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Sovranità tecnologica UE, la nuova partita tra AI, chip e capitali



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Per l’UE non più solo regole, ma capacità industriale e sovranità tecnologica per reggere l’urto di Usa e Cina. Dal 2028 il test sarà capire se l’UE saprà trasformare la sua leadership regolatoria in potenza finanziaria e tecnologica. Per l’Italia il rischio non è soltanto restare indietro, ma dover recuperare con più ritardo e a costi più alti

Pubblicato il 18 giu 2026

Gianpiero Ruggiero

Esperto in valutazione e processi di innovazione del CNR



difesa UE materie prime; sovranità AI


Per anni l’Europa ha coltivato una convinzione rassicurante: il suo posto nella competizione globale del digitale sarebbe stato garantito dalla capacità di fare regole. In parte ha avuto ragione. Con il Digital Services Act, il Digital Markets Act, l’AI Act, il Data Act, le norme sulla cybersicurezza e il quadro del Decennio Digitale, l’Unione ha costruito il più ambizioso ordinamento regolatorio del mondo tecnologico contemporaneo. Ha fissato standard, imposto trasparenza, corretto asimmetrie di mercato e difeso diritti. L’Europa, in altre parole, è diventata la potenza normativa mondiale del digitale.

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