Competenze digitali a Scuola, ecco perché il piano Miur da 830 milioni può fare la differenza

L’Avviso Quadro appena pubblicato dal Miur con i suoi 830 milioni rappresenta un passo importante verso un’attenzione specifica per lo sviluppo delle competenze digitali nella scuola, trasversali e abilitanti. Con un cambio di metodo da seguire con attenzione

03 Feb 2017
Nello Iacono

Esperto processi di innovazione

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L’Avviso Quadro appena pubblicato dal Miur rappresenta un passo importante verso un’attenzione specifica per lo sviluppo delle “competenze delle studentesse e degli studenti” (l’attenzione al linguaggio di genere è un segnale culturale anch’esso). L’avviso, pensato nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, è finanziato con 830 milioni del PON per la Scuola e prevede azioni su 10 temi: Competenze di base, Competenze di cittadinanza globale, Cittadinanza europea, Patrimonio culturale artistico e paesaggistico, Cittadinanza e creatività digitali, Integrazione e accoglienza, Educazione all’imprenditorialità, Orientamento, Alternanza scuola-lavoro, Formazione degli adulti.

Due mi sembrano le novità principali: il metodo che si vuole attuare per la gestione dell’avviso e l’approccio alle competenze digitali.

Il metodo

La novità del metodo si può riassumere, semplificando, in alcuni punti:

  • si consente alle scuole di avere un quadro complessivo dei dieci avvisi specifici che saranno pubblicati nei prossimi due mesi;
  • gli avvisi specifici saranno definiti anche sulla base di una consultazione e per questo vengono già richiesti contributi online.

Vengono anche previste linee guida per la progettazione da parte delle scuole e si indirizzano le scuole verso una co-progettazione sia in ambito di reti di scuole sia anche nel contesto territoriale con associazioni, enti, amministrazioni locali.

Quello che però le scuole si aspettavano era un cambio di metodo anche nell’accesso ai finanziamenti: il passaggio tramite singoli avvisi rende l’onere amministrativo (nella risposta all’avviso, ma anche poi nell’esecuzione e nel monitoraggio) molto elevato, soprattutto se questo onere viene richiesto nel contesto di un processo di sviluppo delle competenze e di digitalizzazione ancora molto lontano da uno stato di adeguatezza. L’avviso quadro preannuncia una semplificazione nelle procedure di risposta agli avvisi (grazie a una maggiore fruibilità del sistema GPU), e l’auspicio è che questa semplificazione sia stata spinta a tal punto da alleggerire notevolmente l’onere amministrativo sui dieci avvisi.

L’approccio alle competenze digitali

L’approccio è senz’altro innovativo, perché vede le competenze digitali davvero trasversali su tutti i temi. Finalmente considerate abilitanti. Competenze digitali che ”intervengono a supporto di tutte le dimensioni delle competenze trasversali (cognitiva, operativa, relazionale, metacognitiva)”, e “si inseriscono anche verticalmente in quanto parte dell’alfabetizzazione del nostro tempo e fondamentali per una cittadinanza piena, attiva e informata e rappresentano uno strumento imprescindibile per l’accesso al mondo del lavoro”.

E questo è evidente nella descrizione dei vari temi. Ecco alcuni esempi:

  • nelle competenze di base, per quanto riguarda la comunicazione in lingua madre, si indicano tra gli obiettivi due aree identificate nel framework DIGCOMP, come la competenza informativa (“ricerca e valutazione delle informazioni, differenza tra fatti e opinioni, con particolare attenzione alla dimensione on line”) e quella di creazione dei contenuti (“produzione di contenuti, comunicazione creativa e capacità narrativa, con particolare riferimento ai linguaggi e generi dei media”), così come nelle competenze logico-matematiche viene posto l’accento sulla cultura del dato (“piena comprensione e valorizzazione del ruolo del ragionamento matematico e dell’indagine scientifica, anche in relazione alla comprensione e all’uso dei dati, alla capacità di rappresentarli e di valutare il loro impatto nella società”);
  • nelle competenze di cittadinanza globale viene messa in primo piano la competenza di cittadinanza attiva connessa al modello di open government;
  • nelle competenze di cittadinanza e creatività digitale si prevedono percorsi per lo sviluppo del pensiero logico e computazionale e della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, ma anche si pongono come obiettivi per le scuole come “l’educazione alla valutazione della qualità e della integrità delle informazioni, alla lettura, scrittura e collaborazione in ambienti digitali, alla comprensione e uso dei dati e introduzione all’open government, al monitoraggio civico e al data journalism” ma anche la definizione di azioni finalizzate a “stimolare la creatività e la produzione digitale, l’educazione all’uso dei nuovi linguaggi del digitale, ai nuovi modelli di lavoro e produzione, alle potenzialità del making, della robotica e dell’Internet delle cose”;
  • nell’area dell’educazione all’imprenditorialità si sceglie di adottare un metodo in tre fasi (ingresso, apertura territoriale, accelerazione) che segue la logica di incubazione e sviluppo delle start-up, e che quindi consente di comprendere l’innovazione in quanto la si sperimenta;
  • nell’area dell’orientamento si pone in risalto il tema del divario formativo di genere, con azioni specifiche nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Insomma, davvero un ottimo approccio, che per essere realizzato richiede però anche un corpo docente con competenze (non solo digitali) adeguate e scuole orientate all’innovazione grazie anche a dirigenti “e-leader”. L’auspicio è che l’efficacia delle azioni formative e di supporto previste dal Piano Nazionale di Formazione consenta di creare le condizioni di successo di questa  importante iniziativa. Consapevoli che l’obiettivo è la messa a sistema delle competenze lanciate dalle azioni dell’avviso quadro e che quindi sarebbe bene che a questo fossero indirizzati i progetti innovativi delle scuole.

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