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Bonus 300 euro per chi paga con carta nei negozi da dicembre, il piano cashless del Governo

Si avvicina il decreto per il piano “cashless” a cui lavora il Governo. Ecco tutti i dettagli noti ad oggi, su come ottenere il bonus fino a 300 euro in un anno (rimborsi sul conto del 10% su un tetto di acquisti fino a 1500 euro semestrali), le procedure e il vantaggio per il sistema Paese

10 Set 2020

Tutti gli italiani potranno ricevere fino a 300 euro di bonus per gli acquisti fatti nei negozi fisici con pagamenti elettronici (carta o bancomat) dal primo dicembre. In particolare sarebbe il 10 per cento di quanto acquistato fino a un tetto di 3mila euro annui.

Sono i primi dettagli della misura “cashback” (“soldi indietro”) del piano cashless a cui lavora il Governo e che si compone di vari tasselli, molti dei quali già approvati (e analizzati sul nostro giornale).

Questa misura entrerà nelle prossime settimane in un decreto. Quello che si sa del suo funzionamento è quanto comunicato dal premier Giuseppe Conte nei giorni scorsi in vari incontri istituzionali con gli operatori del settore e poi trapelato alla stampa.

Come funziona il bonus 300 per acquisti con carta di credito e bancomat

Da questi elementi, si sa che i soldi arriveranno in forma di rimborsi (“cashback”) semestrali (di massimo 150 euro l’uno, su tetto di 1500 euro) sul conto corrente del cittadino.

La norma potrebbe fissare una soglia minima di acquisti per concorrere al rimborso. Concorrono tutti gli acquisti fatti nei negozi fisici con pagamento elettronico (carte di credito e bancomat, anche eventualmente smaterializzate negli smartphone).

Esclusi i pagamenti nei negozi online, dato che il senso della misura è contribuire alla lotta al contante e alla diffusione dei pos.

Che fare per avere il bonus 300 euro

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Per godere del rimborso, sarà necessario registrare la propria carta o bancomat, associarla a un codice fiscale, e comunicare il proprio Iban. Il tutto su una piattaforma che secondo varie ipotesi ora allo studio potrebbe essere l’app IO (a cui com’è noto si accede con Spid) e/o i canali bancari diretti. In ogni caso la piattaforma sarà collegata a PagoPa, che quindi per la prima volta gestirà anche pagamenti rivolti ad aziende private (oltre a quelle della pubblica amministrazione).

L’utente avrà un qrcode dalla piattaforma scelta e dovrà mostrarlo al negoziante al momento dell’acquisto. QrCode e Pagopa permetteranno la tracciabilità del pagamento e anche la partecipazione alla lotteria degli scontrini che partirà a gennaio 2021 (con un anno di ritardo).

Altre misure allo studio per il bonus pagamenti con carta

Sono allo studio anche possibili incentivi maggiori (15% di rimborsi) sui micro pagamenti e per chi fa una grande quantità di pagamenti tracciabili.

I danni del contante

La mossa fa parte del piano cashless che il Governo (e i precedenti) stanno conducendo al contante, che in Italia è troppo diffuso nei pagamenti. Con la conseguenza negativa di aumentare i costi di sistema e incoraggiare l’evasione.

Secondo uno studio di Banca d’Italia del 2012, “i costi sociali complessivi del contante ammontano a circa 15 miliardi di euro, pari a circa l’1 per cento del PIL. Il 49 per cento di tali costi è sostenuto da banche e infrastrutture per l’offerta dei servizi di pagamento (54 per cento nella media europea), il 51 per cento è a carico delle imprese (46 per cento nella media europea)”.

L’evasione fiscale in Italia è record, sfiorando i 200 miliardi di euro, rispetto alla Germania, con 125,1 miliardi, e Francia, con 117,9 miliardi.

I tasselli del piano cashless del Governo

Il piano piano si compone di incentivi, soprattutto, adesso; laddove in passato (fino ai mesi scorsi, pre-covid) sono entrati in vigore obblighi a favore dei pagamenti elettronici. Più carota che bastone, insomma, in questa fase. “Il Piano Cashless è un progetto a cui il Governo tiene particolarmente, un progetto a cui credo molto”, ha detto di recente il premier.

  1. A settembre è scattato il bonus pos, credito d’imposta al 30 per cento per i negozianti sui pagamenti elettronici
  2. A gennaio 2021 la lotteria degli scontrini, mentre a gennaio 2020 l’obbligo di scontrino elettronico
  3. Stabilita anche una roadmap di abbassamento della soglia dei pagamenti in contanti dagli attuali 2.999,99 a 1.999,99 euro fino al 31 dicembre 2021, e dal primo gennaio 2022 a 999,99 euro.
  4. Anche l’obbligo di PagoPa va in questa direzione, per quanto rinviato ancora una volta al primo marzo 2021 per le PA.
  5. L’obbligo di fatturazione elettronica (già previsto dal 2015 verso le PA e dal 2019 verso tutti) è uno dei primissimi passi forti pensati dall’Italia per spingere l’elettronico come forte strumento di tracciabilità dei pagamenti
  6. Fino ad arrivare appunto al bonus 300 euro in cashback.

In conclusione

“Sul tema incentivi per l’adozione e sviluppo dei pagamenti elettronici, da sempre sono convinto che non sia bastevole un’attenzione rivolta solo agli esercenti, bensì debba potersi prevedere un appannaggio anche per i consumatori, ad esempio tramite l’applicazione di benefici fiscali per coloro che pagano con strumenti innovativi”, dice Roberto Garavaglia, consulente tra i massimi esperti di pagamenti elettronici. “Ricordo che in un mercato two sided come quello dei pagamenti, fortemente esposto agli effetti delle esternalità di rete, è quanto mai necessario interrogarsi (prima) sulle conseguenze (di qualsiasi segno) che, azioni condotte su uno dei due lati – p.e. quello degli esercenti, tramite l’applicazione di incentivi – producono sull’altro, ossia quello dei consumatori che vorrebbero o potrebbero pagare mediante strumenti digitali”.

“Probabilmente, agire ad appannaggio di una sola parte, produrrebbe benefici che non si distribuiscono a favore dell’intero mercato, vanificando l’intento finale, ossia l’adozione massiva e l’uso e pervasivo di mezzi di pagamento digitali. In tal senso, le azioni che il Governo sta sviluppando in queste settimane a supporto del piano ‘Italia Cashless’ mi sembrano coerenti e corrette”.

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