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Direttore responsabile Alessandro Longo

Open Government Forum: i primi risultati (e i nodi irrisolti)

24 Giu 2016

24 giugno 2016

Il Forum inizia la sua attività operativa con l’identificazione delle proposte per il Piano di Azione OGP. Confronti e attività molto interessanti, ma rimangono problemi a monte da risolvere

L’Open Government Forum muove i primi passi operativi, con la prima riunione dei tre sottogruppi (tavoli tematici) individuati seguendo i principi e i contenuti principali del modello dell’Open Government:

  • Trasparenza e Open Data;
  • Partecipazione e Accountability;
  • Cittadinanza digitale e innovazione.

Il primo obiettivo è quello della redazione del III° Action Plan italiano 2016-2018 (entro metà luglio) da presentare poi alla Conferenza di Parigi OGP (Open Government Partnership) del 7/9 dicembre prossimo.

Tempi molto stretti, per temi complessi e allo stesso tempo sperimentando un metodo di lavoro che dovrebbe “operativamente” iniziare a dare corpo e anima ad un forum multistakeholder permanente. Anche perché la richiesta dell’Open Government Partnership è di individuare azioni che possano essere valutate per i loro risultati in un periodo di due anni, e con obiettivi che seguano i criteri SMART (specifici, misurabili, assegnabili/raggiungibili, realistici e definiti correlandoli al tempo).

Come si sta procedendo

Ciascun sottogruppo, suddiviso in due tavoli, sta vedendo coinvolte diverse amministrazioni e una trentina di associazioni della società civile, incluse associazioni del mondo delle imprese. Con un metodo basato sul brainstorming, i tavoli stanno convergendo su alcune proposte di azione, da raffinare nelle prossime settimane in uno spazio online, così da poter fornire al gruppo di lavoro coordinato dal Dipartimento della Funzione Pubblica gli elementi per la stesura della bozza del terzo di Piano di Azione, che sarà aperto in consultazione per recepire i contributi di chiunque sia interessato a suggerire integrazioni e miglioramenti.

Da quel momento in avanti il Forum dovrebbe assumere la sua anima “permanente”: riunirsi con cadenza periodica e monitorare l’attuazione del Piano di Azione e, in generale, della situazione dell’open government italiano, per poter proporre interventi, trarre spunti dalle azioni in corso e dalle esigenze che via via potranno emergere, fornire indicazioni per tutti gli attori istituzionali coinvolti, incluse le forze parlamentari.

Diverse le proposte che stanno emergendo, e che presto saranno pubblicate sul sito web del Forum (ancora non attivato al momento in cui scrivo), e che in gran parte riflettono e ribadiscono proposte già pronunciate dalle singole associazioni, ma che qui trovano un tempo e un luogo di convergenza e di coordinamento, utile anche per dar loro maggior forza.

Primi risultati

Solo per citare qualche esempio rispetto ai diversi temi trattati (queste sono solo una parte delle azioni al momento in discussione) nei tre tavoli, sono presenti proposte di

  • realizzazione di un portale unico della trasparenza, anche come mappa di riferimento per il cittadino sui dati e i documenti pubblicati;
  • un percorso partecipato per l’agenda nazionale 2017 sul rilascio dei dataset con supporto alla PA e continuità di collaborazione;
  • censimento e rilascio dei dataset strategici già definiti, attraverso un percorso partecipato;
  • iniziative per far aumentare il valore degli Open Data, a livello sociale nel senso più ampio del termine, non solo a livello economico.
  • realizzazione di una piattaforma di partecipazione e produzione di istanze e petizioni verso il parlamento (avendo come riferimento Change.org);
  • messa a sistema dell’iniziativa “Sai chi voti” lanciata in queste ultime elezioni amministrative, azione assegnata al Ministero dell’Interno;
  • iniziative per lo sviluppo della cultura del monitoraggio civico, anche con la previsione di corsi-scuole di monitoraggio civico (ad esempio nell’ambito della più ampia formazione prevista per il contrasto alla corruzione);
  • iniziative per la “misurazione dell’accountability” delle amministrazioni, così da valutare l’effettiva attuazione degli adempimenti già previsti e in generale per capire la qualità e l’efficacia delle azioni effettuate su questo fronte;
  • realizzazione di un progetto complessivo per mettere a sistema la partecipazione, che parte da azioni di comunicazione e formazione verso cittadini, amministrazioni e imprese e si sviluppa anche grazie allo strumento di una piattaforma dove convergono linee guida, buone pratiche, prototipi utilizzabili per abilitare le amministrazioni nelle pratiche di partecipazione, ma anche i cittadini nella possibilità di avanzare e condividere proposte (anche normative).

Considerazioni

Questi primi risultati sono certamente positivi, perché rappresentano in modo abbastanza significativo l’insieme delle proposte in campo da parte delle principali organizzazioni sui temi dell’open government. Rimangono, però, aperti innanzitutto tre punti che sono fondamentali per valutare positivamente l’intera iniziativa del Forum (che naturalmente non può esaurirsi ed essere soddisfatta dall’elaborazione del Piano), e questi sono, in estrema sintesi:

  • chiarire in modo indiscutibile che questo Forum non ha come ambito il piano di azione OGP ma il tema complessivo dell’open government, e che quindi può essere un interlocutore, un collaboratore, un co-progettista sostanziale per l’evoluzione e la messa in pratica di questi temi;
  • far sì che l’elaborazione del nuovo Piano parta da un’analisi attenta del perché l’attuale Piano non ha raggiunto (finora) i risultati previsti, come ha sottolineato il rapporto dell’organismo intermedio di valutazione. Il 30 giugno è la scadenza per l’autovalutazione da parte del governo: sia questa una chiave per comprendere quali leve sono mancate e come fare in modo che non continuino a mancare. Applicando operativamente i principi dell’accountability;
  • avviare da subito le attività di coinvolgimento sui decreti della legge delega di riforma della PA, innanzitutto sul fronte Foia e Cad. Il CAD è, infatti, già da questa settimana all’esame della Camera per l’espressione del parere previsto, e questo non può essere ininfluente rispetto alle attività di un Forum di questo genere.

Punti ancora da sciogliere e che diventano sempre più dirimenti, parte integrante del “patto di partecipazione” tra stakeholder coinvolti nel Forum e governo.

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