il report ue 2026

Decennio digitale, l’Italia cresce ma resta incompiuta



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Il nuovo report sul Decennio digitale riconosce i progressi italiani su fibra, cloud, dati e servizi pubblici. Ma anche punti deboli mai risolti: bassa adozione della fibra, competenze insufficienti, pmi poco mature sull’AI. Lacune che rischiano di impedire all’italiana di ottenere vantaggi reali da progressi ottenuti

Pubblicato il 24 giu 2026

Maurizio Carmignani

Founder & CEO – Management Consultant, Trainer & Startup Advisor

Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu



società artificiali


L’Italia digitale oggi è meno arretrata di quanto spesso sembri e più fragile di quanto suggeriscano i suoi indicatori migliori. La relazione nazionale del Decennio digitale 2026 della Commissione europea consegna al Paese una valutazione che non si lascia riassumere in una promozione o in una bocciatura: la fibra cresce, il 5G copre quasi tutta la popolazione, il cloud e l’analisi dei dati sono entrati nelle imprese più della media Ue, la sanità digitale e l’identità digitale sono considerate sviluppate. Ma le debolezze segnalate da Bruxelles incidono proprio sul valore di questi progressi.

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