Non arriva il green pass e il codice sms/mail: ecco perché e che fare

analisi tecnica

Quanti problemi al green pass: ecco perché non vi arriva

Arriva di fatto solo ai vaccinati e non a tutti. Ci sono problemi soprattutto con certificati di guarigione e con tamponi. E con l’invio dei codici. Manca la formazione a farmacisti e medici, che per altro si oppongono alla procedura

14 Lug 2021
Massimo Mangia

SaluteDigitale.blog

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Se siete tra coloro che, pur avendone diritto, non avete ancora ricevuto il Green pass (o certificato verde vaccinale) e attendete invano il codice via mail o sms, vi interesserà sapere perché e quali problemi devono essere risolti affinché possiate averlo.

E come risolvere.

I certificati di guarigione per il green pass che non arrivano

Sono i grandi assenti sulla piattaforma DGC. Al momento soltanto la regione Marche ha fatto molto su invio certificati di guarigione al sistema TS. Il problema che sta rallentando l’invio del pregresso è la presenza, nel tracciato, del codice fiscale del medico che ha accertato la guarigione. In passato questo campo molto spesso non è stato valorizzato o contiene codici non validi.

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Altre regioni stanno pian piano entrando in regime.

A posteriori diventa molto difficile recuperare questa informazione, tanto è vero che l’escamotage che alcuni regioni hanno pensato di adottare è di inserire, come valore, il codice fiscale del direttore del distretto o del direttore sanitario. Il campo è obbligatorio e, senza questa informazione, non è possibile inviare il tracciato.

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La situazione dovrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni.

I tamponi non fanno ancora arrivare il “passaporto vaccinale”

In questo caso la situazione differisce in funzione del tipo di tampone: più critica per quelli antigienici, un po’ meglio per quelli molecolari.

Per i primi c’è il problema che alcuni tipi di test che sono utilizzati, ad esempio quelli nasali, non hanno una corrispondenza con la lista europea e non si sa quindi a che codice associarli. All’estero ci può essere un problema di riconoscibilità.

Un problema è costituito dalla obbligatorietà di indicare data e ora del prelievo che definisce l’inizio del periodo di validità. Non tutti i sistemi in uso prevedono l’obbligatorietà di questi campi e quindi c’è il problema di come alimentare il sistema TS.

Anche per quanto riguarda i molecolari i numeri sono bassi, lontani dal numero di tamponi che ogni giorno vengono effettuati.

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Rappresenta, al momento, il grande flop di tutta l’operazione. I certificati sono ancora poco presenti nel FSE, malgrado ciò che è stato annunciato e ciò che riporta il sito della piattaforma nazionale. A giugno sono state proposte alle regioni nuove specifiche sui metadati ma non è stata comunicata la data di messa in esercizio del meccanismo delle notifiche verso il FSE che è indispensabile per consentire ai cittadini di poter scaricare il proprio certificato.

Questo flop ha suscitato il disappunto delle regioni anche perché stanno ricevendo richieste e proteste di cittadini che, diversamente da quanto comunicato, non trovano sul loro FSE il proprio certificato.

A luglio alcune Regioni, come il Lazio, hanno cominciato a sbloccare la situazione.

Medici di famiglia e farmacisti

Anche in questo caso la comunicazione che è stata promossa, ossia la possibilità di ottenere il proprio certificato attraverso il medico di famiglia o il farmacista, non corrisponde alla realtà dei fatti. Poiché non è stato previsto alcun compenso per svolgere questa operazione, MMG e farmacisti hanno incrociato le braccia e non si prestano a svolgere questo ruolo.

Problemi del green pass anche con i vaccini

Ci sono anche casi di mancati green pass per i vaccini. A quanto riferiscono le Regioni, ci sono stati ritardi di aggiornamento dei software relativi ma ora i problemi sono soprattutto due

  • dati errati in fase di input nei centri vaccinali o presso il medico di famiglia all’atto del vaccino
  • dati mancanti sempre in fase di input

Queste due cause causano ritardi anche con i vaccini, ma pure per certificati di guarigione e tamponi, comunque afflitti anche da altri problemi (vedi sopra).

Un codice fiscale errato, un dato di regione mancante bloccano il processo.

Quando l’input è automatico, con scan della tessera, non dovrebbero esserci problemi. Ma centri privati e medici digitano spesso a mano.

Il problema della mancata formazione

Non è stata erogata alcuna formazione al personale dei distretti delle ASL che dovrebbe, tramite il sistema TS, recuperare i certificati per i pazienti che non hanno pratica con siti e app, in alternativa a medici di famiglia e farmacisti, nonché modificare o inserire ex novo i certificati nei casi in cui per problemi tecnici questo non risultasse disponibile.

Questa mancanza sta provocando problemi e difficoltà al personale anche perché, in caso di problemi, il call center suggerisce di rivolgersi al proprio distretto

I casi particolari non ancora gestiti

Ci sono casi non ancora gestiti correttamente dal sistema. Tra questi i più numerosi sono quelli dei pazienti, guariti dal COVID, che hanno ricevuto una sola dose vaccinale, come previsto dal protocollo. Costoro non hanno ricevuto ancora il green pass perché non è indicata la data della seconda somministrazione mentre dovrebbero ricevere un certificato analogo a chi ha completato il ciclo vaccinale.

Non arriva il codice univoco via mail o sms per green pass: che fare?

Infine, se non vi arriva il codice univoco forse è perché il ministero non ha i vostri dati di contatto; almeno questo si risolve con un accesso Spid alla piattaforma o all’app IO oppure andando in farmacia per avere il codice (a patto che il farmacista sappia farlo, vedi problemi formazione sopra).

Se il pass non arriva nemmeno via spid e app io

Se non c’è il pass nemmeno così, forse c’è stato un problema di dati errati.

Si consiglia a questo punto di contattare chi ha fatto vaccino/tampone/certificato di guarigione per verificare il corretto input di dati.

Aspettiamo e speriamo

Le attività di sviluppo per il green pass sono insomma ancora in corso. Considerando la complessità dell’operazione è normale avere un periodo di rodaggio anche se è ugualmente comprensibile il disagio di coloro che aspettano il certificato per poter viaggiare o accedere agli eventi dove è previsto il possesso del green pass.

Staremo a vedere.

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