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Direttore responsabile Alessandro Longo

Istruzione

Scuola, ecco come il Piano di Miglioramento si fa digitale

di Sara Mori, ricercatrice Indire

17 Mag 2016

17 maggio 2016

E’ arrivato per le scuole il momento di affrontare la progettazione e la messa in pratica delle azioni di miglioramento. A questo scopo è utile la nascita del tool on line per lo sviluppo del Piano di Miglioramento di Indire, mentre diventa centrale la dimensione dell’innovazione

L’anno scolastico 2015-2016 è stato per le scuole un anno “di passaggio”. Nel corso del precedente i Nuclei di Autovalutazione sono stati chiamati a redigere il Rapporto di Autovalutazione (RAV). L’elaborazione di questo documento ha in qualche modo “obbligato” Dirigenti e docenti ad intraprendere una riflessione su tutti gli aspetti del proprio funzionamento e a documentare quanto emerso. L’anno corrente invece è stata una sorta di “ponte” in cui alla scuola è stato chiesto di progettare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) all’interno del quale declinare le azioni di miglioramento. E’ arrivato dunque per le scuole il momento di affrontare un altro momento importante relativamente al Nuovo Sistema Nazionale di Valutazione: la progettazione e la messa in pratica delle azioni di miglioramento. Le consapevolezze acquisite mediante l’elaborazione del RAV rappresentano una preziosa risorsa per la pianificazione e la realizzazione del PdM (Piano di miglioramento). 

Autovalutazione e miglioramento costituiscono infatti due facce della stessa medaglia, un processo continuo che si ispira alla cultura del cambiamento e al tempo stesso contribuisce a promuoverla.
In questo contesto Indire, sulla base delle esperienze pregresse nell’accompagnamento delle scuole al Miglioramento scolastico maturate nei progetti VSQ (Valutazione per lo sviluppo delle Scuole) e VALES (Valutazione e Sviluppo Scuola), ha elaborato sia un format del Piano di Miglioramento, sia un modello di accompagnamento per il miglioramento scolastico alle scuole.
Il Piano di Miglioramento si propone come uno strumento di documentazione e progettazione (Mori, 2014) utile alla scuola per avere un punto di riferimento in cui esplicitare i propri intenti e rendere più consapevole il lavoro che viene fatto all’interno della propria organizzazione.
All’interno del Sistema Nazionale di Valutazione, Indire ha promosso un documento che può essere utilizzato sia in modalità cartacea, sia attraverso un tool telematico, a cui le scuole potevano accedere per completarlo.
In questo contesto il PdM si configura come un format che guida un percorso mirato all’individuazione di una linea strategica, di un processo di problem solving e di pianificazione che le scuole mettono in atto sulla base di priorità e traguardi individuati nella sezione cinque del RAV.
Il modello di Piano di Miglioramento, seguendo il quadro di riferimento del processo di autovalutazione, prevede interventi di miglioramento che si collocano su due livelli: quello delle pratiche educative e didattiche e quello delle pratiche gestionali ed organizzative, per agire in maniera efficace sulla complessità del sistema scuola.

Il modello prevede quattro sezioni:

Sez. 1 – Scegliere gli obiettivi di processo più utili alla luce delle priorità individuate nella sezione 5 del RAV e valutarne la rilevanza.

In questa sezione le scuole sono chiamate ad esplicitare la connessione tra ciascuno degli obiettivi di processo e le priorità individuate. Tale connessione deriva dal potenziale impatto che l’obiettivo potrà avere sul raggiungimento dei traguardi relativi alle priorità. In base a queste considerazioni, ogni obiettivo di processo può essere messo in relazione solo con  una o con entrambe le priorità strategiche precedentemente identificate. In questo modo si ottiene un quadro sinottico degli obiettivi di processo, collegati alle priorità e ai traguardi. 
Inoltre al fine di valutare la rilevanza di ciascuno degli obiettivi di processo viene chiesto di fare una stima della  loro fattibilità e del loro impatto. La stima dell’impatto implica una valutazione degli effetti che si pensa possano avere le azioni messe in atto al fine perseguire l’obiettivo descritto. La stima della fattibilità si attua sulla base di una valutazione delle reali possibilità di realizzare le azioni previste, tenendo conto delle risorse umane e finanziarie a disposizione. Per ogni obiettivo è stato chiesto di attribuire un valore da uno a cinque di fattibilità e di impatto, determinandone una scala di rilevanza attraverso il loro prodotto. 

Sez. 2 – Decidere le azioni più opportune per raggiungere gli obiettivi scelti.

In questa sezione venivano chieste due riflessioni. Innanzi tutto considerare che le azioni che si intraprendono potranno avere degli effetti positivi, ma anche potenziali ricadute negative su altre dimensioni o attività nelle quali la scuola è impegnata. Viene dunque chiesto alla scuola di tenere presente che gli effetti delle azioni intraprese non si esauriscono nel breve periodo, ma avranno anche effetti di medio e lungo periodo, positivi e  negativi, che potrebbero essere lo spunto per ulteriori azioni.
Dopodiché fermarsi a pensare che le azioni pianificate avranno effetti duraturi se incideranno sul raggiungimento di obiettivi a breve termine, ma soprattutto se rappresenteranno un’occasione per avviare un profondo processo di innovazione e cambiamento  della scuola. Queste quindi  vengono messe in relazione con il quadro di riferimento che emerge dal lavoro che Indire svolge con le scuole del Movimento delle Avanguardie educative e si collega fortemente a quanto previsto dalla Legge 107/15 nota come “Buona Scuola”.

Sez. 3 – Pianificare gli obiettivi di processo individuati.

La terza sezione è il cuore del Piano di Miglioramento, ossia il management delle azioni.In questa parte l’attenzione va ai processi, al fine di mettere i riflettori su ciò che la scuola fa e sul monitoraggio di come lo sta facendo. La pianificazione delle azioni è il momento decisivo nella predisposizione del PdM. Vengono richieste la descrizione dell’impegno di risorse umane interne alla scuola (docenti, personale ATA, DS) e di quelle esterne (consulenti, formatori, ecc.), quantificando le spese che la scuola intende sostenere per l’attuazione delle azioni descritte; la “tabella di marcia” con i tempi da aggiornare in ogni momento, monitorando come sta andando il processo di miglioramento; le operazioni periodiche di monitoraggio dello stato di avanzamento e dei risultati raggiunti.

Sez.4 – Valutare, condividere e diffondere i risultati alla luce del lavoro svolto dal Nucleo di Valutazione.

In questa sezione viene chiesto di concentrarsi sulle azioni complessive di valutazione e di condivisione al fine di considerare se sia opportuno introdurre modifiche o integrazioni per raggiungere i traguardi. Inoltre, dato che il Piano di Miglioramento messo in atto è efficace se coinvolge tutta la comunità scolastica nelle azioni, si chiede di riportare sia le modalità di condivisione interna delle attività messe in atto, sia le azioni di disseminazione esterna per promuovere la rendicontazione sociale e la trasparenza.

Su tale modello cartaceo, guidato da delle domande, è stata costruita un’utility per la compilazione online del Piano di Miglioramento articolata nelle diverse sezioni. Ogni sezione prevede alcuni passi operativi, ogni passaggio precederà la compilazione di una tabella e il lavoro può essere salvato e esportato in un file PDF. 
Il file in formato .pdf così realizzato è stato utilizzato dalla scuola sia per la condivisione interna sia per la pubblicizzazione all’esterno delle azioni di miglioramento (ad esempio ad integrazione del PTOF nel Portale Unico dei dati della Scuola previsto dall’art.1, commi 17 e 136 delle Legge 107/15).

Il Piano di Miglioramento infatti è strettamente collegato al Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), che rappresenta il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia (Art. 3 dpr 275/1999 novellato dal comma 14 dell’art. 1 L.  107/2015).
All’interno del PTOF la scuola ha dovuto indicare le priorità, i traguardi di lungo periodo e gli obiettivi di processo e le azioni già individuati nella parte cinque del Rapporto di Autovalutazione (RAV). Il format proposto da INDIRE e la corrispondente utility per la compilazione online del PdM sono stati così utilizzati dalle scuole non solo come strumenti di pianificazione, ma anche di gestione e documentazione del percorso di miglioramento intrapreso, facilitando l’archiviazione e l’analisi dei risultati del monitoraggio in itinere e la definizione di eventuali interventi di reindirizzamento delle azioni di miglioramento previste.

Come detto l’anno scolastico 2015/2016 è stato delineato nella nota n. 2805 dell’11/12/2015 come “un anno di passaggio verso il progressivo riallineamento con l’orizzonte triennale previsto dal nuovo quadro normativo” e dunque come un anno di preparazione e costruzione delle condizioni necessarie per la più completa ed efficace attuazione del Piano di Miglioramento e del Piano Triennale dell’Offerta Formativa. In questa ottica il Piano di Miglioramento ha costituito un’opportunità per la scuola in questa fase di sperimentazione di nuove modalità di pensare la progettazione strategica e l’offerta formativa. Contestualmente al tool online, Indire ha messo a disposizione delle scuole un ambiente di formazione per i NIV (Nuclei Indirno di Valutazione) dove i componenti potevano accedere trovando fonti di materiali differenti (video, documenti, possibilità di collegarsi ad eventi sincroni) sui temi del miglioramento scolastico.

L’ambiente pensato per offrire a docenti e Dirigenti scolastici uno spazio di formazione e informazione sulle tematiche del miglioramento, ha approfondito tre macro aree:

  1. Le tecniche e gli strumenti di progettazione. In questa sezione venivano approfondite le modalità di utilizzo dei dati per la progettazione strategica e il format del Piano di Miglioramento.
  2. L’innovazione per il miglioramento. Qui sono stati affrontati i temi legati all’innovazione dello spazio-scuola e del tempo-scuola, le proposte da parte del contesto europeo e le modalità di innovazione legate alle tecnologie e ai nuovi linguaggi digitali.
  3. La valorizzazione della scuola. In quest’area sono stati trattati gli aspetti normativi e il tema del rapporto fra scuola e territorio. 

L’ambiente è stato pensato per aiutare docenti e dirigenti a creare una nuova “cultura della scuola” legata all’idea di un miglioramento continuo, concreto, realizzabile. Sia il format online, sia gli argomenti trattati nella formazione online, nascono oltre che da quadri di riferimento teorici e normativi, anche dall’esperienza maturata da Indire nelle precedenti sperimentazioni relative al miglioramento scolastico.
Dall’indagine di monitoraggio interna che Indire aveva condotto sul progetto VSQ era emerso che “un  passo fondamentale nelle azioni di miglioramento è stata l’elaborazione di un “Piano di Miglioramento (PdM)” (cit. dal focus con i Dirigenti scolastici delle scuole partecipanti). Analizzando i Piani di Miglioramento delle scuole era stato notato che, sulla base dei punti di criticità emersi nelle fasi di valutazione e autovalutazione, le scuole avevano elaborato uno o più progetti (da 1 a 5) tesi a migliorare il funzionamento del singolo istituto a livello amministrativo, didattico o sociale. 
Il Piano di Miglioramento aveva dunque cercato di essere un disegno completo e coerente degli obbiettivi strategici che ogni scuola si era posta di raggiungere e una descrizione dei mezzi che intendeva utilizzare.La metodologia con cui le scuole avevano condotto l’azione di progettazione è quella che ha caratterizzato anche il Piano di Miglioramento proposto all’interno del Sistema Nazionale di Valutazione: questa rimanda all’attivazione di una cultura del miglioramento che passi attraverso un monitoraggio e una revisione continua delle azioni attivate, tipica di un metodo che si ispiri  al ciclo PDCA (plan, do, check, act). 
Il processo di miglioramento comprende una fase di riflessione e di scelta riguardo le strategie da attivare e una di “management” del progetto in cui vengono pianificati gli interventi nella propria collocazione temporale, avendo cura di segnalare via via l’aderenza o meno delle attività con i tempi previsti per la loro attuazione.

I Piani di Miglioramento analizzati del progetto VSQ sono stati 65 (su un totale di 72 che hanno portato a termine il progetto): di questi sono state presentate una prima versione ad inizio anno scolastico (novembre) ed una seconda alla fine (maggio) aggiornata dei momenti di monitoraggio e valutazione. Ogni scuola ha potuto scegliere su quanti progetti basare il proprio percorso di miglioramento, se concentrarsi su un progetto, come consigliato,  o intraprenderne di più, fino a un massimo di cinque. 
Da un primo confronto tra i due stadi di revisione si è potuto rilevare che tra ottobre e maggio solo due scuole avevano apportato modifiche ai progetti e che una sola ne aveva variato (aumentandolo) il numero. Quindi, in sostanza, il numero e la natura dei percorsi stabiliti all’inizio dell’anno scolastico erano rimasti, coerentemente, i medesimi. Circa il 30% del campione aveva messo in atto due progetti di miglioramento nel corso di un anno scolastico.
Bisogna però evidenziare che molte scuole (precisamente 21, circa il 32%) avevano preferito concentrarsi su un solo progetto, magari più complesso o articolato in vari aspetti. Tre di queste 21 scuole, per la verità, avevano in animo di mettere in cantiere due o tre progetti ma hanno avuto cura di sottolineare sin dall’inizio la priorità del primo, che poi evidentemente ha richiesto tutte le attenzioni.Analizzando le diverse fasi era stato visto come la fase più delicata fosse stata quella del monitoraggio e della valutazione. Soprattutto la terminologia era stata un aspetto di difficoltà, e in particolar modo le riflessioni sul “target” e sugli “indicatori”.  Dall’analisi effettuata (i cui esiti sono riportati nel grafico che segue) si è potuto notare che nella maggior parte dei casi gli indicatori sono stati chiari ed evidentemente utilizzati. 

Figura 1: Utilizzo degli indicatori nel monitoraggio

Figura 1: Utilizzo degli indicatori nel monitoraggio

Per quanto riguarda invece le 29 scuole che vanno a comporre le due colonnine etichettate con “No” e “Non deducibile”, era  apparsa chiara una certa difficoltà nel comprendere il preciso significato del termine “Indicatore” e quindi nel riportare sul PdM una chiara sintesi dei mezzi e delle unità di misura che hanno utilizzato per verificare i miglioramenti raggiunti.Gli indicatori pensati/usati dalle scuole sono stati molti e diversi tra loro; ciononostante alcuni sono stati comuni a vari PdM. Gli indicatori più frequentemente utilizzati sono stati:

  • -verifica dei tempi di attuazione;
  • -confronto tra test all’inizio e alla fine dell’anno;- esiti dei sondaggi di gradimento;
  • -percentuale di miglioramento del rendimento scolastico;
  • -confronto con i risultati dell’ anno precedente;
  • -risultati ottenuti dalle prove INVALSI. 

Nel confrontare le due versioni dei PdM inviate dalle scuole a ottobre e maggio, ci si era domandati se nel corso dei mesi gli istituti avessero apportato delle modifiche in merito agli obbiettivi che si erano prefissati all’inizio. Ebbene, come si vede anche in figura 2, non sono molti i casi in cui si sono presentate modifiche nei risultati attesi. Questi infatti hanno un’importanza non secondaria perché fungono da linea guida e da obiettivo. 

Figura 2: Percentuale delle modifiche negli obiettivi del Piano di Miglioramento

Figura 2: Percentuale delle modifiche negli obiettivi del Piano di Miglioramento

 

Questo grafico mostra quante scuole avevano modificato i propri intenti ed è evidente che per la maggior parte i risultati attesi sono rimasti invariati (49 scuole, circa il 75% del campione). Va anche detto che, delle 16 scuole che hanno modificato quanto scritto a ottobre, poche hanno cambiato radicalmente le proprie aspettative. Quasi tutte, infatti, si sono limitate ad aggiungere qualcosa in più rispetto a prima o semplicemente a precisare alcuni aspetti. 
Un altro elemento che si è ritenuto importante verificare è stato quello della coerenza. Si è voluto, per l’appunto, confrontare ciò che era stato scritto nella sezione “Risultati attesi” con quanto inserito nei “Risultati ottenuti” di ciascun PdM così da poter capire se il percorso di miglioramento fosse sotteso o meno da un disegno unitario e coerente. L’obiettivo è stato quello di osservare se la singola scuola si fosse adoperata, nell’arco dei mesi, per raggiungere quegli obbiettivi che si era prefissata o se ne avesse perseguiti altri che si sono man mano discostati dall’intenzione iniziale. 

Figura 3: Corrispondenza tra risultati attesi e risultati ottenuti

Più del 75% del campione aveva coerentemente perseguito i suoi obiettivi iniziali; per nove scuole si rilevava una parziale corrispondenza. In quattro casi non è stato possibile dedurre il parallelismo perché una delle due sezioni (risultati attesi, risultati ottenuti) è stata consegnata non o non sufficientemente compilata; d’altra parte alcune scuole non hanno potuto compilare completamente la sezione “Risultati ottenuti” poiché non avevano ancora gli esiti degli scrutini finali che servivano a determinare la misura del loro miglioramento. Dunque solo tre sono stati i casi in cui i risultati ottenuti non hanno trovato corrispondenza in quelli attesi.
La riflessione sulla necessità considerare il Piano di Miglioramento un documento in grado di accompagnare la scuola in tutto il suo percorso di scelta strategica e progettazione degli interventi, approfondendo tematiche di solito ritenute critiche (quali ad esempio la definizione di indicatori e di valutazione), ha guidato l’elaborazione del Piano di Miglioramento di Indire e la costruzione dell’ambiente online. Si riportano di seguito i numeri di scuole e di docenti che hanno scelto di utilizzare il tool online del Piano di Miglioramento (dati aggiornati ad aprile 2016). 

Ed inoltre il numero di scuole e gli utenti che si sono iscritti all’ambiente di formazione per i Nuclei Interni di Valutazione.

Come si vede le scuole che hanno scelto di utilizzare il Piano di Miglioramento sono almeno il doppio rispetto a quelle che si sono iscritte all’ambiente di formazione online e rappresentano un elevato numero rispetto alla popolazione di scuole italiane che si attesta intorno alle 8000. Sulla soddisfazione degli utenti, la completezza e i contenuti dei Piani di Miglioramento verranno svolte delle ricerche interne dai ricercatori Indire, che permetteranno, sempre in ottica di una cultura del miglioramento continuo, un aggiornamento del tool e dell’ambiente online.

Miglioramento ed innovazione si uniscono dunque sempre più in una dimensione che unisce lo strumento digitale al supporto della scuola per la sua progettazione unitaria. 

  • danielagrazioli

    Il mio ic ha utilizzato il format proposto da Indire per redigere il PdM, partendo dalle priorità individuate nel RAV. Nel perseguire il raggiungimento dei traguardi più specifici inerenti l’implementazione informatica, ha aderito ai PON che però hanno esposto ad un rischio di elevata demotivazione il personale amministrativo per la loro macchinosità di rendicontazione. Ciò per sottolineare come occorra avere un visione unitaria anche tra gli strumenti positivi di riflessione sul miglioramento della propria scuola e le condizioni di fattibilità reali degli apparati periferici. Il Dirigente deve essere messo nelle condizioni di motivare il personale verso un carico di lavoro proporzionato al l’efficienza delle procedure volte ad ottenere il risultato.

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