Sovranità digitale

Gaia-X: lo standard europeo per il cloud e i suoi progetti principali

Gaia-X è un’associazione con l’obiettivo di creare un’infrastruttura federata di servizi cloud a livello europeo: le regole, il rapporto con le istituzioni, il ruolo degli hub, la funzione dei dataspace, i progetti-faro Structura-X, Catena-X, AgriGaia e EuroDat, la posizione dell’Italia

27 Apr 2022
Giuseppe Arcidiacono

Responsabile Sistema Informativo at ARCEA

cloud - Strategia Cloud Italia - Gaia-X

“Gaia-X” punta a costruire un ecosistema digitale aperto, trasparente e sicuro, in cui dati e servizi possono essere resi disponibili, raccolti e condivisi in un ambiente di fiducia.

Un imponente framework informatico che vede al lavoro i maggiori player europei, con l’obiettivo comune di superare i concetti di infrastrutture fisiche cloud e creare sistemi di federazione software.

Un passaggio epocale: per la prima volta, rappresentanti del business, della politica, dell’accademia e della scienza, europei e non solo, stanno lavorando insieme per consentire alle aziende ed ai cittadini di mantenere il controllo sui dati e disciplinare in maniera trasparente e sicura le modalità di trattamento, elaborazione ed archiviazione.

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Uno standard europeo per il cloud

Gli Stati Membri dell’Unione e la Commissione Europea stanno per assegnare ingenti finanziamenti attraverso una serie di Programmi fortemente incentrati sulla trasformazione informatica: “Europa Digitale”, “Horizon Europe” e “Recovery and Resilience Facility”: i promotori del framework invitano i Governi nazionali e le istituzioni di Bruxelles a indicare Gaia-X come uno degli standard di riferimento all’interno dei disciplinari, delle “call” o delle gare pubbliche.

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In Francia, le etichette di sovranità e sicurezza introdotte dal governo (rispettivamente ‘cloud de confiance’ e ‘SecNumCloud’) e consegnate dall’ANSSI sono diventate un obbligo normativo ai fini della qualificazione dei fornitori cloud nella pubblica amministrazione.

Lo stesso modello potrebbe essere applicato anche in Italia nell’ambito del “Polo Strategico Nazionale: le “label” di Gaia-X potrebbero essere utilizzate nel processo di classificazione dei servizi in relazione alla criticità dei dati trattati.

Associazione Gaia-X: mission e obiettivi

Gaia-X, da statuto, è un’associazione che intende favorire la promozione di un’infrastruttura federata di dati e software, finalizzata a fornire servizi cloud che si basino su valori europei.

Un’infrastruttura che rafforzi la sovranità digitale del mercato unico comunitario, consenta la condivisione dei dati e crei un ecosistema comune, a tutela degli utenti e dei fornitori nella pubblica amministrazione, nell’industria e nella ricerca.

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Fonte immagine: https://gaia-x.eu/

In particolare, la missione di Gaia-X è specificare i requisiti, progettare l’architettura e implementare i componenti software necessari all’infrastruttura federale, garantendo l’interoperabilità, la trasparenza e la tracciabilità dei servizi attraverso l’utilizzo di strumenti comuni per nomenclature, identità digitali e sistemi di controllo.

Le cosiddette “etichette” (o label), alla stregua di un sigillo digitale, garantiscono infatti la piena conformità di un determinato servizio rispetto a un insieme specifico di regole (“rulebook”), e forniscono agli utenti ampie garanzie di qualità, tutela dei dati e sicurezza.

Le etichette, assegnate ai servizi e non ai fornitori, intendono semplificare le analisi preliminari dei clienti nella scelta dei servizi, puntando a creare un vero e proprio “canale di fiducia” tra utenti e provider.

Da quanto si apprende sul sito ufficiale, Gaia-X non fornirà direttamente alcun servizio, per evitare fin dall’origine potenziali conflitti di interesse, ma si limiterà a progettare le specifiche ed a sviluppare i componenti tecnologici necessari per consentire agli utenti e ai fornitori del mercato di interagire in maniera sicura ed indipendente.

Gaia-X: la sovranità digitale e il rapporto con le istituzioni

Il documento di architettura Gaia-X definisce il concetto di sovranità dei dati come “la capacità, per i partecipanti al mercato dei dati, di essere completamente autodeterminati per quanto riguarda lo scambio e la condivisione di dati e la capacità di prendere decisioni ponderate su servizi che aderiscono spontaneamente a specifiche tecniche caratteristiche e normative europee o nazionali”.

Per comprendere a pieno il quadro di riferimento, è necessario considerare anche le numerose sollecitazioni della Commissione Europea, che ha richiamato più volte l’attenzione degli Stati Membri sulla necessità di garantire l’indipendenza digitale dell’Unione da potenziali influenze di giurisdizioni straniere, nonché sull’opportunità strategica di elaborare e archiviare i dati sul suolo europeo.

Il concetto di sovranità è quindi intrinsecamente connesso ad aspetti di natura legale, politica, strategica ma anche di equilibri internazionali che devono essere salvaguardati, soprattutto in un momento storico estremamente delicato come quello attuale, segnato fortemente dalla pandemia e dalla crisi in Ucraina.

In questo contesto, tutti i soggetti aderenti al framework Gaia-X si impegnano reciprocamente a lavorare in maniera congiunta per arrivare nel più breve tempo possibile:

  • Alla definizione di regole comuni per il trattamento dei dati all’interno dell’Unione Europea;
  • All’elaborazione di standard comuni per operatori e utenti comunitari, che consentano di interloquire in maniera omogenea con i grandi player extra-comunitari;
  • Alla promozione di fattori che garantiscano l’indipendenza e l’autonomia rispetto a giurisdizioni straniere.

Anche se non si configura come un organismo di normazione, Gaia-X mira con forza a definire protocolli comuni per i propri membri, a creare “standard de facto” sul mercato ed a fornire ai consumatori garanzie sul rispetto di specifiche regole di qualità, sicurezza ed efficienza.

Per questo, l’adesione all’associazione è aperta a qualsiasi azienda, anche extraeuropea, che intenda accettare i principi contenuti nei documenti istitutivi e sia disposta ad attuare i valori fondamentali di GAIA-X.

Tuttavia, pur garantendo pari trattamento ed opportunità a tutti i membri in maniera indipendente dalle dimensioni e dalla dislocazione geografica, le possibilità di sedere nel CdA e di concorrere al governo strategico dell’associazione sono riservate ai soli partner europei.

Un segnale estremamente forte verso i grandi hyperscaler stranieri, che possono unirsi a Gaia-X come graditi ospiti ma devono adeguarsi alle indicazioni dei partner europei per poter operare sul territorio dell’Unione.

Gaia-X: cosa sono i “data space” e a che servono

L’obiettivo principale di Gaia-X è creare le condizioni per un boom del mercato delle informazioni, grazie soprattutto alla creazione di “data space”, “spazi di dati” in grado di trasporre in forma digitale gli ecosistemi fisici, naturali, industriali o sociali già esistenti all’interno dell’Unione Europea.

In un “data space”, gli attori della stessa “catena del valore” (ad esempio, fornitori e produttori nella supply chain, gestori di trasporti pubblici e privati in una smart city, ospedali e laboratori in ambito sanitario) possono implementare vere e proprie “federazioni”, per condividere dati in maniera semplice e quanto più possibile automatizzata.

Un “data space” è un ambiente in cui le informazioni sono certificate, arricchite, migliorate e condivise attraverso la cooperazione di soggetti che svolgono ruoli differenti ma sono ugualmente interessati ad estrarre valore dai propri patrimoni informativi.

Gli spazi di dati consentono infatti di migliorare i servizi di ogni singolo fornitore, di estendere le soluzioni esistenti grazie alle informazioni aggiuntive che derivano dagli scambi digitali, ma anche di combinare le proposte già esistenti, favorendo la cooperazione tra i principali player.

I “data space” possono essere specifici o intersettoriali, inter o intraterritoriali, abilitatori di strumenti che eliminino le barriere fisiche, riducano il “time-to-market”, sfruttino l’intelligenza distribuita e creino valore aggiunto per tutti i soggetti della federazione.

Il ruolo degli Hub Gaia-X

I “Gaia-X Hub” sono i “laboratori digitali” in cui si studiano e sviluppano i casi concreti di implementazione dei data space Gaia-X.

Gli hub raggruppano ed abbracciano utenti e fornitori di una regione specifica per creare sinergia e permettere a tutti gli interessati di lavorare in maniera congiunta alla progettazione di idee, anche all’interno di consorzi o di sistemi di “filiera corta”.

Gli hub rappresentano, nelle intenzioni dei promotori del progetto, anche uno strumento fondamentale per la creazione di uno spazio pan-europeo di convergenza delle migliori professionalità e dei maggiori player del territorio dell’Unione.

Fonte immagine: https://www.gaia-x.eu/who-we-are/hubs

Gli hub sono quindi deputati a svolgere compiti di estrema importanza nel contesto del framework:

  • Possono agire in qualità di “ambasciatore locale” per Gaia-X;
  • Intercettano le specifiche esigenze del territorio e i data space ad alta priorità;
  • Possono collaborare con altri hub per sviluppare data space comuni in tutta Europa;
  • Identificano attività e creano servizi fruibili sul mercato;
  • Aiutano i governi a implementare i Piani di Ripresa e Resilienza nel modo più efficace, secondo i principi del framework;
  • Promuovono la partecipazione di nuovi membri all’associazione
  • Forniscono feedback su esigenze e requisiti specifici da implementare nel framework.

I “progetti faro” di Gaia-X

I promotori di Gaia-X intendono concretizzare e declinare i principi basilari del framework europeo con il lancio di “lighthouse project” (o “progetti faro”), finalizzati ad affrontare specifici ambiti “verticali” come le infrastrutture digitali, il settore dell’automobile, l’agricoltura, l’economia, la finanza.

Secondo l’amministratore delegato dell’associazione, Francesco Bonfiglio, “Gaia-X condivide la visione comune con tutti i suoi partner di fornire una piattaforma di scambio di dati collaborativa e sostenibile alle aziende, dalle piccole e medie imprese alle grandi. Questi progetti ci aiuteranno a riunire tutte le parti interessate in un unico spazio dati coerente e consentiranno loro di condividere i dati in un quadro di fiducia e apertura. Secondo una decisione del CdA, Gaia-X ha assegnato 13 criteri in base ai quali selezionare i progetti faro”.

La Germania si conferma “locomotiva d’Europa”: sta di fatto trainando il resto degli Stati Membri attraverso la proposizione di quasi tutti i “progetti faro” più interessanti e degni di menzione.

Structura-X

Una novità di estremo rilievo è l’iniziativa “Structura-X”, con la quale numerosi fornitori europei di servizi cloud intendono implementare un’infrastruttura digitale condivisa che rispetti i principi di Gaia-X.

La sfida lanciata lo scorso novembre in occasione del Summit “Gaia-X” di Milano è stata raccolta da 28 aziende e organizzazioni provenienti da 10 paesi: AssoSoftware, City Network, Cloud&Heat Technologies, CS Group, CSI, EBRC, Elmec, Fabasoft, International Dataspaces, IONOS SE, KPN, Luxinnovation, Mainstream, next layer, OpenNebula Systems, OSSM, ThreeFold Tech, Tietoevry, United Group, Vivacom.

La confederazione è destinata a cambiare le sorti del mercato informatico dell’Unione Europea: i prestigiosi partner hanno stretto un accordo finalizzato all’utilizzo di una tecnologia open source condivisa, con l’obiettivo di rendere i servizi effettivamente fruibili ma anche interoperabili, sicuri e rispettosi delle leggi inerenti la tutela dei dati personali.

L’obiettivo di Structura-X è ampliare quanto più possibile la platea di soggetti partecipanti, in maniera da creare un vero e proprio colosso europeo del settore e garantire così la sovranità dei dati gestiti nel Vecchio Continente.

La nuova infrastruttura metterà anche a disposizione le risorse tecnologiche necessarie a garantire un’efficiente collaborazione intersettoriale e transnazionale nel cloud, contribuendo a ridurre la frammentazione che ha limitato fin dall’origine il mercato digitale europeo.

Catena-X

L’obiettivo di “Catena-X Automotive Network” è creare flussi di dati e informazioni standardizzati lungo l’intera catena del valore del settore automobilistico, garantendo vantaggi e servizi a valore aggiunto a tutti i partner, nel rispetto della sovranità dei dati ed in conformità con gli standard promossi da GAIA-X.

Secondo quanto è possibile leggere nel sito ufficiale del progetto (https://catena-x.net), i promotori di Catena-X puntano a condividere “la visione di uno scambio di dati continuo per tutti i contributori lungo la catena del valore automobilistica”

Fonte immagine: https://catena-x.net/de/

L’iniziativa è nata in Germania ma registra un forte interessamento di aziende ed imprenditori italiani che intendono giocare un ruolo di primo piano all’interno di un mercato in piena evoluzione.

In particolare, secondo quanto ha affermato in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore,[1] Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria per le Filiere e le Medie Imprese, la trasformazione sollecitata da Catena-X «deve coinvolgere la grande subfornitura italiana oltre che quella francese. I tedeschi conoscono l’importanza della filiera Made in Italy e hanno capito che hanno bisogno anche di noi. Da parte nostra dobbiamo stare dentro al gioco perché altrimenti rischiamo di venire tagliati fuori. È uno sforzo che i tedeschi stessi a dir la verità ci chiedono di fare».

Catena-X, in estrema sintesi, punta alla creazione di uno standard per l’operabilità dei dati nel settore automotive in totale sicurezza, con un cloud dedicato che, attraverso un continuo interscambio di informazioni, può fornire vantaggi economici a tutto il sistema, pur mantenendo la proprietà del dato in mano a chi lo genera.

Nella fase di avvio, in particolare, i progetti di Catena-X saranno focalizzati su cinque macroaree di applicazione che comprendono la gestione della qualità, la logistica, la manutenzione, la gestione della catena di approvvigionamento e la sostenibilità.

Agri-Gaia

Il progetto Agri-Gaia si pone l’obiettivo di realizzare un vero e proprio ecosistema basato sull’intelligenza artificiale per l’industria agroalimentare aderente ai principi e gli standard GAIA-X.

Agri-Gaia intende fornire strumenti tecnologici ed organizzativi in grado di armonizzare i processi di acquisizione dei dati, le attività di sviluppo e configurazione degli algoritmi interpretativi ed i meccanismi di produzione dei report finalizzati a supportare le decisioni strategiche ed operative delle aziende.

L’interconnessione con GAIA-X garantisce una serie di vantaggi intrinsecamente connessi al framework europeo:

  • Rende disponibili tecnologie come la gestione dell’identità intersettoriale e la descrizione semantica dei formati dei dati, fornendo l’infrastruttura di base necessaria per consentire una gestione decentralizzata e interoperabile delle informazioni in agricoltura.
  • Consente di unire i set di dati di formazione in tutti i settori, in modo che i sistemi di intelligenza artificiale possano riconoscere le interrelazioni e ottimizzare le catene di processo corrispondenti.
  • Favorisce la creazione di una rete di aziende, istituti di ricerca e università che promuove lo scambio di informazioni sui temi dell’IA in tutto il settore agroalimentare, creando così nuovi processi di business e nuove opportunità di mercato;

Fonte immagine: https://www.data-infrastructure.eu/GAIAX/Redaktion/EN/Artikel/UseCases/agri-gaia.html

Euro-Dat

EuroDaT è un consorzio internazionale che, collocandosi nel solco tracciato da Gaia-X, punta a creare i prerequisiti legali e tecnologici della gestione sicura dei dati all’interno dell’Unione Europea.

Il progetto mira, in particolare, a creare un “data trustee” neutrale, senza scopo di lucro, conforme a quanto richiesto dall’ “European Data Governance Act” (DGA) ed in grado di consentire uno scambio di dati affidabile e sicuro tra imprese del settore privato, enti pubblici e istituti di ricerca, facilitando nuove modalità di analisi dei dati in maniera anonima e indipendente.

All’interno del consorzio EuroDaT, un ruolo fondamentale è svolto dall’Agenzia tedesca “Center Responsible Digitality” (ZEVEDI), che sta lavorando alla realizzazione di casi d’uso aziendali concreti e pratici, collaborando strettamente con prestigiosi partner provenienti dal settore pubblico, privato e della ricerca accademica.

Conclusioni

Il progetto Gaia-X rappresenta un’occasione unica per l’Europa, che deve necessariamente fare i conti con una tecnologia emergente come il cloud ma soprattutto con i giganti americani, cinesi, coreani o russi che sono potenzialmente in grado di monopolizzare il mercato e mettere a rischio la sovranità digitale del Vecchio Continente.

Non a caso, infatti, la nuova federazione sta riscuotendo un grande successo tra i maggiori player dell’Unione, anche se il motore trainante sembra confermarsi la Germania, che ha promosso una serie di iniziative collaterali (conosciute come “progetti faro” o “lighthouse projects”) in grado di affrontare in maniera sistematica ambiti di fondamentale importanza quali le infrastrutture digitali, l’automotive, l’agricoltura o la finanza.

L’idea di fondo del framework europeo è estremamente semplice e consiste nel creare un modello di autogoverno che consenta ai consumatori di comprendere in maniera semplice e diretta la qualità, la sicurezza e l’efficienza dei servizi cloud offerti dai diversi attori aderenti alla rete Gaia-X.

Il progetto, che già si presentava come estremamente ambizioso e di ampio respiro, assume ora una rilevanza strategica nel panorama europeo grazie all’avvio della nuova programmazione comunitaria ed alla partenza del programma straordinario di Ripresa e Resilienza, che dovrà traghettare l’Europa nell’era post-Covid.

Si tratta di un momento storico per l’Unione Europea, che dovrà non solo pensare a ricostruire la propria economia martoriata da anni di pandemia e, da ultimo, dalla crisi ucraina ma sarà soprattutto chiamata a difendere i propri confini cibernetici dalla potenza di fuoco dei colossi high-tech (e dei rispettivi Governi) stranieri.

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Note

  1. F. Greco, “Auto, l’arca europea per salvare la filiera”, Il Sole24Ore, 28 novembre 2021, p. 11

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