Ape sociale, cos'è, come funziona, requisiti e importo - Agenda Digitale

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Ape sociale, cos’è, come funziona, requisiti e importo

Un’indennità per accompagnare alla pensione di anzianità soggetti con 63 o più anni di età in condizioni particolari: l’Ape sociale, anticipo pensionistico, è un sostegno economico erogato dallo Stato che si può chiedere tramite i servizi telematici di Inps

13 Ott 2021
Nicoletta Pisanu

Redazione AgendaDigitale.eu

Ape sociale

L’Ape sociale, dove Ape sta per anticipo pensionistico, è un’indennità erogata da parte dello Stato destinata a soggetti con 63 o più anni di età in particolari condizioni di difficoltà, per esempio perché hanno svolto per anni lavori gravosi o perché assistono un coniuge con una disabilità o ancora perché si sono ritrovati disoccupati senza la possibilità di diventare a tutti gli effetti pensionati per motivi di età, e quindi hanno necessità di un aiuto economico prima di poter accedere alla pensione di anzianità, per accompagnarli verso il ritiro dal mondo del lavoro in modo sereno.

La misura dell’Ape sociale, introdotta nel 2017, grazie alle successive proroghe si può chiedere fino al 31 dicembre 2021 tramite i servizi Inps online, accessibili dal primo ottobre 2021 con SPID, e previa richiesta di certificazione dei requisiti che rendono idonei ad avanzare l’istanza. È importante infatti controllare di avere ogni requisito richiesto, si potrà anche fare una valutazione della cifra netta che spetta al mese. Vediamo nel dettaglio a chi è rivolta l’Ape sociale e come accedere alla domanda: la procedura è molto semplice e richiede pochi passaggi sul sito istituzionale Inps.

Cos’è l’ape sociale

Ape sociale, abbreviazione che sta per anticipo pensionistico, come indica il nome è un sostegno economico per aiutare chi non è ancora arrivato alla pensione ma si trova in particolari condizioni di difficoltà. L’indennità, erogata dallo Stato, è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, in particolare dall’articolo 1, commi dal 179 al 186. Il supporto è riservato a chi abbia almeno sessantatré anni e non abbia alcuna pensione, in Italia o all’estero, ed è erogata fino al momento in cui si avrà diritto di ricevere la pensione di anzianità vera e propria.

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L’Ape sociale è un supporto sperimentale economico, introdotto a partire dal primo maggio 2017. Gli interventi del legislatore negli anni successivi ha permesso di prorogare la possibilità di richiedere la misura fino al 31 dicembre 2021.

La differenza tra Ape sociale e Pensione sociale

Si tratta quindi di un trattamento differente dalla Pensione sociale, la quale è un sussidio per aiutare persone in particolari condizioni di disagio.

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Chi sono i destinatari dell’ape sociale

È chiaro quindi che l’Ape sociale sia una misura diversa dal reddito di cittadinanza o dagli assegni familiari. In particolare, l’Ape sociale spetta a quei lavoratori iscritti:

  • all’Assicurazione generale obbligatoria dei dipendenti
  • alle forme sostitutive della stessa
  • alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

È possibile ottenere l’Ape sociale se:

  • si è disoccupati in seguito a licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale, scadenza del contratto a termine. Importante però aver avuto almeno diciotto mesi di lavoro dipendente nei trentasei mesi precedenti l’interruzione e aver concluso da almeno tre mesi il periodo di disoccupazione spettante. Inoltre bisogna avere almeno trent’anni di contributi versati.
  • Si assiste da almeno sei mesi un parente convivente di primo grado o il coniuge con un handicap grave, oppure un parente di secondo grado convivente “qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni”, si legge nella pagina Inps dedicata alla misura;
  • Si ha una ridotta capacità lavorativa a causa di invalidità civile, riconosciuta dalle commissioni esaminatrici in materia, uguale o maggiore al 74 per cento, con contributi versati per trent’anni;
  • Si lavora come dipendenti in possesso di trentasei o più anni di contributi e, da almeno sette anni nell’ultimo decennio o almeno sei anni negli ultimi sette anni, si ricopra uno di questi ruoli considerati “gravosi”:
    1. Lavoratore dell’industria estrattiva,
    2. Operaio edili,
    3. Operaio del settore siderurgico
    4. Lavoratore del vetro
    5. conducente di gru
    6. conciatore (lavoratore con pelli e pellicce);
    7. personale ferroviario viaggiante e conducenti dei treni
    8. camionista
    9. Infermiere o specializzato in ostetricia
    10. Assistente di persone non autosufficienti
    11. Insegnante di scuola dell’infanzia o educatori del nido
    12. Facchino o operaio impiegato nello spostamento di materiali
    13. Operatore ecologico
    14. Agricoltore o operaio nel settore zootecnico
    15. Pescatore
    16. Personale marittimo di bordo

Per le donne che hanno figli non servono trentasei mesi di contributi, questi infatti vengono ridotti di dodici mesi per ogni figlio, ma solo fino a un massimo di ventiquattro mesi detratti.

Inizio e durata dell’Ape sociale

Dopo aver presentato la domanda per l’Ape sociale, il sussidio decorrerà dal primo giorno del mese seguente, sempre che tutti i requisiti siano congrui alle disposizioni di legge. Per questo è importante prima avanzare l’istanza per ottenere la certificazione relativa a tali requisiti.

Il denaro viene erogato ogni mese per dodici mensilità all’anno, fino al momento in cui per legge si potrà ottenere la pensione di anzianità.

Come viene calcolata e qual è il netto mensile

Per capire a quanto potrebbe ammontare la propria indennità mensile qualora la si ottenesse, bisogna considerare due diversi scenari:

  • Se il richiedente è iscritto a un’unica gestione, l’importo dell’Ape sociale è uguale a quello della mensilità della pensione secondo il calcolo effettuato al momento della domanda se inferiore a 1.500 euro, oppure ammonta a 1.500 euro se la pensione calcolata in quel momento è uguale o superiore a tale cifra.
  • Se il richiedente è iscritto a più gestioni, il calcolo viene svolto “pro quota” per ogni gestione per i rispettivi periodi in cui si è stati iscritti.

Se il titolare dell’Ape sociale muore, l’erogazione del sussidio si interrompe e non vi è possibilità di reversibilità.

Quali sono i requisiti per ricevere l’ape sociale 2021

In sintesi, i requisiti necessari per poter ricevere l’indennità prevista dall’Ape sociale sono:

  • Avere almeno 63 anni
  • Possedere almeno 30 anni di contributi oppure, nel caso di lavoratori occupati in attività gravose, avere almeno 36 anni di anzianità contributiva. Per le donne con figli è prevista una riduzione dei contributi minimi richiesti di dodici mesi per ogni figlio, fino a ventiquattro mesi.
  • Non disporre di alcuna pensione.
  • Aver interrotto la propria attività lavorativa, sia in Italia che eventualmente all’estero.
  • Non ricevere la disoccupazione.

Se si lavora con contratti da dipendente o parasubordinato, il sussidio fornito dall’Ape sociale può essere richiesto e ottenuto solo se il reddito non supera gli 8.000 euro lordi all’anno. Se si è autonomi, il tetto scende a 4.800 euro lordi all’anno. Se si supera tale tetto, decade la possibilità di ricevere l’Ape sociale. Ma non solo: quanto si è ricevuto nel corso dello stesso anno va restituito e verrà recuperato da Inps.

Ape sociale 2021, presentazione della domanda

Vediamo ora nel dettaglio in che modo presentare la richiesta per ottenere l’Ape sociale.

Quando fare domanda, le tempistiche

Chi si trovasse entro la fine del 2021 nella situazione di dover chiedere l’Ape sociale, potrà farlo entro il 31 dicembre ma, in via preliminare, dovranno presentare la domanda necessaria affinché vengano riconosciuti i requisiti per ottenere il sussidio. Si poteva fare entro il 31 marzo, il 15 luglio e, attualmente, l’ultima scadenza disponibile è quella del 30 novembre 2021. Contestualmente chi ha già tutti i requisiti potrà chiedere direttamente anche l’indennità.

I controlli vengono svolti secondo un protocollo stabilito dal Ministero del Lavoro con Inps, Inail, Anpal e Inl, per attuare la condivisione di informazioni e svolgere in maniera accurata le dovute valutazioni, se necessario anche ricorrendo all’Ispettorato del lavoro.

Come fare domanda

La domanda, sia quella per l’indennità che quella per la verifica dei requisiti, va inoltrata tramite i servizi telematici di Inps. Dall’home page del portale istituzionale Inps è possibile scrivere “Ape sociale” nella barra di ricerca.

Compariranno diverse opzioni relative all’argomento. Si può quindi cliccare sul link che destina alla domanda. Si aprirà a quel punto la schermata con due opzioni: la domanda per ottenere la certificazione con cui si stabilisce che si dispone dei requisiti necessari per ricevere l’indennità. Oppure, si può procedere direttamente con la domanda per il sussidio.

In entrambi i casi si potrà accedere alla procedura telematica unicamente con:

  • SPID
  • CNS – Carta nazionale dei servizi
  • CIE – Carta d’identità elettronica

Infatti dal primo ottobre 2021 tutte le precedenti credenziali personali per accedere ai servizi online delle diverse pubbliche amministrazioni sono state dismesse, in favore degli strumenti per l’identità digitale. Risulta quindi utile disporre di SPID, così come della CNS o della CIE, anche per poter usufruire di altri servizi online pubblici, come per esempio avanzare le domande per i bonus e altri aiuti economici.

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