rinnovamento tecnologico

Decreto Semplificazioni e reti: tutte le misure per accelerare fibra e 5G

Misure di semplificazione per velocizzare il completamento delle reti mobili 5G e ultrabroadband in fibra ottica: ecco i principali provvedimenti del decreto semplificazioni appena approvato

08 Lug 2020
Stefano Bolis

Junior Consultant ICT Consulting

Sara Frizziero

Senior Consultant ICT Consulting

Filippo Lucarelli

Partner ICT Consulting

telecomunicazioni

Il decreto Semplificazioni, appena approvato dal Governo, include anche un insieme di misure dedicate al comparto delle reti e dei servizi di comunicazioni elettroniche che hanno come obiettivo quello di appianare gli ostacoli al completo dispiegamento del Piano strategico nazionale della banda ultra-larga e alla piena diffusione della tecnologia 5G. A tal scopo, le misure definite integrano quanto già previsto del Decreto Cura Italia del 17 marzo, finalizzato alla gestione dell’emergenza, ed emendano la normativa vigente.

Nel seguito si riporta un sunto dei principali provvedimenti introdotti dal Decreto Semplificazioni diretti agli operatori di telecomunicazioni, esplicitandone i razionali ed evidenziandone le principali differenze rispetto alla Bozza circolata nei giorni scorsi. Consideriamo che l’approvazione è avvenuta “salvo intese”, ovvero il testo potrà essere rivisto e modificato prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Procedure semplificate per progetti 5G e fibra

Il Decreto Semplificazioni integra il Decreto Cura Italia, proponendo un iter standardizzato e semplificato per ottenere l’autorizzazione a effettuare interventi di installazione e manutenzione delle reti in fibra ottica, nonché il permesso di installare infrastrutture per impianti radioelettrici (di qualunque tecnologia e potenza) sul territorio. Rispetto alla bozza di Decreto circolata nei giorni scorsi, è confermata la riduzione della mole di documentazione a carico degli operatori, mentre è stata stralciata la possibilità di vedere le richieste approvate in soli 5 giorni. In particolare, si noti che nel caso delle reti wireless gli operatori si trovano oggi nella condizione di dover attendere il silenzio assenso per un periodo di 30 giorni, che può salire fino a 90 giorni, a seconda della tipologia di impianto e di intervento.

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È stata inoltre eliminata la possibilità di ridurre i tempi d’attesa per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche, che la Bozza di Decreto aveva portato a 30 giorni dai 45 giorni attuali.

Misure di semplificazione per il completamento del piano banda ultra-larga

Il Decreto prevede misure rivolte in maniera specifica al rollout delle reti fisse nel Paese. In tal senso è stata prevista per gli operatori la possibilità di presentare opportuna documentazione cartografica invece dell’autorizzazione archeologica nel caso si intervenga con scavi a basso impatto ambientale in zone del territorio in cui siano già presenti infrastrutture fisiche e sotto-servizi (es. tubature, cavidotti, ecc.). Si noti che nel caso descritto l’autorizzazione archeologica sarebbe peraltro superflua, poiché l’infrastruttura esistente ha già modificato il territorio, ed eventuali requisiti finalizzati alla tutela del patrimonio archeologico sarebbero già stati verificati in precedenza. Rispetto alla Bozza circolata nei giorni scorsi, il decreto conferma la necessità dell’autorizzazione paesaggistica anche in presenza di infrastrutture esistenti, o posa di cavo aereo e RoE (Ripartitore Ottici di Edificio) in facciata.

Viene inoltre proposta una modifica al cosiddetto “Decreto Fibra”, concedendo l’uso della tecnica con micro trincea e riempimento contestuale dello scavo anche vicino al bordo stradale o sui marciapiedi. La tecnica, in virtù del basso impatto ambientale, riesce ad abbattere i tempi per il ripristino del manto stradale, che per degli scavi tradizionali si attestano anche su diversi mesi.

Un’ulteriore semplificazione introdotta a favore degli operatori di rete fissa riguarda la riduzione ad 8 giorni dei tempi per l’accoglimento delle istanze di occupazione del suolo pubblico nel caso di sedime ferroviario, strade ferrate, aerodromi, porti, interporti e altri beni immobili appartenenti alla Pubblica Amministrazione. La riduzione di tale tempistica risulta particolarmente opportuna nel caso di realizzazione di backhauling fisso per le reti mobili 5G, in quanto gli obblighi di copertura associati ai diritti d’uso dello spettro a 700 MHz prevedono la copertura delle principali direttrici di trasporto stradale e ferroviario nonché degli scali logistici e turistici, quali porti, aeroporti, ecc.

Infine, il Decreto Semplificazioni elimina l’annoso problema dei “pareri preliminari” resi nelle conferenze di servizi, che generano code amministrative e allungano le tempistiche di intervento e rollout delle reti.

Misure di semplificazione per velocizzare il rollout delle reti 5G

Il Decreto si schiera a fianco degli operatori nella battaglia contro i “Comuni No 5G”, concedendo a questi ultimi l’adozione di regolamenti finalizzati ad assicurare il corretto insediamento degli impianti per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ma prevedendo che le limitazioni introdotte possano riguardare solo siti specifici e non aree generalizzate del territorio. In aggiunta, i regolamenti emanati non potranno discriminare le installazioni sulla base della specifica tecnologia di rete mobile adottata, né modificare i limiti massimi di emissioni elettromagnetiche concessi. Nessuna modifica è fatta invece alla regolamentazione che stabilisce i limiti di esposizione elettromagnetica, che vengono quindi confermati pur essendo estremamente conservativi rispetto a quanto stabilito in sede Europea.

In aggiunta, sono previste procedure semplificate per l’installazione di impianti temporanei di telefonia mobile, i cosiddetti “carrati”, a cui viene anche dedicato un articolo nel Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

Infine viene proposto di abolire il documento di esercizio per le stazioni radioelettriche in quanto le informazioni contenute, eccezion fatta per le caratteristiche tecniche degli apparati necessari al funzionamento degli impianti, sono già esaustivamente riportate nella determina di assegnazione dei diritti d’uso e nella relativa scheda tecnica; integrando la scheda tecnica con le informazioni mancanti, come propone la bozza di decreto, i due documenti sarebbero equivalenti. Si noti poi che mentre la determina di assegnazione dei diritti d’uso è di competenza della Direzione Generale SCERP, il rilascio del documento di esercizio è di competenza degli Ispettorati Territoriali. Gli operatori pertanto potranno quindi evitare di interfacciarsi con due soggetti amministrativi differenti.

Il provvedimento rappresenta un primo passo verso una riduzione degli adempimenti burocratici a carico degli operatori e verso l’introduzione di procedure più snelle che possano riuscire effettivamente a velocizzare il rollout delle reti ultra broadband fisse e mobili nel Paese. Ciononostante molti passi in avanti devono ancora essere compiuti se si vorrà utilizzare le reti ultra broadband come leva capace di incentivare la ripartenza economica Italiana post-Covid e generare opportunità di crescita e sviluppo per il Paese nel lungo periodo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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