l'analisi

Lo spettro della Dad sul nuovo anno scolastico. Cosa non va, cosa cambiare: le proposte

La disillusione verso la Dad è dovuta non al digitale in sé ma alla mancanza di competenze in chi doveva decidere il da farsi. Ma cosa si sarebbe dovuto fare allora? Una sfida interessante, perché non si tratta solo di discutere del passato, ma del prossimo futuro, quando riaprirà la scuola. Alcune proposte di buon senso

02 Set 2021
Vittorio Midoro

già dirigente di ricerca CNR presso l'Istituto Tecnologie Didattiche

scuola

Uno spettro si aggira per la scuola: lo spettro della DAD. Tutti i giornali, tutte le televisioni, tutti i politici e la stragrande maggioranza degli intellettuali si sono coalizzati per deprecarla e per auspicare un ritorno alla scuola in presenza. Certificando il peggioramento del rendimento scolastico negli ultimi due anni, i test Invalsi danno fiato a questo coro.

È vero, la DAD è un modo di fare scuola che funziona male. Ma, detto questo, attenzione a trarre frettolose conclusioni come: “l’elearning non funziona; il fallimento della DAD dimostra che il digitale peggiora l’apprendimento; la nostra scuola (in presenza) tutto sommato va bene, basta qualche piccolo ritocco, è la formazione a distanza che non va; non c’erano alternative, o la DAD o niente”.

Non buttiamo la DAD con l’acqua sporca: cosa serve davvero per “salvare” la scuola

Cosa non ha funzionato con la Dad

Oltre al digital divide, nella grande maggioranza dei casi, è stato il modo maldestro, inefficace e qualche volta anche dannoso, di usare il digitale ad aver prodotto risultati scadenti.

WHITEPAPER
Coinvolgi i tuoi dipendenti con una formazione che guardi alle loro esigenze, ecco come!
Risorse Umane/Organizzazione
Competenze Digitali

L’introduzione di una nuova tecnologia modifica le organizzazioni, basta guardare come è cambiata la nostra vita. Vuoi lavare i panni? Non ti rivolgi alle lavandaie, ma usi la lavatrice, e le lavandaie sono sparite. Vuoi vedere il tuo estratto conto? Non vai allo sportello ma usi l’home banking… e il personale di banca è diminuito. Vuoi mandare una lettera? Scrivi un’email e gli uffici postali fanno altro. Per non parlare delle catene di montaggio sostituite dai robot, dell’automatizzazione in agricoltura e potrei continuare all’infinito.

Ma la scuola no! Introduco una tecnologia che ne rivoluziona le fondamenta costituite da libro e lezione e pretendo di lasciare tutto invariato compresa la simulazione della presenza. Sta qui la forte disillusione verso la DAD. Si era supposto che questa potesse sostituire l’aula, uno spazio, lasciando quanto più possibile invariato il tempo e ci si è accorti che ciò era impossibile. Si pensava che si potessero fare le stesse cose che si fanno in presenza e ci si è sbagliati. Si riteneva che si potessero finire i programmi, seppure un po’ ridimensionati, e così non è stato. Si pensava di lasciare inalterati gli esami, e si sono dovute trovare altre modalità.

È assurdo pensare che un bambino possa restare davanti a un computer per più di un’ora al giorno a sentire una che parla. E ancora peggio per i ragazzi più grandi che dovrebbero passare quattro o cinque ore davanti a uno schermo per ascoltare professori che spiegano e interrogano.

Il problema non è il tempo che un ragazzo passa al computer, perché ci starebbe anche giornate intere per giocare, parlare con gli amici, sentire musica, guardare film e cartoni, ma non per seguire lezioni o, peggio, per essere interrogati. Dopo quattro/cinque ore di lezioni, anche le più interessanti, chiunque di noi sarebbe atterrito dalla prospettiva di ripetere questa esperienza. Ma è quello che si è chiesto di fare ai ragazzi, per mesi e mesi, e non per ascoltare Barbero o Einstein.

Si potrebbe obiettare: l’unico modo per continuare a fare scuola e non abbandonare gli studenti a se stessi, era ricorrere al digitale. Certo, ma non in modalità DAD, lasciando l’organizzazione scolastica e i programmi pressoché invariati. Credete che i discreti risultati Invalsi in Inglese siano dovuti alle lezioni di Inglese? Io penso che siano il risultato di un uso intelligente del digitale da parte dei ragazzi che, spinti da una reale motivazione, hanno trovato il modo di imparare l’inglese in rete o con i giochi.

Le competenze che sono mancate

L’introduzione del digitale pretende la modifica dell’organizzazione e dei curricola, che a sua volta richiede la conoscenza dell’impatto del digitale sul mondo della scuola e sui suoi contenuti. Forse è stata proprio la mancanza di queste competenze in chi doveva decidere (e in chi ha consigliato i decisori) a determinare la scelta della DAD, di cui noi, ricercatori sulle tecnologie didattiche, non avevamo mai sentito parlare.

Cosa fare invece della DAD?

E che cosa si sarebbe dovuto fare invece della DAD? Questa è una sfida interessante, perché non si tratta solo di discutere del passato, ma molto probabilmente del prossimo futuro, quando si riaprirà la scuola. Ecco che cosa avrei fatto e che cosa farei.

Quando si introduce una nuova tecnologia, il digitale ad esempio, bisogna capire quali nuove possibilità (affordances) offre rispetto alla vecchia, la scrittura.

Gli oggetti digitali sono aperti

Le Open Educational Resources sono risorse di tutti i tipi disponibili in rete per qualsiasi argomento e per qualsiasi livello di conoscenza e bene ha fatto il MIUR a facilitarne l’accesso tramite il suo sito. Allora, specialmente se si lavora a distanza, compito principale dei docenti non è preparare una lezione come in presenza, seguendo il libro di testo, ma cercare le risorse educative aperte ritenute più efficaci per raggiungere gli obiettivi didattici stabiliti. Questo comporta un cambiamento della normale prassi del docente, da esperto che trasmette la materia, servendosi anche del libro, a progettista delle condizioni di apprendimento, che stabilisce obiettivi e organizza i mezzi per raggiungerli. Dunque, il suo ruolo principale cambia da dispensatore del sapere a progettista e coordinatore delle condizioni di apprendimento. Nella stesura di un progetto, è importante avere chiare le finalità e gli obiettivi che si vogliono raggiungere, i vincoli del progetto, i mezzi e le condizioni per raggiungere gli obiettivi e gli strumenti di verifica del loro raggiungimento. Questa è una prospettiva nuova per molti docenti che devono porsi domande come:”Quali sono le conoscenze e le credenze pregresse dello studente? Di quali strumenti, concettuali e materiali dispone? Come e quali risorse aperte scegliere? Quali domande possono attivare ricerche interessanti? Per quanto tempo al giorno posso impegnare i miei studenti? Come posso raccordarmi con gli altri docenti in modo da non sovraccaricarli?

Gli oggetti digitali sono multimediali

Nella ricerca delle risorse il docente ricercherà quelle più efficaci e motivanti, tenendo conto che esistono video, audio e testi in grado di interessare gli studenti. Poesie lette da attori, testi manoscritti di poeti con le loro cancellazioni che mostrano la genesi della poesia, film, e interessanti lezioni di storici, matematici, fisici. Come scegliere quelle efficaci e motivanti? Quanto tempo richiede la loro fruizione ed è compatibile con il tempo disponibile? Come dare un ruolo attivo allo studente che le fruisce? Come verificare i cambiamenti nello studente?

Gli oggetti digitali sono interattivi

Questa caratterista richiede un ruolo attivo in chi li usa. Per le materie scientifiche esistono tantissimi strumenti digitali che consentono non solo simulazioni, ma anche esperimenti a casa, anche senza laboratori scolastici. Per le materie umanistiche, moltissimi strumenti possono aiutare gli studenti a comprendere letteratura, storia e filosofia. Come posso aiutare lo studente a realizzare un laboratorio casalingo? Quali attività posso chiedere allo studente per comprendere la genesi dell’Infinito di Leopardi? Esistono strumenti che possono aiutare uno studente a scrivere una poesia o un racconto?

Gli oggetti digitali sono sociali

Questa caratteristica facilita l’apprendimento collaborativo e la condivisione di risorse, fornendo una solida base per lavorare a distanza. L’apprendimento a distanza si caratterizzerà perciò con l’organizzazione di gruppi di lavoro che realizzano un prodotto, un servizio, la soluzione ad un problema o anche la lettura sociale di un libro. Quali compiti proporre? Come organizzare i lavori di gruppo? Quali strumenti usare? Quali prodotti, servizio o soluzioni a problemi richiedere? Come verificare i risultati?

Scuola, un piano triennale per uscire dall’emergenza: la proposta

Le condizioni per mettersi sulla strada del cambiamento

È chiaro che per fare scuola così sono richieste alcune condizioni. La prima è che i contenuti cambino. Questo non è possibile farlo da un giorno all’altro, ma è possibile mettersi sulla strada del cambiamento, più facile per la primaria e la secondaria di primo grado, più difficile per i livelli superiori. Quindi, innanzitutto, libererei gli insegnanti dal giogo dei programmi ministeriali, giogo che spesso i docenti si autoimpongono, e dai vincoli degli esami. Varerei un progetto nazionale sullo studio della pandemia da tutti i punti di vista, coinvolgendo tutte le scuole. Chiederei a ogni insegnante di individuare i collegamenti della propria materia con la pandemia, mettendo a disposizione esperti con cui potersi confrontare online. Individuerei insegnanti pionieri in grado di aiutare localmente i docenti meno esperti nella progettazione e nell’uso del digitale assegnando loro il compito di essere referenti per i colleghi. Supportati da esperti e docenti pionieri, ogni insegnante progetterebbe il proprio corso sulla pandemia considerata dal punto di vista della propria materia, introducendo le conoscenze disciplinari prerequisite.

Affiderei il coordinamento di questo progetto a un team di persone in grado di gestirlo. In questo progetto esisterebbe uno spazio di apprendimento ibridato presenza/online, che prevede attività da svolgere online in maniera asincrona e attività che invece è bene svolgere in presenza, senza coinvolgere necessariamente l’intera classe, ma gruppi di pochi studenti. Ciò induce una riorganizzazione dei tempi e dei modi scolastici, per esempio organizzando i corsi in sequenza e non in parallelo come si fa oggi. Una riorganizzazione profonda potrebbe essere favorita dalla creazione di una comunità di dirigenti pionieri, coadiuvati da figure con esperienza nell’innovazione di sistemi complessi.

Conclusioni

Ovviamente, queste sono solo alcune suggestioni per cominciare a pensare a una scuola diversa. Non esistono soluzioni semplici per problemi complessi. Mettere in moto profonde trasformazioni a partire dall’emergenza COVID appare una strada obbligata non solo per fronteggiare la pandemia, ma anche per sconfiggere i mali tradizionali che affliggono i nostri sistemi educativi.

WHITEPAPER
8 benefici dell’hybrid work che faranno bene al tuo business
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3