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Sanità, come si preparano al PNRR i privati accreditati? L’esempio del Gruppo San Donato

In vista della trasformazione digitale prevista dal PNRR, la sostenibilità delle aziende sanitarie private accreditate dipenderà dalla capacità di ripensare il “patient journey”. Ecco come sta affrontando questo percorso il Gruppo San Donato, primo gruppo sanitario privato italiano

Pubblicato il 23 Dic 2022

Elena Bottinelli

Head of Digital Transition and Transformation del Gruppo San Donato

Digital Health

I privati accreditati sono gli erogatori del sistema sanitario (ospedali, ambulatori, residenze sociosanitarie) di natura istituzionale privata, che forniscono ai pazienti prestazioni prevalentemente finanziate dal SSN (il 17,4% della spesa complessiva del SSN nel 2021 secondo il rapporto OASI 2022, con alcune grandi Regioni come Lazio e Lombardia oltre il 25%)

Come privati sono autonomi nelle scelte strategiche e organizzative al fine di mantenere l’equilibrio economico dell’azienda, ma come accreditati, a contratto con il SSN, dipendono dalle regole e dalle dinamiche dello Stato e delle Regioni sia per quanto riguarda i finanziamenti (budget e tariffe), sia per quanto riguarda l’integrazione all’interno del sistema.

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Il PNRR, nella missione 6, prevede l’ammodernamento del SSN sia in termini di investimenti in strutture territoriali (ospedali di comunità e case di comunità) e reti di prossimità, sia attraverso l’acquisizione di tecnologie per rinnovare il parco macchine esistente, sia attraverso l’introduzione di strumenti digitali indispensabili per costruire un nuovo modello di sanità che, considerando le risorse del fondo sanitario in riduzione percentualmente rispetto al PIL dal 7,2% del 2022 al 6% del 2025. (NADEF 2022), possa rendere il Sistema Sanitario Nazionale sostenibile nei prossimi anni.

La trasformazione attraverso la riallocazione delle risorse

L’ investimento di 20 miliardi in 6 anni, ben al di sopra del 1,4 mld del 2018 e 1,7 mld del 2019 non è pensato per espandere il sistema, ma per trasformarlo attraverso una riallocazione delle risorse a fronte di una popolazione sempre più anziana, esposta a cronicità e non autosufficiente e ad aree del paese che vanno incontro a rapido spopolamento.

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I finanziamenti del PNRR, come noto, sono destinati al pubblico e non al privato, pur accreditato e a contratto con il SSN, ma quest’ultimo non può prescindere dal condividerne le iniziative ed organizzarsi per fare in modo che gli investimenti del sistema pubblico portino valore al Cittadino/Paziente.

Se ci soffermiamo sul digitale il PNRR prevede alcune direttrici chiare:

  • il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico (cosiddetto FSE 2.0), che viene inteso non più come un puro repository, ma come lo strumento di connessione tra gli attori del sistema, es ospedali, medici di base, pazienti, strutture territoriali, al fine di consentire a ciascuno di essi di consultare, prenotare, condividere prestazioni e dati. Un passaggio da strumento per la gestione documentale a contenitore anche di dati strutturati che possano consentire al cittadino la possibilità di visualizzare non solo il referto, ma l’andamento dei parametri rilevati nel tempo.
  • la realizzazione delle infrastrutture digitali per ottenere l’interoperabilità dei sistemi e l’integrazione dei cittadini su tutto il territorio nazionale, oltre al potenziamento dell’ICT degli erogatori pubblici.
  • l’identificazione della casa come primo luogo di cura e la diffusione della telemedicina per cambiare il format dei servizi
  • la formazione dei cittadini, caregiver e operatori

Mentre il PNRR segue il suo iter e i suoi cronoprogrammi molto dettagliati con una metrica concordata con l’Unione Europea, basata su centinaia di indicatori e una pianificazione con precise tappe (progettazione, gara, realizzazione, collaudo) nell’arco temporale degli anni del piano, il privato accreditato (a contratto) ha la responsabilità di pianificare l’integrazione e ha l’opportunità di realizzare soluzioni digitali che preparino e formino gli operatori e i pazienti all’uso di strumenti digitali, ragionando in termini di ecosistema per fornire ai cittadini un servizio integrato e personalizzato, migliorando le cure ed il loro accesso, garantendo una stabile continuità assistenziale.

Sicuramente una fase indispensabile è quella del potenziamento dell’infrastruttura interna per rispondere ai requisiti del GDPR e della cybersecurity, così come l’aggiornamento del SIO e l’introduzione della Cartella Clinica Elettronica, ma altrettanto importante è il change management.

Gli impatti non sono solo in termini di investimento in hardware e software, ma anche dal punto di vista organizzativo e strategico.

Come gestire la trasformazione: l’approccio di Gruppo San Donato

La sostenibilità delle aziende private accreditate e a contratto dipenderà dalla capacità di gestire questa trasformazione ripensando al “patient journey” sia dentro che fuori le mura della struttura, riducendo ridondanze e sprechi in termini di tempo perso, esami inutili, movimentazione di persone e cose al posto di dati, sia ripensando all’accessibilità ai servizi e alla necessità di misurare gli esiti (outcomes) nell’ottica della Value Base Healthcare.

Gli operatori non hanno tutti lo stesso grado di predisposizione all’uso di strumenti digitali, così come non sono completamente permeabili a modificare le proprie abitudini e i propri atteggiamenti per cui è importantissimo il coinvolgimento di tutti gli stakeholder in fase di progettazione ed innovare l’organizzazione per passi, nell’ottica del miglioramento continuo, misurando i risultati ottenuti ed esaminando e condividendo i fallimenti e i successi con gli utenti finali.

La metodologia Agile

L’approccio che noi stiamo utilizzando è quello della metodologia Agile che si basa su alcuni principi:

  • l’importanza delle relazioni umane e della comunicazione oltre i silos
  • la funzionalità reale dei prodotti rispetto alla documentazione fine a sé stessa
  • la collaborazione dei clienti nello sviluppo del progetto più che la negoziazione contrattuale
  • la disponibilità di accogliere cambiamenti in corso di sviluppo del progetto

Tecnicamente si sviluppa attraverso sprint della durata di un paio di settimane. All’inizio di ogni sprint il tavolo agile, o team di lavoro crossfunzionale, pianifica una serie di “deliverables” /prodotti finali prioritarizzati in base all’esigenze dell’utente finale.

Al termine di ogni sprint il team nel suo complesso, compreso l’utente finale, valuta il lavoro prodotto e prevede i cambiamenti per gli sprint successivi.

Il vantaggio è quello di centrare l’attenzione sull’utente finale e produrre risultati in tempi rapidi. Ogni membro del team è focalizzato sulle proprie responsabilità più che sul ruolo e questo consente di portare il proprio valore e le proprie competenze accrescendosii dal confronto con gli altri.

La metodologia lean

Un approccio complementare è la metodologia lean, i cui principi specifici riguardano l’individuazione e lo sviluppo dei flussi di valore delle attività, processi snelli, l’eliminazione degli sprechi, delle duplicazioni e delle inefficienze e di interventi correttivi in tempo reale.

In questo modo si può prevedere un uso più razionale delle risorse con esiti positivi sulla salute delle persone.

Il modello organizzativo viene prima e la tecnologia viene dopo, nessun cambiamento e nessuna innovazione stabile può funzionare se si vogliono applicare tecnologie digitali a vecchi modelli organizzativi.

La trasparenza e l’accountability sono le parole chiave per motivare al cambiamento e per promuovere quei comportamenti virtuosi che sono indispensabili nelle organizzazioni di persone.

Centrale è poi il coinvolgimento del paziente o prima ancora del cittadino, considerando il ruolo che la prevenzione avrà nel prossimo futuro.

Se il cittadino non contribuisce al dialogo le piattaforme digitali sono destinate al fallimento e gli investimenti del PNRR non avranno avuto l’impatto desiderato.

I privati possono quindi contribuire fin da subito con iniziative di telemedicina integrate nel percorso di cura che abituino il paziente ed il caregiver al “dialogo digitale”, con soluzioni di accesso digitale facilitato al servizio, con iniziative di education ad ingaggio per pazienti e caregiver che creino la fiducia necessaria e possano rendere il paziente protagonista ed utente attivo.

Questo è il ruolo che sta giocando il Grupposandonato che, rappresentando il primo gruppo sanitario privato italiano con un fatturato di 1,6 milioni di euro e 18.000 tra collaboratori e dipendenti e 5 milioni di pazienti/anno, ha realizzato inhouse un’app/webapp su cui è possibile prenotare e pagare visite e prestazioni su tutte le 56 sedi del gruppo ed è possibile richiedere videovisite e consulti ai professionisti.

L’app a supporto del patient journey

L’APP GSD è un prodotto sviluppato internamente dalla Software Factory GSD con l’obiettivo di supportare il patient journey fornendo sempre maggiori servizi di qualità erogati dal Gruppo, con continue evoluzioni del prodotto a partire da gennaio 2019.

L’infrastruttura dell’App integra i sistemi ospedalieri locali semplificando ed efficientando l’accesso ai servizi delle strutture.

Ad oggi abbiamo quasi 600.000 cittadini iscritti per oltre 300.000 prestazioni ambulatoriali erogate e quasi 200.000 referti scaricati.

I servizi disponibili

I servizi disponibili sono:

  • Prenotazioni in regime privato
  • Prenotazioni in regime convenzionato con fondi sanitari / assicurazioni
  • Prenotazioni convenzionate con aziende
  • Pagamento anticipato della prestazione per semplificare l’accettazione
  • Download dei referti ambulatoriali
  • Integrazione con la piattaforma di telemedicina WelcomeMedicine per accedere con la stessa registrazione della APP

La telemedicina

Per quanto riguarda la telemedicina, partita a gennaio 2020, per soddisfare l’esigenza di facilitare l’accesso alle competenze cliniche del Gruppo a prescindere dal fattore geografico, lo scopo è stato modificato a seguito dello scoppio della pandemia proponendosi di garantire le prestazioni e la prosecuzione delle cure ai pazienti senza esporli ad eventuali rischi connessi all’accesso in struttura.

Ad oggi l’obiettivo primario è tornato ad essere quello dell’accessibilità per i pazienti fragili, geograficamente distanti o con difficoltà a dedicare tempo agli spostamenti necessari per recarsi in struttura, sia in regime ambulatoriale che di prericovero.

Le prestazioni mensilmente effettuate (consulti e videoconsulti) sono piu’ di un migliaio con più di 76.000 pazienti ingaggiati. I volumi sono in crescita del 26% tra il 2022 e il 2021, rispetto al +32% tra il 2021 e il 2020.

Ad oggi i servizi offerti sono:

  • Televisita (con il paziente presente) lungo tutto il percorso assistenziale dalla prima visita alla valutazione preoperatoria, al follow-up post ricovero
  • Consulti asincroni (che non prevedono la presenza del paziente): dalla second opinion all’organizzazione del PDTA, al prericovero, al follow-up, al monitoraggio periodico.
  • Consulti asincroni multi-disciplinari su pazienti complessi
  • Cicli di teleriabilitazione sincrona e asincrona

I volumi più elevati si registrano nelle specialità di psicologia clinica, psicoterapia, chirurgia generale, psichiatria, diabetologia.

I numeri sono importanti, così come la soddisfazione dei pazienti misurata dal fatto che chi usufruisce del servizio tende ad usufruirne almeno una seconda volta e successive, ma le evidenze dimostrano che i migliori risultati si ottengono quando la telemedicina non è “stand alone”, ma è inserita nel percorso di cura del paziente e la presa in carico va oltre la dimissione.

La raccolta dati di PROMS (patient related outcome measures) per valutare gli esiti degli interventi e delle terapie, dal punto di vista della qualità percepita dal paziente, e i dati di PREMS (patient related experience measures), abbinati ai registri di patologia, consentono l’integrazione dell’esito clinico con il giudizio sulla qualità della vita del paziente, valutandone il reale valore prodotto.

Queste sono le basi su cui il Grupposandonato ha deciso di compiere un ulteriore passo in avanti, costruendo una piattaforma multicanale che integri le esperienze ad oggi esistenti con la visione delle esigenze future.

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