Una guida

Capire la neutralità della rete ed evitare errori

Il cuore del tema ha a che fare con l’identificazione di chi ha il potere di scelta su quali siano i servizi utilizzabili dall’utente: l’utente finale stesso o l’ISP? In una rete neutrale è l’utente che decide. Compra “trasporto grezzo” che usa come meglio crede. Gli ISP non discriminano i fornitori dei servizi OTT in base ad accordi “a monte”

30 Set 2014
Alfonso Fuggetta

professore di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano

reti-network-internet-111111124340

Il tema della Net Neutrality è argomento di intensa discussione per molti addetti ai lavori, grandi imprese del mondo dei media e delle telecomunicazioni e, sempre più spesso, anche singoli cittadini, associazioni di consumatori, studiosi del mercato. Troppo spesso, peraltro, questo importante argomento viene affrontato in modo superficiale o distorto (e anche di parte). Ciò non aiuta a chiarire i termini della questione, né a giungere ad un qualche esito che possa rispondere in modo convincente ai bisogni e alle istanze di tutti coloro che sono interessati al tema.

Sinteticamente, il termine Net Neutrality ha a che fare con le tecniche, gli strumenti e soprattutto le policy utilizzate per gestire il trasporto delle informazioni sulla rete Internet. In presenza di Net Neutrality, tale trasporto non è condizionato dagli operatori di telecomunicazioni, che distribuiscono “pacchetti di bit” in modo sostanzialmente indipendentemente dal loro contenuto o, meglio, da chi siano gli originatori e i riceventi di tali pacchetti: oggi la rete Internet è uno strumento di trasporto neutrale, indipentente e ortogonale rispetto ai contenuti che su di essi vengono fatti transitare e agli attori che sono protagonisti di questo scambio.

In questo contesto, esiste una forte e netta separazione tra chi offre servizi di trasporto – gli operatori di telecomunicazione o Internet Service Providers (ISP) – e coloro che invece offrono servizi applicativi – gli Over The Top (OTT) come Apple, Netflix o Google. I primi offrono una “capacità grezza” di trasporto che viene sfruttata da OTT e utenti finali per fruire di servizi applicativi erogati in modo sostanzialmente indipendente rispetto all’ISP.

Il concetto di Net Neutrality è contestato (o messo in discussione) soprattutto dagli ISP secondo i quali gli OTT saturano e caricano la rete, traendone ingenti guadagni, senza contribuire agli investimenti che gli operatori di telecomunicazione devono fare per garantire il funzionamento della rete stessa.

Indubbiamente, l’avvento della rete Internet e delle tecnologie ad essa collegata ha cambiato le dinamiche del mercato delle telecomunicazioni, mutandone anche natura e confini. Tuttavia, per interpretare questo cambiamento in modo corretto e utile per tutti, è vitale partire da un quadro di riferimento e da una analisi della situazione che non siano distorti o penalizzati da argomenti distorcenti.

Argomentazioni fuorvianti

Diverse sono le argomentazioni che vengono spesso utilizzate per sostenere le posizioni contrarie alla Net Neutrality. Ne cito alcune tra le più note.

WHITEPAPER
Le opportunità del social commerce per Generazione Z e Millennials
Marketing

“Net Neutrality vuol dire rete gratuita o a prezzo politico”

Secondo questa posizione, la Net Neutrality implicherebbe che la rete si trasformi o venga vista come un bene pubblico da offrire gratuitamente o a prezzi controllati. È una interpretazione francamente poco comprensibile, visto che oggi la rete è sostanzialmente neutrale ed esiste un mercato con una molteplicità di attori privati che operano in regime di concorrenza. Non esistono tariffe “politiche” o comunque dipendenti dal fatto che la rete sia neutrale.

“Net Neutrality vuol dire che tutti pagano allo stesso modo”

Secondo altre critiche, dire che la rete è neutrale vorrebbe nei fatti significare che tutti gli utenti pagano “allo stesso modo”. È una affermazione ancora una volta priva di riscontri, visto che sul mercato esistono una molteplicità di offerte che si differenziano per qualità e volumi e, conseguentemente, costi.

“Net Neutrality vuol dire far pagare gli investimenti solo agli operatori”

È l’argomento principe, che deriva anche da fatto che molti OTT si collegano direttamente ai nodi di peering e quindi non pagano un costo di accesso alla rete come invece fanno la gran parte degli utenti privati e business. In questo modo si confermerebbe il principio che gli OTT usano la rete “gratis” e quindi senza contribuire ai ricavi degli operatori e alla relativa copertura di costi e investimenti.

Se è indubbiamente vero che il meccanismo del peering gratuito potrebbe essere ripensato e rivisto alla luce dell’evoluzione del mercato, deve essere anche osservato che in assenza dei servizi degli OTT la gran parte degli utenti non avrebbe motivo di acquistare un servizio di accesso a Internet. In altri termini, è grazie alla presenza dei servizi degli OTT che gli operatori ISP sono in grado di vendere i propri servizi di accesso a Internet. Per cui il tema del contributo degli OTT agli investimenti degli ISP, pur essendo da approfondire e rivedere alla luce delle nuove condizioni del mercato, deve essere ripensato nel suo complesso e non in modo limitativo, parziale o unilaterale.

“Con la Net Neutrality la rete collassa”

Un altro argomento spesso viene evocato è quello secondo il quale una rete neutrale non è in grado di sostenere la crescita del traffico e le sue dinamiche di funzionamento.

In realtà, la rete funziona da anni in modo sostanzialmente neutrale e i malfunzionamenti che si sono verificati non sono certo dipesi dal fatto che essa lo sia o meno.

Un commento finale

Le motivazioni che vengono spesso proposte per dire che la rete non deve essere neutrale appaiono alquanto strumentali. In realtà, gli operatori si trovano a gestire un mercato dell’accesso ad Internet che è sempre più omologabile ad un servizio commodity, dai bassi margini e con scarsa capacità di differenziazione. È il “dumb pipe” che spaventa gli operatori, da sempre alla ricerca di nuove forme di ricavi derivanti da servizi a valore aggiunto.

In realtà, gli operatori non hanno colto molte opportunità emerse in questi anni, o non sono stati capaci di crearne di alternative. Per esempio, pur avendo informazioni pregiatissime sugli utenti (si pensi alle SIM che sono il wallet e l’identificatore dell’utente), non sono stati in grado di fornire servizi diversi dal puro trasporto, come per esempio i pagamenti mobili, in grado di rimpiazzare i ricavi in picchiata del traffico voce.

Per questi motivi, molti ISP vorrebbero stipulare accordi commerciali che definiscano la velocità e le condizioni secondo le quali il singolo OTT è messo nelle condizioni di operare sulle reti di trasporto degli stessi ISP. In altre parole, gli ISP vorrebbero poter incassare una sorta di pedaggio. Di fatto, accadrebbe che l’utente avrebbe servizi OTT più o meno veloci in funzione di quanto essi (OTT) hanno singolarmente negoziato con l’ISP utilizzato da quello specifico utente. In questo scenario, la rete non è più neutrale, ma privilegia chi ha specifici accordi commerciali “aggiuntivi” rispetto a quanto già previsto.

3. Net Neutrality è libera scelta dell’utente

Per far capire quale sia la vera natura della partita in gioco e il reale snodo intorno al quale si sta discutendo, è possibile provare a riformulare quanto fin qui discusso nel seguente modo.

Gli IPS vorrebbero poter definire accordi commerciali con gli OTT e di fatto gestire i servizi in funzione della presenza o meno di questi accordi. O addirittura vorrebbero avere in esclusiva alcuni servizi particolarmente pregiati e ricercati dagli utenti (come già avviene in parte negli USA). L’utente finale che volesse accedere a certi servizi (Netflix, per esempio) si troverebbe di fatto condizionato nella scelta dell’ISP a cui richiedere l’accesso a Internet. In generale, indipendentemente dalla qualità “grezza” del servizio di accesso che avesse acquistato (“la velocità e capacità del tubo”), l’utente vedrebbe alcuni servizi applicativi come privilegiati o penalizzati in funzione degli accordi che l’ISP ha con essi stipulato. In altre parole, la scelta dei servizi fruibili da parte dell’utente è pesantemente condizionata dall’ISP.

Nel caso di rete neutrale, invece, l’utente finale certamente potrà e dovrà pagare tariffe differenziate per avere velocità e condizioni di accesso ad Internet di maggiore o minore qualità, ma potrà come ora scegliere senza condizionamenti o limitazioni i servizi OTT che preferisce.

In altre parole, nel caso di rete neutrale, l’ISP non ha leve per condizionare gli OTT e chiedere loro contributi specifici. È l’utente che decide “quanto trasporto grezzo” vuole utilizzare. Nel caso di rete non neutrale, è l’ISP che effettua una scelta “a monte”, condizionando le possibilità a disposizione dell’utente finale. Ciò, come sostengono i promotori della Net Neutrality, costituisce anche un freno all’innovazione e alla possibilità per startup e imprese nascenti di competere ed affermarsi in un mercato così fortemente condizionato da pochi grandi player.

In questa ottica, si capisce che il cuore del tema della net neutrality ha a che fare con l’identificazione di chi ha il potere di scelta su quali siano i servizi utilizzabili dall’utente: l’utente finale stesso o l’ISP? È l’utente che liberamente e senza condizionamenti sceglie, oppure è l’ISP che lo fa attraverso gli accordi che sigla (o non sigla) “a monte” con i singoli OTT?

Certamente, il tema della Net Neutrality non è liquidabile con poche battute e deve essere oggetto di studi e approfondimenti. Inoltre, è ovviamente necessario sviluppare posizioni equilibrate che tengano conto di tutte le variabili del problema. Peraltro, come riportano anche alcuni organi stampa (“Momentum is building for a net neutrality compromise”), stanno emergendo delle ipotesi di evoluzione del mercato che, pur preservando la libertà di scelta dell’utente, rendono più flessibile e differenziato il costo che egli decide di pagare (o non pagare) per avere una capacità di “trasporto grezza maggiore”. Si tratta in ogni caso di opzioni che devono conservare il cuore dei principi della net neutrality:

1. È l’utente che decide.

2. L’utente compra “trasporto grezzo” che usa come meglio crede.

3. Gli ISP non discriminano i fornitori dei servizi OTT in base ad accordi “a monte”.

Peraltro, come sottolineava un recente commento apparso sul Washington Post (“Why Internet governance should be left to the engineers”), una materia così complessa andrebbe lasciata all’analisi degli esperti del settore. Troppo spesso, invece, si annunciano interventi normativi o regolatori proposti da chi non ha le basi culturali e le competenze per affrontare questo tema così complesso con le dovute cautele e i necessari strumenti.

In generale, è interesse per tutti trovare un equilibrio del mercato che permetta ai diversi soggetti di operare e svilupparsi al meglio. È però essenziale che le scelte che verranno fatte rispettino alcuni valori unici e irrinunciabili: 1) l’unicità di Internet come strumento di innovazione aperto e neutrale, 2) la libertà e piena facoltà di scelta dell’utente finale.

WHITEPAPER
Porta il tuo Contact Center ad un livello successivo con speech analytics e sentiment analysis
Intelligenza Artificiale
Marketing

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2