identificazione elettronica

Regolamento eIDAS, obiettivi e stato della diffusione

Il Regolamento eIDAS ha modificato lo scenario comunitario dell’identità e della sottoscrizione digitale, dei servizi di recapito certificato (simili alla PEC) e di una particolare conservazione che è denominata Conservazione dei dati per un lungo periodo. Il punto su obiettivi, impatti sul mercato e diffusione

24 Lug 2020
Giovanni Manca

consulente, Anorc

firma_571930108_20200622

Il Regolamento 910/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 luglio 2104 (noto come eIDAS electronic IDentification Authentication and Signature) in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE  è attivo dal 1 luglio del 2016.

Tale regolamento ha modificato lo scenario comunitario dell’identità e della sottoscrizione digitale, dei servizi di recapito certificato (simili negli scopi alla Posta Elettronica Certificata – PEC) e di una particolare conservazione che è denominata Conservazione dei dati per un lungo periodo (Long Term Data Preservation).

Questo regolamento ha compiuto 4 anni di attività ed è in corso il riesame da parte della Commissione Europea come stabilito nell’articolo 49 dello stesso.

Nel seguito descriviamo sinteticamente quali sono i suoi obiettivi, gli impatti che ha avuto sul mercato interno europeo e lo stato dell’arte della sua diffusione, fornendo al lettore anche indicazioni per eventuali approfondimenti sul tema.

Il regolamento eIDAS è complesso e quindi comunque è sempre utile una sua lettura, compreso il vasto e articolato preambolo.

Aspetti generali del regolamento Eidas

Gli obiettivi base del regolamento sono descritti nei primi due “considerando” del preambolo. Il primo evidenzia come la fiducia e la certezza giuridica sono elementi indispensabili per incoraggiare i consumatori, le imprese e le autorità pubbliche verso l’erogazione di servizi elettronici anche di tipo innovativo.

17 novembre, milano
Spalanca le porte all’innovazione digitale! Partecipa a MADE IN DIGItaly

Il secondo, riportato integralmente di seguito, è:

“il presente regolamento mira a rafforzare la fiducia nelle transazioni elettroniche nel mercato interno fornendo una base comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e autorità pubbliche, in modo da migliorare l’efficacia dei servizi elettronici pubblici e privati, nonché dell’eBusiness e del commercio elettronico, nell’Unione europea”.

In tutto il regolamento è costante il concetto di sicurezza ICT e la necessità che questo sia il requisito da gestire e coordinare a livello comunitario, anche con interazioni tra Stati membri e con il nuovo ruolo dell’Agenzia europea per la sicurezza, ENISA.

I servizi che fanno parte di questo scenario sono i servizi fiduciari (trust services) forniti da soggetti (provider) che possono ottenere un “marchio di fiducia” per i servizi qualificati.

Cosa sono i servizi fiduciari

I servizi fiduciari sono definiti nell’articolo 3, numero 16 dell’eIDAS. Essi sono “un servizio elettronico fornito normalmente dietro remunerazione e consistente nei seguenti elementi:

a) creazione, verifica e convalida di firme elettroniche, sigilli elettronici o validazioni temporali elettroniche, servizi elettronici di recapito certificato e certificati relativi a tali servizi; oppure

b) creazione, verifica e convalida di certificati di autenticazione di siti web;

c) conservazione di firme, sigilli o certificati elettronici relativi a tali servizi.

La circostanza che il servizio elettronico sia esplicitato come fornito normalmente dietro remunerazione, dipende dal fatto che le regole sono rivolte al mercato e non a gruppi privati o gruppi chiusi di servizi e utenti. I servizi che hanno requisiti e obblighi che garantiscono un elevato livello di sicurezza sono denominati qualificati.

Essi sono erogati dai prestatori di servizi fiduciari qualificati.

Quando un servizio fiduciario deve essere qualificato

L’avviamento di un servizio fiduciario qualificato da parte del prestatore di servizi fiduciari non è obbligatorio. Ma, ad esempio, per erogare servizi attinenti alla sottoscrizione elettronica che abbiano effetti giuridici equivalenti a quelli di una firma autografa, questa deve essere una firma elettronica qualificata. Quindi il prestatore per offrire questo tipo di servizio deve avviare un servizio qualificato.

La qualifica si ottiene trasmettendo una notifica all’organismo di vigilanza (in Italia è l’Agenzia per l’Italia Digitale – AgID) alla quale è allegata una relazione di valutazione della conformità rilasciata da un organismo di valutazione della conformità. Se ne parla nel seguito con qualche informazione in più.

AgID verifica le informazioni fornite e se tutto è conforme alle regole eIDAS concede la qualifica richiesta. La pubblicità legale dell’ottenimento del requisito di qualificato per i servizi richiesti è attestata da specifici elenchi di fiducia presenti in tutti gli Stati membri. A tale scopo il prestatore può anche utilizzare il marchio di fiducia UE stabilito nel regolamento.

Vediamo adesso quali sono le principali regole per ottenere la qualifica per uno o più servizi.

Qualche regola da applicare per ottenere la qualifica

La relazione allegata alla notifica inviata ad AgID è rilasciata da un organismo che è conforme a quanto stabilito nell’articolo 2, punto 13 del Regolamento comunitario n. 765/2008 ed è accreditato, a norma di quest’ultimo Regolamento, come abilitato a effettuare la valutazione della conformità del prestatore di servizi fiduciari qualificato e dei servizi fiduciari qualificati da esso prestati.

L’accreditamento è, in Italia, a carico di Accredia e viene valutato in base alle regole stabilite nello standard europeo numerato come ETSI EN 319 403.

Utilizzando organismi accreditati in grado di rilasciare attestazioni di conformità (in generale sono gli stessi che operano per le certificazioni ISO 9001 e 27001), i prestatori di servizi fiduciari devono essere conformi agli specifici standard EN relativi alla qualifica che vogliono ottenere.

A titolo esemplificativo citiamo la specifica generale sul tema numerata EN 319 401 “General policy requirements for trust service providers” ovvero i requisiti generali per le policy dei prestatori di servizi fiduciari.

Per la qualifica specifica del servizio di validazione temporale elettronica lo standard al quale riferirsi è EN 319 421 “Policy and security requirements for trust service providers issuing time stamps”.

Ovviamente altri standard EN sono disponibili per descrivere i requisiti indispensabili per ottenere la specifica qualifica. Un maggior livello di dettaglio su di essi è fuori dagli obiettivi del presente articolo, ma la procedura è lo stessa per ogni servizio fiduciario che si vuole qualificare.

La diffusione dei servizi fiduciari qualificati

Alla data sono 186 i prestatori di servizi fiduciari qualificati attivi in 29 Stati. L’Italia è al terzo posto (20) dopo Francia (22) e Spagna (31). L’Italia ha comunque un elevatissimo numero di certificati qualificati emessi per la firma digitale che dovrebbe essere il più alto nell’UE (vedi le statistiche nazionali di AgID).

In Italia nessun soggetto è qualificato per 5 (in grassetto) dei 9 servizi fiduciari definiti nel regolamento eIDAS:

  •  -Qualified certificate for electronic signatures
    – Qualified certificate for electronic seals
    – Qualified certificate for web site authentication
    – Qualified validation of qualified electronic signatures
    – Qualified validation of qualified electronic seals
    – Qualified preservation of qualified electronic signatures
    – Qualified preservation of qualified electronic seals
    – Qualified electronic time stamps
    – Qualified electronic registered delivery

Analogia tra servizi accreditati nazionali e servizi fiduciari qualificati

I servizi fiduciari per il recapito certificato sono analoghi alla nostra PEC e recentemente ACCREDIA ha fornito indicazioni per la qualifica di tali servizi.

Stesso discorso per il servizio di conservazione qualificato delle firme elettroniche qualificate che però ha uno scopo diverso da quello della conservatoria digitale nazionale.

Quest’ultima ha lo scopo di preservare la memoria digitale anche garantendo nel lungo periodo l’esibizione a norma di legge di documenti informatici amministrativi e per i soggetti privati.

Il servizio fiduciario ha invece lo scopo di utilizzare procedure e tecnologie in grado di estendere l’affidabilità della firma elettronica qualificata oltre il periodo di validità tecnologica (un esempio è la scadenza del certificato digitale per la sottoscrizione).

Quanto stabilito in eIDAS estende questo principio anche ai sigilli elettronici qualificati e ai certificati qualificati di entrambe le fattispecie.

Gli schemi di identificazione

Il regolamento eIDAS introduce un altro fondamentale principio che è quello dell’identificazione elettronica che deve essere fruibile, sicura e affidabile in tutto il mercato interno e gli Stati membri. Questo principio utilizza gli schemi di identificazione elettronica (la traduzione in italiano di eIDAS parla di “regime” ma la traduzione corretta è “schema”) che sono definiti come “un sistema di identificazione elettronica per cui si forniscono mezzi di identificazione elettronica alle persone fisiche o giuridiche, o alle persone che rappresentano persone giuridiche”.

Gli schemi possono essere riconosciuti all’interno dell’intera UE dopo un procedimento di notifica da effettuarsi a carico dello Stato membro secondo le regole dell’articolo 9 di eIDAS.

Una volta che il percorso si è concluso con successo gli schemi sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale comunitaria e entro 12 mesi ci deve essere un riconoscimento reciproco dei mezzi di identificazione elettronica tra gli Stati notificati.

Alla data sono 23 gli Stati membri connessi al nodo eIDAS nazionale e quindi i cittadini italiani possono utilizzare i due schemi di identità nazionale notificati (SPID e CIE).

L’adesione al nodo consente ai cittadini italiani di accedere ai servizi pubblici online resi disponibili dai 23 Paesi collegandosi direttamente dal proprio smartphone o Personal Computer.

Il Regolamento eiDAS impone alle pubbliche amministrazioni europee di rendere fruibili i propri servizi tramite i sistemi pubblici d’identità digitale degli Stati Membri. Questo all’interno della base normativa comune per transazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e PA; il tutto nel contesto visto nei primi due “considerando” del regolamento eIDAS.

Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito AgID .

Conclusioni

Il regolamento europeo eIDAS ha ulteriori elementi che vale la pena di approfondire. Numerosi ed interessanti documenti e report relativi al regolamento eIDAS sono disponibili sul sito dell’ENISA.

WHITEPAPER
Tutto quello che c'è da sapere oggi per la collaboration nella PA
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati