l'analisi

Banda ultra larga, la grande missione dell’Italia: dove siamo e dove saremo

Un’analisi sullo stato delle infrastrutture di telecomunicazione in Italia sulla base dei dati dell’ultima edizione del rapporto annuale dell’Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione dell’Istituto per la Competitività (I-Com) e sulle prospettive future

25 Nov 2020
Lorenzo Principali

direttore Area Digitale di I-Com

Domenico Salerno

Istituto per la Competitività – I-Com

rete elezioni partiti

Ce la farà il Paese a dotarsi di una rete super veloce, a prova di futuro, entro il 2023? Le prospettive sono molto positive, alla luce delle attuali evidenze; partendo però da un quadro piuttosto articolato e asimmetrico, tra i diversi territori.

Per fare luce su presente e futuro della banda ultra larga italiana, nel documento “Tutte le strade portano al digitale”, ultima edizione del rapporto pubblicato con cadenza annuale dall’Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione dell’Istituto per la Competitività (I-Com), è presente un’approfondita analisi sullo stato delle infrastrutture di telecomunicazione in Italia.

Lo studio ha preso in esame i dati emersi dall’ultima consultazione condotta da Infratel, che ha coinvolto 44 operatori e 20,7 milioni di civici, integrandoli con i dati sulle aree bianche forniti dal concessionario, coprendo complessivamente quasi la totalità dei civici italiani (oltre 31 milioni).

Dallo studio emerge una copertura complessiva che (al netto dei servizi degli operatori Fwa nelle aree bianche e delle connessioni fornite da Tim nelle aree ad intervento diretto) raggiunge il 58% dei civici italiani con velocità di almeno 30 Mbps. Restringendo l’osservazione alle aree grigie e nere la quota sale all’82,3% (in crescita di 5 punti rispetto al 78% di fine 2018), mettendo in evidenza le differenze di copertura tra le aree più popolose e quelle a fallimento di mercato.

La situazione sul territorio

Osservando nel dettaglio i dati territoriali nelle aree grigie e nere emerge come, per quanto riguarda la NGN, tutte le regioni del Paese presentano un tasso generale di copertura superiore al 60% dei civici. A primeggiare è il Piemonte, in cui il tasso di copertura ha raggiunto alla fine dello scorso anno il 95,2%, seguito dall’Umbria (93,8%) e dalla Liguria (91,9%). Valori molto promettenti si sono registrati anche in Basilicata (89,6%), Lombardia (87,8%), Veneto (87,7%) e Liguria. Come fanalini di coda si trovano, inaspettatamente, l’Emilia Romagna (69,6%) e la Sardegna (66,1%). Spostando il perimetro di osservazione dalle Regioni alle Provincie la medaglia di best performer spetta a pari merito a due aree situate alle estremità opposte del paese ovvero Siracusa e Torino, con il 98,1% dei civici coperti. Al contrario la maglia nera spetta in questo caso a L’Aquila (56,5%), Nuoro (53,1%), Sassari (49,3%) e Forlì-Cesena, che chiude al 49,0% dei civici raggiunti.

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Copertura dei civici con NGN per regione e provincia (in %, 2019)

Fonte: Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione (I-Com), 2020

Lo stato delle reti ad alta velocità

Per quanto riguarda le sole reti a alta velocità, o VHCN, nelle aree grigie e nere, la regione che primeggia a livello nazionale è l’Umbria, con l’80,8% dei civici coperti, la quale è seguita a lunghissima distanza dalle Marche (51%) e presenta un valore doppio rispetto alla terza classificata, la Liguria (38,6%). Le performance meno brillanti sono state registrate in Puglia (6,1%), Calabria (5,3%) e Molise (1,6%). Anche a livello provinciale vengono confermati i buoni risultati ottenuti da Marche e Umbria. Il capoluogo più coperto è Fermo (91,8%), seguito da Macerata (84,9%) e Perugia (82,7%).

Copertura dei civici con VHCN per regione e provincia (in %, 2019)

Fonte: Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione (I-Com), 2020

L’importante ruolo del Fixed Wireless Access

Buona parte delle linee in banda ultra larga è quindi costituita da altre tecnologie di trasmissione rispetto alla fibra. Un ruolo di primo piano tra queste è giocato dal Fixed Wireless Access (o FWA) o “Fiber to the tower” (FTTT). Questa tecnologia ibrida di accesso utilizza connessioni in fibra ottica fino alla stazione radio base (BTS) la quale emette il segnale senza fili per raggiungere il terminale (un’antenna ricevente) che poi lo distribuirà nelle abitazioni degli utenti. È definita “Fissa” perché, a differenza delle altre connessioni wireless, utilizza le onde radio esclusivamente per creare un ponte tra due infrastrutture fisse.

L’utilizzo del FWA è attualmente prevalente al centro tra cui l’Umbria (57,9%) e le Marche (51,6%), spiegando quindi le ottime performance ottenute dalle due regioni a livello di copertura VHCN). Un ampio ricorso a questa tecnologia è pero fatto anche da alcune regioni del nord come Friuli Venezia Giulia (36,5%), Valle d’Aosta (31,5%) e Piemonte (30,7%). Le regioni in cui l’FWA è meno diffuso sono la Calabria (2,7%), la Puglia (1,7%) e la Campania (1,6%), mentre in Sardegna risulta addirittura assente. Lo stesso trend risulta ancora più evidente a livello provinciale. Nel centro primeggiano le province di Fermo (91,6%), Macerata (82,6%), Terni (61,5%), Perugia (56,9%) e Pesaro-Urbino (50,6%), mentre nel Nord spiccano Verbano Cusio Ossola (70,9%), Udine (56,3%), Novara (48,8%), Treviso (45,9%) e Savona (45,2%). Nelle altre grandi Città Metropolitane la copertura risulta, evidentemente, molto più bassa, infatti, nessuna tra Milano (5,4%), Roma (4,3%), Napoli (2,5%) e Palermo (1,2%) supera il 6%.

La diffusione della fibra ottica

Considerando le sole connessioni in fibra ottica nelle aree grigie e nere emerge come il tasso di copertura scenda notevolmente, arrivando a toccare il 16,5% a livello nazionale. A livello regionale solo il Lazio (31,5%) e la Liguria (26,1%) superano la soglia del 25% di indirizzi raggiunti, mentre oltre quota 20% ci sono Umbria (24,7%), Lombardia (21,1%), Abruzzo e Veneto (entrambi a 20,8%). Le Marche, che nella classifica delle VHCN occupavano la seconda posizione a livello nazionale, scendono addirittura al 5,7%. Le ultime posizioni sono occupate in prevalenza da regioni del sud Italia – ovvero la Puglia al 4,6%, la Calabria al 2,9%, la Basilicata al 2,8% e il Molise all’1,6 % – salvo la Valle d’Aosta, che con appena l’1,2% di civici coperti in fibra fa registrare il peggior dato a livello nazionale.

Per quanto riguarda le province, a primeggiare sono Prato (67%), Pescara (62%) e Trieste (62%), seguite a lunga distanza dal duo Genova e Mantova, attestato al 53%. Tra le prime 20 province più coperte in fibra figurano anche Trento (45%), il terzetto Palermo, Brescia e Roma (tutte al 41%), Firenze (35%), Reggio Emilia (34%) Messina (33%) Venezia (32%) e Torino (30%), Milano (27%) e Napoli (26%).

Copertura dei civici in fibra ottica per regione e provincia (in %, 2019)

Fonte: Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione (I-Com), 2020

Le aree bianche e la copertura complessiva in banda ultra larga

Combinando i dati di copertura di Infratel nelle aree grigie e nere con quelli di Open Fiber, aggiudicatario di tutti e tre i bandi nelle aree bianche, è possibile avere uno scenario più chiaro della situazione complessiva delle reti sia nelle aree metropolitane che nei piccoli comuni (più difficili e meno economici da raggiungere per gli operatori che offrono servizi di connettività). La stima effettuata da I-Com, comprensiva di tutte e tre le aree, indica una copertura complessiva NGN che a fine 2019 ha raggiunto il 58% di tutti i numeri civici italiani, presentando i valori più alti in particolare nelle regioni del Sud.

Contrariamente a quanto rilevato per le sole aree grigie e nere, infatti, nel computo totale che include anche le aree bianche la regione più coperta risulta la Calabria con il 71% dei civici raggiunti, seguita da Basilicata (67,9%), Sicilia (67,0%) e Puglia (66,1%). Oltre quota 60% dei civici coperti anche Lombardia (61,3%) e Lazio (60,2%), mentre a ridosso di tale soglia si classificano Veneto (57,8%), Toscana (55,8%) e Campania (54,0%). Intorno alla metà dei civici coperti si trovano Piemonte (50,4%) ed Emilia Romagna (49,2%), mentre le regioni complessivamente meno coperte risultano Trentino Alto Adige (36,1%), Molise (32,0%) e soprattutto Valle d’Aosta (19,8%).

Discorso diverso per quanto concerne la copertura delle reti VHCN: in questo caso la Sicilia è l’unica tra le regioni del sud a presentare un valore superiore al 20% (20,9%). La regione più coperta in questo caso è l’Umbria (51,4%), seguita a lunga distanza da Liguria (27,5%), Lazio (26,8%) e Marche (26,1%).

Copertura dei civici con NGN e VHCN nelle aree nere, grigie e bianche, per regione (in %, 2019)

Fonte: Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione (I-Com), 2020

Le prospettive future

Lo studio condotto da I-Com prende in esame anche le dichiarazioni relative agli investimenti da parte degli operatori fino al 2022. Da queste emerge che la copertura NGN dovrebbe essere pressoché totale nelle aree grigie e nere entro tale data, arrivando a superare il 90% dei civici nazionali (includendo quindi anche le aree bianche). Le VHCN nel prossimo biennio dovrebbero sperimentare una crescita molto consistente passando dal 23,1% del 2019 al 77,3% del 2022 nelle sole aree grigie e nere, e dal 18,4% al 74,4% considerando l’intero territorio nazionale.

Nelle aree nere e grigie l’incremento della capacità prevista si concentrerà prevalentemente nelle regioni del centro e del nord Italia. In particolare a primeggiare sarà ancora l’Umbria (89,5% dei civici) seguita da Friuli Venezia Giulia (88,6%), Marche (88,6%), Veneto (86,3%) e Trentino Alto Adige (86,1). Per converso, i trend indicano nelle ultime tre posizioni Sardegna (58,8%), Basilicata (50,1%) e Calabria (32,3%).

Considerando nell’analisi anche le aree bianche, nel 2022 la copertura NGN dovrebbe arrivare superare l’89% dei civici in ogni regione ed oltre il 91% in Sicilia (92,4%), Toscana (91,2%), Sardegna (91,1%) e Abruzzo (91%). Le due regioni maggiormente raggiunte sarebbero Emilia Romagna (93,1%) e Calabria (92,4%). Tuttavia quest’ultima beneficerà in misura minore della copertura VHCN (32,3%), così come Basilicata (50,1%) e Sardegna (58,8%). Tutte le altre regioni presenteranno tassi di copertura superiori al 72%. Quelle in assoluto più coperte dalle reti ad alta capacità, tutte sopra quota 86% dei civici raggiunti, saranno Umbria (89,5%), Friuli Venezia Giulia (88,6%), Marche (88,6%), Veneto (86,3%) e Trentino Alto Adige (86,1%).

Copertura dei civici con NGN e VHCN nelle aree nere, grigie e bianche, per regione (in %, 2022*)

Fonte: Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione (I-Com), 2020

Spostando infine l’analisi sulle provincie è possibile notare che, considerando le sole aree grigie e nere, si rilevano coperture pressoché totali sia nel Nord Est (con Mantova e Trieste al 100%, Gorizia al 99,9%, Pordenone al 99,6%, Treviso al 99,4% e Venezia al 97,6%) che nella parte orientale del Centro Italia (Fermo 99,8%, Ascoli Piceno 99,8%, Terni 99,7%, Perugia 99,7%, Ancona 97,6%, Macerata 95,9%). Nel complesso 24 province presenteranno una copertura di oltre il 90% dei civici, e 52 oltre l’80%. Tra le maggiori Città Metropolitane si classifica per prima Roma (88,3%), seguita da Napoli (84,2%), Torino (79,6%), Milano (76,9%) e Palermo (76,5%).

Osservando la situazione di tutte e tre le aree (nere, grigie e bianche) la copertura NGN raggiungerà l’89% dei civici in quasi tutti i capoluoghi italiane e quella ad alta capacità supera l’85% nei primi 20 capoluoghi. Tra questi i più coperti sono Mantova e Trieste (89,7%), seguiti da altre 6 province in appena mezzo punto percentuale, tra cui Gorizia (89,6%), Fermo (89,6%), Ascoli Piceno (89,6%), Terni (89,5%), Perugia (89,5%), Pordenone (89,4%), Treviso (89,3%). A queste si aggiungono diverse altre province Orientali, sia del Nord (Padova, Udine, Venezia, Vicenza), che del Centro (Pesaro Urbino, Ancona, Macerata), oltre a Bolzano (86,7%) e Trento (85,9%). Per quanto riguarda la copertura in fibra le province più coperte a fine 2022 (considerando tutte le aree) saranno Trieste (86%), Gorizia (84%) e Venezia (82%).

Le 20 province più coperte in fibra nelle aree nere, grigie e bianche (in % sul n. di civici, 2019 e 2022*)

Top 20 Province fibra 2019Top 20 Province fibra 2022*
Prato57%Trieste86%
Pescara49%Gorizia84%
Trieste48%Venezia82%
Genova40%Pordenone82%
Mantova37%Treviso79%
Roma35%Padova79%
Palermo32%Udine77%
Brescia30%Belluno73%
Firenze28%L’Aquila73%
Modena25%Vicenza73%
Milano25%Brescia69%
Venezia25%Sondrio69%
Padova24%Mantova67%
Ferrara23%Pescara66%
Napoli22%Prato65%
Reggio Emilia22%Campobasso64%
Messina22%Ascoli Piceno62%
Prato57%Trieste86%
Pescara49%Gorizia84%

Fonte: Osservatorio su Reti e Servizi di Nuova Generazione (I-Com), 2020

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