Il nuovo decreto-legge collegato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvata in Consiglio dei Ministri il 29 gennaio 2026, rappresenta un passaggio normativo cruciale per dare consistenza alla fase finale di attuazione del Piano, con un forte accento sulle misure di digitalizzazione e semplificazione amministrativa.
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Il decreto PNRR e la nuova visione digitale della PA
Questo pacchetto di interventi non si limita all’eliminazione di oneri burocratici a favore delle imprese e dei cittadini, ma introduce una serie di novità che ridefiniscono il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione attraverso strumenti digitali, interoperabilità delle banche dati, nuovi diritti di trasparenza e controllo sui dati, e servizi digitali di accesso ai principali strumenti di identità e cittadinanza.
In parte è possibile rintracciare questi contenuti nei singoli articoli della bozza, anche se molte delle disposizioni digitali trovano sintesi nei comunicati e nella nota del Governo.
Il principio “once only” e l’interoperabilità delle banche dati
In primo luogo, il decreto conferma e rafforza il principio fondamentale secondo cui il cittadino o l’impresa non devono più fornire alla Pubblica Amministrazione dati e documenti di cui questa è già in possesso.
Questo principio di “once only”, basato su un’ampia interoperabilità tra banche dati pubbliche attraverso piattaforme come l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), costituisce la spina dorsale della semplificazione digitale introdotta dal provvedimento.
Nel testo del decreto la novità riguarda al momento solo l’Isee.
Trasparenza e controllo personale sulle identità digitali
Un elemento di grande rilevanza riguarda l’introduzione di un nuovo diritto alla trasparenza e al controllo personale sugli strumenti digitali che identificano un cittadino. Per la prima volta il decreto prevede, attraverso specifiche norme di settore, che ogni cittadino possa accedere a un servizio digitale dedicato, integrato nell’ANPR, attraverso il quale consultare tutte le informazioni sulle proprie identità digitali come la Carta di Identità Elettronica (CIE), lo SPID e la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) insieme agli attestati elettronici collegati, alle deleghe e ai domicili digitali.
Questo sistema non solo permette di visualizzare i propri dati in modo chiaro e sicuro, ma introduce anche un meccanismo di notifiche attive per ogni nuova attivazione di strumenti digitali a essi riferibili, garantendo così una maggiore consapevolezza e controllo da parte dell’utente sui propri riferimenti digitali. La consultazione di questi dati, come specificato, avverrà in modo sicuro e riservato tramite l’accesso mediante credenziali digitali.
Semplificazione dei certificati anagrafici e di stato civile
La ricerca di maggiore trasparenza e controllo si combina con la volontà di ridurre oneri amministrativi e certificativi. In particolare il decreto investe in modo profondo il tema dei certificati anagrafici e di stato civile: la gratuità e la possibilità di rilascio immediato di certificazioni anche storiche costituiscono un passo importante verso la semplificazione documentale digitale, con l’obiettivo di eliminare pratiche obsolete, snellire le procedure tradizionali e liberare i cittadini dalla necessità di produrre manualmente ripetute attestazioni.
La tessera elettorale digitale: caratteristiche e implementazione
Tra le novità più discusse, e certamente tra quelle con maggiore impatto simbolico e pratico sul rapporto tra cittadino e digitale, c’è la introduzione della tessera elettorale in formato digitale. Stando a quanto emerge dalle note di accompagnamento, l’elettore interessato potrà acquisire la propria tessera elettorale digitale sulla base dei dati integrati nell’ANPR.
Saranno necessari uno o più decreti del Ministero dell’Interno per definire le caratteristiche tecniche, le modalità di utilizzo e l’eventuale integrazione di questo strumento nel Sistema IT-Wallet, il portafoglio digitale nazionale che ospita strumenti come le identità digitali, i documenti e altre attestazioni.
Il decreto specifica che la digitalizzazione della tessera elettorale non esclude affatto la possibilità per il cittadino di continuare a utilizzare la copia analogica se lo preferisce, rinviando l’efficacia piena della nuova tessera a successivi atti regolamentari.
ISEE acquisito d’ufficio: addio alle autocertificazioni
Sul fronte dei servizi sociali e delle prestazioni agevolate, il decreto compie una svolta significativa abolendo l’obbligo per i cittadini di presentare autocertificazioni o documenti ISEE presso ciascun ente erogatore.
Scuole, università, comuni e le altre amministrazioni competenti acquisiranno d’ufficio dall’INPS via PDND i dati ISEE strettamente necessari per l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate. Questa misura, oltre a eliminare passaggi ripetuti e oneri burocratici per famiglie e studenti, ridisegna il processo di accesso alle agevolazioni in un’ottica digitale, basata sull’interconnessione tra banche dati e sul principio che le amministrazioni devono dialogare tra loro per semplificare la vita del cittadino.
L’ISEE nei Comuni si usa quasi sempre come “chiave” per calcolare tariffe agevolate o stabilire graduatorie di accesso ai servizi. L’esempio tipico è proprio la mensa scolastica, ma non è l’unico.
Ecco i casi più comuni:
- Servizi scolastici ed educativi
- Mensa scolastica (tariffe a fasce ISEE, riduzioni/esenzioni)
- Asilo nido / servizi 0-3 (retta modulata su ISEE)
- Trasporto scolastico (abbonamenti o contributi ridotti)
- Pre/post scuola, doposcuola e centri ricreativi (tariffe agevolate)
- Libri, buoni scuola, contributi per diritto allo studio (graduatorie)
- Welfare e sostegno economico
- Contributi affitto / sostegno abitativo (bandi con soglia ISEE)
- Bonus utenze comunali o fondi emergenza (quando previsti)
- Buoni spesa / sostegni una tantum (graduatorie)
- Contributi per disabilità e assistenza domiciliare (spesso con ISEE sociosanitario)
- Servizi sociali e socio-sanitari
- SAD / assistenza domiciliare (compartecipazione in base a ISEE)
- Centri diurni, servizi per anziani e disabili
- Rette RSA o integrazioni economiche (in alcuni casi, con ISEE specifico)
- Altri servizi comunali (variabili da Comune a Comune)
- Agevolazioni TARI (riduzioni per nuclei a basso ISEE, se previste dal regolamento)
- Accesso a case popolari / ERP (graduatorie)
- Tariffe agevolate per impianti sportivi, centri estivi, ecc. (meno standard, dipende dal regolamento)
Nota pratica: non esiste un elenco “unico” uguale per tutti: ogni Comune decide in regolamenti e bandi (di solito trovi tutto cercando sul sito comunale “tariffe ISEE”, “mensa”, “servizi scolastici”, “agevolazioni”, “compartecipazione”).
Dematerializzazione delle ricevute di pagamento
Non meno rilevanti, anche se orientate verso un uso più efficiente della tecnologia nella gestione quotidiana della vita amministrativa, sono le misure che riguardano l’eliminazione dell’obbligo di conservazione cartacea delle ricevute di pagamento verso la Pubblica Amministrazione per fini fiscali.
A questo scopo, il decreto individua nei tracciati digitali dei pagamenti elettronici la prova sufficiente dei pagamenti effettuati, introducendo un criterio di validità digitale che elimina i vincoli legati alla carta tradizionale e spinge verso una piena dematerializzazione dei documenti di pagamento.
Carta d’identità elettronica a durata illimitata per gli over 70
Infine non dimentichiamo che la carta di identità elettronica, conforme a quanto previsto dal decreto del Ministro dell’interno 23 dicembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015, rilasciata a decorrere dal 30 luglio 2026 a soggetti di età pari o superiore a settanta anni al momento della richiesta di rilascio, viene ad ottenere una durata illimitata ed è utilizzabile anche ai fini dell’espatrio.
Una PA digital first: bilancio e prospettive
Nel complesso, la bozza di decreto PNRR approvata il 29 gennaio delinea una visione in cui digitalizzazione, interoperabilità, automazione e diritti digitali del cittadino si intrecciano per ridisegnare il rapporto tra individuo e Stato.
Non si tratta solo di trasferire su piattaforma digitale modi e strumenti già esistenti, ma di ridefinire i processi pubblici attraverso logiche digital first: meno certificati da produrre, più interoperabilità tra banche dati, più controllo personale sui propri strumenti digitali e una progressiva trasformazione dei servizi pubblici in modelli orientati al digitale, coerenti con le esigenze contemporanee e gli obiettivi del PNRR.
Pur nella complessità normativa della bozza e nell’eterogeneità delle materie trattate dal provvedimento, emerge con chiarezza un filo rosso digitale: dalla trasparenza e controllo dei dati personali digitali, alla tessera elettorale digitale, dalla semplificazione delle prestazioni sociali agevolate con l’uso dell’ISEE acquisito d’ufficio, fino alla dematerializzazione di certificati e ricevute.
Queste misure costituiscono un passo avanti verso una Pubblica Amministrazione più digitale, più responsiva e più vicina alle esigenze quotidiane dei cittadini, coerentemente con l’obiettivo di rendere concreto il principio che la tecnologia non è un fine, ma uno strumento al servizio della persona.













