LO SCENARIO

Intelligenza artificiale sfida per l’Europa, ecco le strategie in campo

Si moltiplicano le iniziative per portare la ricerca sulla AI dal laboratorio al mercato. Una strada obbligata per scongiurare nuovi fenomeni di delocalizzazione verso ecosistemi digitali più attrattivi a livello mondiale. Il quadro della situazione

29 Mar 2019
Simona Romiti

Change agent Senior Advisor in Programmi ed ecosistemi europei

intelligenza-artificiale

L’Intelligenza artificiale è una delle priorità dell’Europa. Una strada obbligata per incrementare la capacità industriale e tecnologica della Ue, ma non semplice: la posizione competitiva del Vecchio continente è indebolita dal basso livello di digitalizzazione delle imprese, principalmente Pmi, rispetto a quelle cinesi e statunitensi. L’analisi dello stato dell’arte e le strategie messe in campo per innovare.

L’Intelligenza Artificiale (IA) è la tecnologia abilitante del nostro secolo. Il mercato distingue tra intelligenza artificiale a sostegno del manifatturiero, la sanità, i trasporti, le città intelligenti, l’agricoltura, la finanza, la sicurezza informatica e del patrimonio culturale.

L’Europa inserisce l’Intelligenza artificiale all’interno della Strategia per la Digitalizzazione dell’Industria e nella nuova Strategia di Politica Industriale dell’UE. La mancata disponibilità di dati, infrastrutture tecnologiche specializzate e di competenze in IA potrebbe dar luogo a nuovi fenomeni di delocalizzazione produttiva verso ecosistemi digitali più attrattivi a livello mondiale.

Intelligenza artificiale made in Europe

Made in Europe è il marchio per l’Intelligenza Artificiale che esce dal Piano Coordinato ((COM795(2018)) di indirizzo per tutti gli Stati membri dell’Unione. I concetti di valore del marchio sono: Intelligenza Artificiale responsabile, democratica e On demand. Il Piano Coordinato assume che il presupposto fondamentale per la piena implementazione dell’Intelligenza Artificiale sia il completamento del mercato unico digitale.

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In via propedeutica è richiesta l’adozione di un quadro giuridico comunitario, la tutela dei diritti fondamentali per l’uomo e il rispetto dei principi di eticità sin dalla fase di progettazione dell’IA. Tutti gli Stati membri sono obbligati ad attuare strategie o programmi nazionali per lo sviluppo dell’IA; a definire i livelli di investimento e le relative misure attuative. Tali misure attuative potrebbero trovare spazio all’interno della revisione delle Strategie di specializzazione intelligente nazionale e regionale, in vista degli investimenti futuri del Fondo europeo di sviluppo regionale.

Parte del Fondo Sociale europeo sarà indirizzato da un lato a stabilire voucher per l’innovazione a favore della trasformazione digitale di imprese che integreranno l’intelligenza artificiale nei loro prodotti e/o processi, dall’altro a sostenere le abilità digitali e le competenze in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM), l’imprenditoria e la creatività

La condizione competitiva dell’Europa

L’Europa può condividere data set appartenenti al settore industriale, alla ricerca e alla pubblica amministrazione, da abbinare alle eccellenze di calcolo, come il centro di ricerca tedesco sull’IA DFKI, e ai grandi produttori industriali di robot, come KUKA, ABB e Comau.

La Commissione ha inoltre lanciato iniziative di rilievo mondiale per lo sviluppo di componenti e sistemi elettronici più efficienti, quali i chip neuromorfici realizzati appositamente per eseguire operazioni di IA; computer ad elevate prestazioni di calcolo; progetti faro sulle tecnologie quantistiche e sulla mappatura del cervello umano; partenariati tra gli Stati membri e l’Unione, come le ECSEL per i componenti e i sistemi elettronici, dei sistemi integrati intelligenti e dei sistemi incorporati ciberfisici, e le EuroPHC, per il supercalcolo e supercomputer, nonché l’iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche nel quadro di Horizon 2020.

Eppure, la posizione competitiva dell’Europa è indebolita dal basso livello di digitalizzazione delle imprese, principalmente PMI, rispetto a quelle cinesi e americane. Nel 2017 il 34% delle imprese europee utilizzava software “proprietari” per la condivisione digitale delle informazioni. Solo il 4% dei dati mondiali è archiviato nell’Unione europea, il 25% delle grandi imprese dell’UE e il 10% delle PMI dell’UE ha utilizzato big data analytics; gli scienziati dei dati corrispondono a meno dell’1% dell’occupazione totale nella maggior parte degli Stati membri dell’UE. E’ come se possedessimo 1/25° delle riserve mondiali di materie prime e le PMI utilizzassero 1/10 ° dei fattori produttivi loro disponibili.

Gli obiettivi di Horizon 2020

Horizon 2020 è il programma di ricerca e Innovazione dell’Unione europea, per il periodo di programmazione 2014-2020. Nel biennio 2019-2020 l’IA è stata verticalizzata all’interno delle Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione ma è un topic orizzontale sia nella Leadership Industriale che in tutte e 7 le sfide sociali censite. Appena scaduti (28 marzo 2019) alcuni bandi di esplosione dell’IA come: Cloud Computing, 5G Long term evolution, Robotics application area. Lo schema di finanziamento è il progetto collaborativo che vede la partecipazione di almeno 3 partner indipendenti, appartenenti a tre stati diversi.

Sono progetti di Ricerca e Innovazione che partono da un livello di maturità tecnologica basso (3-4) per arrivare a un livello di sviluppo tecnologico in ambiente produttivo (7). La commissione ha lanciato azioni di ricerca e sviluppo su piattaforme per la condivisione sicura e controllata di dati proprietari, compresi spazi di dati industriali e personali. La commissione sostiene nell’ambito di Horizon 2020 la costruzione di piattaforme digitali industriali strategiche e di nuova generazione, attraverso progetti associativi su larga scala con un investimento di 50 Mln di euro.

Anche il Consiglio europeo per l’Innovazione darà sostegno allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale nel biennio 2019-2020 attraverso l’istituzione di un fondo destinato al finanziamento di progetti che definiscono nuovi paradigmi tecnologici. La forma di partecipazione è quella dello SME Instrument per le PMI o del Fast TracK per le Grandi Imprese.

Ammonta a 1,5 miliardi di euro la somma di investimento pubblico complessivo a favore dell’IA.

Come funziona Horizon Europe

Dal 2021 al 2027 la Commissione ha proposto di dedicare 1 miliardo l’anno all’intelligenza artificiale facendo ricorso a due programmi tematici: Horizon Europe e Europa Digitale.

In Horizon Europe, 2021-2027 l’Intelligenza artificiale dovrebbe superare la fase della sperimentazione tecnologica e passare ad una fase di sperimentazione normativa e di innovazione. Ad oggi Horizon Europe ha una dotazione di 100 miliardi di euro.

Gli schemi di finanziamento che potranno essere utilizzati dalle singole imprese sono il Grant Esploratore, dalla tecnologia di base alla fase pre-commerciale, oppure il Grant Acceleratore, dalla fase pre-commerciale al mercato e lo scaling-up.

Europa Digitale è il programma della trasformazione digitale che promuove la creazione di uno spazio comune europeo dei dati. La dotazione di bilancio prevista è pari a 9,2 Miliardi di euro. 5 i settori di investimento: Super-calcolo, intelligenza artificiale, cybersicurezza, competenze digitali avanzate e garanzia dell’ampio utilizzo delle tecnologie digitali in tutti gli ambiti economici e sociali.

I finanziamenti per progetti finalizzati a implementare l’intelligenza artificiale sono indirizzati a garantire un migliore accesso alle Strutture di Prova di riferimento mondiale, per avviare sperimentazioni in materia di IA, alle Biblioteche comuni di algoritmi addestrati su dati locali che consentiranno a imprese e pubbliche amministrazioni di individuare le soluzioni più adeguate alle proprie esigenze.

A queste si aggiungono la condivisione di piattaforme aperte e l’accesso a spazi industriali di dati. Attraverso Europa Digitale e con il sostegno del fondo europeo di sviluppo regionale, l’Europa ha l’obiettivo di creare una rete di Poli di Innovazione Digitale che favoriscano la trasformazione dei dati proprietari in bene pubblico. I Poli fungeranno da sportello univoco dove le imprese e il settore pubblico possono avere accesso alla tecnologia, alle prove e al supporto tecnico, oltre che avvalersi degli outreach di intelligenza artificiale facendo ricorso alla piattaforma on demand.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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