Agid

Italia Login, lo studio Polimi: “Ecco la PA digitale che i cittadini vogliono”

12 Nov 2016
Giuliano Noci

Politecnico di Milano


Un passepartout digitale di accesso a tutti i servizi, da qualunque luogo. E’ questo il sogno dei cittadini italiani rispetto alla Pubblica Amministrazione del futuro che emerge da una ricerca condotta dall’Agenzia per l’Italia Digitale in merito a bisogni, grado di soddisfazione e desideri futuri condotta in collaborazione con il Politecnico di Milano. L’indagine, condotta durante l’estate del 2016 su 2.000 cittadini sopra i 15 anni di età, ha analizzato i desiderata rispetto alla consultazione e allo scambio di informazioni, nonché ai servizi di pagamento relativamente a 6 temi–chiave di interazione con la PA (istruzione, lavoro, mobilità, cultura e turismo, sanità, fiscalità e tributi).

I risultati evidenziano che oltre 3 italiani su 4 (il 78% del campione) ritengono la presenza di un unico sistema di autenticazione ai servizi online della PA un elemento di semplificazione importante; il 16,8% è a conoscenza, a questo proposito, dell’iniziativa SPID, e oltre un terzo di questi ha già attivato SPID o si dichiara in procinto di farlo. Il 75% degli intervistati auspica lo sviluppo di un unico sito web di riferimento per tutti i servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione e il 62% auspica lo sviluppo di un’app unica di interfaccia con il mondo della PA.

Ma non è solo un tema di sito unico. E’ una questione di ubiquità: la Pubblica Amministrazione, per gli italiani, dovrebbe essere presente ovunque ce ne sia bisogno, e non necessariamente in modo virtuale: se, quindi, quasi il 50% degli italiani esprime interesse alla proposizione di servizi pubblici tramite i social network, il 42% auspica un’integrazione dei servizi online con i servizi di home banking, e addirittura il 58% desidera poter accedere ai servizi pubblici anche presso gli sportelli bancari, i tabaccai, i supermercati o le farmacie. Una molteplicità di ruoli, una proliferazione di punti di accesso che ha un triplice significato: in primis, la richiesta di semplificazione e caduta delle barriere (tra PA diverse, e tra fisico e virtuale); in secondo luogo, la richiesta di una PA vicina al cittadino nel preciso momento e nel preciso luogo (fisico o virtuale) in cui il cittadino ne avverte la necessità; in terzo luogo, la necessità di una presenza del Pubblico coerente con l’eterogeneità dei bisogni degli individui.

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Il livello di alfabetizzazione digitale dell’individuo, fortemente disomogeneo nella società italiana, infatti, impatta sia, come è ovvio, sull’appetibilità dei servizi online, sia sulla natura dell’interesse rispetto ai canali di accesso alla PA: se i cittadini non digitali auspicano la disponibilità dei servizi legati a mobilità, fiscalità e tributi e lavoro presso esercizi pubblici quali edicole, supermercati e tabaccherie, i cittadini multicanale, fortemente digitali, spingono per la disponibilità dei servizi in qualunque luogo, e per lo sviluppo di piattaforme informatiche (non necessariamente gestite dalla PA) per l’accesso a tutti i servizi attraverso un’unica porta di entrata.

I risultati evidenziano con chiarezza quanto l’evoluzione dei comportamenti degli individui e la crescente pervasività delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione non chiedano più alla Pubblica Amministrazione la sola virtualizzazione dei servizi, ma la capacità di proporsi come un’interfaccia unica e omni-canale, in grado di adattarsi alle esigenze individuali. E’ la nuova sfida di progetti come Italia Login, SPID, e, più in generale, dell’eGovernment italiano.

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