Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

DL 124/2019

Legge di Bilancio 2020: tutte le principali novità fiscali (allo stato dell’attuale testo)

Una panoramica sulle principali novità fiscali introdotte dal Decreto-legge n.124 del 26 ottobre 2019, con riferimento alle misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, alle frodi fiscali e agliaspetti relativi alla fattura elettronica

30 Ott 2019

Daniele Tumietto

commercialista


Sono numerose e di rilievo le novità introdotte dal Decreto-legge n.124 del 26 ottobre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 252, specie con riferimento alle misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, ai pagamenti digitali, alle frodi fiscali, specie ai settori accise e carburanti, oltre a modifiche di alcuni aspetti relativi alla fattura elettronica.

In questo articolo analizziamo le più rilevanti, considerato che il provvedimento legislativo si compone di 60 articoli.

Art. 1 – Accollo del debito d’imposta altrui e divieto di compensazione

L’articolo dispone che chiunque si accolli il debito d’imposta altrui, procede al relativo pagamento secondo le modalità previste dalle diverse disposizioni normative vigenti.

È inoltre escluso in ogni caso il pagamento mediante utilizzo in compensazione di crediti dell’accollante.

Art. 2 – Cessazione partita IVA e inibizione compensazione

Ai contribuenti a cui è stato notificato il provvedimento di cessazione della partita Iva è inibita la possibilità di utilizzare in compensazione crediti di qualsiasi tipo e importo, anche se non riguardanti l’attività esercitata con la partita cessata.

Nel caso di contribuenti che hanno ricevuto comunicazione di esclusione della partita Iva dalla banca dati dei soggetti passivi che fanno operazioni intracomunitarie, le compensazioni sono escluse.

Art. 3 – Contrasto alle indebite compensazioni

Una parte importante della strategia fiscale del Governo riguarda il contrasto alle indebite compensazioni. In particolare, per le compensazioni di crediti Irpef e Irap per importi superiori a 5.000 euro annui, a partire da quelli maturati nel 2019, essa potrà avvenire trascorsi 10 giorni dopo la presentazione della dichiarazione da cui il credito emerge.

Questa stretta alle compensazioni riguarda anche i contribuenti non titolari di partita Iva che, con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal 2019, ora hanno l’obbligo di trasmettere esclusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle entrate i modelli F24 contenenti compensazioni. E sono state individuate anche delle sanzioni, pari a 1.000 euro per ogni modello F24 scartato dall’Agenzia delle entrate, a seguito del controllo effettuato sulla compensazione dei crediti.

Art. 4 – Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera

Viene inserito il nuovo art. 17-bis al Dlgs n. 241/1997 per il quale, in caso di appalto e subappalto, il committente dall’1/1/2020 è il soggetto obbligato ad effettuare il versamento delle ritenute fiscali, sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore, su provvista mensile messa a disposizione dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici.

L’obiettivo della norma è quello di introdurre un sistema che individui la responsabilità del committente, limitandole a quelle derivanti dall’omesso o tardivo versamento delle ritenute fiscali effettivamente subite dal lavoratore e garantendo che le somme necessarie per il loro versamento siano messe a disposizione dal datore di lavoro, o possa essere reperita nei corrispettivi dovuti dal committente all’impresa affidataria del lavoro.

Viene anche estesa l’applicazione del reverse charge alle prestazioni di servizi effettuate tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente e con l’utilizzo di beni strumentali di sua proprietà.

Art. 14 – Utilizzo dei file delle fatture elettroniche

Con tale articolo viene disposto che i file delle fatture elettroniche una volta acquisiti verranno memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi, al fine di essere utilizzati:

  • dalla Guardia di finanza nell’assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria;
  • dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività di analisi del rischio e di controllo a fini fiscali.

La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle entrate, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, adottano idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati, attraverso la previsione di apposite misure di sicurezza, anche di carattere organizzativo, in conformità con le disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 e del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.”.

Art. 15 – Fatturazione elettronica e sistema tessera sanitaria

In materia di fatturazione elettronica si stabilisce che la memorizzazione fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi per i file delle fatture elettroniche trasmessi attraverso il Sistema di Interscambio. Ciò consentirà l’utilizzo dei dati da parte della Guardia di Finanza per le funzioni di polizia economica e finanziaria e dell’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività di analisi del rischio e di controllo a fini fiscali.

Anche per il 2020 permane il divieto di emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

Art. 16 – Semplificazioni fiscali

Con inizio dalla data del 1° luglio 2020, ed in via sperimentale, l’Agenzia delle Entrate rende disponibili ai soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia le bozze dei registri IVA delle fatture emesse e degli acquisti e quelle delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA.

Inoltre, a partire dalle operazioni IVA 2021, sarà messa a predisposizione anche la bozza della dichiarazione annuale dell’IVA.

Art. 17 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche

La norma introdotta da questo articolo prevede che a partire dal 1° gennaio 2020, in caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di interscambio, l’amministrazione finanziaria comunicherà con modalità telematiche al contribuente l’ammontare dell’imposta da versare nonché delle sanzioni per tardivo versamento e degli interessi. Il mancato pagamento del dovuto entro 30 giorni comporta l’iscrizione a ruolo dell’imposta non versata.

Art. 18 – Modifiche al regime dell’utilizzo del contante

Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, il divieto di utilizzo del contante viene fissato a 2.000 euro, mentre dal 1° gennaio 2022 il limite si abbasserà ulteriormente a 1.000 euro.

Art. 19 – Esenzione fiscale dei premi della lotteria nazionale degli scontrini ed istituzione di premi speciali per il cashless

A decorrere dal 1° gennaio 2020 i contribuenti, persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato, che effettuano acquisti di beni o servizi fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi, possono partecipare ad una lotteria mediante l’estrazione a sorte di premi.

Per partecipare all’estrazione è necessario che i contribuenti, al momento dell’acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione o prestazione.

Art. 20 – Sanzione lotteria degli scontrini

Nell’ambito della lotteria nazionale degli scontrini, viene introdotta una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro a carico dell’esercente che, al momento dell’operazione, rifiuti il codice fiscale del contribuente o non trasmetta all’Agenzia delle entrate i dati della cessione o prestazione.

Nel primo semestre, niente sanzione nei confronti dell’esercente che assolve temporaneamente l’obbligo di memorizzazione dei corrispettivi mediante misuratori fiscali già in uso non idonei alla trasmissione telematica o mediante ricevute fiscali.

Art. 21 – Certificazioni fiscali e pagamenti elettronici

Questo articolo dispone che, con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sia implementata la piattaforma che metterà a disposizione i dati per la produzione automatica della fattura elettronica, durante il pagamento.

Questo per evitare le attività manuali di inserimento dei dati necessari per la produzione della fattura elettronica, con i conseguenti possibili errori, da parte degli esercenti per le transazioni effettuate dai clienti finali mediante carta di pagamento su POS opportunamente integrati.

Art. 22 – Credito d’imposta su commissioni pagamenti elettronici

Dal 1° luglio 2020, in caso di cessioni di beni e prestazioni di servizi verso consumatori finali, sarà riconosciuto agli esercenti attività di impresa e professionisti, un credito d’imposta, da usare in compensazione, pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate, purché nell’anno d’imposta precedente abbiano avuto ricavi/compensi non superiori a 400mila euro.

Art. 23 – Sanzioni per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e credito

Sono previste delle sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte elettroniche, a partire 1° luglio 2020, per commercianti e professionisti che non accetteranno tali pagamenti.

Le sanzioni previste sono pari a 30 euro, più il 4% del valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento.

Art. 35 – Modifiche all’articolo 96 del TUIR

L’articolo stabilisce che le società di progetto possono dedurre integralmente gli interessi passivi e gli oneri finanziari, anche se relativi a prestiti assistiti da garanzie diverse da quelle strettamente previste dalla lettera a) del comma 8 dell’articolo 96 del TUIR, utilizzati per finanziare progetti infrastrutturali pubblici, non solo rientranti nella parte V del Codice degli appalti, ma anche nelle Parti III e IV dello stesso Codice concernenti i contratti di concessione e di partenariato pubblico privato.

Art. 36 – Incentivi Conto Energia

In caso di cumulo degli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici con la detassazione per investimenti ambientali realizzati da piccole e medie imprese, il contribuente ha facoltà di mantenimento del diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal Gestore dei Servizi Energetici alla produzione di energia elettrica, a condizione che si effettui il pagamento di una somma determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione, relativa alla detassazione per investimenti ambientali, e l’aliquota d’imposta pro tempore vigente.

Art. 37 – Riapertura del termine di pagamento della prima rata della definizione agevolata di cui all’articolo 3 del decreto-legge n. 119 del 2018

L’intento di questa riapertura è di evitare una disparità di trattamento tra i debitori che hanno tempestivamente presentato la propria dichiarazione di adesione alla c.d. “rottamazione-ter” entro il 30 aprile 2019 e quelli che hanno fruito della riapertura del termine di relativa presentazione alla data al 31 luglio 2019.

Pertanto, è stata prorogata al 30 novembre la scadenza di pagamento del 31 luglio 2019 prevista dall’articolo 3, del DL n°119/2018 per la prima o unica rata della rottamazione ter.

Art. 39 – Modifiche della disciplina penale e della responsabilità amministrativa degli enti

Il Decreto prevede l’inasprimento delle pene per i reati tributari, con particolare riferimento per il reato di “dichiarazioni fraudolente mediante l’uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti” è stabilito un aumento del limite massimo della pena comminata per il reato in parola che passerà dai sei a otto anni di reclusione.

Art. 58 – Quota versamenti in acconto

A partire dal 28 ottobre 2019 per i contribuenti soggetti agli Isa, i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive sono effettuati in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento.

Ovviamente fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto con corrispondente rideterminazione della misura dell’acconto dovuto in caso di versamento unico.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4