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amministrazione digitale

Innovazione PA, tra l’attesa dei bandi Consip e il piano smarter Italy: ecco che ci aspetta

Per il 2019 si attende l’attivazione di 14 bandi di gara Consip per la PA digitale. Ma solo quattro potrebbero arrivare entro l’estate. Il rischio è di rallentare la realizzazione dei PSN e la digitalizzazione del Paese. Il tutto mentre il Governo corre in avanti con il piano Smarter Italy da 50 mln su tecnologie innovative

07 Feb 2019

Nicoletta Pisanu

Procurement

Mentre il Governo annuncia il piano Smarter Italy, pronto a partire entro marzo da 50 milioni di euro con gare dedicate a innovazione e Intelligenza artificiale per accelerare sulla digitalizzazione della PA, il mondo del procurement attende trepidante anche la pubblicazione dei bandi Consip previsti per quest’anno.

Insomma, sembra che l’ambito degli acquisti innovativi pubblici si consumi in una discrasia: da una parte la prima linea corre in avanti verso il futuro (il piano Smarter Italy); dall’altra la trincea soffre ritardi tipici su temi, forse più prosaici, ma almeno altrettanto importanti per l’innovazione PA.

L’obiettivo di tali iniziative, pensate in accordo con AgID e Team digitale, è l’attivazione di gare strategiche a sostegno del Piano triennale per l’informatica nella PA: «Un primo elenco provvisorio prevede quattordici iniziative», racconta ad agendadigitale.eu Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum PA. Tuttavia, la prospettiva che la strada verso la loro pubblicazione sia in discesa pare al momento nebulosa: «Solo le prime quattro gare saranno attivate entro la prima metà del 2019. Le altre a seguire dipenderanno dal via libera politico da parte del Governo», aggiunge l’esperto.

Le gare Consip

Le gare di Consip puntano alla digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, con un forte focus sulla realizzazione dei PSN, i Poli strategici nazionali indispensabili per l’attivazione di ulteriori servizi digital. Si lavora in sinergia: «Consip, per ciascuna gara, intende intraprendere, in stretta collaborazione con AgID, un percorso di consultazione e di ascolto che vedrà coinvolte amministrazioni centrali e locali e società in house per definire la fattibilità degli interventi, la non esclusione delle PMI, l’analisi preventiva di coerenza con la strategia nazionale, la puntuale valutazione ex post dei risultati degli interventi», rileva Mochi Sismondi.

L’elenco provvisorio delle gare comprende:

  1. Digital Transformation – Servizi a supporto della trasformazione digitale, del change management e del PMO
  2. Public Cloud – Servizi qualificati di Cloud Computing (IAAS/PAAS/SAAS) in un modello di Public Cloud
  3. SGI 2.0 CLOUD – Evoluzione dei servizi dei sistemi di backoffice della PA, già oggi previsti su Sistemi gestionali Integrati
  4. DWH & BI – Servizi per lo sviluppo, manutenzione e gestione di DataWareHouse e di Business Intelligence per la PA
  5. Dematerializzazione – Realizzazione di infrastrutture e servizi per la conservazione dei documenti secondo quanto previsto dal CAD
  6. Software infrastrutturale PSN – Fornitura di licenze software e servizi di manutenzione ad uso dei Poli Strategici Nazionali della PA
  7. Sistemi iper-convergenti PSN – Fornitura di Sistemi Iper-convergenti ad uso dei Poli Strategici Nazionali
  8. Sistemi storage PSN – Fornitura di Sistemi di Storage ad uso dei ‘Poli Strategici Nazionali’ della PA
  9. Sanità – FSE – Supporto alla realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico
  10. Sicurezza PSN – Fornitura di componenti funzionali alla sicurezza informatica ad uso dei PSN
  11. Site management PSN – Fornitura di servizi di servizi di attrezzaggio/impiantistica ad uso dei Poli Strategici Nazionali della PA
  12. Service management PSN – Acquisizione finalizzata all’erogazione di servizi nell’ambito del Service Management dei Poli Strategici Nazionali della PA
  13. Connettività UL – Fornitura di servizi di connettività a banda ‘ultra larga’ ad uso dei PSN
  14. Tecnologie server PSN – Fornitura di Tecnologie server ad uso dei Poli Strategici Nazionali

Le prime quattro gare sono quelle il cui bando è atteso entro pochi mesi: «Dovrebbero partire entro l’estate e seppure importanti, sembrano più essere delle prosecuzioni delle iniziative presenti piuttosto che l’apertura di nuovi fronti – commenta il presidente di Forum PA -. In questo senso è grave che per ora non partano le gare relative alla costituzione ed al rafforzamento dei Poli Strategici Nazionali che costituiscono uno degli elementi chiave del Piano Triennale (art. 3.1 de Piano)».

I rischi del ritardo nelle gare

I tempi potrebbero dilatarsi perché emanare un bando di gara non è faccenda semplice: dopo la scrittura del bando, ci vuole tempo affinché le aziende rispondano alle gare, perché si valutino le proposte e si scelga la migliore e infine possono sorgere eventuali ricorsi e contenziosi.

Un ritardo nell’attivazione delle gare per ora ferme potrebbe pregiudicare «l’effettiva partenza del PSN, ma anche l’effettiva disponibilità su tuto il territorio nazionale di strumenti di e-government da tempo promessi, come ad esempio un Fascicolo sanitario elettronico (FSE) effettivamente universale ed interoperabile nelle regioni italiane», constata Mochi Sismondi. In generale, il rischio è dunque quello di rallentare i processi di innovazione nelle PA. Lo scenario in caso di ritardi, per quanto riguarda le PA più piccole, è quello di un possibile immobilismo, in quanto spesso la digitalizzazione è vista come un mero onere cui adempiere.

La strada verso una PA più digital

La curiosità che ruota attorno ai bandi di gara Consip riguarda anche la risposta del mercato. Da valutare infatti, cosa possibile solo a bando completato, se gli appalti saranno del tutto adeguati alle attuali esigenze di digitalizzazione delle Pa. Esigenze che però mutano rapidamente con il passare del tempo. I soggetti coinvolti nella redazione dei bandi di gara, sono gli stessi che si sono occupati del Piano triennale, l’ipotesi dunque è che gli appalti riguardino esattamente ciò di cui le PA hanno bisogno per adeguarsi.

Il piano Smarter Italy

La volontà di digitalizzare la PA non sembra mancare a livello governativo, a cominciare dall’istituzione dei tavoli di esperti su Intelligenza artificiale e Blockchain costituiti per individuare una strategia nazionale su questi temi, fino alla firma da parte del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio del decreto ministeriale per destinare 50 milioni di euro del Fondo crescita sostenibile ad appalti sull’innovazione, nell’ambito del progetto Smarter Italy. Un piano quinquennale, in partenza entro marzo 2019 con conclusione prevista nel 2023.

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