trasformazione digitale

5G, edge computing e big data: le innovazioni digitali per la ripresa post Covid

Sono tre le tecnologie candidate a guidare la trasformazione digitale e la ripresa economica nei prossimi anni: 5G, Edge Computing e Big Data Analytics. Serve però una strategia nazionale che faciliti la realizzazione delle nuove infrastrutture e una chiara regolamentazione in tema di utilizzo, condivisione e privacy dati

29 Mag 2020
Filippo Lucarelli

Partner ICT Consulting


La pandemia covid-19 ha indubbiamente imposto un’accelerazione al processo di digitalizzazione del Paese, ma occorre anche considerare che esiste invece una parte consistente delle aziende italiane, nonché della Pubblica Amministrazione, che si è scoperta impreparata nella gestione dell’emergenza, adottando strumenti digitali in ritardo o in maniera non sufficiente, con la conseguenza di aver visto rallentare o addirittura sospendere la propria attività.

Esiste pertanto una parte del Paese che per ripartire dovrà radicalmente trasformare il proprio modo di operare, intraprendendo un percorso di trasformazione digitale che dovrà essere molto più rapido e pervasivo di quanto fatto finora.

Le infrastrutture di telecomunicazione dovranno essere necessariamente sia potenziate per poter gestire i maggiori volumi di traffico, sia evolute per facilitare la trasformazione digitale di molte imprese, abilitando servizi innovativi che possano stimolare la ripresa.

Facciamo il punto della situazione e vediamo quali sono le tecnologie che daranno una spinta alla ripresa.

Lock down e traffico sulle reti fisse e mobili

Il confinamento che tutti noi abbiamo osservato per contenere la pandemia covid-19 ha dato una spinta decisiva alla diffusione dello smart working e stimolato ulteriormente il consumo di servizi di video streaming e di gaming online che già stavano attraversando una fase di forte crescita.

Questo repentino incremento nell’utilizzo di servizi digitali ha generato un brusco aumento del traffico nelle reti di telecomunicazioni, riscontrabile nei dati di monitoraggio AGCOM in merito al traffico nelle reti fisse e mobili degli operatori italiani, e nei volumi registrati nei principali exchange point di Milano e Roma (MIX e NAMEX).

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In particolare, rispetto alla situazione pre-Covid-19, nella prima settimana dopo il lockdown, AGCOM ha registrato un aumento del 64% dei volumi di traffico sulla rete fissa (con picchi incrementati del 30%) e del 27% dei volumi sulle reti mobili (con picchi incrementati del 19%). Occorre comunque evidenziare che la crescita del traffico era un fenomeno già in atto prima della pandemia, e che l’effetto del lock-down è stato quello di anticipare il trend.

Ciononostante, le reti sembrano aver retto l’impatto, non essendo stati registrati disservizi su larga scala da nessun operatore. Tuttavia, è stato possibile garantire la continuità del servizio anche grazie ad un compromesso: al fine di dare la priorità alla trasmissione di servizi più critici e non saturare la capacità delle reti, i principali player nel mercato del video streaming, come Netflix, YouTube e Amazon Prime Video, hanno accettato di trasmettere i propri contenuti ad una qualità minore, riducendo il consumo di banda di circa il 25% (si noti che il traffico video rappresentava già prima della pandemia oltre il 70% del traffico internet totale, con previsioni di crescita al 80% nel 2022).

Con la Fase 2 i volumi di traffico potrebbero temporaneamente stabilizzarsi, ma è improbabile che si ritorni sui valori pre-pandemia. Infatti, i tempi necessari all’adozione di misure di sicurezza che consentano ai luoghi di aggregazione e svago di riaprire, assieme ai vincoli che limiteranno il numero di persone contemporaneamente presenti in tali luoghi, proseguiranno ad alimentare il consumo di contenuti multimediali da casa. Allo stesso modo, la difficoltà nel garantire il rispetto delle misure anti-Covid in uffici e negozi farà sì che molte aziende proseguano le attività incentivando lo smart working e utilizzando maggiormente i canali di vendita e-commerce.

5G, Edge Computing e Big Data per superare la crisi

Sono tre le tecnologie candidate a guidare la trasformazione digitale e stimolare la ripresa economica nei prossimi anni: 5G, Edge Computing e Big Data Analytics.

Il 5G è la nuova generazione di tecnologie di rete mobile, che consente non solo di garantire velocità di trasmissione dei dati fino a 10 volte superiori a quelle delle attuali reti 4G, ma anche di supportare nuovi servizi, grazie alla possibilità di gestire contemporaneamente milioni di oggetti connessi, per lo sviluppo dell’Industria 4.0 e delle smart city, e di realizzare connessioni a bassissima latenza e alta affidabilità necessarie per servizi quali la telemedicina e la gestione delle emergenze. Un altro forte elemento di novità portato dal 5G rispetto alle tecnologie mobili precedenti è lo slicing, che permette di gestire con la stessa infrastruttura di rete più servizi in contemporanea, ciascuno con caratteristiche e prestazioni differenti. Questo permetterà agli operatori di aumentare la propria offerta di servizi al mercato, personalizzandoli rispetto a specifiche classi di utenti.

L’Edge Computing si inserisce all’interno dell’architettura 5G ed è una tecnologia che fornisce risorse computazionali e di storage, distribuendo mini-datacenter interconnessi alle reti di accesso degli operatori di telecomunicazioni. In questo modo, i dati possono essere elaborati in prossimità del luogo in cui sono raccolti, piuttosto che su server centralizzati o nel cloud, permettendone l’analisi in tempo reale. L’Edge Computing pertanto permette di realizzare applicazioni ad altissima affidabilità e con tempi di risposta real time, rivelandosi fondamentale per abilitare le automazioni dell’Industria 4.0, i veicoli a guida autonoma e la realtà virtuale e aumentata. L’implementazione dell’Edge Computing rappresenta inoltre un modo per gli operatori di garantire la scalabilità delle reti. Infatti, poiché larga parte del traffico è gestito direttamente dai nodi di edge, è possibile prevenire la saturazione del backbone anche in presenza di forti picchi di traffico.

Le tecniche di Big Data Analytics rendono possibile l’analisi di una notevole mole di dati o di dati notevolmente complessi, permettendo l’identificazione di correlazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste. La ricchezza informativa che è possibile estrarre permette di realizzare e-commerce più efficaci, di supportare i processi decisionali delle aziende, nonché di ottimizzare la produzione industriale, di adottare un approccio predittivo nella diagnostica clinica e di supportare la realizzazione di terapie personalizzate.

Lo sviluppo e l’impiego congiunto di tali tecnologie permetterà da un lato di gestire con maggiore sicurezza ed efficacia la pandemia e dall’altro potrà agire da propulsore per la ripresa economica.

Sono infatti numerose le applicazioni abilitate da 5G, Edge computing e Big Data, che potranno avere un ruolo fondamentale nella gestione delle prossime fasi dell’emergenza: dalla telemedicina che permetterà ai medici di effettuare diagnosi e seguire le terapie da remoto, senza la necessità che i pazienti si rechino negli ospedali o presso gli studi medici, all’utilizzo di sensori per monitorare lo stato di affollamento degli spazi pubblici e dei mezzi di trasporto, fino all’utilizzo di tecniche avanzate di analisi dei dati sanitari per comprendere meglio l’andamento della pandemia e il comportamento del virus.

Al contempo, lo sviluppo delle nuove tecnologie potrà dare un impulso determinante alla ripresa economica; il solo dispiegamento delle nuove infrastrutture di rete 5G su scala nazionale è in grado di generare un indotto significativo, che si estende anche oltre il settore delle telecomunicazioni (si pensi ad esempio alle opere civili necessarie per la realizzazione di una torre radio o per la posa di un cavo in fibra ottica). L’accesso alle nuove tecnologie premetterà poi alle imprese di generare nuovi flussi di ricavi, grazie alla possibilità di proporre nuovi e migliori servizi, creare prodotti innovativi e potenziare il modello di vendita. Potranno inoltre nascere nuove imprese focalizzate sulla fornitura di servizi e prodotti abilitati dalle nuove tecnologie che potranno creare occupazione e stimolare la domanda da parte dei consumatori.

La trasformazione digitale abilitata dalle nuove infrastrutture renderà inoltre le aziende più efficienti, in grado di produrre o erogare servizi impiegando processi ottimizzati, che permetteranno una riduzione dei costi. Ad esempio, un’azienda del settore manifatturiero, grazie all’impiego di sensori lungo la catena produttiva e la possibilità di implementare sistemi di controllo ad anello chiuso che permettano di reagire in real time ai dati rilevati, potrà accelerare il ritmo di produzione e al contempo ridurre la percentuale di scarti.

La possibilità di generare nuovi stream di ricavi e di ridurre dei costi metterà le aziende italiane nella condizione di avere una maggiore capacità di investimento, avviando un circolo virtuoso utile alla ripartenza del Paese.

Il percorso per lo sviluppo delle nuove tecnologie

Lo sviluppo delle nuove infrastrutture digitali richiede uno sforzo, in termini di investimenti, da parte degli operatori di telecomunicazioni, che appare critico in questa fase di recessione causata dalla pandemia. A tal scopo, sono fondamentali accordi di sharing tra le Telco – fortemente incentivati dal nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche Europeo – come quelli già avviati a livello nazionale per la realizzazione delle reti 5G tra TIM e Vodafone e tra WindTre e Fastweb, e tra Telco e Cloud Provider, come quelli che a livello internazionale stanno emergendo per la realizzazione di infrastrutture per l’Edge Computing.

Lo sviluppo delle tecniche di Big Data Analytics non può essere invece trattato come un tema infrastrutturale, bensì deve essere concepito come la creazione di un vero e proprio nuovo ecosistema, che richiede la cooperazione di un insieme più ampio di soggetti. L’ecosistema dei Big Data includerà sia Startup, Università, OTT e Software House, che svilupperanno gli algoritmi e le tecniche di analisi dei dati, sia Telco e Cloud Provider, che dovranno predisporre le infrastrutture per la raccolta (i sensori), il trasporto (le reti) e l’elaborazione dei dati (i data centre e i nodi di edge computing). In aggiunta, occorre considerare che le metodologie di Big Data Analytics ottengono la massima efficacia quando implementate sistematicamente sull’intera catena del valore, pertanto l’ecosistema dovrà necessariamente comprendere anche imprese e Pubbliche Amministrazioni, che dovranno integrare le tecniche di Big Data Analytics nei loro processi produttivi e decisionali.

Se il percorso tecnologico sembra emergere con chiarezza, si rileva la necessità di prevedere una strategia a livello nazionale che faciliti la realizzazione delle nuove infrastrutture, ad esempio uniformando e semplificando gli iter burocratici per la costruzione delle reti – oggi spesso ostacolati dai provvedimenti attuati dalle amministrazioni locali – che acceleri il percorso di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e che incentivi con forza maggiore l’adozione di nuove tecnologie da parte delle imprese italiane. Infine, l’adozione massiva delle tecniche di Big Data Analytics dovrà essere affiancata da una chiara regolamentazione in materia di utilizzo, condivisione e Privacy dei dati.

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