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Direttore responsabile Alessandro Longo

Codice Appalti

Perché con la Banca Dati Operatori Economici la gara sarà più semplice per PMI e Stazioni appaltanti

di Caterina Acquarone, gare e advisory Fpa

13 Feb 2017

13 febbraio 2017

Il Decreto Ministeriale sulla Banca Dati degli Operatori Economici (BDOE) sarà per molti la realizzazione di un sogno: meno burocrazia, dialogo tra sistemi senza richieste di informazioni già in possesso della PA, riduzione tempi e costi di partecipazione alle gare, più semplice esclusione dal sistema di chi non rispetta le regole

Il nuovo sistema di governance degli appalti, che a livello nazionale si sta tentando di costruire, passa necessariamente dalla nuova Banca Dati nazionale degli Operatori Economici (BDOE): uno strumento che per struttura e finalità si presenta innovativo e rivoluzionario e che dovrebbe consentire di superare l’attuale sistema AVCPass per la verifica dei requisiti di gara.

Siamo purtroppo da sempre abituati a processi e procedure lunghi e farraginosi, in particolare nel campo degli appalti pubblici, di solito giustificati dall’esigenza di prevenire fenomeni corruttivi o più semplicemente l’aggiudicazione degli appalti ad operatori disonesti, a discapito della trasparenza e del rispetto delle regole di mercato. Questo ha in passato creato seri problemi nell’accesso alle gare da parte degli Operatori di piccole dimensioni o meno strutturati per la predisposizione della documentazione amministrativa necessaria, che si sono talvolta visti escludere dalla partecipazione per vizi di forma, senza per questo diminuire gli scandali quotidianamente riportati sulla stampa.

Le nuove funzioni della banca dati consentiranno agli Operatori Economici (comprendendo in questa dizione imprese, professionisti, organizzazioni in senso lato) la pre-compilazione parziale del Documento di gara unico europeo (DGUE per gli addetti ai lavori), riducendo in tal modo il rischio di errori e di false dichiarazioni da parte di chi preferisce confidare nella difficoltà e nella conseguente mancanza dei controlli.

Nel contempo, consentiranno a chi gestisce la gara e ai vari soggetti deputati al controllo di verificare con efficacia ed efficienza la conformità dei requisiti, non dovendo più nella maggior parte dei casi interrogare la fonte dei dati, visualizzando semplicemente l’esito delle interrogazioni automatiche effettuate dal sistema alla data di scadenza della gara, in particolare per i requisiti generali: questo automatismo consentirà di rispondere ad una previsione di legge che non è stata mai possibile attuare, in quanto AVCPass permette la verifica dei requisiti alla data di richiesta dei controlli da parte del RUP interconnettendo Stazione appaltante e Pubblico Registro detentore del dato attraverso il portale stesso.

Nella costruzione della BDOE è stato quindi scelto di adottare la struttura di dati del DGUE e di identificare i soggetti possessori e detentori dei dati stessi valutando con loro la possibilità tecnica e la volontà politica di costruire un sistema che si configura come uno snodo informativo che si interconnette, ogni volta che sia possibile, con i diversi sistemi in modalità di cooperazione applicativa.

La futura BDOE poggerà le sue basi sull’intenso lavoro di coinvolgimento degli stakeholder avviato a luglio 2016 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con FPA, Cresme e FormezPA. Questo percorso si è inserito – lo ricordiamo – in un momento di particolare convergenza di esigenze e indicazioni legislative:

  •   innanzitutto la pubblicazione da parte di MIT delle “Linee guida n. 3 del 18 luglio 2016 per la compilazione del modello di formulario di Documento di Gara unico Europeo (DGUE)”, con l’obiettivo di uniformarne l’utilizzo da parte degli Operatori e delle Stazioni appaltanti sul territorio nazionale (obiettivo ahimè ancora lontano da raggiungere!);
  •   poi la pubblicazione da parte di AgID delle “Regole Tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra sistemi telematici di acquisto e di negoziazione”, con l’obiettivo di garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra gli attori del processo a valle dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli Contratti pubblici e delle Concessioni (denominato abitualmente Codice Appalti).


Se la bozza di Decreto Ministeriale che nello scoros mese di gennaio è stata sottoposta a Consultazione Pubblica verrà adottata, senza stravolgere il modello prospettato, sarà per molti la realizzazione di un sogno: una burocrazia più leggera, il dialogo effettivo tra sistemi senza (o con scarsi) impatti in termini di richieste agli Operatori di informazioni già in possesso della Pubblica Amministrazione, una riduzione dei tempi e dei costi di partecipazione alle gare, una più semplice esclusione ed espulsione dal sistema di chi non rispetta le regole, ma sa spesso meglio dell’operatore onesto come aggirarle.

*Articolo precedentemente pubblicato su Forumpa.it

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