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Direttore responsabile Alessandro Longo

Provincia autonoma di Trento

Enti territoriali, un cloud per collegarli tutti: in Trentino

di Marco Tomasi, responsabile Progetto Speciale Cloud e DCUT, Trentino Network

21 Apr 2016

21 aprile 2016

Uno dei progetti nell’ambito del Data Center UnicoTerritoriale è chiamato “Cloud Multimedia” e sarà messo in funzione da maggio 2016. È un servizio in Cloud (SaaS) per la gestione e l’archiviazione di contenuti digitali per gli attori del territorio

Il progetto per un Data Center Unico Territoriale nella Provincia Autonoma di Trento, introdotto nel piano di miglioramento della pubblica amministrazione già dal 2012, ha continuato negli anni a centrare in maniera sempre più accurata i propri obiettivi.  

Trentino Network, da subito incaricata dalla Provincia per il coordinamento di un apposito Gruppo di Lavoro, ha poi assistito l’amministrazione anche nella creazione, all’interno del gruppo stesso, di un Comitato Strategico – composto da decisori della PAT e delle Aziende del sistema trentino con maggior peso in ambito ICT –  e di un Comitato Operativo, cioè un comitato tecnico di competenza.
Negli anni, con un occhio al mercato e l’altro alla sempre maggiore sintonia tra gli Enti presenti nel gruppo di lavoro, si sono andate via via delineando le azioni necessarie per creare le condizioni che dessero significato e valore ad un futuro unico Data Center sul territorio, quali ad esempio delineare un percorso comune per ridurre nel tempo l’eterogeneità delle componenti HW e SW, accompagnando gli Enti verso un sempre maggiore grado di virtualizzazione..

Il protagonista assoluto, in questo contesto, non poteva che essere il paradigma Cloud. Uno di progetti verticali messi a punto, chiamato “Cloud Multimedia”, sarà messo in funzione da maggio 2016. Si tratta di un servizio in Cloud (SaaS) per la gestione e l’archiviazione di contenuti digitali per gli Enti del territorio.

La prima esigenza è provenuta da Trentino Sviluppo, su richiesta della loro società Trentino Marketing Srl, incaricata, in stretta collaborazione con le Apt, i Consorzi, le Pro Loco e gli operatori del territorio, di promuovere il marchio della farfalla (Trentino). L’azienda aveva la necessità di archiviare e gestire una grande quantità contenuti multimediali (circa 40 Tera di foto e video), poterli ricercare velocemente, scaricarli, lavorarli in post produzione e darne valore commerciale ad uso interno ed esterno.

La necessità di Trentino Marketing era in realtà condivisa anche da altri soggetti del territorio e così il Gruppo di Lavoro di cui sopra ha incaricato Trentino Network di fare un’analisi tecnico economica sulla fattibilità e convenienza, di realizzare questo servizio ed erogarlo in modalità Cloud agli altri Entidel sistema PAT..

Trentino Network ha acquistato HW e SW posizionando il Cloud Multimedia in uno dei suoi nodi di rete. Erogherà il servizio agli Enti del territorio in modalità Cloud (SaaS): ogni Ente avrà un suo portale di accesso col quale potrà gestire archiviazione e gestione dei propri contenuti multimediali, con uno spazio fisico a disposizione che,  partendo da un minimo di 10 Tera  – compresi nel contratto  – potrà essere aumentato all’occorrenza, pagando un costo a a Trentino Network un costo Tera dell’ordine dei 390 Euro all’anno, indubbiamente sfidante per un’archiviazione Cloud con un servizio di multimedialità associato.

Dalla prima settimana di Maggio, il primo utilizzatore (Trentino Sviluppo, partner e promotore dell’iniziativa) avrà a disposizione il suo servizio multimedia.
Il prodotto è un sistema di archiviazione digitale specializzato nel trattamento di contenuti multimediali, che opera su due livelli. Il primo livello è un archivio digitale costituito da un object storage e da un sistema di gestione dei file. Al secondo livello invece, il sistema si occupa del trattamento dei file ed è qui che entrano in gioco le specializzazioni sul multimedia e in particolare sul trattamento dei video. I file caricati, oltre ad essere archiviati, vengono riconosciuti dal sistema che li prende in carico, ne crea una versione derivata a qualità inferiore e associa all’oggetto una serie di informazioni aggiuntive. Il file derivato viene utilizzato nell’interfaccia di gestione del sistema per una visualizzazione rapida, ma non sostituisce mail il file originale che rimane nel sistema stesso. A ogni oggetto vengono associate delle categorizzazioni e dei metadati, alcuni dei quali estratti da un motore semantico

Un potente motore di ricerca a faccette permette di ritrovare rapidamente i contenuti archiviati anche tramite raffinazioni successive dei risultati. 

Questo è il tipico caso nel quale si comprende la reale esigenza di una connessione in fibra ottica sino all’utente (FFTH fiber to the home o FTTB fiber to the building).

Se fino a pochi anni fa si pensava la fibra ottica fosse esigenza imprescindibile per poter rimanere collegati al presente ed al futuro, sia come privati che come imprese, con l’avvento delle nuove tecnologie e per la particolarità del contesto italiano che presenta le distanze medie più corte a livello europeo da cabinet di strada a casa utente, ora, ammodernando la rete in fibra ottica sino al Nodo di centrale (FTTN) e proseguendo su doppino telefonico è possibile raggiungere prestazioni fino a 20 Mbit/sec in download e 2 Mbit/sec in upload (ma sul mercato il massimo offerto in upload è di  1Mbit/sec). Estendendo la fibra ottica dal Nodo di centrale al Cabinet di strada (FTTC) – quella colonnina con un adesivo giallo con dei numeri -,  e mettendola in combinazione con la tecnologia VDSL2 (una delle tecnologie in grado di ridurre le interferenze tra i doppini in rame) è possibile raggiungere prestazioni fino a 100 Mbit/sec in download e 40 Mbit/sec in upload (ma il massimo offerto in upload sul mercato è di 20Mbit/s – perché i teorici 40 Mbit/s sono strettamente legati al fatto la distanza del terminale dell’utente finale dal cabinet non superi un limito massimo generalmente pari a 500 metri). Estendendo la fibra ottica fino al building o alla casa (FFTB o FTTH) è possibile raggiungere prestazioni che vanno dai 100 Mbit/sec a 1Gbit/sec e superiori, sia in upload che in download (simmetriche).

Per le esigenze classiche di un utente (navigare, scaricare contenuti dalla rete, usare servizi di streaming di film, serie tv e programmi, come ad esempio Netflix) si richiede il download, e 20 Mbit/sec in downolad coprono ampiamente queste esigenze (ad esempio per usare Netflix, a risoluzione 720p, la velocità consigliata è di almeno 3.5 Mbit, mentre per il Full HD si ha bisogno di almeno 5 Mbit). La media italiana di velocità in download è di 7.4 Mbit/sec. Ed allora perché richiedere velocità in upload?

C’è una rapida evoluzione verso devices sempre più leggeri, che siano dotati di memoria di calcolo (di azione) ma con poca o nulla memoria di archiviazione, perchè rapidamente obsoleta e limitante in termini di spazio disponibile (pena ingombro costo e peso). Questa funzione di archiviare i propri contenuti per poi averli sempre a disposizione (che sia in mobilità tramite smartphone o tablet che da postazioni fisse su pc) viene e verrà sempre più demandata a chi lo fa per mestiere su grossissima scala, con prezzi contenuti ed altissime garanzie di servizio (alta affidabilità, back up dei dati, disaster recovery, ecc.), pensiamo ad esempio a “Dropbox”, visionario creatore dell’archiviazioni in Cloud.

Per archiviare nelle Cloud occorre caricare questi contenuti (upload) per poi andare a rivederli, scaricarli e gestirli ogni volta che si vuole. Un aspetto desiderato dall’utente è che i propri contenuti vengano caricati e depositati in Cloud in un tempo ragionevole, sia perché il dispositivo mentre impegnato in quest’operazione può risentirne in termini di prestazioni per altri utilizzi/applicazioni, sia perché spesso si caricano per condividerli per lavoro con altre persone a cui abbiamo abilitato l’accesso.

Vediamo quindi di fare due conti.

 

In tabella si trova rappresentato il tempo necessario a caricare un filmato in Cloud in funzione della qualità (formato registrato), della durata del video (durata registrato) e della velocità della connessione in banda larga legata al tipo di connessione (FTTN, FTTC, FTTB, FTTH). Registrando in buona qualità un video di 10 minuti in 4 k (non filmografia, che occuperebbero di più), e volendolo archiviare su un servizio in Cloud, nel caso di linea tradizionale (FTTN) occorrerebero più di 6 giorni, mentre, facendolo da una sede collegata in fibra ottica (FTTH) basterebbero circa 9 minuti.

La rete di Trentino Network, che collega tutti gli uffici degli Enti pubblici del territorio in fibra ottica (quindi con velocità che si può decidere far spaziare dai 100 Mbits al Gbits), diventa qui strategica e fondamentale nel garantire agli Enti che necessitano di operare con contenuti multimediali di poter avere grandi velocità e facilità di operare sia nel ricercare e scaricare contenuti, che nel caricarne di nuovi, siano originali od opere di postproduzione. 

 

 

  • Zuko

    Considerando che servizi in Cloud seri ce ne sono già molti, che UNITN (ovvero la PAT) si è già affidata al cloud di Google e che questi servizi internazionali, oltre ad essere sicuri, ridondati e scalabili costano una briciola rispetto a quello che propone Trentino Network (Google, senza batter ciglio, chiede 120€/anno a Tera all’utenza domestica contro i 390€/anno di Trentino Network agli enti locali)…a cosa serve spendere risorse pubbliche per inventare qualcosa che c’è già?

  • Marco Tomasi

    Buongiorno Zuko,
    vi sono delle assolute verità in quello che riporta.
    I servizi in Cloud (storage) dei grossi player sono una grande opportunità ed in particolare i colleghi dell’Università, hanno fatto un’ottima scelta, conosco bene sia il progetto che che le persone che lo hanno promosso e portato a buon fine, con le quali tra il resto abbiamo da subito condiviso questo progetto del “Cloud Multimedia”. Ottimo goal.
    Solo alcuni spunti di riflessione:
    – si fa storage di informazioni con formati pesantisi e non storage di tante info di dimensione ridotta (tipo ad esempio mail dell’UNI)
    – caricare file “pesanti” in una Cloud locale significa poter disporre di collegamenti ad alta velocità e quindi garantire prestazioni desiderate per questi servizi multimediali. Cioè in sostanza spostare video e foto verso “google” od altri fornitori di Cloud pubblico, significa affidarsi alle connessione verso questi Cloud internazionali, e nessuno ad oggi può garantire velocità di upload come in una rete FTTH (si ricade nella problematica ADSL); le informazioni vanno dall’uffico dove si è avviato il caricamento, quindi verso una centrale a Milano, quindi su una tratta internazionale verso i mega Data Center in Europa o in USA. Si hanno tempi di caricamento non appropriati alle specifiche esigenze, per non parlare di aspetti più tecnici quali latenza ecc.
    – il servizio proposto è verso internet x quanto guarda la consultazione (interfaccia web) ed i comandi relativi, ma poi le informazioni viaggiano su una rete speciale (non pubblica) che collega ad alta velocità tutte le sedi delle amministrazioni pubbliche con il nostro Data Center
    – anche se in futuro, con le evoluzioni delle reti e della loro velocità, si potrà immaginare servizi in Cloud Pubblica pure per questa tipologia di “file pesanti”, vi è un aspetto che non sempre si considera: i provider Cloud offrono servizi concorrenziali per l’upload, ma ogni volta che si va a scaricare un dato (anche se di proprietà) si paga una tariffa per “la connessione di rete”. In sostanza più utilizzi dati che hai archiviato e più paghi
    – oltre a questi aspetti, che (con altri) sono stati alla base delle analisi preventive x valutare se il progetto poteva essere di utilità e valore prima di pensarlo e farlo partire, da considerare che i provider tipo Google sono molto smart, perchè agli Enti di Ricerca ed UNI offrono condizioni che chiamano “EDU” a condizioni di mercato praticamente a prezzo loro di costo. Questo lo fanno intelligentemente xchè vogliono sperimentare, promuovere sviluppo di conoscenze, rimanere collegati con il mondo che studia e ricerca, guardando sempre avanti. Queste condizioni non sono applicabili a nessun soggetto che non sia EDU, le loro politiche sono molto ferree.

    La ringrazio per il suo intervento, mi fa piacere chi si interessa delle cose e cerca di darne un contributo. Se avesse piacere di portare un contributo con qualche approfondimento passi a trovarmi, mi trova in Trentino Network. – Marco Tomasi

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