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identità digitale

Spid alle imprese, una campagna di comunicazione per rilanciare il servizio

L’assenza di servizi business, come la comunicazione sul prodotto alle imprese, è il motivo principale che porta queste ultime a ignorare SPID e preferire prodotti concorrenti. Club TI Milano prova a colmare questa lacuna. Ecco le novità

22 Ago 2019

Ornella Fouillouze

Club TI Milano

Gianluca Marcellino

Club TI Milano


A fine giugno due annunci hanno trasformato, in meglio, la faccia del mercato di SPID per le imprese: l’arrivo del primo service provider privato (ARERA) e di un nuovo listino prezzi particolarmente vantaggioso per le piccole imprese. Queste novità, sopraggiunte in un mercato altrimenti immobile, hanno spinto Club TI Milano a lanciare un prototipo di campagna di comunicazione su SPID per le imprese, così da aumentare la loro consapevolezza nei confronti dell’identità digitale e incoraggiarle ad adottare SPID come strumento di autenticazione.

Una scommessa sul potenziale di Spid

Noi di Club TI Milano scommettiamo che grazie alla nostra iniziativa, sostenuta da una serie di operatori dell’ecosistema SPID e da alcune organizzazioni che come noi si occupano di trasformazione digitale per i cittadini e le aziende in Italia, il rumore su SPID e i suoi vantaggi cominceranno ad arrivare proprio alle imprese, come già alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini. Da settembre.

È il frutto più importante, ad oggi, della nostra attività in #ClubTI4SPID, che aderisce al Manifesto per la Repubblica Digitale. A febbraio, dopo due anni di attività per sostenere l’adozione di SPID da parte delle imprese, per autenticare i cittadini che usano i loro servizi online, abbiamo coinvolto un piccolo gruppo di esperti di SPID e trasformazione digitale, che da volontari, a titolo personale, ci hanno aiutato ad esplorare tre aspetti che riteniamo essenziali perché le imprese possano anche solo prendere in considerazione SPID come servizio di autenticazione:

  • Chiarire la direzione: dove sta andando e dove andrà SPID
  • Potenziare l’accelerazione, in particolare lo switch-off degli altri servizi di autenticazione delle grandi PA che usano SPID
  • Stimolare il mercato privato.

È proprio quest’ultimo obiettivo che iniziamo a conseguire oggi.

Le novità che hanno scosso il mercato

A fine giugno due annunci hanno trasformato, in meglio, la faccia del mercato di SPID per le imprese, finora simile per la verità a una foresta pietrificata e deserta che le aziende, desiderose di sapere con chi stanno lavorando quando aprono ai cittadini i propri servizi digitali, ignorano oggi completamente:

  • Dopo 17 mesi di attesa, è arrivato il primo Service Provider privato di SPID: ARERA – il primo “cliente”!
  • quel cliente ha annunciato un servizio innovativo, dimostrando come con SPID è naturale offrire ai cittadini servizi innovativi che con altri servizi di autenticazione sarebbero difficili o impossibili (parliamo della prossima sinergia, che ARERA ha annunciato, tra il portale dei consumi e il comparatore di offerte commerciali, basata sulla conoscenza di come ciascuno di noi ha consumato energia negli anni passati)
  • è uscito il nuovo listino, con prezzi drasticamente ridotti, molto vantaggiosi in particolare per imprese piccole.

Con novità simili, se SPID fosse il prodotto commerciale di un singolo fornitore, il 1° luglio sarebbe partita la prima grande campagna promozionale verso le imprese della storia di SPID – proprio come AgID fa da tempo verso le pubbliche amministrazioni.

SPID però è il prodotto comune che nove Identity Provider (IdP) erogano per conto di AgID, e al di là dei comunicati stampa di AgID e ARERA tutto tace.

Spid, il paradosso che frena gli IDP

Nel gruppo di lavoro ClubTI4SPID ci eravamo già accorti a maggio di questo paradosso, in un contesto più tecnico e almeno altrettanto importante per le imprese, quando avevamo analizzato i livelli di servizio di SPID. Eccolo, il paradosso che frena gli IdP:

  • ciascun IdP eroga tutti i giorni ai propri clienti servizi complessi ed essenziali, dalla promozione commerciale alla fatturazione, dall’assistenza post-vendita alla continuità operativa.
  • Come membri della comunità degli erogatori di SPID, gli stessi IdP risultano, per scelta o per necessità, molto più cauti nel fare, o anche solo nel valutare, quelle stesse cose che ognuno di loro fa benissimo per conto proprio.

Secondo noi l’assenza di questi servizi business, a cominciare proprio dalla comunicazione sul prodotto alle imprese, è il motivo principale che porta le imprese a ignorare SPID e preferire prodotti concorrenti per autenticare i cittadini che accedono online ai loro servizi. Come in ogni mercato i concorrenti sono tanti e diversi, dalle soluzioni commerciali all’autenticazione di Facebook, Google e altri gestori di piattaforme digitali. Sono proprio questi ultimi per noi, come abbiamo proposto ad AgID e Team Digitale già in aprile, i più temibili concorrenti di SPID: diffusi tra i cittadini e sui tanti siti ed app che ci invitano “entra con…”, e soprattutto “gratuiti”. (“Gratuiti”, naturalmente, a patto di considerare nullo il valore delle informazioni sull’uso che il cittadino fa del servizio digitale dell’impresa, e che l’azienda cede al gestore in cambio dell’autenticazione!).

Una campagna di comunicazione su Spid per le imprese

Per questo abbiamo deciso di fare un esperimento: provare a offrire, almeno in un’occasione specifica legata alle novità di giugno, uno dei servizi business mancanti. Abbiamo invitato gli IdP e le altre organizzazioni con le quali lavoriamo a fare un prototipo di campagna di comunicazione su SPID per le imprese.

Con questo prototipo vogliamo:

  • aumentare la consapevolezza e l’interesse delle imprese per SPID,
  • imparare come gli IdP, e chi come noi lavora per far progredire la digitalizzazione dei servizi, possano incoraggiare le imprese a adottare SPID come strumento di autenticazione.

Diversi operatori del sistema SPID e del mercato ci sostengono. Già hanno confermato la loro disponibilità a contribuire Sielte e Infocert, tra gli IdP, e l’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano.

Con loro iniziamo ora a sviluppare i primi contenuti, mentre altri importanti operatori della trasformazione digitale in Italia sono interessati, ci hanno offerto suggerimenti e stanno definendo come contribuire.

A settembre potremo comunicare le prime informazioni sulla campagna. Intanto, per saperne di più e per partecipare, iscriviti al nostro gruppo di discussione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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