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azioni del Governo

Banda ultralarga a tutti, ecco la roadmap: il quadro completo

L’avanzamento dei lavori per la banda ultra larga in fibra ottica e la copertura regionale. La necessità di snellire la burocrazia e l’attesa degli effetti del Dl semplificazione per accelerare su cantieri. L’accordo Infratel-Tim, il prossimo lancio dei bandi per le aree grigie e dei voucher per stimolare gli abbonamenti

02 Ago 2019

Lorenzo Principali

senior research fellow I-Com


Si stringono i tempi per l’infrastrutturazione in fibra ottica di oltre 7700 comuni italiani. Ad oggi risultano aperti quasi 1400 cantieri. Al netto di quelli fermi ai box per difformità e lungaggini burocratiche e di quelli del terzo bando concluso ad aprile, si tratta di quasi il 30% degli interventi “cantierizzati”.

Gran parte degli interventi risultano in attesa delle relative autorizzazioni. D’altro canto, le misure introdotte nel DL Semplificazioni potrebbero manifestare i propri effetti nei prossimi mesi, velocizzando le procedure.

Nel frattempo il Governo accelera sui bandi per le aree grigie e sui voucher per stimolare la domanda di connettività. Allo studio le misure, i fondi e gli importi per i destinatari.

L’avanzamento dei lavori nelle aree bianche: lo stato dell’arte

Nelle ultime settimane si è molto parlato dello stato di avanzamento dei lavori per la banda ultra larga e del rischio di slittamento del completamento entro il 2020 dell’infrastruttura che consentirà all’Italia di raggiungere gli obiettivi di connettività che si era prefissa: coprire tutta la popolazione ad almeno 30 Mbps ed almeno l’85% in banda ≥ 100 Mbps.

A tal proposito, un’analisi più approfondita dei dati disponibili può fornire delle indicazioni preziose sia per fotografare lo stato dell’arte, sia per comprendere i trend lungo i quali si sta incanalando il percorso di copertura in banda larga dei comuni italiani.

Per quanto concerne i dati, la tab.1 mostra una sintesi analitica dei risultati forniti da Infratel al primo luglio relativi alla copertura in fibra, suddivisi per regione e status delle operazioni.

A livello complessivo sono previsti 7.712 interventi, cioè opere di infrastrutturazione in fibra ottica in altrettanti comuni. A tal proposito, appare opportuno in primo luogo ricordare come i comuni oggetto di intervento siano relativi a tre diverse gare, suddivise in lotti regionali (o relativi alle Provincie Autonome).

  • la prima gara prevedeva 5 lotti in 3.043 Comuni di Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto;
  • il secondo bando prevedeva 6 lotti comprendenti 3.710 Comuni, distribuiti in 10 regioni (Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta) e nella Provincia Autonoma di Trento;
  • il terzo bando, indirizzato a Sardegna, Puglia e Calabria, è stato assegnato lo scorso 18 dicembre 2018 e prevede il collegamento di oltre 317 mila unità immobiliari in 959 comuni.

Per tutti, il completamento dei lavori è previsto entro tre anni dalla firma del contratto. La sottoscrizione del contratto di concessione tra Infratel e Open Fiber per i lotti del primo bando è avvenuta a giugno 2017, per il secondo a novembre 2017 e per il terzo ad aprile 2019.

Dunque il “T1”, ovvero il momento in cui si inizia a calcolare l’evoluzione delle operazioni, varia a seconda delle regioni. A tal proposito, considerata la recente firma della concessione del terzo bando ed il recente avvio delle operazioni di progettazione, l’analisi riportata nella Tab. 1 non include i 959 interventi previsti in Calabria, Puglia e Sardegna.

Ciò premesso, nella Tab. 1, oltre ai comuni totali presenti nei bandi 1 e 2, pari a 6.741, si osservano da sinistra a destra 4 diverse tipologie di “status”:

  • i comuni che sono stati messi in lavorazione per l’ottenimento dei permessi, equivalenti a 4.692 unità. La differenza tra questo sottoinsieme ed il totale precedente è dovuta all’effetto cumulato di comuni “sospesi” (circa 1.200), ovvero che presentano delle incongruenze tra quanto previsto dal bando ed i sopralluoghi effettuati (copertura già presente in tutto o in parte), oltre a quelli che non hanno firmato la convezione con Infratel (circa 600) ed ad alcuni comuni in revisione/approvazione del progetto definitivo;
  • i comuni dove i permessi sono stati ottenuti (1.522), ovvero in cui la progettazione esecutiva è stata consegnata (ed è stata approvata o è in approvazione);
  • le opere “cantierizzate” (una quota parte del precedente), equivalenti a 1.375 interventi;
  • i cantieri completati, che ammontano a attualmente 166 (rispetto ai 1375 complessivamente avviati citati in precedenza).

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RegioneComuni da BandoComuni messi in lavorazione per ottenimento permessiComuni con permessi ottenuti (Progettazione esecutiva consegnata)Comuni su cui è stata avviata la lavorazioneComuni con lavori completati
Abruzzo1921401089712
Basilicata131103473913
Campania546367777511
Emilia-Romagna34020095794
Friuli-Venezia Giulia21617464537
Lazio36929315013317
Liguria23515536281
Lombardia151689514813820
Marche23419681770
Molise1368969563
Piemonte12069162092056
Sicilia39027113612836
Toscana26818084678
Trentino-Alto Adige21715613131
Umbria927562604
Valle d’Aosta746517173
Veneto57941712611020
TOTALE6741469215221375166

Tab. 1 Status degli interventi in fibra nel progetto BUL nazionale (1° luglio 2019) Fonte: elaborazioni su dati Infratel

L’evoluzione della roadmap e lo stato di avanzamento

La fig. 1 mostra l’evoluzione delle operazioni secondo i dati riportati da Infratel nel trimestre aprile-maggio-giugno 2019. Dal confronto si osserva come l’ottenimento dei permessi, la cantierizzazione e il completamento delle opere stiano progressivamente aumentando: i comuni per i quali sono stati ottenuti tutti i permessi sono passati da 1300 a 1522, mentre le opere completate sono giunte a quota 166 (registrando +109 nell’ultimo mese). La cantierizzazione (il totale tra interventi completati ed in esecuzione) è cresciuta di oltre 150 unità, per complessive 1375 opere avviate al 1° luglio 2019.

Nel complesso la percentuale di interventi avviati, che a livello nominale si attesta al 18%, ammonta in termini reali al 28% degli interventi effettivamente cantierizzabili, al netto cioè dei 957 comuni previsti nel terzo bando da poco concluso, dei 1200 comuni sospesi e dei 600 che non hanno ancora firmato la convezione con Infratel.

Il rispetto delle tempistiche e le misure per la semplificazione

Dall’analisi emerge quindi come, considerate le questioni burocratiche e la complessità tecnica dell’opera, le tempistiche risultino effettivamente molto sfidanti. Già lo scorso 23 gennaio il Governo affermava: “Data la complessità delle opere da realizzare in aree intensamente distribuite del nostro territorio, si può ragionevolmente auspicare che le opere saranno completate entro il 2021”.

In particolare, fondamentali appaiono i nodi relativi allo snellimento delle procedure autorizzative. A tal proposito, Open Fiber ha stimato la necessità di effettuare fino 100.000 richieste autorizzative nei confronti di enti pubblici, prevalentemente Comuni, Soprintendenze, Province e ANAS. Lo stesso strumento della Conferenza dei Servizi, pur costituendo un dispositivo eccezionale di snellimento delle procedure, presenta delle criticità relative sia alle risorse (non tutte le Regioni riescono a gestire operazioni che comprendono un numero così ingente di enti e comuni) sia alle differenti modalità di gestione e alle tempistiche tra le diverse entità regionali.

Come noto, il DL semplificazioni approvato a febbraio ha introdotto importanti novità in materia. In particolare, si evidenziano:

  • le semplificazioni per l’autorizzazione archeologica;
  • la possibilità di presentare un’istanza unica per l’installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica che presuppongono la realizzazione di opere civili o di scavi;
  • l’allargamento del rilascio dell’autorizzazione alla effettuazione delle eventuali opere civili oltre che degli scavi per l’infrastruttura;
  • la restrizione da 120 a 90 giorni per il rilascio dell’autorizzazione relativa agli interventi in materia di edilizia pubblica e privata per gli interventi di installazione di reti in banda ultra larga.

Occorrerà quindi attendere i prossimi mesi per capire se tali misure otterranno gli effetti sperati nell’accelerazione delle procedure. Nel rapporto dialettico tra Infratel, Open Fiber e i comuni la situazione è in continua evoluzione, e a sono attesi a breve nuovi dati aggiornati.

Dall’ultimo incontro dello scorso 24 luglio tra Governo, Infratel e Open Fiber sono state confermate le previsioni di cantierizzazione in FTTH di circa 2.800 interventi in altrettanti comuni entro il 2019. Tra questi, circa 800 dovrebbero essere completati entro l’anno e circa 500 comuni aperti alla commercializzazione, per un investimento complessivo superiore agli € 600 milioni. Oggi i comuni aperti alla sperimentazione dove è possibile attivare i servizi ultra broadband in fibra ottica sono 70.

Accordo tra Infratel e Tim per l’utilizzo della fibra della rete pubblica

Parallelamente, lo scorso 30 luglio Infratel e Tim hanno firmato un accordo che consentirà di “accendere” tutte le infrastrutture di accesso della rete pubblica in fibra ottica realizzata da Infratel in 8 Regioni (Abruzzo, Sardegna, Toscana, Puglia, Calabria, Lazio, Lombardia e Marche).

Questi comuni non sono oggetto dei bandi analizzati nei paragrafi precedenti. Infatti, oltre alla messa a gara, tra le modalità di intervento di Infratel è prevista anche la realizzazione diretta delle infrastrutture (modello diretto), che poi necessitano di essere “accese” dagli operatori, i quali portano il servizio fino in casa dell’utente finale. L’accordo in questione riguarda l’allacciamento di circa 600 comuni, in cui risiedono oltre 1 milione di cittadini, che rischiavano di non vedere attivato il servizio per il mancato interesse da parte degli operatori. Tale eventualità era già stata paventata nella riunione del Comitato di Indirizzo Infratel tenuta lo scorso novembre 2018.

L’accordo, che consente di superare questa difficoltà, si basa su diritti d’uso quindicennali e prevede la realizzazione di un cronoprogramma di attività – da condividere con le Regioni ed i Comuni interessati dall’intervento – e un acquisto rilevante da parte di TIM di infrastrutture di fibra spenta realizzate da Infratel.

Il piano di attivazione prevede già una lista di 35 comuni da attivare, prevalentemente in Sardegna.

Piano banda ultra larga fase due: aree grigie e voucher

Nella seduta dello scorso 17 luglio il CoBUL ha annunciato l’avvio del tavolo tecnico per dettagliare gli interventi per il lancio dei bandi nelle aree grigie e sostenere la domanda di servizi in banda ultra larga tramite i voucher.

Per quanto concerne le aree grigie, la questione – approfondita in questo articolo – è di particolare rilevanza per tre ordini di motivi. In primo luogo, gli esiti del monitoraggio (che accorpava aree grigie e nere) mostrano come la copertura rilevata sia più bassa rispetto a quella che ci si aspettava nella rilevazione condotto nel 2017. Infatti, tali proiezioni prevedevano entro il 2018 una copertura del 94,4% delle unità immobiliari censite (equivalenti a 18,73 milioni), mentre il monitoraggio appena concluso mostra come le UI coperte (o dichiarate come tali) ammontino al 78% del target (15,47 milioni).

A tal proposito, la figura 2 indica come in molte regioni anche la copertura a 30 Mbps non raggiunga le percentuali auspicate nelle aree grigie e nere, in particolare per Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Provincia di Bolzano e Friuli-Venezia Giulia, tutte sotto quota 70% delle UI raggiunte.

Al contrario, il bisogno di connessioni ≥100 Mbps è fondamentale in particolare per i distretti industriali, ancor più in vista della trasformazione digitale in direzione dell’automatizzazione e della diffusione dell’IoT. L’analisi EY ha mostrato come ben 7.000 aree industriali su 11.000 censite non dispongano di fibra ottica, mentre 1.700 non siano in grado di accedere neppure alla banda larga.

Inoltre, i dati Istat sulle imprese rispetto all’adozione di broadband per classi di velocità indicano come, tra le aziende connesse, quelle con accesso ≥30 Mbps siano meno di un terzo (31,7%). Gli stessi dati mostrano la crescente domanda di connessioni più performanti da parte delle aziende: nell’ultimo triennio, quelle tra 30 e 100 Mbps sono passate dal 16,1% al 21,8% e quelle oltre i 100 Mbps dal 7,5% al 9,9%. Rispetto alle ultime (≥100 Mbps), l’alta incidenza percentuale dell’adozione delle imprese (9,9%) rispetto alle famiglie (solo 2% ha sottoscritto connessioni così rapide), sembra indicare decisamente la maggiore domanda da parte del segmento business.

Il bisogno di ulteriori interventi per l’infrastrutturazione in fibra emerge distintamente anche dalle rilevazioni dell’indice DESI: se risultiamo 20esimi per numero di abitazioni raggiunte in fibra “to the premises”. Una visuale più ampia della situazione ci è fornita dal mix di copertura fibra-cavo (Ultrafast coverage FTTP + Docsis 3.0), in cui siamo desolatamente penultimi, davanti soltanto alla Grecia. In altre parole, scontiamo ancora la mancanza di una rete televisiva via cavo digitalizzata per portare il broadband nelle abitazioni.

Lo stimolo alla domanda: i voucher

Per stimolare un mercato stagnante, arriveranno anche i voucher a lungo invocati. Nelle decisioni del Governo hanno pesato i dati contenuti nel DESI, che vedono l’Italia agli ultimissimi posti per domanda di servizi digitali (inclusi gli stessi abbonamenti ai servizi di connettività).

Un tavolo tecnico sta definendo i termini degli interventi prima di sottoporli alla Commissione Europea per la verifica di compatibilità con la disciplina degli aiuti di Stato. Resta infatti da stabilire la forma del finanziamento: agli 1,3 miliardi destinati dal Cipe (a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione) dovrebbero aggiungersi altre altrettante risorse a valere su fondi FESR residui della prima fase di gara dei bandi BUL. Secondo le Regioni, tuttavia, non ci sarebbero i tempi tecnici per la rendicontazione. Staremo a vedere.

Le modalità di finanziamento verosimilmente influenzeranno anche ammontare e platea dei beneficiari. Le ultime indiscrezioni parlano di € 3mila per le Pmi e € 5mila per gli istituti scolastici. Per le famiglie tra € 50 e € 300 l’anno, a seconda del reddito.

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