Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Il tutorial

L’App Fatturae dell’Agenzia delle entrate per fattura elettronica gratis: la guida

L’App Fatturae dell’Agenzia delle entrate è un sistema gratuito disponibile per smartphone e tablet Android e iOs, riservato a professionisti e ditte individuali, che permette di creare e inviare gratis al Sistema di interscambio le fatture elettroniche in meno di un minuto. In questo tutorial impariamo a usarla

01 Apr 2019

L’app gratuita Fatturae dell’Agenzia delle entrate permette di creare e inviare una fattura elettronica in meno di un minuto da smartphone o tablet. Il tempo necessario a compilare i campi richiesti dalla procedura, insomma. Il sistema è gratuito ed è disponibile per dispositivi Android e iOs.

App Fatturae dell’Agenzia delle Entrate, chi può usarla

Possono servirsi dell’App Fatturae solo i titolari di partita IVA che fatturano per sé stessi, quindi professionisti e ditte individuali. Con l’app dell’Agenzia delle entrate è possibile predisporre una fattura, scegliere il modello e inviare la fattura allo SDI, il Sistema di interscambio. Le imprese dunque non possono usare l’app Fatturae. Per le società si può sempre usare in modo gratuito la procedura nel portale Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle entrate, oppure dallo stesso portale si può scaricare la procedura stand alone.

Per quanto riguarda liberi professionisti o ditte individuali invece, comodamente con l’app si può salvare in rubrica i dati anagrafici dei clienti, condividere l’anteprima della fattura con altre applicazioni come mail e Whatsapp, ma anche importare e visualizzare una fattura predisposta con un software diverso, oltre ovviamente ad accedere al portale Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle entrate. Lì è possibile consultare le fatture elettroniche emesse.

Come si usa l’app gratuita Fatturae

Scaricare l’app e accedere

In primis, è necessario scaricare l’app Fatturae dal Google Play store o da Apple store, a seconda del sistema operativo del proprio dispositivo. L’operazione è possibile solo da smartphone e tablet.

Una volta scaricata l’app, si inseriscono username e password usati per i servizi online dell’Agenzia delle entrate. Compare una schermata in cui sono visibili i dati dell’utente:

  • nome e cognome
  • codice fiscale
  • partiva Iva

Possibile scegliere se generare una fattura, trasmetterla oppure aprirne una. In questo tutorial mostriamo come si genera una fattura tramite l’app. Pigiamo quindi il logo “genera fattura” in blu scuro. Si può scegliere in questo frangente se generare i seguenti tipi di fattura elettronica:

  • fattura PA
  • fattura ordinaria
  • fattura semplificata
  • fattura carburante.

Scegliamo in questo caso fattura semplificata e procediamo. Ora è necessario indicare se si vuol fare fattura o se si vuole realizzare una nota di credito o di debito, entrambe semplificate. Si può scegliere tra le seguenti modalità:

Scegliendo fattura semplificata, è necessario inserire i dati indicati per procedere: numero di fattura, data di emissione, valuta.

A questo punto, impostato il documento si passa alla seconda fase dell’elaborazione della fattura elettronica tramite l’app dell’Agenzia delle entrate, tutta dedicata alla definizione del cliente e all’indicazione delle sue credenziali.

I dati del cliente

Lo step successivo prevede dunque l’inserimento dei dati del cliente. Grazie all’app è possibile averli memorizzati e dunque sempre a portata di mano. Si possono anche ottenere in modo istantaneo tramite letture del QR Code oppure come in questo caso inserirli a mano. Bisognerà indicare il nome e cognome del cliente, oppure la denominazione se si tratta di un’azienda, il codice fiscale, il Paese di residenza e la partita Iva.

Importante inserire anche la PEC del destinatario e il codice destinatario, ovvero “l’indirizzo” telematico cui lo SDI consegnerà la fattura elettronica. Sono dati fondamentali per la riuscita dell’operazione, un errore può comportare il rigetto della fattura.

Ovviamente, è poi indispensabile descrivere per quale prestazione si sta fatturando, avendo cura di indicare anche l’importo e l’aliquota IVA applicata, oltre all’imposta. Anche in questo caso, se lo SDI dovesse rilevare errori, può rigettare la fattura. In caso di sbagli, per capire dove si è errato nella compilazione lo SDI indicherà nella notifica di rifiuto i codici errore della fattura elettronica, in base ai quali sarà possibile capire dove sia il problema e provvedere a correggerlo prima di inviare un’altra fattura.

Finito di inserire i dati del cliente e gli altri dati quali costo e aliquota, ci si avvicina alla fine del procedimento. Cliccando in avanti si approda infatti al riepilogo finale.

Il riepilogo finale

Al termine di tutti gli step, dopo aver inserito tutti i dati, è possibile controllarli ancora una volta per correggere eventuali errori ed evitare problemi successivi. Dopodiché, la fattura sarà pronta per essere inviata allo SDI, che la consegnerà al cliente.

In poche schermate dunque è stato possibile non solo realizzare ex novo una fattura elettronica, ma anche inviarla allo SDI. Un sistema quello dell’App Fatturae dell’Agenzia delle entrate che consente in pochi gesti di adempiere all’obbligo fiscale ed è pensato per professionisti e ditte individuali smart, che non devono gestire una gran quantità di fatture.

Il portale Fatture e corrispettivi e i dati dell’e-fattura

Dall’app Fatturae è possibile accedere al portale dell’Agenzia delle entrate Fatture e corrispettivi, cosicché si possono consultare le fatture emesse e ricevute, ma anche le note di scarto, consegna e di impossibilità di recapito che lo SDI invia per informare il fornitore dell’esito del processo.

I dati delle fatture che vengono generate tramite l’app Fatturae dell’Agenzia delle entrate possono essere salvate anche sul proprio cloud personale, iCloud o Google drive, ma anche sulla memoria dello smartphone o del tablet usati per l’invio della fattura elettronica.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3