Ambiente e smart city

Wind, quanto sono ecologiche queste reti

Wind è riuscita a contenere a circa un +10% la crescita dei consumi energetici intraprendendo un’operazione di modernizzazione di migliaia di stazioni radio base, che ha permesso di ridurre i consumi di oltre 11,2 GWh pari a circa 5.774 tonnellate di C02. Un miglioramento è previsto grazie all’Lte. Ma non bisogna accontentarsi

21 Ott 2013
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I servizi di telecomunicazione a banda larga possono essere considerati come catalizzatori per la crescita economica, motori dell’innovazione e prerequisito per lo sviluppo delle economie digitali. Si prevede, in particolare, che le reti di accesso wireless si svilupperanno in maniera esponenziale nei prossimi anni e, quindi, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale diventano assolutamente prioritarie nella progettazione e nell’implementazione delle tecnologie per il mobile broadband. Per questo motivo, dall’industria delle telecomunicazioni si attende un contributo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, inclusa la riduzione delle emissioni di CO2.

L’industria delle telecomunicazioni ha già intrapreso significativi passi nella gestione del proprio consumo di energia e delle relative emissioni GHG (GreenHouse Gas). Nonostante la considerevole crescita del traffico dati, i principali operatori sono riusciti, negli ultimi anni, a mantenere pressoché costanti i consumi energetici delle proprie reti, grazie a una riduzione di circa il 20% del consumo per unità di traffico e di circa il 5% per connessione (fonte GSMA), indicando come l’intero settore stia facendo notevoli progressi verso l’obiettivo di ridurre le proprie emissioni GHG per connessione del 40% entro il 2020. Wind si dimostra in linea con questo trend e, infatti, nel 2012 pur a fronte di una sensibile crescita del traffico mobile dati, è riuscita a contenere a circa un +10% la crescita dei consumi energetici intraprendendo un’operazione di modernizzazione di migliaia di stazioni radio base, che ha permesso di ridurre i consumi di oltre 11,2GWh pari a circa 5.774 tonnellate di C02. Il trend di efficientamento dei consumi energetici nei prossimi anni è stimato in miglioramento perché le nuove tecnologie, che saranno in grado di gestire maggiori quantitativi di traffico, migliorano l’efficienza delle componenti elettroniche, con conseguente diminuzione del consumo energetico per bit trasportato. Un esempio su tutti è la nuova tecnologia LTE che migliora l’efficienza di rete in termini di bit/Mhz/sec e di velocità di attraversamento dell’informazione, grazie alla semplificazione architetturale e all’introduzione di tecniche innovative di accesso multiplo alla risorsa radio.

Occorre però considerare che l’intero settore ICT, pur essendo responsabile di circa il 2% del totale delle emissioni di gas serra (fonte Gartner), di cui circa un terzo prodotte dalle infrastrutture e dai terminali di telecomunicazione, ha il potenziale per consentire, entro il 2020, una riduzione delle emissioni globali fra cinque e otto volte le emissioni dirette del settore stesso. Questo importante effetto leva è garantito dalla progressiva digitalizzazione di altri settori, quali i trasporti, le costruzioni, l’energia e l’industria, abilitata proprio dalle soluzioni ICT. Fra queste si ricordano la dematerializzazione, che consente di sostituire attività tradizionali, ad elevato consumo energetico, con alternative a basso impatto ambientale, come il telelavoro, la telepresenza, l’e-commerce, l’e-government, l’e-learning e l’e-healthcare; gli smart building, in cui le soluzioni ICT consentono di monitorare e automatizzare tutti i sistemi di gestione degli edifici e i relativi impianti di riscaldamento, illuminazione, ventilazione e aria condizionata; le smart grid e gli smart meter, che abilitano il controllo e il bilanciamento delle reti di energia e promuovono un utilizzo più consapevole dell’energia elettrica, aumentando anche l’adozione di energie alternative; la smart transportation and logistic, dove soluzioni come le comunicazioni machine-to-machine consentono l’ottimizzazione degli spostamenti attraverso, ad esempio, applicazione evolute di fleet management.

La pervasività e l’incremento dei volumi dei dati nei prossimi anni avranno un effetto sull’incremento dei consumi energetici nel settore dell’ICT (reti, data center e terminali), ma complessivamente il bilancio energetico del sistema globale sarà positivo, perché ad un aumento nell’ambito del broadband corrisponde un ben più significativo decremento dei consumi energetici negli altri settori.

Il settore ICT in generale e i servizi di telecomunicazione a banda larga in particolare devono, quindi, essere considerati come un motore fondamentale di sviluppo della Società, anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale e del raggiungimento degli obiettivi di abbattimento delle emissioni di gas serra.

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