CRESCITA DIGITALE

Luci e ombre del Piano Crescita Digitale

Le luci di una strategia ambiziosa e ampia dove diventa cardine l’iniziativa Italia Login, innovativa e di grande respiro, le ombre di aree non trattate come quella dell’innovazione delle Pmi, ancora alla ricerca di una strategia organica. E la necessità di rafforzare il tema chiave delle competenze digitali

Pubblicato il 03 Apr 2015

ripresa-crescita-111212151931

La pubblicazione della versione definitiva del documento “Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020” consente una valutazione più ampia di quella già effettuata prima della consultazione pubblica, riprendendo e puntualizzando quelle riflessioni, tornando sulle luci e sulle ombre del Piano per la Crescita Digitale.

Le luci

Il Piano Crescita Digitale ha il pregio di inserire delle innovazioni importanti (prima fra tutte l’iniziativa Italia Login) all’interno di un quadro ampio di interventi, soprattutto in ambito di Pubblica Amministrazione, e di farlo con un linguaggio per quanto possibile attento alla comunicazione anche ai non addetti ai lavori. Altri elementi da sottolineare sono gli obiettivi dichiarati (tra cui il “switch-off” come scelta strategica per forzare la digitalizzazione della PA) oltre che l’identificazione di alcuni punti chiave per il rinnovamento della PA. Non solo, si riprendono tutte le iniziative in corso per la PA digitale correlandole tra loro logicamente, e in parte anche temporalmente, includendo oltre che le azioni definite “Infrastrutturali” (come SPID, Fatturazione Elettronica, ANPR) anche le azioni su alcuni settori sociali ed economici, come Sanità, Giustizia, Scuola, Turismo, Agricoltura (definite “Piattaforme abilitanti”).

Molto positiva l’inclusione questi due ultimi settori nella versione definitiva del Piano degli interventi, soprattutto per la loro importanza “connotante” a livello economico, mentre la Sanità e la Giustizia, anche dalle descrizioni delle attività in corso e pianificate, appaiono chiaramente più avanti e con una cadenza di azioni molto ben definite e programmate. Alcuni risultati sono già visibili e le prospettive sembrano corroborate dalla presenza delle condizioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi, soprattutto se i finanziamenti previsti corrispondono al fabbisogno realistico delle iniziative.

L’innovazione di Italia Login, inclusa tra i “Programmi di accelerazione” è però certamente la chiave di un cambiamento nel percorso verso la PA digitale. Nelle conclusioni del documento l’iniziativa Italia Login viene definita “asse cardine della strategia”. Italia Login, infatti, definisce un nuovo modo di concepire il rapporto tra amministrazione, cittadini e imprese trasformando profondamente la logica dei servizi. Italia Login è l’evoluzione generazionale dei vecchi progetti di “portale del cittadino”, non una finestra ma una piattaforma di accesso, con un cambio di visione radicale: Italia Login, infatti, “vuole essere la casa online del cittadino e dell’impresa italiana. Un’unica piattaforma che sostituisca l’eterogeneità dell’offerta attuale e sappia integrare i piani verticali avviati (sanità, scuola, giustizia, ecc.) in un’unica piattaforma di accesso”. Da questo punto di vista Italia Login si propone di plasmare e trasformare l’intera logica dei servizi pubblici digitali e, infatti, l’investimento previsto fino al 2020 è importante (750 milioni), dando l’esplicito messaggio che si tratta di un’operazione profonda e non di superficie. Non solo. La sua presenza consente di dare una prospettiva organica e chiara a diversi altri progetti, primi fra tutti quelli relativi al Sistema Pubblico di Gestione dell’Identità Digitale (SPID) e l’Anagrafe della Popolazione Residente (ANPR), ma anche gli sviluppi in tema di cloud computing e, naturalmente correlati, quelli finalizzati al consolidamento dei CED della PA.

Da sottolineare sul tema Italia Login anche le iniziative delle “Piattaforme Internet Corner”, che correlano la definizione di una piattaforma di supporto ai cittadini non ancora alfabetizzati digitalmente con il supporto svolto da parte di facilitatori digitali all’interno di spazi fisici pubblici (punti di accesso pubblici assistiti), connettendosi così all’iniziativa per le Competenze Digitali. Ottimo esempio di sinergia.

Le ombre

Il Piano sconta la limitazione di base di essere nato come documento di accompagnamento all’Accordo di Partenariato con la Commissione Europea. In questo senso, come subito puntualizzato da Paolo Coppola (PD), questo documento non rappresenta l’intera Agenda Digitale italiana, non includendone tutte le linee di intervento, e risulta quasi esclusivamente focalizzato sulla Pubblica Amministrazione.

Se ci astraiamo dal contesto specifico dell’Accordo di Partneriato, ed effettuiamo anche qualche considerazione comparativa rispetto alle Agende Digitali di altri Paesi europei, non possiamo che auspicare l’integrazione nel Piano di tutte le aree qui non trattate o non affrontate in modo esauriente, così da definire un luogo unico per l’Agenda Digitale.

Tra le principali aree da integrare, risaltano quelle relative a temi come

  • ricerca e università (identificato come uno degli assi strategici nella prima definizione di Agenda Digitale da parte del governo Monti);
  • innovazione sul fronte fiscale (come la precompilazione della dichiarazione dei redditi);
  • innovazione delle imprese, dalla cybersecurity (trattata qui solo per la parte relativa alla PA) agli interventi per favorire l’innovazione delle pmi e/o di alcuni settori industriali (come i trasporti);
  • open government (c’è un capitolo “open data” ma mancano interventi sulle aree della partecipazione e della collaborazione, che sono previsti, sul breve termine, nel Piano di Open Government predisposto nell’ambito dell’iniziativa OGP a cui partecipa l’Italia);
  • attività in ambito internazionale, in particolar modo europeo e mediterraneo, in termini di iniziative a livello di policy, programmi e progetti, oltre che di correlazione e scambio di esperienze e di raccordo con gli altri Paesi

L’assenza di misure strategiche per l’innovazione delle imprese (soprattutto PMI) emerge con evidenza soprattutto perché nell’analisi SWOT contenuta nel Piano (purtroppo non commentata e poco correlata con il resto del documento) tra i punti di debolezza compare “Carenza di innovazione nelle PMI” (gli altri sono relativi agli investimenti – che sono necessari in dimensioni ingenti e non sono coordinati in modo organico – alle competenze digitali nella popolazione e nelle imprese e alla carenza di infrastrutture di connettività ultra-veloce).

Valutando adeguata questa analisi, infatti, ci si potrebbe aspettare una definizione degli interventi mirata anche al superamento di tutti i punti di debolezza. A parte il tema della connettività, invece, affrontato nel Piano Banda Ultralarga, si riscontra una risposta generalmente non molto decisa, con iniziative positivamente in atto (vedi il protocollo d’intesa tra le Regioni del Centro e l’AgID per il coordinamento sull’Agenda Digitale o la Coalizione Nazionale per le Competenze Digitali), ma ancora non sufficientemente definite e sviluppate rispetto all’urgenza di superamento delle debolezze riscontrate.

Restando nell’ambito in cui si muove la strategia, alcune riflessioni sono forse utili per miglioramenti da attuare per una versione operativa del Piano:

  • dal punto di vista della presentazione degli interventi, una descrizione del quadro di insieme, anche in termini di disegno di una roadmap che, identificando le milestone principali del percorso, e i target intermedi e finali che ci si prefigge di raggiungere, permetta di evidenziare la correlazione anche temporale con il piano nazionale per la banda ultralarga. Soprattutto perché il successo della strategia sulla banda dipende strettamente dall’evoluzione della domanda di connettività, legata a sua volta alla qualità e all’attrattività dei servizi e al livello di competenze digitali della PA, dei cittadini e delle imprese;
  • in modo simile a quanto previsto per la strategia per la banda ultralarga, l’individuazione degli obiettivi che si intendono raggiungere in relazione (ma non solo) all’Agenda Digitale Europea, con la definizione di un cruscotto di indicatori;
  • una maggiore enfasi sulla cultura digitale anche in fase di definizione degli interventi, e non solo nell’analisi e nelle premesse strategiche, guardando ad esempio al tema dell’inclusione digitale e alla natura profonda del problema delle insufficienti competenze digitali, in Italia strettamente connesso all’analfabetismo funzionale. La sfida ambiziosa dal punto di vista sociale è di coinvolgere i cittadini e i non “addetti ai lavori”, facendo uscire il digitale dalla nicchia in cui è ancora nel nostro Paese, un problema da non trascurare e che spinge a ritenere tra le priorità il tema delle competenze digitali. Per questa ragione può essere utile rivedere la scelta di considerare lo sviluppo della cultura digitale come acceleratore e non come precondizione indispensabile. E anche, dato il ritardo consistente dell’Italia su questo fronte, potrebbe essere più adeguata un maggiore previsione di risorse e una loro distribuzione che privilegi i primi anni del settennio 2014-2020;
  • un segnale forte sull’importanza dell’introduzione dei nuovi modelli di lavoro (smartworking, coworking) che diventano parte importante della trasformazione della cultura organizzativa sia nel settore pubblico sia in quello privato, oltre che influire profondamente sulla definizione stessa del problema della mobilità;
  • una chiara indicazione di approccio per la realizzazione dei servizi di e-government con il contributo di cittadini e imprese nel processo di progettazione, anche valorizzando e migliorando le esperienze di co-progettazione di servizi già realizzate nei territori, come i living labs.

Sul fronte economico, in modo specifico, diventa sempre più fondamentale la realizzazione di un piano industriale che indirizzi le priorità sui settori economici e quindi consenta anche focalizzazioni strategiche per gli investimenti e la costruzione territorialmente omogenea di ecosistemi di innovazione.

Il Piano costituisce pertanto un passo significativo e importante, ma non ancora sufficiente, che richiede maggior coraggio nelle scelte implementative e nella governance, che necessita d’altra parte del lavoro collaborativo e propositivo di tutti gli attori pubblici e privati, per una trasformazione profonda del sistema socio-economico italiano, possibile soltanto partendo dalla convinzione che il cambiamento culturale è necessario e tutti ne siamo coinvolti.

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4