Italia 5G, così il PNRR sarà driver per modernizzare il Paese: gli obiettivi del Governo - Agenda Digitale

il Piano

Italia 5G, così il PNRR sarà driver per modernizzare il Paese: gli obiettivi del Governo

Le reti wireless sono fondamentali per favorire l’adozione tecnologica nei settori verticali, quali l’automazione industriale, turismo, telemedicina, smart city, automotive, monitoraggio industriale. Ecco come grazie al PNRR si potrà realizzare un ecosistema virtuoso per creare ricchezza e nuovi servizi specializzati

06 Lug 2021
Stefano Bolis

Junior Consultant ICT Consulting

Sara Frizziero

Senior Consultant ICT Consulting

Filippo Giangrande

Manager ICT Consulting

La realizzazione di una rete 5G pervasiva e in grado di coprire anche le aree a fallimento di mercato è un fattore chiave per indirizzare le esigenze sia dei cittadini che delle imprese. Costruire un ecosistema virtuoso che sfrutti la tecnologia per creare ricchezza e consentire lo sviluppo di nuovi servizi specializzati per i diversi segmenti verticali sarà fondamentale per sfruttare appieno i benefici derivanti dalle nuove reti e trasformarli in concreti driver per guidare il processo di digitalizzazione.

5G: le prospettive di sviluppo tra PNRR e indagine conoscitiva Agcom

Anche in questo senso, il PNRR rappresenta un’importante opportunità per l’Italia, il cui successo dipenderà significativamente dalla capacità del Paese di implementare le riforme strutturali che rappresentano la vera sfida da cogliere.

Tra le diverse misure, infatti, significativa rilevanza è data al processo di digitalizzazione come driver per riformare il Paese, modernizzarlo e consentire allo stesso tempo di recuperare il gap nei confronti dei competitor internazionali. Gli operatori di telecomunicazioni e più in generare i diversi player dell’ecosistema ICT saranno tra gli attori fondamentali per attuare una buona parte dei cambiamenti previsti.

Il Piano Italia 5G

Consapevole del ruolo che il digitale e le reti di telecomunicazioni hanno avuto nell’ultimo anno e del ritardo che il Paese continua a scontare in tale frangente, il Governo italiano ha approvato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza lo stanziamento complessivo di 23,89 miliardi di euro a favore di interventi che rafforzino il tasso di digitalizzazione del sistema produttivo e l’innovazione tecnologica. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in una conferenza stampa congiunta col Presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato nei giorni scorsi che la Commissione ha valutato positivamente il Piano italiano.

WEBINAR
21 Ottobre 2021 - 12:00
3D Experience nel Manufacturing: come si evolve la progettazione e produzione?
Automotive
IoT

L’8,5% dello stanziamento a favore del digitale, ovvero 2,02 miliardi di euro, è destinato al cosiddetto “Piano Italia 5G”, che ha lo scopo di indirizzare le iniziative pubbliche finalizzate alla realizzazione di reti mobili a elevate prestazioni e che si pone in un’ottica complementare e sinergica rispetto al percorso già avviato di sviluppo delle reti 5G sul territorio nazionale. Le misure contenute nel Piano si pongono inoltre in continuità con quanto previsto nei documenti “Gigabit Society” e “Digital Compass” dove sono presentati visione, obiettivi e modalità per perseguire gli obiettivi della trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030.

Nel dettaglio, il Piano Italia 5G prevede l’impiego delle risorse economiche sopra descritte al fine di attuare le seguenti misure:

  • Corridoi 5G – supportare la diffusione della connettività 5G lungo 2.645 km di “corridoi europei”, ossia percorsi autostradali completamente privi di barriere dovute alla presenza di attraversamenti frontalieri.
  • Strade extra-urbane predisposte per il 5G – realizzare il backhauling in fibra ottica su circa 10.000 km di strade extra-urbane per consentire l’adozione di applicazioni 5G in settori quali la sicurezza stradale, la mobilità, la logistica e il turismo.
  • Aree mobili 5G a fallimento di mercato – incentivare la realizzazione di infrastrutture mobili 5G nelle aree in cui sono state sviluppate solamente reti mobili 3G e non è pianificato lo sviluppo di reti 4G o 5G nei prossimi 3 anni, o vi sono reti 4G che non garantiscono performance adeguate. A tal fine, potranno essere attuate misure tra cui, ad esempio, il sostegno all’aggiornamento delle BTS esistenti allo standard 5G, alla creazione di nuove BTS 5G, nonché alla realizzazione di collegamenti di backhauling in fibra ottica.

In attuazione dell’ultimo punto, il 10 giugno, Infratel Italia ha avviato una consultazione sulla copertura effettiva delle reti 4G e 5G e sui piani di copertura degli operatori mobili, che permetterà di realizzare una mappatura completa del territorio nazionale e, di conseguenza, identificare le aree in cui prevedere un intervento pubblico.

Il digitale e le reti di telecomunicazioni come motore socio-economico

La pandemia di Covid-19 ha contribuito a cambiare radicalmente la percezione delle tecnologie digitali nella società: da strumenti necessari a velocizzare e svecchiare processi macchinosi, ad elementi indispensabili per il mondo del lavoro, dell’apprendimento, dell’intrattenimento, dalla sanità e della cultura.

La digitalizzazione, e le reti di comunicazione che supportano tale paradigma, nell’ultimo anno non solo hanno permesso alle nostre vite di continuare malgrado le limitazioni causate dalla pandemia, ma si sono anche rivelate un vero e proprio motore per favorire lo sviluppo socioeconomico del Paese. Infatti, in un momento in cui un numero sempre crescente di Italiani ha visto il proprio ambiente e la propria sicurezza economica minacciati, grazie alle tecnologie digitali e alle reti di comunicazione, singoli individui, imprese ed interi comparti hanno potuto sviluppare nuove opportunità, innovare e, i taluni casi, creare nuovi posti di lavoro.

Indirizzare le esigenze dei settori verticali

L’obiettivo del Governo è dunque potenziare e integrare le reti di telecomunicazioni wireless, in quanto prerequisito fondamentale per favorire e incrementare l’adozione tecnologica nei cosiddetti “settori verticali”, quali l’automazione industriale, il turismo, la telemedicina, le smart city, l’automotive, il monitoraggio industriale, ecc.

Allo scopo di fornire tutti gli strumenti necessari allo sviluppo dei settori verticali, e di delinearne le effettive esigenze e fabbisogni, con la Delibera n. 131/21/CONS, AGCOM ha avviato un’indagine conoscitiva sulle possibili nuove modalità di utilizzo dello spettro radio al servizio dei settori verticali.

Si noti che già oggi alcune delle misure previste da Agcom favoriscono l’ingresso nel mercato di nuovi attori dedicati alla fornitura di servizi ai settori verticali, sebbene non sia attualmente prevista alcuna riserva di spettro a favore di tali soggetti.

Infatti, ai tempi della gara per l’assegnazione delle risorse spettrali 5G, la relativamente ridotta quantità di spettro disponibile, l’esigenza di garantirne un uso efficiente e di favorire l’assegnazione di ampie portanti, ha portato l’Autorità a disegnare un framework regolamentare che consentisse a tali soggetti di sviluppare servizi per applicazioni verticali 5G, in accordo con gli operatori wireless aggiudicatari dei diritti d’uso. In particolare, l’Autorità ha previsto per i nuovi attori, l’accesso alla capacità trasmissiva in modalità wholesale o l’uso delle frequenze in leasing allo scopo di realizzare reti locali.

L’accesso wholesale ai servizi di quinta generazione da parte dei settori verticali è facilitato dall’architettura service-based del nuovo standard, che grazie al network slicing permette agli operatori di veicolare servizi differenziati e personalizzati per i diversi settori verticali attraverso una singola infrastruttura di rete. Inoltre il fatto che siano gli operatori a gestire le frequenze offre maggiori garanzie in termine di coordinamento nell’uso delle risorse spettrali e nella gestione delle interferenze.

Nell’ambito della già menzionata consultazione saranno valutati anche meccanismi alternativi, quali l’assegnazione diretta dello spettro per usi locali e l’utilizzo dello spettro in modalità non licenziata. In aggiunta, l’Autorità ha ritenuto opportuno estendere l’indagine a tematiche connesse all’utilizzo dello spettro, quali le reti private locali (es. in modalità Wireless Access Network ed LPWAN).

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3