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Direttore responsabile Alessandro Longo

medicina

Fascicolo sanitario elettronico, “non utile ai medici, non utile ai malati”

di Gian Piero Sancipriano, medico nefrologo ASL TO4 Piemonte

14 Giu 2016

14 giugno 2016

L’accusa di un medico: il Fse sarà inutile informatizzazione, perché non genera conoscenze, ma solo informazioni incomplete. E’ uno spreco, è esposto a errori e corruption

Il Fascicolo sanitario elettronico, pagato dai cittadini, non è utile ai cittadini sani o ammalati, in quanto non utile agli operatori sanitari.

Il Fascicolo sanitario elettronico non è utile al medico, è uno spreco, è esposto a errori e corruption per i motivi:

  • coincidenza controllante controllore.
  • i dati e le informazioni sono severamente incomplete,
  • le basi della conoscenza e le conoscenze sono incomplete, non attuali, non contestualizzate, non elaborabili, non concordate con i tecnici del dominio, difficilmente comunicabili
  • le classificazioni sono errate
  • le comunicazioni sono impossibili per semantiche diverse, linguaggi diversi, tecnologia insufficiente
  • non contrasta monopoli di conoscenze in mano alle industrie che operano in Sanità
  • non genera conoscenze
  • non ha requisiti per supportare le cartelle cliniche
  • non utilizza la logica matematica
  • non utilizza la memoria artificiale e la logica matematica indispensabili al medico
  • rappresenta uno spreco

 

Nell’uso corrente del termine fascicolo è un insieme di carte e documenti relativi a una pratica, una causa e simili.

Documenti digitali sono per definizioni dati che fanno riferimento ai numeri. I numeri non sono sufficienti a gestire tutte le informazioni sanitarie, sono necessarie: parole, frasi, proposizioni, immagini, suoni, collegamenti. I testi non sono elaborabili.

Le cartelle cliniche di ricovero, di day hospital, di ambulatori sono atti pubblici che sottostanno ai criteri previsti dalla Legge: completezza, precisione, veridicità, tempestività, registrazione, tracciabilità, responsabilità, pertinenza, chiarezza e leggibilità.

Il Fascicolo sanitario elettronico non garantisce questi requisiti, né sono esplicitate le caratteristiche legali. Il Medico non può, né cercare, né introdurre, né ricopiare dati uguali in sedi diverse in quanto duplica un dato, rischia errore, perde tempo e disperde risorse economiche pubbliche.

E’ respinta l’organizzazione che prevede tenere sia la cartella clinica sia il fascicolo.

Trasferire dati da un programma A in programma B, in quanto richiesto o previsto dalle leggi e mantenere attivi sia programma A e B è giudicato uno spreco.

Né è accettabile in Sanità che una nuova banca dati causi la perdita di dati precedenti come sovente è richiesto e talora imposto ai medici di fare.

Migliaia di applicativi informatici con software proprietari, con dati catturati, garantiscono nelle diverse specialità e nelle diverse apparecchiature elettromedicali un’assistenza all’ammalato valida, validata, quotidiana, pratica, concordata e irrinunciabile per il personale sanitario. Cancellarli per un fascicolo è errato.

Questo rende urgente stabilire i debiti informativi reciproci, interscambiabili per tutte le industrie, gli operatori sanitari, gli Enti pubblici.

Credo non ci sia nell’attuale Fascicolo sanitario elettronico un solo malato adulto che abbia registrato tutta la storia clinica. La storia di un ammalato è frequentemente nella borsa di plastica o nella cartellina di cartone che il paziente porta con sé in visita. Le Cartelle cliniche sono conservate come materiale cartaceo. L’archiviazione digitale presenta problematiche di aggiornamento, archiviazione e consultazione per continue modifiche dell’applicativo informatico.

Il Fascicolo sanitario elettronico non è utile al medico in quanto presenta informazioni, conoscenze e comunicazioni, non attuali, non contestualizzate sia nel quesito, sia nella risposta; di fatto incomplete e non totali.

Dietro ad ogni esame visita o referto, c’era il quesito allora attuale; la risposta era contestualizzata e conseguente. Attualità, contestualizzazione e completezza sono elementi del ragionamento clinico. Il Fascicolo sanitario elettronico non è utile al cittadino perché non è utile al medico curante in quanto non genera conoscenze, ma solo informazioni incomplete.

 

Le classificazioni 

Il Fascicolo sanitario elettronico utilizza tre sistemi di classificazioni ICD – 9, LOINC, e ATC

La Classificazione ICD 9-CM International Classification of Diseases organizza le malattie per ottenere esclusivamente un valore economico per il rimborso dei ricoveri. Non sono utili ai Medici le diagnosi riportate nelle schede di dimissione ricoveri ospedaliero DRG trasferite nel Fascicolo in quanto diagnosi economiche. Nei fatti il Medico delle dimissioni è obbligato dalla Azienda a riportare la diagnosi che ha causato il maggior costo del ricovero, non la diagnosi che ha maggiore rilevanza nella salute del Paziente!

Stupisce che in Sanità i dati epidemiologici siano elaborati su diagnosi economiche. Stupisce il silenzio delle Società scientifiche. La diagnosi clinica, vera diagnosi, è nella lettera di dimissione, ma è informazione persa dall’informatizzazione in quanto campo testo.

Esistono malattie che necessitano di cure, altre malattie non necessitano di cure; alcuni malati hanno cure adeguate, altri malati non hanno cure adeguate, altri hanno cure in eccesso.

Esistono, infine, le malattie sociali o da ambiente nocivo curate dal medico, ma in primis curabili con la costruzione di uno stato sociale sempre più equo e con la tutela dell’ambiente.

La Classificazione LOINC Logical Observation Identifiers Names and Codes è un sistema di nomi e codici universali che identificano in maniera univoca osservazioni cliniche e di laboratorio al fine di facilitare la condivisione e lo scambio di risultati di indagini diagnostiche fra sistemi elettronici di strutture sanitarie differenti. E’ una classificazione insufficiente nei vocaboli e nell’estensione dei significati. Solo le singole società scientifiche hanno la capacità e la possibilità di creare i vocabolari, le parole, le frasi e le proposizioni.

Classificazione ATC Classificazione Anatomica Terapeutica Chimica (Prontuario farmaci italiano) è un’eccellente classificazione, ma necessita di essere implementata negli attributi

Le prescrizioni dei farmaci devono: essere classificate in farmaci consigliati, prescritti, somministrati e acquistati, assunti dal malato in unica sede della cartella clinica e soddisfare i criteri di farmacologia clinica in tema di prescrizione. L’aggiornamento degli archivi deve essere online per tutti gli operatori.

II dati del malato, salvo esplicito dissenso, appartengano a tutti gli operatori in Sanità che hanno introdotto le conoscenze, con obbligo del segreto professionale.

La tutela della privacy è prevista nella legge e va osservata.

Tuttavia, deve essere segnalato che le industrie elettromedicali sono i veri attuali possessori dei dati dei cittadini.

In data 4/5/2016 sono stati pubblicati i testi del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali e della Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini. Queste normative europee dovranno essere applicate.

Esprimo il convincimento che è opportuno valutare la possibilità di ribaltare la tutela della privacy riservandola solo ai richiedenti attraverso percorsi informatici di anonimizzazione.

Il cittadino che non richiede la tutela delle conoscenze riferite alla sua persona, dovrebbe potere avere una riduzione dei costi sanitari.

I soggetti, cui si riferiscono i dati personali, in qualunque momento, hanno il diritto di:

  • chiedere integrazione o l’aggiornamento, o la rettificazione
  • conoscere il contenuto e l’origine
  • ottenere la conferma dell’esistenza o meno dei medesimi dati
  • verificare l’esattezza.

Il Cittadino ha diritto alla cancellazione, alla trasformazione in forma anonima o al blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi al loro trattamento. 

E’ utile ricordare che nell’assistenza sanitaria la responsabilità penale è individuale. Chi condivide comunicazione e/o informazioni ha diretta responsabilità di ciò che può derivare dalla registrata informazione stessa.

La sede ove è collocata l’informazione, quando, come appare nei tempi e modi, sono fattori di massima importanza nell’affidabilità. Purtroppo, campi testo, desunti o estratti da altri campi testo riassuntivi, esempio il copia-taglia-incolla-cancella non garantiscono la correttezza della conoscenza in toto e non dovrebbero mai essere disponibili in Medicina.

 

In conclusione

Ritengo che:

  • i principi di etica devono governare la salute dei cittadini
  • i valori della professione medica devono essere recuperati
  • lo spreco delle risorse intellettive di tutti gli operatori deve essere annullato

La Sanità attuale ha le radici nella corruption è necessario un cambiamento culturale di tutti gli operatori sanitari, le competenze della Politica debbono essere rivalutate.

Le politiche d’imposizione all’informatizzazione sanitaria senza le basi delle conoscenze e le conoscenze della Scienza in Medicina, causano sprechi ed errori.

Bisogna rafforzare le leggi per comportamenti responsabili ed etici, ove i controllori siano svolti da Enti pubblici, Dirigenti e Cittadini. A trasgressioni seguano provvedimenti disciplinari o di altra natura.

Esiste, certamente, una soluzione al problema, perché abbiamo tecnologie e forze dell’intelligenza umana in grado di porre fine al caos informatico in Sanità, ma questo comporta meno guadagni per le industrie, meno motivi di vanto per i politici, più responsabilità individuali per gli operatori, maggior rigore scientifico per gli Universitari, maggior centralità per il malato, presenza di Etica, abbattimento della corruption.

 

  

  • carlo

    La completa diffusione della cartella clinica elettronica e del fascicolo sanitario elettronico, in Italia, consentirebbe di risparmiare fino a 1,6 miliardi di euro l’anno.
    Informatizzazione di valore significa ed e’ totale e completa eliminazione della carta,postare tutti i dati della P.a., su piattaforme internet,tutelare la privacy,poter ritirare il referto in farmacia,inserire il referto e le cartelle cliniche nel fascicolo sanitario elettronico del paziente (e non inviarlo per e-mail) e costi contenuti.

    Informatizzazione discutibile non di valore e’ continuare a produrre carta, non postare nulla nelle piattaforme internet, ma archiviare tutto nei server aziendali considerando i dati di “appartenenza” dell”Azienda e non del cittadino,non archiviare i referti e le cartelle cliniche nel fascicolo sanitario elettronico del cittadino (e inviarli tramite e-mail ),non tutelare la privacy e costi elevati .

  • PensoPositivo

    Il sistema sarà sicuramente migliorabile, ma dal mio punto di vista di utente è già una grande innovazione.
    Senza muovermi di casa posso scaricare ricette, prescrizioni e pure prenotarmi gli esami medici, oltre ad avere a disposizione l’archivio on-line (seppure per il momento non completo) dei referti di esami e visite precedenti.
    Non mi sembra poco. Se è il caso, miglioriamolo, ma non torniamo certo indietro!

  • carlo

    la carta , nella P.a., e’ la migliore alleata ed amica della informatizzazione fasulla( priva di valore ) e della corruzione impunita.

  • carlo

    Monetine e cartelle cliniche cartacee “a pagamento.”

    Apprendo da internet che incauto acquisto(reato penale) verrebbe considerato quello effettuato tramite e-bay(internet) di Monetine “di scarso valore economico”, anche con regolare ricevuta di pagamento,in assenza di certificazione di “provenienza”.

    Il certificato di lecita provenienza a quanto pare lo rilascia la sopraintendenza dopo aver esaminato “le monete” e aver accertato (non so come) che non provengono da scavi “ridicolo semplicemente”(da internet).

    Cartelle cliniche (articolo 6). Dovranno essere conservate esclusivamente in forma digitale. La presente disposizione entra in vigore il 1.luglio 2010.

    in caso di cartelle cliniche cartacee, a pagamento,di provenienza da archivio cartaceo e non digitale,il paziente rischia “l’incauto acquisto”?Acquista un falso in quanto proveniente da archivio cartaceo illegale e non digitale ( soldi veri per soldi falsi)

    Oltre la beffa del cartaceo, a pagamento , di nessun valore legale e non cd gratis,di valore legale,il paziente puo’ essere esposto a tale tipo di reato , non richiedendo la provenienza del cartaceo ( se da digitale e/o cartaceo?)

    Dematerializzazione è la parola d’ordine che il Governo impone a tutta la Pa. Si tratta di eliminare la carta dalle Asl e dagli ospedali utilizzando supporti elettronici (sole 24H del 2009).

    Nulla rischia l’azienda con archivio cartelle cliniche cartacee( di nessun valore legale) e rilascio al paziente
    di cartaceo,a pagamento di nessun valore legale, poiche’ proveniente da archivio fasullo?

    L’utilizzo di carta e sistemi informatici non di valore,nella P.a., non comporta danni all’immagine dell’ente ( che non da servizi standard, non postando i dati su piattaforme internet) ,truffa allo stato ed al cittadino, (avendo la carta perduto valore legale il 1.Gennaio 2012,legge di stabilita’) e forti danni erariali?

    La completa diffusione della cartella clinica elettronica e del fascicolo sanitario elettronico, in Italia, consentirebbe di risparmiare fino a 1,6 miliardi di euro l’anno.

    La carta e’ la miglior amica ed alleata della digitalizzazione “fasulla “(priva di valore) e della corruzione”impunita”.

  • M Fioretti

    La frase “Documenti digitali sono per definizioni dati che fanno riferimento ai numeri” è talmente sbagliata e assurda da far sganasciare dalle risate. Suggerisco di toglierla, altrimenti è sicuro che 3 quarti dei lettori arrivati a quella smetteranno di leggere, disgustati.

    E quello sarebbe un peccato, perchè di obiezioni e problemi concreti il resto dell’articolo ne contiene anche. Pur essendo una prova soltanto che l’ATTUALE REALIZZAZIONE del fascicolo elettronico fa pena, non che non serva molta più informatizzazione in queste operazioni.

  • lu

    salve, credo che gli assistiti dovrebbero avere un maggior controllo sui propri dati,non sono d’accordo che quest’ultimi non passano cancellare alcune informazioni che li riguardano dal fascicolo sanitario elettronico. Se le informazioni sanitarie sono personali non vedo perché non si può decidere di non inserirle la vedo una forzature che non rispetta le scelte del paziente, costrigendo molti di essi a non usufruirne.

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