Pagare le multe su PagoPa: istruzioni per l’uso | Agenda Digitale

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Pagare le multe su PagoPa: istruzioni per l’uso

Solo il 40% delle multe viene pagato, in parte per furbizia, in parte per dimenticanza, in parte perché è complesso pagare. La furbizia non si risolve, la dimenticanza e la complessità sì, rendendo il pagamento semplice. Vediamo come funziona il pagamento con PagoPA

16 Giu 2020
Patrizia Saggini

avvocato, componente del gruppo di Comuni sperimentatori di ANPR

Andrea Tironi

Project Manager - Digital Transformation


Usare PagoPa per pagare le multe è una buona idea: ci permette di risparmiare tempo, a volte anche soldi ed evitare spiacevoli dimenticanze. Già perché sarà capitato a tutti di prendere una multa per infrazione al Codice della Strada o per altri motivi, e dopo un primo momento di “scontento” in cui si cerca di capire se la sanzione era giusta o meno, si aggiunge un ancor più grande “scontento” per le tante operazioni da fare per pagarla. Tipicamente il pensiero è: “mi tocca andare dalla Polizia Locale del comune che l’ha emessa a pagarla” e quindi si ragiona subito su quando prendere ferie, che appuntamenti spostare personali o professionali e l’aver preso la multa passa in secondo piano perché il vero problema diventa come pagarla.

Qualche tempo fa, poi, ho visto questo tweet:

E ho pensato che in fondo anche pagare una multa può portare ad una certa soddisfazione, soprattutto se lo puoi fare in poco tempo e con poca fatica. Addirittura un collega, essendo riuscito a pagarla con PagoPA in 5 minuti, quando gliel’ho fatto vedere, mi ha guardato con un sorriso: “già fatto?”. Sembrava quasi felice di averla pagata!

Per arrivare a questo punto bisogna avere presente qual è il contesto di riferimento, e cosa deve fare di conseguenza la singola amministrazione per raggiungere questo risultato che per il cittadino è un cambio di user experience epocale. Soprattutto se consideriamo che la percentuale media di riscossione delle multe si attesta sul 40% a livello nazionale.

Tipologia di infrazioni

Le infrazioni contestate dalla Polizia Locale possono essere di diversi tipi:

  • Verbali su strada (per i quali può essere emesso un PREAVVISO, tipicamente il divieto di sosta)
  • Verbali contestati (che vengono elevati sempre su strada, ma che richiedono la firma anche del soggetto trasgressore)
  • Verbali con strumenti automatici (ES. Autovelox o Vista Red)
  • Sanzioni amministrative (ES. mancato rispetto di regolamenti comunali)

Se adesso nella maggior parte dei casi ci si limita a compilare manualmente un modello prestampato e a consegnare un bollettino postale, bisogna invece pensare ad un’organizzazione diversa, in modo da incassare la somma con PAGO PA, e digitalizzare il processo, fin dove possibile.

PagoPA per le multe

Nei primi due casi sopra menzionati, è possibile emettere uno “scontrino” che contiene sia gli estremi della violazione e sia gli elementi fondamentali dell’avviso PagoPA, compreso il QR code per effettuare il pagamento.

L’operatore deve essere dotato di dispositivi mobili (smartphone o tablet, e stampante portatile), in modo da registrare immediatamente la violazione ed emettere l’avviso di pagamento.

Teoricamente si può utilizzare anche un PC portatile e una connessione ad internet, con la possibilità di emettere anche in mobilità il consueto modello messo a disposizione da AGID, anche se chiaramente è meno “comodo” da trasportare.

Negli altri 2 casi, la violazioni vengono “lavorate in ufficio”, per cui l’avviso PagoPA può essere prodotto nel consueto modello messo a disposizione da AGID (per capire come è fatto un bollettino pagoPA secondo modello Agid si può fare riferimento qui).

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Un esempio di “scontrino” può essere questo:

Qui ci sono tutti i dati necessari per pagare subito, con esclusione del conto postale: per questo, occorrerebbe un lavoro congiunto con Poste Italiane, al fine di definire un modello che soddisfi tutte le esigenze.

Modalità di notifica della multa

Quanto indicato sopra funziona in un mondo “ideale” ovvero dove non c’è il problema della notifica. Ovvero funziona se si considera che la notifica al trasgressore viene fatta nel momento di emissione del bollettino (che non è sempre vero, ad esempio per l’autovelox). Spieghiamo sotto meglio.

La data di notifica (quindi la ricezione dell’atto da parte dell’interessato) è importante, perché da questa decorre il termine di 5 giorni, entro cui si può pagare con una riduzione del 30%; ovviamente la data è diversa a seconda della modalità di notifica utilizzata.

Questo meccanismo è molto efficace, perché mira a risolvere un problema arcinoto: visto che solo il 40% delle multe viene effettivamente pagata, si è provato ad incentivare il comportamento corretto: “se paghi la multa entro 5 giorni hai lo sconto del 30%”.

Tornando ai 4 casi illustrati sopra, nei primi 2 la consegna è immediata (e quindi c’è corrispondenza tra momento dell’emissione della multa e momento della notifica), negli altri 2 occorre utilizzare le modalità di notifica tradizionali: la PEC per imprese e soggetti iscritti agli ordini professionali (DM 18/12/2017) (e anche qui la notifica è immediata e certificata) e la raccomandata con atto giudiziario negli altri casi.

Ed è proprio in questa ultima eventualità – peraltro la più frequente – che sorgono i problemi di individuazione della corretta data di notifica, in quanto l’attestazione di avvenuta consegna viene riconsegnata al Comune anche con un ritardo di 2 mesi; senza tener conto del fatto che tutto ciò richiede diverse operazioni manuali da parte degli uffici, con il relativo carico di lavoro, di errori e di incertezza dell’esito.

Rispetto alla notifica dell’atto giudiziario, la L. 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge Bilancio 2019) ha apportato delle modifiche alla legge 890/1982 sulle “notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari”, introducendo all’art. 6 la possibilità per l’Amministrazione che richiede la notifica di richiedere la restituzione dell’Avviso di Ricevimento dell’Atto Giudiziario (c.d. 23L) via PEC in alternativa alla restituzione dello stesso a mezzo posta.

Il servizio dovrebbe essere già attivo da parte di Poste, le specifiche sono contenute qui.

In questo caso, il processo quindi dovrebbe essere:

  • Il cittadino viene multato in differita (es. con autovelox)
  • Gli viene mandata la multa con due bollettini e due IUV, uno con sconto 30% (da usare tra 1 e 5 giorno dopo notifica) e uno senza sconto (da usare dal giorno 6 al giorno 60 dopo notifica).
    La notifica di ricezione viene mandata all’ente via pec, da qui parte il giorno zero.

Questo comporta alcune valutazioni.

Ipotizzando che nel momento in cui il postino consegna l’atto giudiziario (multa per eccesso di velocità) venga mandata immediatamente una pec all’ente per dire che la notifica è avvenuta (ad esempio il 28 febbraio 2020 alle 10.27), gli IUV della multa dovrebbero essere gestiti in modo che:

  • Il primo IUV che contiene lo sconto del 30% è valido dal 28 febbraio 2020 alle 10.27 e termini come validità 5 giorni dopo, ovvero il 05 marzo alle 10.26;
  • Il secondo IUV che corrisponde al prezzo pieno, partirà il 05 marzo alle 10.27 e finirà al 60esimo giorno dopo la notifica.
  • Una volta che il sistema di ricezione della comunicazione di avvenuta notifica è stato testato, si può anche pensare di emettere un unico Avviso con un unico IUV, il cui importo viene attualizzato in base alle date corrette.

Notifica con IO

Un’altra opzione probabilmente più efficace è elevare l’app IO a domicilio digitale.

A questo punto quando “stacco” gli IUV, la notifica della multa avviene istantaneamente su IO, anche se la violazione è rilevata alle 3 di notte per eccesso di velocità e processata il giorno dopo alle 10 di mattina.

Quindi alle 10 del 29 febbraio 2020, quando stacco i due IUV, uno con sconto del 30% e l’altro a prezzo pieno, effettuo istantaneamente la notifica su IO (ricordiamo, premesso che sia domicilio digitale), pertanto so che l’IUV con sconto avrà valenza dalle 10 a cui sommare 5 giorni. E il secondo IUV a prezzo pieno dalle 10 del 29 febbraio 2020 + 5 giorni + 1 minuto alle 10:00  28 febbraio 2020 + 60 giorni. Il tutto in maniera automatica e facilmente programmabile, senza intervento umano e senza pec.

Fantastico no?

Gestione degli IUV e pagamento

Quindi possiamo dire che, come regola generale, l’emissione delle multe può essere gestita in questo modo:

  • infrazioni rilevate su strada, con contestazione immediata: si stampa l’avviso PagoPA (scontrino o bollettino normale), in cui l’IUV corrisponde ad un importo scontato del 30% entro i 5 giorni altrimenti diventa del 100% dal 6 giorno fino al 60esimo.
    Contemporaneamente può arrivare una notifica su IO (volendo per fare il pagamento al volo avendo già la propria carta di credito registrata), ma la notifica su IO è un di più.
  • in caso di infrazione rilevata da remoto (es. autovelox omologato):
    • Nel caso peggiore: notifica completamente cartacea: l’ipotesi è inviare 2 avvisi: uno con sconto del 30% e uno con prezzo pieno, indicando dopo 5 giorni dalla notifica, il secondo dal 6 al 60esimo giorno. Sarà il trasgressore che autonomamente deciderà come usarli.
    • Nel caso intermedio: notifica con invio della ricevuta per PEC: L’ente elabora automaticamente l’esito della notifica, e quindi aggiorna la validità degli IUV, in modo che il trasgressore possa pagare nei 5 giorni con sconto del 30% e oltre a prezzo pieno fino al 60 giorno. Ovviamente è auspicabile che la ricezione dell’avvenuta notifica per PEC sia elaborata automaticamente dal SW di gestione, aggiornando di conseguenza le date di riferimento; in mancanza, servirebbe un intervento manuale per il processing della pec.
    • Nel caso migliore: la notifica viene inviata con la PEC o con IO: avviene in modo immediato, quindi gli Avvisi e gli IUV vengono già creati correttamente. Il sistema è completamente automatico.

Conclusioni

Ricordiamo ora il problema da cui siamo partiti, perché generare valore vuol dire risolvere efficacemente problemi: solo il 40% delle multe viene pagata, in parte per furbizia, in parte per dimenticanza, in parte perché è complesso pagare. La furbizia non si risolve, la dimenticanza e la complessità sì, rendendo il pagamento semplice.

Nel caso delle multe, ma in generale per tutti gli atti della Pubblica Amministrazione, un sistema di notifiche che tenga conto delle possibilità e opportunità offerte dalla tecnologia in generale e dalle piattaforme nazionali in particolare, è diventato un’esigenza pressante, e risolverebbe molti problemi di gestione quotidiana, che impediscono ancora oggi al cittadino di sorridere anche se si sta pagando una multa!

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Tanto è vero che il Ministero dell’Innovazione tecnologica e digitalizzazione ha pensato e sta pensando ad una piattaforma per le notifiche della PA che era contenuta nel milleproroghe, ma che non è stata approvata a quanto risulta. Del resto, visto che non ha avuto sviluppi non sappiamo di cosa si trattasse esattamente, ma in prospettiva IO potrebbe svolgere lo stesso ruolo.

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