Le gare

Arrivano i bandi 5G, Morandini: “È la prima volta in Italia, ecco gli obiettivi strategici”

C’è tempo fino al 27 aprile per presentare le proposte: parte dei grandi bandi del Piano Italia Digitale 2026, questo è il primo intervento in Italia dedicato al settore radiomobile, con questi bandi si punta a collegare in fibra 11.000 siti radiomobili e a costruire nuovi siti in 3.000 zone

25 Mar 2022
Cristoforo Morandini

Vice President TMT PTSCLAS

Poco dopo la pubblicazione delle linee guida dell’AGCom, il 21 marzo è andata in onda l’ultima puntata dei grandi bandi del Piano Italia Digitale 2026 per l’infrastruttura delle reti ad altissima velocità: è la volta dei bandi per la rete 5G. Non era mai successo che ci fosse un intervento pubblico per finanziare il mobile.

Ben due miliardi di euro di finanziamento, che si aggiungono ai 3,7 miliardi dei bandi per le reti fisse a 1 Giga, nonché ai 600 milioni per connettere scuole, ospedali e strutture sanitarie e ai 45 milioni per collegare le isole minori.

Come previsto nella consultazione del Piano 5G, sono due gli ambiti di intervento: il primo bando è incentrato sul rilegamento dei siti radiomobili in fibra ottica (backhauling), mentre il secondo riguarda la realizzazione di nuovi siti per la copertura di specifiche aree. La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata per il 27 aprile 2022.

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Bandi 5G, a cosa servono: backhauling e nuovi siti

Come detto si tratta del primo intervento pubblico in Italia destinato al settore radiomobile per collegare in fibra ottica più di 11.000 siti radiomobili, nonché la costruzione di nuovi siti in 3.000 aree. Per la prima volta si riconosce la possibilità di un contesto di “fallimento di mercato” anche per le infrastrutture radiomobili rispetto all’obiettivo di abilitare servizi con velocità di almeno 150 Mbit/s di downlink e 30 Mbit/s di uplink (in condizioni di picco).

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Il processo di identificazione delle aree di intervento è stato speculare a quanto accaduto per le reti fisse, vale a dire una consultazione finalizzata a verificare l’estensione dei piani di intervento degli operatori di telecomunicazioni su un orizzonte di 5 anni (2026). Rispetto alla tradizionale soglia del 70% di finanziamento pubblico, nei bandi in oggetto, il finanziamento potrà raggiungere fino al 90% del fabbisogno, includendo sia le infrastrutture che gli apparati.

I lotti

Per entrambi i bandi i lotti sono sei e di dimensioni confrontabili, ma per il backhauling si tratta di regioni adiacenti, mentre per i nuovi siti la composizione è molto più eterogenea e, ad esempio, Calabria, Emilia-Romagna e Marche rientrano nello stesso lotto. Nel caso del backhauling, la dimensione del contributo pubblico massimo varia da 124 milioni di euro per il lotto Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, provincie autonome Bolzano e Trento, fino ai 176 milioni del lotto di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia, con un valore medio di 94 mila euro per i siti obbligatori e di 85 mila euro se si considerano anche i siti facoltativi.

Per i nuovi siti il valore dei lotti varia da 154 milioni di euro per Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia a 182 milioni di Friuli-Venezia-Giulia, Umbria e Veneto, con dei valori unitari per area che sono pari a 405 mila euro e 325 mila euro aggiungendo anche le aree facoltative. A differenza dei bandi per la rete fissa, non vi sono limiti al numero di lotti che possono essere aggiudicati allo stesso soggetto, ma ci sarà naturalmente un unico vincitore per lotto.

Criteri di valutazione e requisiti per i bandi 5G

Anche la struttura dei criteri di valutazione rispecchia a grandi linee l’approccio seguito negli ultimi bandi, vale a dire una netta prevalenza dei criteri tecnici (74 punti), rispetto a quelli economici (20 punti) e ad una componente legata alle pari opportunità (di genere, generazionali, nonché sull’inclusione lavorativa dei disabili e delle persone svantaggiate, per un totale di 6 punti).

Per il backhauling il punteggio tecnico si articola in tre elementi principali: caratteristiche delle reti (25 punti), migliorie (30 punti) e organizzazione di progetto (19 punti), che si declinano poi in ulteriori componenti. L’architettura e il dimensionamento della rete valgono 12 punti, mentre l’incremento del numero di siti rispetto al valore minimo del 30% consente di raggiungere un massimo di 25 punti.

Nel bando per i nuovi siti vengono attribuiti 30 punti alle caratteristiche delle reti, 30 punti alle migliorie e 14 punti all’organizzazione di progetto, in considerazione della maggiore complessità realizzativa. La copertura di aree aggiuntive consente di acquisire fino a 25 punti, mentre all’architettura e il dimensionamento della rete vengono associati 14 punti e 10 punti sono attribuiti alla scalabilità degli apparati.

In entrambi i casi solamente per il miglioramento del numero di siti/aree è previsto un calcolo direttamente proporzionale all’offerta migliore, mentre per gli altri criteri la valutazione sarà basata sui punteggi attribuiti dai singoli commissari. Infine, il punteggio economico sarà proporzionale all’offerta più economica per sito/area oggetto dell’intervento.

Per quanto concerne i requisiti di partecipazione vale la pena di ricordare come sia necessaria l’autorizzazione generale per la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica (almeno per uno dei partecipanti ad eventuali raggruppamenti). Dal punto di vista della capacità economico-finanziaria viene richiesto di aver conseguito un fatturato complessivo nell’ultimo triennio di almeno il 35% dell’importo dei lotti di interesse (il 50% per i nuovi), oppure il possesso di risorse adeguate.

Condizioni di accesso alle infrastrutture

A garanzia del pieno accesso alle nuove infrastrutture e alla salvaguardia delle condizioni di concorrenzialità del mercato viene imposto il rispetto delle linee guida recentemente emanate dall’AGCom, vale a dire la piena disaggregazione dell’accesso alle infrastrutture e le condizioni tecniche ed economiche previste dall’Autorità. Di fatto, si tratta di una gamma completa di servizi passivi di accesso alle infrastrutture di posa (nuove o esistenti) e alla fibra ottica, nonché i servizi attivi di accesso ai rilegamenti di backhauling.

Per i nuovi siti, la gamma dei servizi all’ingrosso si estende ai servizi di accesso in condivisione alle infrastrutture (passive sharing) e ai servizi di accesso attivo di tipo roaming dati, voce e SMS. L’accesso alle componenti passive è previsto a tempo indeterminato, mentre l’accesso ai servizi attivi dovrà essere garantito per almeno dieci anni. Come previsto dalla decisione dell’AGCom, le condizioni economiche potranno essere riviste su base biennale, in base all’evoluzione delle condizioni di mercato. A garanzia del principio di trasparenza e non discriminazione l’aggiudicatario dovrà garantire una specifica contabilità separata. Inoltre, per evitare eventuali sovra compensazioni si applica la disciplina del clawback per un periodo di 15 anni.

La scadenza: 30 giugno 2026

Come per i precedenti bandi la pressione sul rispetto dei tempi è evidente e il completamento delle infrastrutture deve avvenire entro il 30 giugno 2026. Le milestone del piano delle realizzazioni sono incalzanti e fissate su base semestrale, con una progressione che prevede il completamento dell’1% delle opere nel 2022 (0% per i nuovi siti), il 35% nel 2023 (10%, il 65% nel 2024 (40%) e il 90% nel 2025 (80%).

Al di là della garanzia richiesta pari al 15% sul valore del contributo concesso, altrettanto stringente appare il meccanismo delle penali. Ad esempio, nel caso dei nuovi siti è prevista una penale di 15 mila euro per ogni area non coperta rispetto alle milestone (con possibilità di recupero entro le due milestone successive), con la possibilità di revocare il contributo se non si raggiunge la soglia del 70% di copertura per milestone. Il mancato rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 prevede una penale pari al maggior valore tra il 2% del contributo e l’importo complessivo della penale pari a 50 mila euro ciascuna area non coperta. Le penali salgono in base al ritardo fino al 20% del contributo se il ritardo supera il 30 giugno 2028 e, in questo caso, sarà facoltà della stazione appaltante di valutare l’adozione del provvedimento di revoca integrale del contributo.

Gli obiettivi

L’obiettivo strategico dei bandi è chiaramente quello di garantire la più ampia copertura dei servizi 5G utilizzando in modo efficiente le risorse disponibili, ma chi sono i favoriti della competizione? Innanzitutto, l’assetto dei bandi richiede la partecipazione da parte dei titolari di autorizzazione e la fornitura di una gamma completa di servizi all’ingrosso, passivi e attivi. Di conseguenza, gli operatori di telecomunicazioni sono i naturali candidati, eventualmente in raggruppamento con altri soggetti. Inoltre, per il bando relativo ai nuovi siti, l’obbligo di offerta di servizi di roaming restringe naturalmente il bacino dei candidati agli operatori verticalmente integrati.

In realtà però, l’aspetto più interessante è relativo al comportamento che può essere più razionale per i diversi candidati. Da un lato, ogni candidato dovrà valutare le condizioni per massimizzare il punteggio attraverso la copertura di siti diversi da quelli di proprio interesse e offrire l’accesso agli altri operatori. Nello scenario di sconfitta bisogna invece valutare l’impatto delle condizioni di accesso attraverso i servizi offerti dal vincitore. Inoltre, paradossalmente, i perdenti potrebbero anche non vedere coperti tutti i siti di proprio interesse se non inseriti nella lista dell’aggiudicatario. In questo caso la teoria dei giochi potrebbe portare a concludere che la soluzione che minimizza i rischi e garantisce probabilmente un’elevata efficacia nel raggiungimento dell’obiettivo strategico sarebbe quella di presentarsi all’interno di raggruppamenti e al limite di un unico raggruppamento tra tutti gli interessati.

Del resto, come recita il bando la stazione appaltante si riserva la facoltà di procedere alla concessione dei contributi anche in presenza di un’unica offerta, così come di non procedere qualora nessuna offerta risultasse conveniente o idonea. Tra qualche mese l’esito e l’avvio dei lavori.

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