Responsabile per la Transizione al digitale: funzioni, nomina e stato dell'arte - Agenda Digitale

La guida

Responsabile per la Transizione al digitale: funzioni, nomina e stato dell’arte

Le PA sono chiamate ad adeguarsi sul fronte della digitalizzazione, avviando entro il 28 febbraio 2021 i progetti relativi all’obbligo di usare unicamente SPID o CIE per identificare i cittadini, rendendo i servizi fruibili tramite App IO: protagonista della rivoluzione è il Responsabile per la transizione al digitale

27 Gen 2021
Alessandro Mastromatteo

Avvocato, Studio Legale Tributario Santacroce & Associati

Benedetto Santacroce

Studio Legale Tributario Santacroce & Associati

La figura del Responsabile per la transizione al digitale – RDT, disciplinata dall’articolo 17 del CAD, sta assumendo un rilievo assoluto se si considera che la normativa ha stabilito una scadenza puntuale di adeguamento digitale per le pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di accelerare sul fronte dell’innovazione al servizio di cittadini e imprese: il 28 febbraio 2021.

Cosa succede il 28 febbraio e perché è importante il RTD

Entro quella data infatti è richiesto che le PA attivino i progetti di trasformazione digitale relativi all’utilizzo esclusivo di SPID e CIE per identificare i cittadini che accedono ai servizi pubblici online, con obbligo di renderli fruibili anche tramite gli smartphone attraverso l’App IO. Inoltre, la data rappresenta anche il via all’obbligo di usare PagoPA per i pagamenti verso la PA, le quali con la medesima decorrenza, non potranno neppure rilasciare o rinnovare credenziali diverse da quelle di natura elettronica.

WEBINAR
10 Novembre 2021 - 12:00
Business SPID, Digital Identity e altri nuovi canali digitali: vantaggi per clienti e aziende
Dematerializzazione
Risorse Umane/Organizzazione

Le pubbliche amministrazioni si trovano quindi a dover pianificare sin da subito la trasformazione digitale, per non farsi trovare impreparate, e potenzialmente sanzionabili, considerando l’orizzonte temporale ravvicinato data la scadenza di febbraio 2021. Questo per gli interventi mirati inseriti nel corpo del CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale dal decreto-legge semplificazioni n. 76 del 2020, convertito in legge n. 120 dell’11 settembre 2020, ed in linea con gli obiettivi e le tempistiche dettate nel Piano Triennale per l’informatica del periodo 2020-2022. L’obiettivo sarà perseguito anche attraverso la previsione di una valutazione negativa della performance dirigenziale con applicazione di una specifica sanzione consistente nella riduzione, non inferiore al 30 per cento, della retribuzione di risultato e dei trattamenti accessori.

Chi è il Responsabile della transizione al digitale

Il Responsabile della Transizione al Digitale (RTD) è la figura dirigenziale all’interno della PA che ha tra le sue principali funzioni quella di garantire operativamente la trasformazione digitale dell’amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di nuovi modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini.

Più nel dettaglio, il RTD (sebbene il CAD si riferisca più generalmente a un Ufficio per la Transizione Digitale) è una figura manageriale apicale all’interno dell’amministrazione con competenze tecnologiche, informatico – giuridiche e organizzative e che ha poteri di impulso e coordinamento nel percorso di semplificazione e crescita inclusiva delle pubbliche amministrazioni.

Il Responsabile della Transizione al digitale nel Piano triennale

Non è un caso che nel Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione per il triennio 2020-2022 (ultimo aggiornamento datato 7 settembre 2020) sia chiaramente evidenziata la necessità di consolidare il ruolo del RDT: per la realizzazione delle azioni del Piano triennale la figura del RTD viene infatti indicata come l’interfaccia tra AgID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Amministrazione in quanto soggetto in grado di promuovere i processi di cambiamento, condividere le buone pratiche adattandole al proprio contesto.

Ciò rende necessario intanto il rafforzamento del processo di collaborazione tra i RTD attraverso un modello di rete che possa stimolare il confronto, valorizzare le migliori esperienze e la condivisione di conoscenze e di progettualità. In secondo luogo, è indispensabile promuovere processi di coordinamento tra le pubbliche amministrazioni, sia nell’ambito dei progetti e delle azioni del Piano triennale per l’informatica nella PA, sia nell’ambito di nuove iniziative che maturino dai territori.

La centralità del ruolo del RDT costituisce un aspetto che accomuna in maniera trasversale tutte le attività del Piano, anche tenuto conto del nuovo contesto lavorativo configuratosi in costanza dell’emergenza Covid: le amministrazioni si sono infatti dovute attrezzare per individuare forme di lavoro flessibili come lo smart working. Il Piano dà a tal fine alla rete dei RTD il compito di definire un modello di maturità (maturity model) delle amministrazioni che individui i cambiamenti organizzativi e gli adeguamenti tecnologici necessari.

Responsabile transizione al digitale, i compiti

Il RTD, inoltre, nei confronti di tutti gli altri dirigenti riveste un ruolo gerarchicamente superiore nell’attuazione di tutte le iniziative dell’amministrazione legate al digitale, anche per quanto riguarda pareri e verifiche, essendo dotato anche di poteri di impulso e coordinamento nei confronti di tutti gli altri dirigenti nella realizzazione degli atti preparatori e di attuazione delle pianificazioni e programmazioni previste dal Piano Triennale. Si tratta di una figura trasversale a tutta l’organizzazione in quanto deve potere agire su tutti gli uffici e aree dell’ente. All’ufficio del RTD, secondo quanto prescritto dall’articolo 17 del CAD, sono infatti attribuiti una serie complessa e articolata di compiti ed attività quali, tra gli altri:

  • coordinamento strategico dello sviluppo dei sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
  • indirizzo e coordinamento dello sviluppo dei servizi, sia interni sia esterni, forniti dai sistemi informativi di telecomunicazione e fonia dell’amministrazione;
  • indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio della sicurezza informatica relativamente ai dati, ai sistemi e alle infrastrutture anche in relazione al sistema pubblico di connettività;
  • accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici e promozione dell’accessibilità;
  • analisi periodica della coerenza tra l’organizzazione dell’amministrazione e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, al fine di migliorare la soddisfazione dell’utenza e la qualità dei servizi nonché di ridurre i tempi e i costi dell’azione amministrativa;
  • cooperazione alla revisione della riorganizzazione dell’amministrazione;
  • indirizzo, coordinamento e monitoraggio della pianificazione prevista per lo sviluppo e la gestione dei sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
  • progettazione e coordinamento delle iniziative rilevanti ai fini di una più efficace erogazione di servizi in rete a cittadini e imprese mediante gli strumenti della cooperazione applicativa tra pubbliche amministrazioni, inclusa la predisposizione e l’attuazione di accordi di servizio tra amministrazioni per la realizzazione e compartecipazione dei sistemi informativi cooperativi;
  • promozione delle iniziative attinenti all’attuazione delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie;
  • pianificazione e coordinamento del processo di diffusione, all’interno dell’amministrazione, dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma elettronica qualificata e mandato informatico, e delle norme in materia di accessibilità e fruibilità nonché del processo di integrazione e interoperabilità tra i sistemi e servizi dell’amministrazione;
  • pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione, al fine di garantirne la compatibilità con gli obiettivi di attuazione dell’agenda digitale e, in particolare, con quelli stabiliti nel piano triennale.

Cosa succede se manca il responsabile per la transizione al digitale nella PA

Considerata la complessità e la numerosità delle funzioni attribuite, con Circolare n. 3 datata primo ottobre 2018, AgID aveva già avuto modo di richiamare le amministrazioni a provvedere alla individuazione del RTD preposto all’ufficio per la transizione al digitale e alla relativa registrazione su IPA – Indice delle pubbliche amministrazioni. Si tratta di una figura la cui individuazione e nomina riveste un’importanza ed un rilievo indispensabile soprattutto in vista della scadenza del prossimo 28 febbraio 2021: la mancata ovvero non tempestiva nomina è stata indicata come una delle principali criticità nel processo di digitalizzazione della PA (aspetto evidenziato espressamente dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni istituita nel 2016, nella sua Relazione finale del 26 ottobre 2017).

I numeri

A fronte di un numero complessivo censito da IPA di 2.219 pubbliche Amministrazioni Centrali, gli Uffici per la Transizione Digitale individuati risultano (secondo i dati IPA disponibili) essere 1.027; per le pubbliche Amministrazioni Locali in numero di 19.920, gli Uffici TD sono 14.099. Il percorso iniziato è quindi in via di completamento: l’imminente scadenza del 28 febbraio 2021 richiederà ad ogni modo anche per le PPAA già in regola con la nomina, l’adeguamento dei sistemi informatici per far fronte alle nuove ed esclusive modalità di interazione con cittadini ed imprese, compresa la fase dei pagamenti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3