Super Green Pass: come averlo, come funziona e la privacy - Agenda Digitale

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Super Green Pass: come averlo, come funziona e la privacy

Il Super Green Pass o green pass rafforzato è tra noi. Altro decreto covid in arrivo, questa volta approvato all’unanimità. Così dal 6 dicembre e per tutto il periodo natalizio, fino al 15 gennaio del 2022, ci saranno nuove strette. E dopo ce ne saranno altre. Vediamo quali e chi riguardano

1 minuto fa
Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu

Chiara Ponti

Avvocato, Privacy Specialist & Legal Compliance e nuove tecnologie

Ecco il Super Green Pass. Ossia un green pass rafforzato per contrastare la quarta ondata. Dal comunicato stampa del Consiglio dei ministri, riunitosi nel pomeriggio di ieri, 24 novembre 2021, si apprendono le ulteriori «Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali» contenute in un ulteriore decreto-legge, di prossima pubblicazione in GU.

 

Cos’è il Super Green pass

Viene introdotto un Green pass rafforzato, dal 6 dicembre 2021, valevole solo per coloro che sono o vaccinati o guariti dal Covid; non sarà possibile insomma averlo con i tamponi. Si escludono così i non vaccinati, i quali riceveranno solo un certificato verde “ordinario”. Non Super.

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A che serve il green pass rafforzato

Il super Green pass, comunica il CdM «serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla» negli ambiti relativi a:

  • Spettacoli
  • Eventi sportivi
  • Ristoranti (al chiuso)
  • Feste e discoteche
  • Cerimonie pubbliche

Come si ottiene il super green pass

Il green pass rafforzato sarà ottenibile quindi solo con vaccino o con guarigione. E dopo nove mesi dal vaccino servirà una terza dose, booster; a sei mesi dalla guarigione bisognerà vaccinarsi.

Dove non si usa il super green pass: viaggiare e lavorare

Resta per ora valido anche il semplice green pass (quello ottenibile anche con tampone) negli altri ambiti: lavoro, viaggi essenzialmente.

Quanto dura il super green pass

Tanto vale anche in area bianca, insomma ovunque in Italia, fino al 15 gennaio. 

Poi varrà solo in aree gialle e arancioni.

Già perché sembrerebbero in agguato “i colori” delle Regioni.

grafico nuovi positivi della Protezione civile

Figura 1 Mappa attuale dell’Italia

Il passaggio in “zona arancione” non dovrebbe comportare restrizioni e limitazioni, cioè scongiurabili lockdown, in teoria.

Ma per vivere un Natale in sicurezza — anche se prima di tutto dovrebbe essere in preghiera vista la solennità e non di meno la situazione —, dal 6 dicembre 2021 e fino al 15 gennaio 2022 occorrerà avere con sé il Super Green pass per poter accedere o svolgere tutte quelle attività oggetto di restrizioni, anche in zona bianca.

Nuovi controlli green pass

È poi previsto un rafforzamento dei controlli da parte delle prefetture che dovranno prevedere «un piano provinciale per l’effettuazione di costanti controlli entro 5 giorni dall’entrata in vigore del testo e sono obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell’interno».

Non solo, tra le varie misure è stato altresì deciso di potenziare la campagna vaccinale consentendo la terza dose a distanza di soli 5 mesi dalla seconda; aprendo agli under40 fin da subito.

Tempi sempre più duri, tuttavia, si profilano all’orizzonte per i non vaccinati cd “no vax”, anche in zona bianca nel periodo natalizio.

Quindi, anche i controlli saranno rafforzati.

I problemi del super green pass

Se tutto sembra non far una piega in teoria, nella prassi applicativa sorgono già dubbi, problemi, domande, e anche non poche.

I primi problemi riguardano anzitutto patenti discriminazioni tra i vaccinati e i non.

Senza voler prendere posizione alcuna in favore dell’una o dell’altra posizione, è bene rilevare come una linea così netta (non solo di pensiero, ma anche di azione) determini disuguaglianze significative con una compressione di diritti assoluti e fondamentali di poi difficile ri-espansione, come altrove già detto.

Infatti, è verosimile ipotizzare che i “controllori” dei milioni di super Green pass non potranno limitarsi a verificare la “spunta verde”, ma dovranno indagare su quegli ulteriori “dettagli” presenti sotto il QRCode. Ma in che modo? Nulla si dice, allo stato, in merito alle modifiche delle App di verifica.

Sul filo della Costituzione

Questa sempre più netta separazione tra vaccinati e non vaccinati è chiaramente sul filo della Costituzione.

Il che potrebbe portare —e non stupirebbe— a un profluvio di ricorsi. Lo ha sottolineato il presidente emerito della Corte costituzionale Mirabelli ritenendolo «…un rimedio difficilmente praticabile e, dal punto di vista normativo, molto rischioso come possibilità di giustificazione dei singoli divieti».

Un problema che ci sarebbe pure dal punto di vista pratico, visto che «anche i vaccinati possono essere portatori del virus» giungendo alla conclusione che «se la situazione è così vincolante per cui i non vaccinati non possono compiere una parte molto consistente della loro attività, della loro vita lavorativa o di relazione, allora questo giustificherebbe l’imposizione di un obbligo di vaccinazione non una sorta di “lazzaretto domestico”».

I nodi privacy del Super Green pass e la nuova app VerificaC19

Altra questione da dipanare riguarda la privacy. Ossia che fine fanno i dati personali trattati; come vengono trattati.

Il problema: con un “doppio binario” di Green pass il rischio è che i controllori potranno conoscere se il cittadino (il cd quivis de populo) è un vaccinato, ovvero un guarito da Covid o ancora se ha fatto un tampone. Perché se ha il green pass normale, non “super” di sicuro non è vaccinato né guarito.

Sul punto, ancora una volta viene ignorato il Garante della Privacy il quale è stato chiaro, esprimendo parere negativo sostenuto dal fatto che occorre assolutamente evitare «… le discriminazioni in base alle scelte vaccinali e l’indebita conoscenza, da parte di soggetti non legittimati, dei dati sanitari degli interessati».

La nuova app VerificaC19: come funzionerà

A quanto risulta ad Agendadigitale.eu da fonti del Garante privacy e del ministero Salute, il nodo sarà affrontato con una modifica a VerificaC19. Ci sarà un filtro che consentirà al verificatore di impostare la verifica in modalità green pass o super green pass (a seconda dell’attività e dell’area).

  • In sostanza il verificatore in attività ricreative (come il ristorante) imposterà l’app in modalità Super GreenPass fino al 15 gennaio ovunque (e dal 16 solo in area gialla e arancione).
  • Il verificatore su mezzi pubblici e lavoro invece avrà la modalità verifica normale, quella che ancora accetta il green pass con tamponi.

Italia avanguardia sul green pass

Il Premier dunque anche su impulso delle Regioni, per tutelare il Natale e l’economia, ha deciso di seguire una rotta severa; un po’ come stavano già facendo Austria e Germania con il green pass 2G (vaccino/guarigione). Dove la situazione contagi è più grave.

Obiettivo del Governo prevenire il peggio, per evitare di trovarci anche noi in quella situazione che in certi Paesi sta pure portando a nuovo lockdown. L’Italia così si mostra di nuovo avanguardia sul tema green pass: siamo stati i primi a stabilire obblighi generalizzati, con il decreto di ottobre.

Ora il Governo ha comunque deciso tutelare ancora la possibilità di viaggiare e lavorare con il solo tampone. Con l’eccezione di sanitari e ora, personale scolastico e forze dell’ordine, che saranno obbligati direttamente a vaccinarsi.

Finora le mosse “avanguardistiche” dell’Italia hanno premiato: il mix di alti controlli e molte vaccinazioni ha permesso di ridurre al minimo contagi e morti rispetto al resto d’Europa. Come noi fanno bene solo Spagna e Portogallo.

La sfida sarà ora far sì che non ci sia una ulteriore stretta. E che anzi la fase super green pass, ma anche quella del green pass obbligatorio, diventi presto un ricordo. Così come la crisi pandemica.

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