innovazione industriale

Piano Transizione 4.0, firmato il decreto: un primo giudizio

Con il Piano previsto nella Legge di bilancio 2020, il Governo ha l’ambizione di raggiungere una più ampia platea di aziende e in modo più vasto. Vedremo i dettagli in Gazzetta Ufficiale, ecco intanto che c’è da sperare

28 Mag 2020
Nicoletta Pisanu

Redazione AgendaDigitale.eu

Gianpiero Ruggiero

Esperto in valutazione e processi di innovazione del CNR


Un piano Impresa o Industry 4.0 – ora si chiama Transizione 4.0 più ampio. Il ministro Patuanelli ha firmato il decreto attuativo con cui si dà concretezza all’iniziativa, già prevista nella Legge di bilancio 2020. A disposizione ci sono 7 miliardi di euro di copertura. L’ambizione è quella di raggiungere una più ampia platea di aziende. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto.

Piano Transizione 4.0: caratteristiche generali

Transizione 4.0 mira ad aumentare di oltre il 40 per cento la platea delle aziende che possono accedere alla misura, resa disponibile nella forma di crediti di imposta con differenti aliquote per diversi ambiti e non incentivi come per il precedente piano Industria 4.0.

Nello specifico le misure previste dalla Legge di bilancio 2020 per Transizione 4.0 sono:

  • In sostituzione dell’iperammortamento è disponibile il credito di imposta per beni 4.0: 40% per investire fino a 2,5 milioni di euro, 20% per investire tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro. Oltre i dieci milioni di euro non sono previste misure.
  • In sostituzione del superammortamento, è stata pensata la misura del credito di imposta per beni strumentali al 6% per investire fino a 2 milioni di euro.
  • Prevista anche una misura specifica per i beni immateriali, in particolare i software: credito di imposta al 15% per investimenti con tetto fino a mezzo milione di euro.
  • Credito di imposta al 12% fino a 3 milioni di euro di investimento per R&S – Ricerca e sviluppo
  • Credito di imposta al 10% con investimenti fino un milione e mezzo di euro per progetti green e trasformazione digitale
  • Credito di imposta al 6% per investimenti fino a un milione e mezzo di euro in design

L’intenzione annunciata nella Legge di bilancio era quella di rendere il piano triennale e non più annuale. Al momento però sono stati stanziati fondi per il primo anno.

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Un commento al piano

L’urgenza al momento è che si dia subito atto al piano, nonostante sia stato trascurato dal decreto Rilancio e che si risolvano le lacune del precedente Impresa 4.0.

Lo sviluppo di Industria 4.0 nelle imprese è un fenomeno recente, che viene scarsamente implementato dalle stesse imprese. I dati del precedente Piano ci hanno detto che erano ancora poche le imprese che gravitavano nel mondo dell’innovazione 4.0 e che intendevano avvalersi delle agevolazioni per la digitalizzazione. Il Governo si è assunto la responsabilità di promuovere incentivi e incoraggiare le aziende ad adottare tecnologie più abilitanti in più fasi della catena del valore.

Per affrontare le nuove sfide poste dalla ripartenza, adesso sappiamo che le imprese possono solo puntare su una migliore efficienza e una maggiore capacità produttiva. È questa l’opportunità che Industria 4.0 sta dando. L’innovazione comporta sempre costi e impegni elevati. Sapere di poter contare sul sostegno pubblico diventa cruciale per affrontare tali investimenti. Il governo è riuscito a dare prova di saper curvare la politica economica e industriale verso moderni sistemi di automazione industriale. Ha voluto rimarcare che l’utilizzo di una serie di tecnologie abilitanti è un fattore di modernizzazione e di sviluppo.

Il ruolo delle imprese

Adesso tocca alle imprese fare la propria parte. Sopravviveranno quelle con una più alta propensione all’innovazione. Le aziende high-tech otterranno maggiori opportunità rispetto alle aziende dei settori non high-tech. Peraltro guardando indietro il riscontro lo abbiamo dal precedente Piano. Le aziende che lo hanno già adottato e sono inclini a implementare ulteriormente Industria 4.0 ottengono maggiori opportunità in termini di flessibilità, velocità, aumento della capacità produttiva, diminuzione degli errori e costi e una maggiore qualità del prodotto e capacità di soddisfare le esigenze dei clienti.

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