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blockchain, iot e AI

Tecnologie emergenti, Liuzzi (M5S): “Ecco tutte le mosse del Governo”

La rimodulazione dei fondi destinati dal precedente Governo al finanziamento di progetti di ricerca in ambito 5G verso lo sviluppo di tecnologie blockchain, AI, IoT rientra nel novero delle azioni che il Governo ha intrapreso con l’obiettivo di fare dell’Italia una smart nation. Vediamo quali sono le più importanti

07 Nov 2018

Mirella Liuzzi

portavoce M5S, Segretario di Presidenza alla Camera


La rimodulazione dei 95 milioni di euro deliberati dal CIPE in favore di progetti legati alle tecnologie emergenti e per la ripresa del progetto “Wi-Fi Italia” pone azioni chiare e concrete per lo sviluppo delle tecnologie e applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things per la prima volta tra le priorità del nostro paese.

Nuove tecnologie, un deciso cambio di passo

Queste misure si configurano come un autentico cambio di passo e sensibilità proprio rispetto al recente passato, basti pensare al paradosso della mancata adesione dell’Italia al gruppo di lavoro europeo sulla Blockchain, una grave lacuna prontamente colmata dal Ministro Di Maio lo scorso settembre a Bruxelles.

La rimodulazione del Cipe, su richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, ha riguardato fondi destinati dal precedente Governo al finanziamento di progetti di ricerca nell’ambito delle sperimentazioni 5G approvate dal Mise. Il livello di avanzamento di queste sperimentazioni è stato tale da aver spinto il Governo a puntare su progetti molto più mirati, anche su base regionale, legandoli allo sviluppo delle tecnologie emergenti e consentendo un maggiore efficientamento dell’investimento pubblico. La scelta operata dal Governo permetterà peraltro il finanziamento di progetti perfettamente riconducibili alle finalità del 5G. Basti pensare a quanto presentato recentemente a Torino – città che non figura nelle sperimentazioni Mise – sulla guida autonoma.

Un cambiamento epocale

Ci troviamo nel bel mezzo di un cambiamento epocale, così come evidenzia il rapporto Icom presentato la scorsa settimana, il quale mostra come da marzo 2017 a marzo 2018 le Sim delle persone fisiche si sono ridotte da 85 a 83.4 milioni, mentre quelle destinate al machine to machine sono aumentate da 13,1 a 17,1 milioni.

Sul fronte della ripresa del progetto del Wi-Fi Italia ciò che va sottolineato è che da parte dei comuni in Italia la domanda non solo esiste ma è anche piuttosto cospicua, come dimostra la sensibile adesione al bando europeo WiFi4Eu, l’iniziativa attraverso la quale la Commissione europea intende promuovere il Wi-Fi gratuito negli spazi pubblici e che prevede, proprio per il prossimo mercoledì 7 novembre, il nuovo bando di gara per i comuni, con 2.800 voucher da 15mila euro l’uno per i primi 2.800 comuni europei che invieranno domanda. Sempre per il Wi-Fi Luigi Di Maio aveva già firmato un decreto ministeriale con uno stanziamento di 8 milioni per favorire la diffusione della rete Wi-Fi in Italia per il triennio 2019-2021, dando la priorità alle aree geografiche dei territori delle Regioni colpite dal terremoto del 2016 e per i comuni al di sotto dei 2000 abitanti.

Ricerca e innovazione per realizzare la smart nation

Le tecnologie 4.0 sono pertanto i pilastri per la realizzazione della smart nation nonché uno degli obiettivi del nostro contratto di Governo ed è per questo che Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things sono tutte voci presenti in manovra con una dotazione di 45 milioni per il triennio 2019-2021, un fondo che sarà destinato a finanziare progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia, ad opera di soggetti pubblici e privati anche esteri. In questa direzione vanno anche le recenti call4experts promosse dal MISE in ambito Blockchain e Intelligenza Artificiale, un fatto che avvalora ancora maggiormente quanto il Governo sia attento agli obiettivi di sviluppo dell’Impresa 4.0, puntando ad accrescerne competitività e produttività.

L’importanza degli stanziamenti in manovra va letta quindi in un’ottica ben più ampia che sta vedendo impegnati in un’azione coordinata sia il Governo che il Parlamento. Quest’ultimo ha deliberato un’indagine conoscitiva in commissione trasporti alla Camera sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G e alla gestione dei big data e non ultimo un recente emendamento a mia firma presentato al DL Emergenze, primo passo verso una tecnologia al servizio della sicurezza dei cittadini e che, nello specifico, prevede un fondo di 2 milioni per la sicurezza delle infrastrutture stradali nell’area di Genova grazie al 5G.

Nei prossimi anni gran parte delle nuove prospettive lavorative saranno legate al consolidamento di queste tecnologie che impatteranno su diversi mercati verticali, abilitando per ciascuno lo sviluppo di innumerevoli applicazioni grazie alle specifiche caratteristiche prestazionali garantite dal 5G.

In ambito innovazione si porranno delle sfide sempre più importanti, compito della politica e di questo Governo è quello di sfruttarne le opportunità trasformandole in crescita reale per il paese come dimostrano le recenti misure adottate. La strada imboccata è quella giusta.

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