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Il punto

E-fattura: leggi confuse, ma gli strumenti digitali ci sono

di Barbara Weisz

21 Feb 2017

21 febbraio 2017

Il Milleproroghe ha corretto il tiro sullo Spesometro, che diventa semestrale, la sovrapposizione normativa resta, le incertezze anche, ma gli strumenti digitali a disposizione delle imprese per la fatturazione elettronica sono numerosi

Manca poco più di un mese al 31 marzo, scadenza entro la quale le imprese devono decidere se esercitare o meno l’opzione per la fatturazione elettronica, e l’impressione, basandosi sui dati provvisori, è che le adesioni non saranno numerosissime: malgrado i risparmi che il procedimento digitale assicura rispetto a quello cartaceo, le semplificazioni previste dalla legge per chi aderisce alla e-fattura b2b, i benefici sul fronte dei controlli fiscali (in genere, molto graditi al mondo imprenditoriale), sono più i dubbi e le perplessità che non le adesioni.

Resta insomma attuale l’appello firmato dai massimi esperti del tema su Agendadigitale.eu e di recente rilanciato da una interrogazione di Antonio Palmieri (Forza Italia).

Al solito, sembra esserci una frattura fra le grandi aziende, che in generale sono avanti su tutti i processi di digitalizzazione interna anche grazie al fatto che hanno risorse finanziarie e competenze interne specifiche per prendere le decisioni adeguate, e le piccole e medie imprese, che invece fanno più fatica. Registriamo, grazie ai dati forniti da A.P.I ad Agendadigitale.eu, la bassa partecipazione (intorno al 3%) delle piccole imprese alla fatturazione elettronica, e le motivazioni che sono alla base dello scarso entusiasmo.

Ma i dubbi non riguardano solo le imprese, critiche sostanziali alle normative che si sono sovrapposte nel corso degli ultimi mesi sulla fatturazione elettronica da mesi tengono banco nel mondo delle professioni, e sono una delle (diverse) motivazioni alla base della prima mobilitazione dei commercialisti nel Paese. Lo sciopero, che era previsto fra il 26 febbraio e l’8 marzo, grazie alla trattativa con il governo (ministero Economia), e alle misure inserite nel Milleproroghe. Prima fra tutte, il dimezzamento dell’adempimento sullo Spesometro: l’invio dei dati fatture emesse e ricevute diventa semestrale, non più trimestrale come prevedeva il decreto fiscale collegato alla manovra economica di fine anno (dl 193/2016). La novità è stata inserita nel corso del passaggio a Senato, ora il decreto è tornato alla Camera per l’approvazione definitiva entro il 28 febbraio, con una tempistica che non consente ulteriori modifiche.

La sovrapposizione fra gli adempimenti del nuovo Spesometro e le norme sulla fatturazione elettronica B2B incentivata dalla legge 127/2015 è stata uno dei pasticci normativi maggiormente dibattuti in queste ultime settimane: senza stare a ripetere quanto già ampiamente dibattuto con diversi interventi anche su questa testata, in estrema sintesi il punto è che lo stesso adempimento (l’invio telematico delle fatture) viene da una legge incentivato e dall’altra invece introdotto come obbligo. Per non farci mancare niente, ci limitiamo a ricordare che questo susseguirsi di interventi normativi sullo stesso adempimento è avvenuto in poco più di un anno (il decreto legislativo 127/2015 risale all’agosto 2015, il decreto fiscale è dell’autunno 2016) e ha prodotto una correzione appena inserita nel Milleproroghe in corso di approvazione, dopo la sollevazione dell’intera categoria dei commercialisti.

Ma in tema di fatturazione elettronica è anche possibile vedere il bicchiere mezzo pieno. Perché all’appesantimento rappresentato dal susseguirsi di norme poco coerenti, corrisponde una notevole effervescenza sul fronte tecnologico e su quello del dibattito fra gli esperti. Entrambi questi strumenti (le piattaforme e i software, e la produzione di studi e analisi) costituiscono preziosi strumenti a disposizione delle imprese. Il SdI consente di effettuare gratuitamente generazione, trasmissione e conservazione delle fatture, L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione degli intermediari l’interfaccia gratuita “Fatture e Corrispettivi”, c’è la piattaforma delle Camere di Commercio che consente di effettuare online compilazione e trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio, la Regione Lazio offre il software open source “Modulo Fatturazione Attiva”, in regime di codice aperto, scaricabile gratuitamente.

Gli studi e gli approfondimenti degli esperti, che continueremo abbondantemente a pubblicare, offrono molteplici spunti alle imprese per riflettere sull’opportunità rappresentata da un’adozione strutturale di procedimenti di fatturazione digitalizzata: risparmi non solo sulle singole operazioni ma sull’efficienza dell’intera organizzazione aziendale, possibilità di generare e utilizzare dati strategici per il business (caratteristica fondamentale della digitalizzazione in ogni settore aziendale), vantaggi fiscali. Ma l’indicazione fondamentale che arriva da esperti e professionisti per le imprese è univoca: non digitalizzare la fattura, ma l’intero processo aziendale. Pur con gli ostacoli e le confusioni normative, gli strumenti ci sono: come sottolinea Irene Facchinetti, è necessario anche uno sforzo culturale del mondo imprenditoriale per comprendere l’importanza strategica della digitalizzazione di tutti i processi aziendali e metterla in pratica.

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