dopo il regolamento UE

Le norme mondiali sull’intelligenza artificiale: a che punto siamo

Dopo la pubblicazione della bozza di regolamento Ue, lo stato dell’arte della normativa sull’intelligenza artificiale in Canada, Nuova Zelanda e Australia; USA. Nel percorso ideale di trovare una quadra mondiale alla normativa

13 Mag 2021
Marina Rita Carbone

Consulente privacy

intelligenza artificiale pregiudizio

La proposta di Regolamento sull’intelligenza artificiale pubblicata dalla Commissione Europea ha rappresentato un punto di svolta nella regolamentazione del fenomeno IA: ma è un apice di una costruzione che si sta strutturando in vari paesi del mondo.

L’ambizione dell’UE (vedi riquadro sotto) è guidare altri Paesi verso una regolamentazione omogenea, globale. Che è il solo modo possibile per altro per attuare regole davvero efficaci in un ambito tecnologico globale per eccellenza; dove per altro le tecnologie sono sviluppate perlopiù fuori dall’Europa.

Commissione UE: “Ecco la vera forza del Regolamento AI”

Nel seguito, senza pretesa di completezza, una disamina dello “stato dell’arte” in cui versano le differenti normative su scala globale relativamente ai sistemi di intelligenza artificiale.

Il Canada: culla dell’intelligenza artificiale

Al giorno d’oggi, il Canada rappresenta una culla per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale: conta, infatti, oltre 4.000 startup attive nel settore, in aumento nel 2017 e nel 2018 del 28% rispetto agli anni precedenti.

WHITEPAPER
Sai come implementare una rivoluzione dell’IT che parte dai processi più profondi?
Digital Transformation
Software

Il Montreal Insitute for Learning Algorithms, in particolare, rappresenta uno dei più grandi laboratori pubblici di deep learning al mondo, e conta partner del calibro di IBM, Facebook e Google.

L’importanza che le IA rivestono, dunque, nel tessuto imprenditoriale e produttivo canadese, hanno portato a un maggiore sviluppo anche della normativa sul tema, sotto diversi profili:

  • Proprietà intellettuale: vi è un ampio dibattito, infatti, sulla possibilità o meno che un’IA possa essere classificata come inventore e, come tale, possa esserle garantito il diritto d’autore e la possibilità di brevettare l’opera;
  • Privacy: la legge canadese sulla tutela dei dati personali prevede che l’elaborazione di informazioni su individui identificabili sia basata su un consenso esplicito e informato, al pari di quanto previsto dal nostrano GDPR. Anche ove il consenso sia correttamente raccolto, inoltre, occorre che gli scopi perseguiti, la raccolta, l’uso e la divulgazione dei dati personali siano “ragionevoli”: pertanto, i fornitori di servizi basati sulle IA si stanno orientando sempre maggiormente sull’utilizzo di dati “anonimizzati”, compito affatto semplice e banale;
  • Illeciti: parte della giurisprudenza canadese ha avuto modo di pronunciarsi anche sulla possibilità di estendere ai sistemi di IA (e, nello specifico, ai loro ideatori) alcune delle responsabilità tipicamente proprie delle forniture di prodotti e servizi. Tra gli ambiti sinora riconosciuti rientrano: difetti di fabbricazione e progettazione dei sistemi di IA; mancata valutazione del rischio per i diritti dei consumatori; mancata informazione o avviso dei consumatori in merito ai possibili danni che possano derivare loro dall’uso di tale tecnologia;

Maggiormente specifiche e delineate sono anche le strategie del governo canadese. Ad oggi, coesistono in merito al tema delle IA due principali atti normativi: il Digital Charter Implementation Act e la Direttiva sui processi decisionali automatizzati.

La Carta Digitale del Canada, parte della strategia nazionale sui dati, contiene dieci principi fondamentali il cui scopo è quello di guidare l’azione dei legislatori sfruttando, al contempo, il potere dei dati e della trasformazione digitale. Tra i principali principi inerenti ai sistemi di intelligenza artificiale ritroviamo:

  • La necessità di ottenere un consenso informato che permetta all’interessato di compiere scelte consapevoli in merito all’utilizzo dei propri dati;
  • Il diritto alla portabilità dei dati personali e all’interoperabilità dei sistemi;
  • Il diritto alla revoca del consenso al trattamento dei propri dati;
  • L’obbligo, da parte delle aziende, di adottare stringenti requisiti di trasparenza a tutti i sistemi decisionali automatizzati come algoritmi e intelligenza artificiale. Ai singoli si riconosce anche il diritto di chiedere alle aziende che forniscono tali servizi di spiegare in che modo una specifica previsione, raccomandazione o decisione sia stata presa da un sistema decisionale automatizzato e in che modo sono state ottenute le informazioni;

La direttiva sui processi decisionali automatizzati, invece, introduce una serie di norme che regolano l’uso delle IA da parte del governo canadese, nel caso in cui il sistema sia stato sviluppato acquistato dopo il 1° aprile 2020. L’intera direttiva adotta un approccio basato sul rischio, che comprende anche obblighi di notifica anticipata dell’applicazione di processi decisionali automatizzati per decisioni che possono avere un impatto sui cittadini e numerosi obblighi di trasparenza in merito ai processi che hanno portato all’adozione di una decisione in luogo di un’altra.

I principali punti innovativi della normativa canadese

  • La necessità di svolgere una valutazione di impatto dell’algoritmo prima che il sistema decisionale automatizzato sia prodotto, e l’obbligo di pubblicare i risultati di tale valutazione in un formato accessibile sui canali istituzionali del Governo;
  • L’obbligo di rendere noto al cittadino, tramite i canali di erogazione del servizio, che la decisione sarà resa in tutto o in parte da un sistema decisionale automatizzato;
  • L’obbligo di fornire una spiegazione chiara ed esaustiva sulle modalità e sulle motivazioni che hanno portato il sistema ad intraprendere una specifica decisione;
  • Il diritto, da parte del Governo canadese, di accedere al sistema decisionale automatizzato e di testarlo, al fine di condurre delle ispezioni sul corretto funzionamento dello stesso.
  • L’obbligo di documentare le decisioni prese dai sistemi decisionali automatizzati, in conformità a quanto previsto dalla direttiva sui servizi e sul digitale, oltre che a sostegno dei generali obblighi di segnalazione e monitoraggio posti in capo al governo;
  • L’obbligo di testare i sistemi prima della loro produzione, al fine di evitare distorsioni involontarie dei dati o l’insorgenza di bias che possono influire sui risultati;
  • L’obbligo di garantire che un sistema decisionale automatizzato consenta anche l’intervento umano;

Il quadro normativo canadese appare, pertanto, uno dei più avanzati in relazione al tema dell’intelligenza artificiale, sebbene manchi ancora un’applicazione generalizzata dei principi in esso contenuti, oltre che conforme ai principi individuati anche dall’UE nella proposta di regolamento.

Gli sviluppi in Nuova Zelanda

Anche in Nuova Zelanda, cresce lo sviluppo e la produzione di soluzioni basate sui sistemi di intelligenza artificiale, anche in settori strategici come l’agricoltura, l’energia, i servizi finanziari, i trasporti, le telecomunicazioni e il commercio al dettaglio.

Tale processo di trasformazione digitale, ovviamente, rende necessario adeguare la normativa vigente, al fine di evitare che possano insorgere delle forme di abuso delle tecnologie di IA o che possano esserci delle discriminazioni, in particolar modo nel settore bancario e della pubblica sicurezza.

Stando a quanto riportato dalla stampa neozelandese, infatti, alcune di queste distorsioni si sarebbero già verificate, nel settore dell’immigrazione. Sarebbero infatti emerse delle notizie secondo cui l’immigrazione neozelandese avrebbe implementato un sistema di intelligenza artificiale che consentiva di rintracciare i migranti “indesiderati”, sulla base dei dati di 11.000 immigrati irregolari, anche al fine di prevedere il costo medio di ognuno di tali migranti per il governo neozelandese.

Tra le informazioni oggetto di analisi sarebbero rientrate: età, sesso, paese di origine, visto detenuto al momento dell’ingresso in Nuova Zelanda, coinvolgimento con le forze dell’ordine e l’utilizzo del servizio sanitario. Informazioni, queste, altamente sensibili, il cui utilizzo distorto e illecito è da considerarsi ad alto rischio per i diritti dei migranti coinvolti.

Tant’è che le preoccupazioni emerse in relazione al danno che tale IA poteva causare per l’intero sistema di immigrazione neozelandese hanno poi spinto il governo a chiarire, in un impeto di trasparenza, le modalità di utilizzo effettive dell’algoritmo, ponendo le basi per l’implementazione di un obbligo sistematico di trasparenza sullo sviluppo e sull’utilizzo degli algoritmi di IA e machine learning.

Ad oggi, infatti, è in corso di lavorazione da parte del governo una “Carta dell’Algoritmo” che obbligherà tutte le istituzioni governative a utilizzare algoritmi in modo equo, etico e trasparente, sulla scorta di una valutazione di impatto sugli individui coinvolti e sui gruppi di cittadini.

La “soft law” Australiana

Da ultimo, anche l’Australia ha avuto e ha tuttora un ruolo importante nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale. Solo nel 2017, l’Australian National University ha annunciato un investimento di 10 anni nello studio delle capacità delle IA, tramite l’Autonomy, Agency and Assurance Institute.

Tuttavia, l’Australia mantiene un modello normativo sul tema fondato prevalentemente su “soft law”, ovvero su linee guida, prassi, “framework” e “roadmap”. In poche parole, un’autoregolamentazione in luogo di una legislazione uniforme governativa, parzialmente integrata alla normativa sulla privacy (il Privacy Act) che prevede che le informazioni personali debbano essere utilizzate soltanto per lo scopo per il quale il consenso è stato fornito.

Siffatto sistema normativo, però, non è adeguato alle nuove sfide che i sistemi di intelligenza artificiale pongono: un’intelligenza artificiale, infatti, non tratta semplicemente informazioni ma ne elabora sempre di nuove, anche al di fuori di quelli che sono gli usi “autorizzati”.

A tal riguardo, il governo ha riconosciuto che la normativa privacy necessita di essere adeguata alle nuove prospettive fornire dai sistemi di intelligenza artificiale, istituendo anche un ufficio (l’Office of the Australian Information Commissioner) che si occupa di elaborare standard per l’uso e l’implementazione delle IA in modo conforme alle previsioni privacy vigenti.

Analogamente, numerose organizzazioni, anche non governative, tra cui la rete “Data61” della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) si stanno occupando di elaborare dei documenti strategici chiave che dettino le best practice per l’uso e lo sviluppo etico delle IA, secondo otto principi fondamentali, fra cui la centralità del benessere sociale, il rispetto delle diversità, dell’autonomia e dei diritti umani, la trasparenza e la privacy. A sua volta, la Commissione australiana per i diritti umani ha pubblicato nel dicembre 2019, un documento di discussione interinale sui diritti umani e la tecnologia che delinea 29 proposte per stabilire e migliorare il quadro australiano per la protezione dei diritti umani in relazione alle tecnologie emergenti, con particolare attenzione all’IA e al suo uso e attuazione nelle procedure decisionali.

L’obiettivo ultimo è quello di garantire che lo sviluppo tecnologico avvenga all’interno dei confini già definiti dalla normativa vigente, implementata e integrata da documenti interpretativi ulteriori che creino un “quadro” digitale innovativo e al passo coi tempi.

Un approccio certamente lento ma progressivo, differente da quello adottato dall’Unione Europea, che cerca di definire precisi standard “ex ante”.

E gli USA?

Negli Stati Uniti c’è la partita più importante, sul fronte delle regole, e qui la sfida sarà innovare la regolamentazione che è ancorata a principi tradizionali e al tempo stesso trovare una uniformità federale (non raggiunta ancora nemmeno sulla privacy, sulla scorta del nostro Gdpr, anche se sembra un traguardo sempre più vicino).

Un passo importante sembra essere, in tal senso, le recenti indicazioni FTC (vedi sotto).

Regole su intelligenza artificiale: la Ue prende le distanze dal modello Usa

Dalla Commissione UE hanno spiegato ad Agendadigitale.eu inoltre che sono in corso colloqui, ora in formale e auspicabilmente in futuro formali, per trovare regole comuni; e che l’approccio USA è comunque risk-based e quindi non troppo diverso da quello del Regolamento UE.

WHITEPAPER
Banking&Insurance: inizia l’era dei servizi istantanei e customizzati. Rimani al passo
Amministrazione/Finanza/Controllo
Digital Transformation
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4