Fibra ottica e assistenza a domicilio: risparmi per miliardi

Negli ultimi anni, diversi comuni ed enti pubblici svedesi hanno sperimentato servizi digitali forniti su infrastruttura fibra nelle case, in particolare nell’ambito dell’assistenza a domicilio. Secondo uno studio recente, ne sono venuti vantaggi e risparmi per la società

28 Apr 2015
Marco Forzati

RISE Research Institutes of Sweden, Esperto esterno per la Commissione europea

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Il Fibre-to-the-home (FTTH) non è solamente un’infrastruttura per fornire servizi commerciali (TV, telefonia e Internet), ma un’importante piattaforma digitale per la società [1], [2]. Lo sviluppo del FTTH, consente una migrazione verso i servizi digitali che possono cambiare e migliorare i servizi sanitari e di assistenza a domicilio [3].

Negli ultimi anni, diversi comuni ed enti pubblici svedesi hanno sperimentato servizi digitali forniti su infrastruttura FTTH (o fibre-to-the-building, FTTB con verticale in cavo CAT 5/6), in particolare nell’ambito dell’assistenza a domicilio. Secondo un recente sondaggio tra politici e funzionari comunali condotto nel 2013, sette su dieci dei comuni sprovvisti di questo tipo di servizi avevano in programma di introdurli in futuro [4].

Un recente studio [13] condotto per conto della federazione svedese delle reti municipali (SSNF) ha analizzato costi e benefici socio-economici legati all’intoduzione di questi servizi in comuni di diverso tipo. Le stime si basano sulle esperienze e le stime di costo e cost-reduction portate avanti dal comune che più approfonditamente ha studiato la fattibilità di diversi servizi digitali per l’assistenza a domicilio: Västerås, città di 140.000 abitanti nella Svezia centrale [5] [6].

Västerås ha introdotto quattro servizi in fase sperimentale e, a partire dal 2014, è entrato in fase operativa. Due di questi servizi riguardano le videochiamate che permettono agli utenti (gli anziani che attualmente usufruiscono di assistenza domiciliare) di rimanere in contatto col personale di assistenza ma anche con la propria cerchia sociale e familiare. Il primo servizio permette la comunicazione video tramite un televisore, il secondo, più avanzato e per casi particolari di ridotta mobilità, attraverso un’unità telecomandata (“Giraff”, una sorta di robot in grado di muoversi in qualsiasi punto della casa). Il terzo è un servizio di messaggistica e gestione che permette di ricevere inviare testo, voce, immagini e video messaggi e consente agli utenti di programmare, prenotare e valutare le visite e i servizi a domicilio. Il quarto servizio utilizza una videocamera installata nella camera da letto per consentire il monitoraggio notturno.

Questo è il servizio più controverso nei dibattiti sull’assistenza a domicilio digitale ma in realtà è tra i più apprezzati dagli utenti stessi, in quanto è decisamente meno invasivo dell’alternativa che sostituisce. Il servizio è infatti studiato per quegli utenti che, data la loro condizione, possono continuare ad abitare a casa, previo un costante monitoraggio, tramite visite fisiche a intervalli regolari, che durante la notte hanno spesso l’effetto indesiderato di svegliare l’utente e comunque di creare ansia e senso di violazione della privacy derivante dal dare l’accesso a casa propria a personale spesso sconosciuto.

Tutti i servizi sono opzionali, ma l’atteggiamento degli anziani di Västerås è piuttosto positivo. Gli utenti che hanno partecipato alla sperimentazione sostengono che i servizi hanno portato ad una maggiore indipendenza, sicurezza, partecipazione sociale e libertà di scelta.

L’altro aspetto importante è la riduzione dei costi. Lo studio analizza tre esempi di comuni che rappresentano due casi estremi e una posizione intermedia, in modo da fornire un quadro abbastanza completo della Svezia:

• Comune rurale, scarsamente popolato: 8000 abitanti e una densità di 2 ab./km2

• Città di medie dimensioni: 90.000 abitanti e una densità di 80 ab./km2

• Grande città: 500.000 abitanti, e una densità di 1200 ab./km2.

In tutti i casi l’evoluzione demografica, combinata ai crescenti costi orari del personale, fa sì che, alle condizioni attuali, il costo totale del servizio di assistenza a domicilio è destinato a crescere inesorabilmente negli anni a venire, come si evince dalla Figura 2. I comuni rurali in particolare affronteranno uno sviluppo demografico molto più impegnativo delle città. Anche per quanto riguarda il costo dei servizi di assistenza domiciliare per utente, ci sono grandi differenze: le grandi città beneficiano di maggiori economie di scala e distanze ridotte rispetto altre due tipologie di comune. È interessante notare che le città di medie dimensioni hanno costi leggermente superiore comuni rurali, cosa che ha attratto una certa attenzione, anche nei media. In tutti e tre i tipi di comuni, tuttavia, il costo per utente aumenta nel tempo, e la tendenza sembra proseguire, anche a causa della crescente carenza di manodopera qualificata.

Lo studio (a cui si rimanda il lettore interessato ad un’analisi più dettagliata [13]) valuta costi e benefici dell’introduzione dei servizi digitali per l’assistenza a domicilio in due scenari diversi, uno più cauto e uno più ambizioso:

• Scenario 1: i servizi digitali sono offerti al 10% degli anziani che attualmente usufruiscono di assistenza domiciliare;

• Scenario 2: i servizi digitali sono inizialmente offerti al 10% degli anziani che attualmente usufruiscono di assistenza domiciliare, ma la quota viene gradualmente aumentata fino al 90% durante i sei anni a seguire.

I risultati dello studio mostrano che l’introduzione di servizi digitali dà un ritorno in forma di riduzioni dei costi impressionanti, anche nello scenario più cauto (scenario 1). Per esempio, per comuni rurali:

• L’investimento iniziale richiesto sul primo anno è di circa 900 mila corone svedesi (SEK), o 100 mila euro; mentre il costo operativo annuale è di 500 mila corone dal secondo anno e va gradualmente a calare al di sotto di 400 mila corone annuali.

• La riduzione dei costi dell’assitenza a domicilio derivante dall’intorduzione dei servizi digitali è di 3,4 milioni di corone, durante il primo anno, e cresce poi fino a 4,3 milioni di corone durante i sei anni a seguire.

Investimenti per l’introduzione servizi digitali per l’assistenza domiciliare (rosso) e conseguenti riduzioni di costo (blu e verde), per lo scenario 1 (a sinistra) e lo scenario 2 (a destra), per un comune scarsamente popolata (in alto), città di medie dimensioni (al centro) e una grande città (in basso).

Se è vero che alcuni servizi di base possono essere forniti anche su connessioni in rame o radio, le stime di questo studio si basano su servizi che richiedono connessioni a banda larga ad elevata qualità e affidabilità: in linea di principio FTTH/FTTB. Allo stato attuale, poco più del 40% degli svedesi ha accesso a banda larga su FTTH/FTTB e nelle zone rurali, che maggiormente trarrebbero beneficio da tali servizi, la copertura è sensibilmente più bassa. Portare il FTTH/FTTB in queste aree comporta investimenti ingenti ma d’altra parte il potenziale in termini di riduzione di costi proveniente dai servizi digitali per l’assistenza a domicilio (che è solo uno dei servizi di rilevanza sociale) è enorme: calcolato sull’intera Svezia, dai 3 ai 5,5 miliardi di euro entro sette anni dalla loro introduzione, che corrisponde grosso modo agli investimenti necessari a coprire con l’intero paese con FTTH/FTTB.

REFERENCES

[1] M. Forzati, C. Mattsson, K. Wang, C. P. Larsen, The uncaptured values of FTTH (invited), proceedings of the International Conference on Transparent Optical Networks (ICTON), Stockholm, 2011.

[2] M. Forzati, Socio-economic effects of FTTH/FTTx in Sweden (invited), proceedings of the International Conference on Transparent Optical Networks (ICTON), Warwick, UK, 2-7 July 2012.

[3] Svenska Stadsnätsföreningen (SSNf), “Bredbandspolitiken i Sverige 2012”, Stockholm, 2012.

[4] Svenska Stadsnätsföreningen (SSNf), press release: “Bredbandsenkäten 2013: Sju av tio kommuner vill satsa mer på e-tjänster”, 24 January 2014, retrieved on 27 May 2014 at http://www.ssnf.org/Press/Pressmeddelanden/2012-/Bredbandsenkaten-2013-Sju-av-tio-kommuner-vill-satsa-mer-pa-e-tjanster/

[5] Västerås Kommun, “Projekt Behovsstyrt IKT-stöd – Införandet av eHemtjänst, Rapport aug 2012”, Västerås 2012.

[6] Mats Rundkvist, Kostnadsminskningar i samband med införande av eHemtjänst, Västerås stad, augusti 2012.

[7] M. Forzati and C. Mattsson, “Effekter av digitala tjänster för äldrevård: En ekonomisk studie”, Acreo dokument nr. acr057005, Stockholm, 2014.

[8] Hjälpmedelsinstitutet, Välfärdsteknologi inom äldreomsorgen, En kartläggning av samtliga Sveriges kommuner. Artikelnummer: 12331, 2012.

[9] Ann Patmalnieks, “Välfärdsteknologi inom äldreomsorgen: Nordiska erfarenheter, Nordens Välfärdscenter”, www.nordicwelfare.org

[10] SBU, Internetförmedlad psykologisk behandling vid ångest- och förstämningssyndrom. Stockholm: Statens beredning för medicinsk utvärdering (SBU); 2013. SBU Alert-rapport nr 2013-02. ISSN 1652-7151. http://www.sbu.se

[11] Swedish Association of Local Authorities and Regions (SKL), definition of municipality categories, as described (in Swedish) at http://www.skl.se/kommuner_och_landsting/fakta_om_kommuner/kommungruppsindelning

[12] Sveriges kommuner och landsting, Kostnad per brukare, Jämförelser mellan kommuner inom omsorg om äldre och personer med funktionsnedsättning – utfall 2010, Stockholm, oktober 2011

[13] M. Forzati and C. Mattsson, FTTH-enabled digital home care – A study of economic gains, ICTON 2014

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