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Blockchain e Sanità: esempi di utilizzo concreti

La blockchain è una tecnologia ormai matura è può essere considerata uno dei pillar della trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Alcuni interessanti use case in ambito sanitario

22 Nov 2018

Giorgio Angiolini

responsabile Marketing Prodotti di Italtel


La blockchain può essere l’alleata ideale della Sanità per accompagnarla nella sua evoluzione futura.

I processi legati alla Sanità sono oggi molto complessi. E sempre più lo saranno, in ottica di big data e intelligenza artificiale. Una delle ragioni è che le informazioni trattate sono dati sensibili e, di conseguenza, i meccanismi che riguardano la loro gestione devono essere atti a preservare la riservatezza delle persone, mantenendo il servizio a livelli di eccellenza.

I vantaggi della blockchain in Sanità

La blockchain, di converso, garantisce immutabilità, trasparenza e decentralizzazione, con innegabili vantaggi applicati alla Sanità:

  • immutabilità – nessuno può alterare i dati
  • trasparenza – tutti gli eventi sono tracciati dando garanzia di un processo accaduto veramente
  • decentralizzazione – diminuisce il rischio di furto dei dati.

Con la blockchain è possibile garantire sicurezza e tracciabilità, senza le inefficienze che ora vi sono collegate.

Ridurre la complessità amministrativa della Sanità è possibile e grazie alla blockchain, i processi possono essere automatizzati in modo semplice ed efficiente, ma sicuro. Blockchain significa anche automazione e dove vi è automazione vi è anche risparmio.

Non bisogna però fermarsi all’aspetto puramente contabile. La Distributed Ledger Technology per noi ha un valore più alto: è uno dei pillars della digitalizzazione della pubblica amministrazione per trasformarla, in meglio, dalle basi.

Qualche esempio di applicazione

La Distributed Ledger Technology, introducendo il concetto di smart contract, permette di automatizzare e rendere “paperless” processo.

Facciamo alcuni esempi di applicazione della blockchain alla Sanità.

  • Un medico prescrive farmaci durante la visita di un paziente. Se la prescrizione è inserita nel sistema sanitario “distribuito” – basato su blockchain – allora si attiva uno smart contract. La farmacia viene informata che il paziente ha bisogno di quel farmaco. Al paziente non resta che andare a ritirarlo. Tutto senza necessità di tessere, ricette e quant’altro.
  • Un altro esempio è l’automazione della supply chain, un utilizzo che è già diffuso in molti altri settori ed è utilizzabile anche in Sanità, nello specifico, per la tracciabilità dei farmaci. Si stima che il 10% dei farmaci nel mondo sia contraffatto, inclusi i medicinali salvavita, con potenziali danni per il paziente. È un problema grave. La blockchain garantisce la certezza sulla provenienza del farmaco ed evita le contraffazioni.
  • Usare la blockchain per la tracciabilità dei farmaci è molto interessante, non solo per evitare la contraffazione. Oltre ad assicurare la catena dalla produzione alla distribuzione, consente di disporre di maggiori informazioni sul farmaco. Ad esempio un QRcode sull’etichetta del farmaco può fornire l’informazione se è stata eventualmente interrotta la catena del freddo, registrando che il farmaco potrebbe non essere più efficace. Per alcune tipologie di farmaci, infatti, è importante che venga mantenuta una certa temperatura per la corretta conservazione.
  • La blockchain può essere adottata anche nella cartella clinica elettronica. In questo caso emerge un concetto nuovo: far riappropriare l’utente dei propri dati, rendendolo più confidente sul loro utilizzo. I dati sanitari sono estremamente riservati, tanto da essere tutelati da una specifica legislazione. Ad oggi in Italia questi dati sono detenuti dalle singole Regioni. Si sta lavorando sull’interoperabilità di questi processi a livello interregionale (con il Fascicolo Sanitario Elettronico). Con la blockchain, si possono realizzare scenari in cui il paziente dispone dei propri dati, portandoli con sé ovunque, anche all’estero.

In Estonia, la blockchain applicata alla sanità è ormai una realtà: il 95% dei dati sanitari è digitalizzato su blockchain.

Essere ricompensati per i propri dati

D’altra parte, molti OTT grazie ai wearable stanno accumulando una grande quantità di dati relativi alla salute e ai comportamenti degli utenti. Perché permettere loro di utilizzare gratuitamente e senza controllo i propri dati? Con la blockchain è possibile fornire i propri dati ed esserne in qualche modo ricompensati. Ad esempio avere uno sconto sulla polizza, fornendoli, anche solo temporaneamente, alla propria assicurazione.

Un caso già reale è quello del sito BreastWeCan.org, un’iniziativa “open” negli Usa, che vuole rendere più efficiente la diagnosi dei tumori al seno. Si tratta di una call to action che invita le donne a donare le immagini delle proprie mammografie, in forma anonima, a scopo di ricerca. Il progetto supporta il medico nella formulazione della diagnosi, utilizzando un sistema di reti neuronali e intelligenza artificiale. Si tratta di un esempio di gift economy, in cui l’utente viene ricompensato non con denaro ma con i vantaggi della prevenzione.

Exprivia|Italtel si sta occupando di blockchain da oltre un anno e mezzo, in settori come Industry, Telco, Agrifood. Inoltre, sta sviluppando una soluzione dedicata al mondo della sanità che utilizza la blockchain per trattare i dati derivanti dalla sensoristica. Siamo convinti che la blockchain sia un’innovazione importante per il futuro della Sanità. Un valido strumento per la digitalizzazione delle aziende pubbliche e private.

L’articolo è parte di un progetto di comunicazione editoriale che Agendadigitale.eu sta sviluppando con il partner Italtel

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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