermo offrono delle presentazioni predefinite di set di dati. Essi sono ricchi di dettagli e permettono modi alternativi di approfondire l’analisi e visualizzare i risultati. Ogni set ha la sua pagina di “metadata” con relativa descrizione e consigli su come interpretarlo.
  • Il catalogo sulla pagina iniziale offre una lista completa dei set di data, i grafici e le storie che possono essere ulteriormente filtrati e esplorati. Gli insieme di dati chiave dal periodo 2014-2020 sono disponibili insieme a simili set dei periodi pregressi.
  • La piattaforma è uno strumento di open data “smart”. Esso offre anche dispositivi di software che permetto di personalizzare l’analisi e la visualizzazione, di scaricare e incoroporare visualizzazioni in altri siti.
  • Una sezione con le domande più frequenti e un video introduttivo sono accessibili dalla pagina iniziale, cliccando sul bottone ‘About’.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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