Veneto smart region, i dati come bene pubblico: progetti e obiettivi - Agenda Digitale

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Veneto smart region, i dati come bene pubblico: progetti e obiettivi

La gestione dei dati rappresenta una delle sfide fondamentali per gli enti pubblici, che in questo ambito devono trovare il proprio ruolo e dare valore all’enorme flusso di informazioni che sono chiamati a gestire. Il progetto Veneto Smart Region per realizzare territori connessi e smart city

15 Giu 2021
Francesco Calzavara

Assessore al Bilancio e alla Programmazione con delega all’Agenda Digitale della Regione del Veneto

Territori connessi e smart city, per arrivare a una condivisione della conoscenza e delle risorse della comunità, migliorare la qualità della vita dei cittadini e la competitività delle imprese. Su questi pilastri si impernia il modello di innovazione digitale della Regione del Veneto, basato sulla condivisione gratuita di piattaforme abilitanti, come MyPortal 3.0, un vero e proprio esempio di infrastruttura digitale che innova il mondo della pubblica amministrazione.

I servizi del futuro passano, infatti, attraverso una corretta e organizzata gestione dei dati e l’ente pubblico, in questo contesto, deve fungere da arbitro capace di tutelare il cittadino, favorendo l’introduzione di servizi innovativi, ma al tempo stesso utili e facili da utilizzare.

La tecnologia, dunque, deve essere al servizio delle persone e non il contrario, deve saper accorciare le “distanze” tra enti e cittadini, per ridurre significativamente i tempi della burocrazia.

Digitale nelle PA locali? Si può fare: semplici passi per attuare i progetti del PNRR

Il progetto MyPortal

Il progetto MyPortal è stato sviluppato dalla Direzione ICT e Agenda Digitale della Regione del Veneto, inserito nell’ambito di Agenda Digitale 2020, e messo a disposizione gratuitamente di tutti gli Enti Locali del Veneto per rispondere alle esigenze specifiche del singolo cittadino al fine di superare anche il digital divide.

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MyPortal è l’esempio concreto di innovazione tecnologica applicata nella pubblica amministrazione. Il cittadino non sarà più costretto ad andare fisicamente al proprio comune, ma sarà il comune a raggiungere il cittadino, direttamente online, mettendo a disposizione tutta una serie di servizi e documenti. Tutto questo grazie a MyPA: l’interfaccia visibile al cittadino dove potrà ricercare tutti i contenuti caricati online dagli Enti Locali che hanno aderito al progetto.

A oggi sono oltre 180 le amministrazioni locali venete che utilizzano il prodotto MyPortal, da comuni con poche migliaia di abitanti a grandi città. Questi sono la vera forza di un modello Veneto, che fa leva sulla partecipazione e l’inclusione del territorio nella strategia e programmazione digitale regionale.

Come Amministrazione regionale stiamo investendo in un piano che vede la partecipazione delle Autorità Urbane del Veneto e che coinvolge circa 60 comuni del Veneto, tra questi i capoluoghi di Padova, Treviso, Vicenza e Verona.

Il PNRR visto dalle PA locali: cosa si può fare e dove non intervenire

Veneto Smart Region

Veneto Smart Region, questo il nome del progetto da 8 milioni di euro, si sviluppa su due livelli: a livello di città, dove una rete di sensori e un sistema di acquisizione e analisi dei dati consentirà la gestione del territorio urbano e a livello di Regione, nel senso che i dati provenienti dai territori vengono raccolti e integrati con altri dati (ad esempio quelli della mobilità di CAV, dell’Arpav etc.) per la gestione dei fenomeni sovra-comunali con una scala di indagine estesa a piacere (dal singolo comune passando per le aree vaste a tutto il territorio regionale). Un vero strumento di governance del territorio.

Tra i principali investimenti sostenuti e incentivati dalla Regione del Veneto in campo digitale, anche i 13 milioni di risorse POR-FESR destinate alle aggregazioni degli enti locali per la razionalizzazione dei data center e la digitalizzazione dei servizi che coinvolge circa 270 comuni; i 7 milioni per l’apertura di 10 Innovation LAB orientati al open innovation della pubblica amministrazione, e i circa 60 punti di acculturazione digitale (palestre digitali) disseminati nel territorio regionale; gli 8 milioni di euro per le autorità urbane destinate al progetto MYDATA e MyCITY.

E cito, per concludere, la recentissima iniziativa del Fondo Innovazione: il bando da quasi 3,5 milioni di euro (assegnati al Veneto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento per la trasformazione digitale), gestito in collaborazione con Anci Veneto, che ha visto ben 537 pubbliche amministrazioni su 563 rispondere al bando per la concessione delle risorse del Fondo Innovazione per favorire la diffusione dei servizi digitali e l’utilizzo delle piattaforme abilitanti Spid, pagoPA e dell’App IO.

Le progettualità venete finora presentate e realizzate dimostrano la capacità di stare al passo con i tempi, interpretando la reale necessità di favorire interventi tecnologici accompagnati da riforme strutturali che supportino l’innovazione e la digitalizzazione nella PA.

Innovazione e competitività

Per raggiungere l’obbiettivo è fondamentale sviluppare la cooperazione tra tutte le forze dei territori, come lo è già su scala nazionale ed europea, capace di individuare e sviluppare spazi autonomi sulle tecnologie (autonomia digitale) che ci rendano più competitivi come regioni e come nazione. Spazi che potranno essere realizzati solo grazie a modelli di data governance che garantiscano il principio di dati come bene pubblico, gestito da autorità pubbliche e non lasciato alla sola gestione del mercato privato.

L’impegno però non si esaurisce qui: ci sono altre idee progettuali pronte a essere sviluppate e coerenti con il PNRR, per un percorso di crescita economica e sostenibile, e i fondi del Next Generation Eu offrono un’occasione irripetibile. Si tratta sia di progetti che riguardano le nuove infrastrutture digitali, sia servizi che incentivino le competenze digitali. Quello che riteniamo importante sottolineare – e questo ci arriva da tanti anni di attività a fianco delle amministrazioni comunali – è che i processi di trasformazione digitale si realizzano solo se c’è una reale attività di supporto ai processi, mettendo a disposizione competenze e tecnologie. I risultati eccellenti che abbiamo ottenuto come territorio regionale con il Fondo Innovazione – circa il 97% dei comuni hanno raggiunto i risultati previsti a fine febbraio 2021 – derivano da un modello di intervento che come Regione coniuga soluzioni tecnologiche, con reale e operativo supporto e coinvolgimento del mercato locale che opera in queste realtà. Un modello vincente che vorremmo replicare ovviamente anche in futuro.

La digitalizzazione si conferma sempre di più una necessità trasversale, che richiede un aggiornamento tecnologico ma anche, e soprattutto, infrastrutture adeguate.

Siamo in attesa di conoscere il reale ruolo che avranno le regioni e i territori in questo contesto rivoluzionario, perché un tema centrale come la trasformazione digitale deve essere momento di condivisione di strategie, se si vuole raggiungere l’ambizioso obbiettivo di colmare il divario digitale portando al 70% la percentuale di cittadini tra i 16 e i 74 anni con conoscenze digitali di base.

Per riportare la persona al centro di questo processo, compito della Regione Veneto sarà quello di mettere a disposizione capitale umano e competenze tecniche che accompagnino il cammino in quest’epoca di cambiamento, per affrontare le sfide e le opportunità che l’innovazione oggi ci impone.

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